CASSANDRA CLARE.

IL PRINCIPE.

Ciclo Shadowhunters: Le origini. 2.

Parte 2.

Titolo originale: The Infernal Devices. Clockwork Prince. 2011.
Traduzione di: Raffaella Belletti.
2012 Arnoldo Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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12.
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IL BALLO IN MASCHERA.
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Dunque ora ho giurato di seppellire.
Tutto questo corpo morto di odio,
Mi sento cos libero e puro.
Per la perdita di quel peso morto,
Che potrei stordirmi, temo,
Diventare stranamente allegro;
Se non fosse che suo fratello verr, abbattendosi.
Sulla mia fresca speranza, al Palazzo stanotte.
Alfred, Lord Tennyson, Maud.
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Cyril ferm la carrozza fuori dal cancello della propriet, all'ombra di una quercia frondosa. La
casa di campagna dei Lightwood a Chiswick, appena fuori dalla Londra vera e propria, era un
massiccio edificio in stile palladiano, con colonne slanciate e una scala doppia. Lo splendore lunare
conferiva a ogni cosa un aspetto perlaceo, come l'interno di un guscio d'ostrica. La pietra della casa
sembrava mandare bagliori argentei, mentre la cancellata che girava intorno alla propriet aveva la
lucentezza del petrolio. Sembrava che non ci fossero luci accese: la casa era immersa in un buio pesto e
in un silenzio di tomba, e i vasti terreni circostanti, che giungevano fino al margine di un'ansa del
Tamigi, erano deserti e privi di illuminazione. Tessa cominci a chiedersi se non avessero sbagliato
orario o giorno della festa.
Mentre smontava dalla carrozza e aiutava Tessa a scenderne a sua volta, Will gir la testa
serrando la bocca.  Senti la puzza? Stregoneria demoniaca. L'aria ne  impregnata.
Tessa fece una smorfia. Non sentiva nessuno strano odore; anzi, cos lontano dal centro della
citt, l'aria sembrava pi pulita di quanto fosse vicino all'Istituto. Sentiva odore di terra e foglie
bagnate. Lanci un'occhiata a Will, che aveva il viso sollevato verso il chiarore lunare, e si chiese quali
armi avesse nascosto sotto la redingote attillata. Il Nephilim portava guanti bianchi e aveva il davanti
della camicia inamidato e immacolato. Con la mascherina sul viso, avrebbe potuto benissimo essere
l'illustrazione di un bel brigante in un romanzetto a puntate.
Tessa si morse il labbro.  Sei sicuro? La casa sembra tranquillissima. Come se non ci fosse
nessuno. E se ci fossimo sbagliati?
Will scosse la testa.  Qui  all'opera una magia potente, qualcosa di pi forte di un
incantesimo di camuffamento. Una vera protezione. Qualcuno non vuole assolutamente che si sappia
cosa succede qui stanotte.  Diede un'occhiata all'invito in mano a Tessa, fece spallucce e si avvi
verso il cancello. C'era un campanello e lo suon, irritando i nervi gi tesi della ragazza, che lo fulmin
con lo sguardo. Lui sorrise e disse:  Caelum denique, angelo.  Quindi spar nell'ombra proprio
mentre il cancello si apriva.
Comparve una figura incappucciata. La prima cosa che a Tessa venne in mente furono i Fratelli
Silenti, ma le loro vesti erano color pergamena, mentre l'abito della figura davanti a lei aveva il colore
del fumo nero; il cappuccio le celava completamente il viso. Tessa porse l'invito, senza dire una parola.
La mano che lo prese era inguantata. Per un momento, il viso nascosto guard l'invito. Tessa
non pot fare a meno di agitarsi. In una circostanza normale, una giovane donna che partecipasse a un
ballo da sola sarebbe stata tanto sconveniente da suscitare scandalo. Ma quella non era una circostanza
normale.
Alla fine, da sotto il cappuccio giunse una voce:  Benvenuta, signorina Lovelace.  Era una
voce ruvida, come una pelle raschiata su una superficie grezza.
Tessa sent un brivido lungo la schiena, e fu contenta di non poter vedere sotto il cappuccio. La
figura le restitu il biglietto e fece un passo indietro, invitandola con un cenno a entrare; lei la segu,
costringendosi a non guardarsi intorno per controllare se Will fosse con lei.
Fu condotta lungo uno stretto sentiero, sul lato della casa. I giardini, di un verde argenteo nella
luce lunare, si stendevano per una vasta area intorno all'edificio. C'era uno stagno ornamentale circolare
dalla superficie nera con accanto una panca di marmo bianco, e basse siepi potate con cura che
correvano lungo sentieri ordinati. Quello che Tessa stava percorrendo finiva davanti a un ingresso alto
e stretto inserito nel fianco della casa. Sulla porta era intagliato uno strano simbolo,- sembrava che si
muovesse e si trasformasse sotto i suoi occhi, facendoglieli dolere. La ragazza distolse lo sguardo
mentre l'accompagnatore incappucciato apriva la porta e le faceva segno di andare.
Tessa entr nella casa, e la porta sbatt alle sue spalle. Mentre si chiudeva, lei si era girata e le
era parso di scorgere il viso sotto il cappuccio: qualcosa di molto simile a un grappolo di occhi rossi,
come quelli di un ragno, in mezzo a un ovale scuro. Quando la porta si serr con uno scatto, Tessa
trattenne il fiato e sprofond nelle tenebre.
Mentre allungava una mano alla cieca verso la maniglia della porta, si vide inondare di luce. Si
trovava ai piedi di una scala lunga e stretta che conduceva verso l'alto, fiancheggiata da torce che non
erano di stregaluce: emanavano un chiarore verdastro.
In cima alla scala c'era una porta con sopra dipinto un altro simbolo. Tessa si sent la bocca
ancora pi secca. Era un uroboro, il doppio serpente simbolo del Pandemonium Club.
Per un momento si sent gelare di paura. Il simbolo le fece affluire alla mente ricordi lugubri: la
Casa Oscura, le due crudeli sorelle che la torturavano cercando di costringerla a trasformarsi, il
tradimento di Nate. Si chiese cosa le avesse detto Will in latino prima di sparire. "Coraggio", senza
dubbio, o qualcosa del genere. Pens a Jane Eyre, che affrontava arditamente il signor Rochester in
preda all'ira; a Catherine Earnshaw che, morsa da un cane furioso, "non grid: no! ne avrebbe provato
vergogna". E in ultimo pens a Boadicea che, a sentire Will, era "pi coraggiosa di qualsiasi uomo".
 solo un ballo, si disse, e allung la mano verso il pomello. Solo un ricevimento.
Naturalmente, non era mai stata a un ballo. Non sapeva granch di cosa aspettarsi, e tutto quello
che sapeva l'aveva appreso dai libri. Nei libri di Jane Austen i personaggi erano continuamente in attesa
di un ballo, o intenti a organizzarne uno, e spesso un intero villaggio sembrava coinvolto nella
preparazione e nella scelta del luogo in cui darlo. In altri libri, come La fiera delle vanit, i balli erano
grandiosi fondali per intrighi e trame. Sapeva che ci sarebbe stato uno spogliatoio per le signore, dove
avrebbe potuto lasciare lo scialle, e uno per gli uomini, dove questi avrebbero potuto sistemare al sicuro
cappelli, cappotti e bastoni da passeggio. E poi, le avrebbero dato un carnet su cui segnare i nomi degli
uomini che le avrebbero chiesto di ballare; era disdicevole fare troppi balli di seguito con lo stesso
uomo. Ci sarebbe stata una sontuosa sala da ballo magnificamente decorata e una sala pi piccola per i
rinfreschi, dove sarebbero state servite bevande fresche, sandwich, biscotti e torte di mandorle
imbevute di vino...
Ma non c'era niente di tutto questo. Quando la porta le si fu richiusa alle spalle, Tessa non trov
solerti servitori ad accoglierla, a guidarla nello spogliatoio delle signore, a offrirsi di prenderle lo
scialle o di aiutarla nel caso avesse perso un bottone. Fu invece colpita da un'ondata di rumore, musica
e luce. Era sulla soglia di una sala cos ampia, che era difficile credere potesse entrare in qualche modo
nella casa dei Lightwood. Dal soffitto pendeva un grande lampadario di cristallo; fu solo dopo averlo
guardato a lungo che Tessa si rese conto che aveva la forma di un ragno, con otto "zampe" penzolanti
che reggevano ognuna una serie di candele. Le pareti, da quanto poteva scorgerne, erano di un blu
molto scuro, e lungo quella che affacciava sul fiume c'erano delle portefinestre, alcune tenute aperte per
far entrare la brezza perch nella sala, nonostante il freddo esterno, si soffocava. Le portefinestre
davano su balconi di pietra da cui si godeva una vista della citt. Le pareti erano quasi completamente
nascoste da teli di stoffa scintillante agitati dalla lieve brezza. La stoffa era disegnata con motivi di ogni
genere e intessuta d'oro; si trattava degli stessi motivi splendenti e cangianti che avevano ferito gli
occhi di Tessa al piano di sotto.
La sala era piena di gente. La maggioranza aveva un aspetto abbastanza umano. Tessa scorse
visi mortalmente cerei di vampiri, nonch quelli di alcuni ifrit viola e rossi, tutti vestiti all'ultima moda.
Molti partecipanti indossavano maschere: elaborati aggeggi neri e dorati, maschere da Medico della
Peste con lunghi nasi a becco e occhialini, oppure rosse, da diavolo, munite di corna. Alcuni ne erano
privi, compreso un gruppo di donne con i capelli dalle delicate tinte lavanda, verde e viola, che Tessa
non riteneva tinti. Li portavano sciolti, come le ninfe nei quadri, e avevano abiti scandalosamente
larghi. Erano chiaramente senza corsetto, vestite con morbide stoffe di velluto, tulle e raso.
Tra gli ospiti umani guizzavano figure di tutte le taglie e le forme. C'era un individuo,
decisamente troppo alto e magro per essere un uomo, abbigliato in pastrano e marsina, che sovrastava
una giovane donna con un mantello verde i cui capelli rossi scintillavano come un penny di rame.
Creature simili a grossi cani vagavano tra gli ospiti, con i gialli occhi spalancati e vigili; avevano file di
spunzoni sulla schiena, come certi animali esotici che Tessa aveva visto raffigurati nei libri. Una
dozzina di folletti strillavano in una lingua incomprensibile. A quanto pare, si stavano litigando del
cibo... sembrava una rana fatta a pezzi. Tessa ricacci un conato e si gir...
E li vide, dove prima non li aveva visti. Forse la sua mente li aveva liquidati come decorazioni o
armature, ma non lo erano. Automi muti e immobili erano allineati lungo le pareti. Avevano forma
umana, come il cocchiere delle Sorelle Oscure, e indossavano la livrea di casa Lightwood, con un
uroboro disegnato sulla parte sinistra del petto. Avevano facce vacue e inespressive, come schizzi
infantili rimasti incompiuti.
Tessa si sent afferrare per le spalle. Ebbe un gran tuffo al cuore per la paura. Sono stata
scoperta! Mentre le si irrigidiva ogni muscolo del corpo, sent una voce familiare.
 Pensavo che non saresti pi arrivata, Jessie cara.
Tessa si volt e alz lo sguardo sul viso di suo fratello.
L'ultima volta che Tessa aveva visto Nate, era contuso e insanguinato, e le gridava contro,
armato di coltello in un corridoio dell'Istituto. Era stata un'orribile visione, allo stesso tempo patetica e
terrificante.
Il Nate della festa era tutt'altra cosa. Le sorrideva dall'alto - Jessamine era molto pi bassa di
Tessa, e a lei sembrava strano non arrivargli al mento, ma piuttosto al petto - con i suoi vivaci occhi
azzurri. I capelli biondi erano spazzolati e puliti, la pelle non segnata da lividi. Indossava un'elegante
marsina e uno sparato nero che ne metteva in risalto la bellezza luminosa. I guanti erano di un bianco
immacolato.
Era il Nate che suo fratello aveva sempre sognato di essere, si disse Tessa, con quell'aspetto
ricco, elegante e sofisticato. Trasudava un senso di soddisfazione da tutti i pori; anzi, pi di
autocompiacimento che non di soddisfazione, dovette ammettere Tessa. Sembrava Church dopo che
aveva ammazzato un topo.
Nate ridacchi.  Che c', Jess? Sembra che tu abbia visto un fantasma.
E l'ho visto. Il fantasma del fratello a cui un tempo volevo bene. Tessa cerc di entrare in
contatto con Jessamine, con la traccia di Jessamine presente nella sua mente. Ebbe di nuovo
l'impressione di infilare le mani in un'acqua infetta, senza riuscire ad afferrare nulla di solido.  Io... a
un tratto sono stata assalita dalla paura che non ci fossi.
Questa volta la risata era tenera.  E perdere l'occasione di vederti? Non fare la sciocca. 
Nate si guard intorno sorridendo.  Lightwood dovrebbe impegnarsi pi spesso a fare impressione
sul Magister.  Le porse una mano.  Vuoi farmi l'onore di un ballo, Jessie? Jessie. Non "signorina
Lovelace". Ogni dubbio sul fatto che il loro legame non fosse davvero serio svan. Tessa costrinse le
proprie labbra a piegarsi in un sorriso.  Naturalmente.
Nate la prese per mano e la condusse verso il centro della sala. L'orchestra - un gruppo di ometti
dalla pelle violacea vestiti di reticelle argentee - suonava un valzer.
Grazie a Dio, pens la ragazza. Per anni il fratello l'aveva fatta roteare nel soggiorno del loro
piccolo appartamento di New York. Tessa sapeva esattamente come lui ballava, come adattare i propri
movimenti ai suoi, anche in quel corpo pi piccolo e poco familiare. Naturalmente, non aveva mai
abbassato lo sguardo su di lei a quel modo, con tenerezza, con le labbra leggermente socchiuse. Dio
mio, e se l'avesse baciata? Non aveva previsto quella possibilit. Se l'avesse fatto, gli avrebbe vomitato
sulle scarpe. Oh, Dio, fa' che non ci provi! Disse la prima cosa che le venne in mente:  Stasera  stata
un'impresa sgattaiolare fuori dall'Istituto. C' mancato poco che quella piccola strega di Sophie trovasse
l'invito.
La presa di Nate si serr su di lei.  Ma non l'ha fatto, vero?  C'era una sfumatura
ammonitrice nella sua voce.
Tessa cap che era gi stata sul punto di commettere un passo falso. Cerc di girare rapidamente
lo sguardo per la sala, alla ricerca di Will. Che cosa aveva detto? Anche se non mi vedrai, io ci sar.
Eppure non si era mai sentita cos sola. Fece un profondo respiro e inclin la testa, imitando Jessamine
come meglio poteva.  Mi prendi per una sciocca? Certo che no. L'ho colpita al polso con lo specchio,
e l'ha lasciato cadere subito. E poi probabilmente non sa nemmeno leggere.
 A dire il vero, avrebbero potuto trovarti una cameriera personale pi adatta a una signora 
osserv Nate, rilassandosi visibilmente.  Capace di parlare francese, cucire...
 Sophie sa cucire  disse d'impulso Tessa, e si sarebbe presa a schiaffi.  In maniera
mediocre  si corresse, e guard Nate sbattendo le palpebre.  Com' andata dall'ultima volta che ci
siamo visti?  Non che io abbia la pi pallida idea di quando sia stato.
 Benissimo. Il Magister continua ad accordarmi i suoi favori.
  intelligente. Riconosce un tesoro inestimabile quando ne vede uno.
Nate le sfior il viso con una mano inguantata; Tessa sper di non irrigidirsi.  Tutto grazie a
te, mia cara. La mia vera piccola miniera di informazioni.  Le si avvicin e sussurr:  Vedo che hai
il vestito che ti avevo chiesto di indossare. Da quando mi hai raccontato che lo avevi messo all'ultimo
ballo di Natale, ho desiderato vedertelo indosso. Posso dire che mi abbagli?
A Tessa sembr di sentirsi ficcare a forza lo stomaco in gola. Fece guizzare di nuovo gli occhi
per la sala, e sussult nel riconoscere Gideon Lightwood, elegante nell'abito da sera. Se ne stava tutto
impalato contro una parete, come se vi fosse incollato,- soltanto il suo sguardo si muoveva per la sala.
Gabriel invece andava di qua e di l con in mano un bicchiere di quella che sembrava limonata, gli
occhi luccicanti di curiosit. Tessa lo vide avvicinarsi a una delle fanciulle dai lunghi capelli color
lavanda e attaccare discorso. Possiamo dire addio alla speranza che i ragazzi non sapessero cosa stava
combinando il padre, pens Tessa, distogliendo irritata lo sguardo. E poi vide Will.
Era appoggiato a una parete, tra due sedie vuote. Nonostante la maschera, le sembr di poterlo
guardare dritto negli occhi, come se fosse tanto vicino da poterlo toccare. Si sarebbe quasi aspettata di
vederlo divertito nello scorgerla in quella situazione, ma non lo era,- appariva teso, e furioso, e...
 Dio, sono geloso di qualsiasi altro uomo ti guardi!  esclam Nate.  Dovresti essere
guardata solo da me.
Oh, Signore! Questo tipo di discorsi funziona davvero con la maggior parte delle donne? Se
suo fratello fosse andato da lei per chiederle consiglio su quelle perle, gli avrebbe detto chiaro e tondo
che lo facevano sembrare un idiota. Anche se forse le sembrava un idiota soltanto perch era suo
fratello, nonch una persona spregevole. Informazioni, pens. Devo raccogliere informazioni e poi
allontanarmi da lui prima che mi venga davvero la nausea. Cerc di nuovo Will, ma era sparito, come
se non fosse mai stato l. Eppure, anche se non poteva vederlo, ormai era certa che fosse da qualche
parte e la tenesse d'occhio. Si fece coraggio e disse:  Dici sul serio, Nate? A volte temo che tu mi
apprezzi soltanto per le informazioni che posso darti.
Per un momento Nate si ferm e rimase perfettamente immobile, quasi spingendola fuori dalle
danze.  Jessie! Come puoi solo pensare una cosa simile? Sai quanto ti adori.  La guard con aria di
rimprovero mentre cominciavano di nuovo a muoversi a tempo di musica.   vero che il tuo legame
con i Nephilim dell'Istituto ci  stato prezioso. Senza di te, per esempio, non avremmo mai saputo che
sarebbero andati a York. Ma pensavo sapessi che se mi aiuti  perch stiamo lavorando per un futuro
insieme. Vedrai come potr provvedere a te, tesoro, quando sar diventato il braccio destro del
Magister.
Tessa fece una risatina nervosa.  Hai ragione.  solo che a volte mi spavento. E se Charlotte
scoprisse che faccio la spia per te? Che cosa mi farebbero?
Nate continu a farla roteare con destrezza.  Oh, nulla, cara. L'hai detto tu stessa: sono dei
codardi.  Guard oltre di lei e sollev un sopracciglio.  Benedict  tutto preso dai suoi vecchi vizi.
Piuttosto disgustoso.
Tessa si guard intorno e vide Benedict Lightwood stravaccato su un divano di velluto scarlatto,
vicino all'orchestra. Era senza giacca, con un bicchiere di vino rosso in una mano e gli occhi socchiusi.
Tessa fu scioccata nel vedere adagiata sul suo petto una donna - o almeno, una creatura dalle sembianze
di una donna - con lunghi capelli neri, un vestito di velluto nero scollato e alcune teste di serpentelli che
le spuntavano fuori dagli occhi sibilando. Sotto lo sguardo di Tessa, uno di essi tir fuori una lunga
lingua biforcuta e lecc un lato del viso di Lightwood.
  un demone, vero?  sussurr Tessa, dimenticando per un istante di essere Jessamine.
Fortunatamente per lei, Nate sembr non trovare nulla di strano nella domanda.  Certo che lo
, sciocca coniglietta.  dai demoni donna che Benedict si sente attratto.
La voce di Will echeggi nelle orecchie di Tessa: Non mi stupirebbe se, in una delle sue visite
notturne a certe case di Shadwell, Lightwood senior abbia contratto un brutto caso di sifilide
demoniaca.  Che schifo!  esclam.
 Una vera ironia della sorte, considerata l'arroganza tipica dei Nephilim. Mi chiedo spesso
perch Mortmain gli accordi un tale favore e desideri ardentemente vederlo insediato all'Istituto 
comment Nate, in tono stizzito.
Tessa l'aveva gi capito, ma sapere con certezza che c'era Mortmain dietro la feroce
determinazione di Benedict di sottrarre l'Istituto a Charlotte fu pur sempre un colpo.  Non vedo
proprio che vantaggio ne trarr il Magister  disse, cercando di fare del suo meglio per assumere il
contegno leggermente stizzoso di Jessie.   soltanto un vecchio edificio soffocante...
Nate ridacchi con fare indulgente.  Ci che conta non  l'Istituto, sciocchina.  la posizione.
Il capo dell'Istituto di Londra  uno dei Cacciatori pi potenti d'Inghilterra, e il Magister controlla
Benedict come se fosse una marionetta. Tramite lui, pu distruggere il Consiglio dall'interno, mentre
l'esercito di automi lo distrugger dall'esterno.  Nate fece piroettare Tessa con mano esperta, come
richiedeva la danza. Soltanto gli anni di pratica di ballo impedirono alla ragazza di cadere, tanto fu
distratta dallo shock.  E poi non  proprio vero che l'Istituto non contiene nulla di prezioso. Gi il
solo accesso alla biblioteca sar inestimabile per il Magister. Per non parlare dell'armeria...
 E di Tessa  aggiunse lei, stando attenta a che la voce non le tremasse.
 Tessa?
 Tua sorella. Il Magister la vuole ancora, no?
Per la prima volta, Nate la guard con un'aria di confusa sorpresa.  Ne abbiamo gi parlato,
Jessamine. Tessa sar arrestata per possesso illecito di oggetti di magia nera e mandata nella Citt
Silente, da dove Benedict la prelever per consegnarla al Magister. Fa tutto parte di qualsiasi patto
abbiano stretto, sebbene non mi sia ancora chiaro cosa Benedict ne otterr. Dev'essere qualcosa di
molto importante, o non sarebbe cos pronto a tradire i suoi.
Arrestata? Per possesso di oggetti di magia nera? Tessa era sempre pi turbata.
La mano di Nate le scivol sulla nuca. Portava i guanti, ma la ragazza non riusciva a liberarsi
dall'impressione che qualcosa di viscido le stesse toccando la pelle.  Mia piccola Jessie, ti comporti
come se avessi dimenticato la tua parte nel piano  mormor Nate.  Hai nascosto il Libro Bianco
nella stanza di mia sorella come ti avevamo chiesto di fare, non  vero?
 Certo che l'ho nascosto. Stavo solo scherzando.
 Brava la mia bambina.  Nate si chin sulla ragazza.
Voleva decisamente baciarla. Era assolutamente sconveniente, ma in quel posto non c'era nulla
che non lo fosse. In preda a un profondo orrore, Tessa farfugli:  Nate... mi gira la testa... mi sento
svenire. Penso che sia il caldo. Ti dispiace andarmi a prendere una limonata?
Lui la fiss per qualche istante, con la bocca serrata in una smorfia di fastidio represso, ma
Tessa sapeva che non poteva rifiutare: nessun gentiluomo l'avrebbe fatto. Si raddrizz, si sistem i
polsini e sorrise.  Naturalmente  disse, con un inchino.  Ma prima permetti che ti faccia sedere.
Lei protest, ma la mano di Nate era gi sul suo gomito e la guidava verso una delle sedie
allineate lungo le pareti. Ve la fece sedere e scomparve tra la folla. Lei lo guard allontanarsi tutta
tremante. Magia nera. Era invasa dalla nausea e furente. Avrebbe voluto schiaffeggiare il fratello,
scuoterlo finch non le avesse detto il resto della verit, ma sapeva di non poterlo fare.
 Tu devi essere Tessa Gray  disse una voce suadente.  Sei identica a tua madre.
A Tessa venne quasi un colpo. Vicino a lei c'era una donna alta e snella, dai lunghi capelli
sciolti color lavanda. Aveva la pelle di un azzurro pallido e indossava un abito lungo che sembrava una
vaporosa nuvola di garza di seta e tulle. Aveva i piedi scalzi, e tra le dita si scorgeva una sorta di sottile
ragnatela di un azzurro pi scuro della pelle. Tessa si port le mani al volto in preda a un improvviso
terrore: il suo travestimento stava forse svanendo?
La donna dalla pelle azzurra rise.  Non volevo farti temere per la tua illusione, piccola. 
ancora al suo posto.  solo che la mia razza pu vedere attraverso di essa. Tutto questo - e indic con
un gesto vago i capelli biondi di Tessa, il vestito bianco e le perle -  come il vapore di una nuvola, e tu
il cielo alle sue spalle. Sapevi che tua madre aveva gli occhi proprio come i tuoi, a volte grigi e altre
volte azzurri?
Tessa ritrov la voce.  Chi siete?
 Oh, a quelli della mia razza non piace darsi dei nomi, ma puoi chiamarmi come vuoi. Puoi
inventare un bel nome per me. Tua madre mi chiamava Hyacinth.
 Il fiore azzurro  disse Tessa, con voce fievole.  Come conoscevate mia madre? Non
sembrate pi vecchia di me...
 Dopo la giovinezza, la mia razza non invecchia n muore. E neppure tu. Ragazza fortunata!
Spero che apprezzi il servizio che ti  stato reso.
Tessa scosse il capo, sconcertata.  Servizio? Quale servizio? Parlate di Mortmain? Sapete che
cosa sono?
 E tu sai che cosa sono io?
Tessa pens al Codice e tir a indovinare.  Una fata?
 E sai che cos' un figlio scambiato?
Tessa scosse la testa.
 A volte, quando il nostro sangue di fata diventa debole e annacquato, ci intrufoliamo in una
casa umana e prendiamo il bambino migliore, il pi grazioso e paffuto... e lo sostituiamo in un batter
d'occhio con uno malaticcio dei nostri  le confid Hyacinth, abbassando la voce a un sussurro. 
Mentre il bambino cresce grande e forte nei nostri domini, la famiglia umana si ritrover il peso di una
creatura moribonda che ha paura del ferro freddo. La nostra linea di discendenza ne esce rafforzata...
 Ma perch prendersi questo disturbo?  chiese Tessa.  Perch non limitarsi a rubare il
bambino umano senza lasciare niente in cambio?
Gli occhi azzurri di Hyacinth si spalancarono.  Perch non sarebbe giusto. E genererebbe
sospetti tra i mondani. Sono stupidi, s, ma sono tanti. Non bisogna suscitare la loro ira. Altrimenti
arrivano con il ferro e con le torce  aggiunse la fata, rabbrividendo.
 Mi state dicendo che sono una figlia scambiata?
Hyacinth fece una risatina gorgogliante.  Certo che no! Che idea ridicola!  Si port le mani
al cuore, e Tessa vide che pure le dita delle mani erano unite da membrane azzurre. La fata sorrise,
mostrando i denti scintillanti.  C' un ragazzo molto bello che ci sta fissando. Bello come un signore
delle fate! Far meglio a lasciarti alle tue faccende.  Hyacinth sbatt le palpebre e, prima che Tessa
potesse protestare, si mescol di nuovo alla folla.
Scossa, Tessa si gir pensando che il "bel ragazzo" fosse Nate... e invece era Will, appoggiato
alla parete accanto a lei.
Nell'attimo in cui i suoi occhi lo individuarono, lui si gir e si mise a esaminare attentamente il
pavimento della sala da ballo.  Che cosa voleva quella fata?
 Non lo so.  Tessa scosse il capo.Apparentemente, dirmi che non sono una figlia
scambiata.
 Ah, bene. Procediamo per eliminazione.
Tessa doveva ammettere che Will stava facendo un buon lavoro fondendosi in qualche modo
con i drappi scuri alle sue spalle, come se non fosse affatto l. Doveva essere un talento dei Cacciatori
 E che notizie hai avuto da tuo fratello?
La ragazza si afferr le mani e parl con lo sguardo fisso a terra.  Jessamine fa la spia per lui.
Non so esattamente da quando. Gli dice tutto. Pensa che sia innamorato di lei.
Will non sembr sorpreso.  E tu credi che lo sia davvero?
 Penso che a Nate importi solo di se stesso. Ma c' di peggio: Benedict Lightwood lavora per
Mortmain. Per questo trama per impadronirsi dell'Istituto. Affinch Mortmain possa impossessarsene, e
avere me. Nate sa tutto, naturalmente, ma non gliene importa.  Tessa si guard di nuovo le mani. Le
mani di Jessamine, piccole e delicate nei loro bei guanti di capretto. Oh, Nate!  "Il mio ragazzo dagli
occhi azzurri", diceva zia Harriet.
 Prima che la uccidesse, presumo  mormor Will.
Soltanto allora Tessa si rese conto di aver parlato ad alta voce.
 Eccolo di nuovo  aggiunse Will in un sussurro.
La ragazza scrut tra la folla e vide Nate, con i capelli biondi che spiccavano come un faro,
andare verso di lei. Aveva in mano un bicchiere pieno di uno scintillante liquido dorato. Tessa si gir
per dire a Will di filare via, ma il Nephilim era gi sparito.
 Limonata frizzante!  annunci Nate, ficcandole il bicchiere in mano.
Il vetro ghiacciato sulla pelle accaldata donava una sensazione gradevole. Tessa bevve un sorso;
nonostante tutto, era deliziosa.
Nate le accarezz i capelli.  Dunque, stavi dicendo che hai effettivamente nascosto il libro in
camera di mia sorella...
 S, proprio come mi avevi detto di fare  ment Tessa.  Naturalmente, non sospetta di
nulla.
 Be', lo spero proprio.
 Nate...
 S?
 Sai cosa intende fare il Magister con tua sorella?
 Te l'ho detto, non  mia sorella  replic Nate, in tono secco.  Non ho idea di cosa
progetti di fare con lei, e neppure mi interessa. I miei piani invece riguardano tutti il mio... il nostro
futuro insieme. Spero che tu ne sia altrettanto presa.
Tessa pens a Jessamine, seduta imbronciata nella biblioteca mentre gli altri Cacciatori
scartabellavano nelle carte riguardanti Mortmain; a Jessamine che si addormentava al tavolo piuttosto
che andarsene, mentre loro discutevano il da farsi con Ragnor Fell. E le fece pena, mentre odi Nate,
tanto da sentirsi quell'astio come una vampa infuocata in gola. Te l'ho detto, non  mia sorella.
Tessa spalanc gli occhi e fece tremare il labbro.  Sto facendo del mio meglio, Nate. Non mi
credi?  Nel vederlo ricacciare visibilmente indietro il fastidio, prov un lieve senso di trionfo.
 Certo, cara. Certo. Ti senti meglio? Vogliamo fare un altro ballo?  le chiese, scrutandola in
viso.
Tessa strinse il bicchiere in mano.  Oh, non saprei...
 Naturalmente, di regola un gentiluomo dovrebbe fare solo il primo ballo o due con la moglie
 disse Nate con un risolino.
Tessa impietr. Fu come se per lei il tempo si fosse fermato: tutto nella sala sembr
cristallizzarsi, perfino il sorrisetto sul viso del fratello. Moglie? Lui e Jessamine erano sposati?
 Angelo mio, stai bene? Sei diventata bianca come un lenzuolo.
Quella voce le sembrava venire da molto lontano.
 Signor Gray.  Una monotona voce meccanica risuon alle loro spalle. Era uno degli
automi dall'espressione vacua; stava porgendo un vassoio d'argento con sopra un foglietto ripiegato. 
Un messaggio per voi.
Nate si gir, sorpreso, e prese il foglietto dal vassoio; Tessa lo guard aprirlo, leggerlo,
imprecare e ficcarselo nella tasca della giacca.  Accidenti! C' bisogno di me.
Il Magister, di certo, pens Tessa.
  una terribile scocciatura, ma che fare?  Nate le prese la mano e la fece alzare, quindi si
chin per darle un casto bacio sulla guancia.  Parla con Benedict; si prender cura di farti
accompagnare alla carrozza, signora Gray.  Pronunci le ultime due parole in un sussurro.
Tessa annu, stordita.
 Brava ragazza  fece Nate. Quindi si gir e spar tra la folla, seguito dall'automa.
Tessa li guard allontanarsi, con un senso di vertigine. Doveva essere lo shock, pens, ma tutto
nella sala aveva cominciato a sembrare un po'... strano. Era come se vedesse ogni singolo raggio di luce
riflettersi nei cristalli del lampadario. L'effetto era fantastico, anche se bizzarro e leggermente da
capogiro.
 Tessa...  Will si era materializzato accanto a lei.
Si gir a guardarlo. Sembrava accaldato, come se avesse corso. Un altro effetto strano e
bellissimo, pens la ragazza. I capelli neri e la mascherina, gli occhi azzurri e la pelle chiara, e il
rossore sugli zigomi alti. Sembrava di guardare un quadro.
 Vedo che tuo fratello ha avuto il biglietto.
 Ah! L'hai mandato tu.  Di colpo, tutto andava al suo posto.
 S.  Con aria compiaciuta, Will le tolse di mano il bicchiere di limonata, scol quanto ne
rimaneva e lo pos sul davanzale.  Dovevo farlo allontanare. E credo che sarebbe meglio imitarlo,
prima che capisca l'antifona e torni. Comunque, l'ho spedito a Vauxhall; impiegher un'eternit tra
andata e ritorno, perci non dovremmo avere problemi...  Will si interruppe, e la ragazza avvert un
improvviso allarme nella sua voce.  Tess, va tutto bene?
 Perch me lo chiedi?  Tessa sent la propria voce echeggiarle nelle orecchie.
 Guarda.  Will allung una mano e le prese una ciocca ribelle, tirandola in avanti in modo
che lei potesse vederla.
La ragazza guard. Era castana scura, non bionda. Erano i suoi capelli, non quelli di Jessamine.
 Oh, Dio!  Tessa si port una mano al viso, e riconobbe il familiare formicolio della
trasformazione che cominciava a pervaderla.  Da quanto...?
 Non da molto. Quando mi sono seduto eri Jessamine.  Will la prese per mano.  Vieni,
svelta.  Si avvi a lunghi passi verso l'uscita, ma era lontana, dall'altra parte della sala da ballo.
Tutto il corpo di Tessa si contraeva e tremava in preda alla trasformazione, che l'azzann, quasi
si trattasse di denti acuminati, lasciandola senza fiato. La ragazza vide Will girare la testa allarmato; lo
sent afferrarla mentre inciampava e trascinarla avanti quasi a braccia. La stanza le vortic intorno. Non
posso svenire. Fa' che non svenga.
Un'ondata di aria fresca le colp il viso. Tessa si rese vagamente conto che Will aveva svoltato
verso una portafinestra: si trovavano su un piccolo balcone di pietra, uno dei tanti che si affacciavano
sul giardino. Si allontan dall'amico strappandosi la maschera dorata dal viso e quasi croll contro la
balaustra.
Dopo essersi chiuso la portafinestra alle spalle, Will si gir e si precipit verso di lei,
mettendole delicatamente una mano sulla schiena.  Tess?
 Sto bene.  Tessa era felice della balaustra di pietra sotto le sue mani; sentirla cos solida e
dura le dava un indicibile senso di sicurezza. E poi l'aria fresca attenuava la sua vertigine. Abbassando
lo sguardo su di s, la ragazza vide che aveva ripreso completamente le proprie sembianze. Ormai il
vestito bianco era troppo corto di parecchi centimetri, i lacci talmente stretti che il dcollet traboccava
dalla scollatura profonda. Pur sapendo che alcune donne si allacciavano apposta cos strette per
conseguire quell'effetto, Tessa trovava piuttosto sconvolgente vedere tanto del proprio corpo in mostra.
Lanci un'occhiata di traverso a Will, felice che l'aria fresca impedisse alle sue guance di avvampare.
 Io... non so proprio cosa sia accaduto. Non mi era mai successo che la trasformazione si
interrompesse senza che me ne accorgessi. Dev'essere stata la sorpresa. Si sono sposati, lo sapevi? Nate
e Jessamine. Lui non  mai stato tipo da matrimonio. E non la ama, ne sono certa. Ama solo se stesso.
L'ha sempre fatto.
 Tess  ripet Will, questa volta con dolcezza. Le stava davanti, appoggiato anche lui alla
balaustra. Erano separati da una minuscola distanza. Sopra di loro la luna fluttuava tra le nuvole, una
nave bianca su un calmo mare nero.
Tessa chiuse la bocca, consapevole di aver balbettato. Quindi, distogliendo lo sguardo, disse
piano:  Mi dispiace.
Con fare quasi esitante, lui le mise una mano sulla guancia, girandole il viso. Si era tolto il
guanto, e la sua pelle nuda era su quella di lei.  Non c' niente di cui essere dispiaciuta. Sei stata
eccezionale, Tessa. Senza la minima sbavatura.
La ragazza s sent il viso caldo sotto le sue dita fredde, e rimase sbalordita. Era proprio Will a
parlare? Lo stesso Will che sul tetto dell'Istituto le si era rivolto come se lei lo ripugnasse?
 Una volta amavi tuo fratello, non  vero? Vedevo il tuo viso mentre ti parlava, e mi  venuta
voglia di ucciderlo per averti spezzato il cuore.
Tu mi hai spezzato il cuore, avrebbe voluto dire Tessa. Invece disse:  Una parte di me ne
sente la mancanza, come... come tu senti quella di tua sorella. Anche se so cosa  diventato, mi manca
il fratello che pensavo di avere. Era la mia unica famiglia.
 Ora la tua famiglia  l'Istituto.  Il tono di Will era incredibilmente dolce.
Tessa lo guard sbalordita. La dolcezza era qualcosa che non avrebbe mai associato a Will. Ma
era l, nel tocco della sua mano sulla guancia, nella gentilezza della sua voce, nell'espressione dei suoi
occhi. Era cos che aveva sempre sognato di essere guardata da un ragazzo, ma in nessuna delle sue
fantasticherie era mai comparso qualcuno bello come Will. Alla luce della luna, la curva della sua
bocca appariva pura e perfetta, gli occhi dietro la maschera quasi neri.
 Dovremmo rientrare  disse Tessa, quasi in un sussurro. Non voleva rientrare. Voleva stare
l, con Will dolorosamente vicino, quasi chino su di lei. Sentiva il calore che il suo corpo emanava; i
capelli neri gli ricadevano intorno alla maschera, sugli occhi, impigliandosi nelle lunghe ciglia.  Non
ci resta molto tempo...  Tessa fece un passo avanti... e inciamp finendo addosso a Will, che l'afferr.
Rimase immobile per un istante, poi le sue braccia scivolarono intorno a lui, le dita si allacciarono
dietro la sua nuca. Gli premeva il viso contro il collo, sentiva i suoi soffici capelli sotto le dita. Chiuse
gli occhi, escludendo il mondo vorticoso, la luce al di l delle portefinestre, lo scintillio del cielo.
Voleva stare l con Will, avvolta in quel momento, inspirando il suo odore intenso e puro, sentendo il
battito del suo cuore contro il proprio, regolare e forte come il pulsare del mare.
 Tess, guardami.
Lei alz gli occhi sui suoi, adagio e di controvoglia, pronta a incontrarvi rabbia o gelo. Ma lo
sguardo di Will era fisso sul suo, gli occhi scuri tenebrosi dietro le ciglia folte, privi della loro solita
freddezza, della loro fredda distanza. Erano chiari come vetro e pieni di desiderio. Pi che di
desiderio... di una tenerezza che lei non vi aveva mai scorto prima, che non aveva mai neppure
associato a Will Herondale. Quello, pi di qualsiasi altra cosa, blocc ogni sua reazione quando lui
sollev le mani e cominci a toglierle con metodo le forcine dai capelli, a una a una.
 una follia, pens Tessa mentre la prima forcina cadeva a terra.
Avrebbero dovuto correre via, scappare da quel posto, li invece stavano l, muti, mentre Will
gettava via i fermagli di perle di Jessamine come se non fossero che strass. I lunghi capelli ricci le
ricaddero sulle spalle, e Will vi infil le mani. Tessa lo sent espirare nel farlo, quasi avesse trattenuto
per mesi il fiato per buttarlo fuori solo in quel momento. Rimase come ipnotizzata mentre Will le
prendeva i capelli tra le mani e glieli spargeva sulle spalle, attorcigliandosi i ricci tra le dita.
 Tessa mia...  mormor il ragazzo, e questa volta lei non gli disse che non lo era.
 Will...  sussurr mentre lui sollevava le braccia e le toglieva le mani dal collo. Le sfil i
guanti, che raggiunsero la maschera e le forcine sul pavimento di pietra. Quindi si tolse anche la
propria maschera e la gett via, passandosi le mani sui capelli bagnati e scostandoli dalla fronte.
Il bordo inferiore della maschera gli aveva lasciato dei segni sugli zigomi, come leggere
cicatrici, ma quando Tessa fece per toccarle, lui le prese dolcemente le mani e le spinse gi.  No 
fece.  Lascia che sia prima io a toccarti. Lo desidero da...
Tessa non disse di no. Rimase com'era, con gli occhi spalancati, lo sguardo alzato su di lui
mentre con la punta delle dita le sfiorava le tempie, poi gli zigomi, poi - delicatamente, nonostante la
durezza dei calli - seguiva la linea della bocca, quasi a imprimersela nella mente. Quel gesto le fece
battere il cuore all'impazzata. I suoi occhi rimanevano fissi su di lei, scuri come il fondo del mare,
stupiti, storditi dalla rivelazione.
La ragazza rest immobile mentre le dita di Will lasciavano la bocca e tracciavano un sentiero
lungo la gola, fermandosi per sentire il battito del cuore, scivolando verso il nastro di seta sulla
scollatura e tirandone un'estremit. Tessa socchiuse le palpebre e le sbatt, mentre il nodo si scioglieva
e la mano calda di Will si posava sulla sua clavicola nuda. Si ricord che una volta, mentre era
imbarcata sul Main, la nave aveva solcato una chiazza di mare stranamente luccicante scavandovi un
sentiero infuocato e trascinandosi dietro una scia di scintille. Era come se le mani di Will stessero
facendo lo stesso sulla sua pelle; bruciava nei punti in cui la toccava, e la pressione delle dita
permaneva anche dopo che si erano spostate. Le mani si mossero lievemente, pi in basso, sul corpetto
del vestito, seguendo le curve dei seni.
Tessa ansim, mentre Will le cingeva la vita e l'attirava a s, spingendo i loro corpi l'uno verso
l'altro finch tra loro non ci fu che lo spazio di un millimetro.
Will si chin e accost la guancia a quella di Tessa. A ogni parola pronunciata lentamente, con
cautela, il suo alito sull'orecchio la faceva rabbrividire.  Avrei voluto farlo ogni momento di ogni ora
di ogni giorno che ho trascorso con te da quando ti ho incontrato. Ma lo sai gi. Non  vero?
Tessa alz lo sguardo su di lui, con le labbra socchiuse per lo smarrimento.  So... cosa?
Will, con un sospiro che forse sapeva di sconfitta, la baci. Le sue labbra erano morbide.
L'aveva gi baciata, in maniera selvaggia e disperata, col sapore del sangue, ma questo bacio era
diverso. Era tranquillo e senza fretta, quasi le stesse parlando in silenzio, raccontando con il tocco delle
proprie labbra sulle sue ci che non poteva dire a parole. Le deponeva sulla bocca lievi baci lenti e
fugaci, ognuno dei quali, breve come un battito cardiaco, le diceva che era preziosa, insostituibile,
desiderata.
Tessa non riusc pi a tenere le mani lungo i fianchi. Le alz e le mise a coppa sulla nuca di
Will, infilando le dita nelle scure onde setose dei capelli, sentendo il pulsare del suo sangue contro i
palmi.
La sua presa su di lei era salda mentre le esplorava a fondo la bocca con la propria. Sapeva di
limonata dolce e frizzante. Il movimento della lingua che le guizzava leggermente sulle labbra le
mandava brividi deliziosi in tutto il corpo. Tessa si sentiva sciogliere le ossa e bruciare i nervi.
Desiderava ardentemente stringerlo a s... ma lui si stava muovendo in maniera cos delicata, cos
incredibilmente gentile, anche se lei percepiva quanto la desiderava dal fremito delle mani, dal
martellare del cuore contro il suo. Chi non nutrisse un po' d'amore non avrebbe potuto certo
comportarsi con una tale delicatezza, si disse. Tutto il suo essere, che aveva sentito spezzarsi e
frantumarsi dentro di s quando aveva guardato Will nelle settimane precedenti, cominci a ricomporsi
e a rimarginarsi. Si sentiva leggera, quasi capace di fluttuare.
Will...  sussurr contro le sue labbra. Lo voleva cos disperatamente vicino a s, era una
sorta di sofferenza, una sofferenza struggente che si irradiava dallo stomaco e le faceva battere forte il
cuore e bruciare la pelle.  Will, non devi stare cos attento. Non mi rompo mica.
 Tess...
La ragazza avvert l'esitazione nella sua voce. Gli mordicchi delicatamente le labbra,
stuzzicandolo.
Will trattenne il fiato e l'attir a s, come se il suo autocontrollo fosse venuto meno e la sua
gentilezza cominciasse a trasformarsi in un impulso pi esigente. I baci si fecero sempre pi profondi,
quasi che i due ragazzi potessero respirarsi a vicenda, consumarsi, divorarsi completamente.
Tessa si rese conto che le uscivano dei mugolii dalla gola. Will la stava spingendo indietro,
contro la balaustra, in un modo che avrebbe dovuto farle male ma stranamente non era cos; le sue mani
erano sul corpetto dell'abito di Jessamine e spiegazzavano le delicate rose di stoffa.
D'un tratto Tessa sent in lontananza il rumore della maniglia della portafinestra. Quando quella
si apr, lei e Will erano ancora avvinghiati, come se null'altro importasse.
Si sent un brusio, e qualcuno disse in tono di disapprovazione:  Te l'avevo detto, Edith. Ecco
cosa succede quando si bevono le bevande rosa.
La porta si richiuse, e Tessa sent i passi allontanarsi. Si stacc da Will.  Oh, santo cielo! 
mormor senza fiato.  Che umiliazione...
 Non me ne importa.  Will l'attir di nuovo a s, affondandole il viso ardente nel collo,
contro la pelle fredda. Le sfior la bocca con la sua.  Tess...
 Continui a ripetere il mio nome  sussurr lei. Gli aveva appoggiato una mano sul petto per
tenerlo discosto, ma non sapeva per quanto ancora le sarebbe riuscito. Il suo corpo desiderava
ardentemente quello di lui. Il tempo si era spezzato e non aveva pi alcun significato. Esisteva solo
quel momento, solo Will. Tessa non aveva mai sentito nulla del genere, e si chiese se assomigliasse a
ci che provava Nate quando era ubriaco.
 Mi piace il tuo nome. Mi piace il suo suono.  Anche Will sembrava ubriaco, mentre le
parlava tenendo la bocca sulla sua in modo da farle sentire il movimento delizioso delle labbra.
Tessa respir il fiato di Will, respir Will. Non pot fare a meno di notare che i loro corpi si
adattavano perfettamente l'uno all'altro; con quelle scarpe di raso bianco col tacco era solo poco pi
bassa di lui e le bastava reclinare leggermente la testa all'indietro per baciarlo.  Devo chiederti una
cosa. Devo sapere...
 Ah, ecco dove siete!  disse qualcuno, dalla portafinestra.  Non faccio per dire, ma state
dando uno spettacolo davvero notevole.
Si separarono di colpo. L sulla soglia - sebbene Tessa non ricordasse di avere sentito aprire i
battenti - c'era Magnus Bane, con un lungo sigaro tra le sottili dita marroni.
 Lasciatemi indovinare...  Magnus butt fuori il fumo, una nuvola bianca a forma di cuore
che, allontanandosi dalla sua bocca, si deform, allargandosi e contorcendosi fino a non essere pi
riconoscibile.  Avete bevuto la limonata.
Tessa e Will, che ora stavano l'uno accanto all'altra, si guardarono. Fu Tessa a parlare per
prima.  S. Nate me ne ha portata un po'.
 Vi  mescolato un pizzico di polvere stregonesca  annunci Magnus. Era tutto vestito di
nero, senza ornamenti se non sulle mani. A ogni dito portava un anello con una grossa pietra di colore
diverso - un citrino giallo limone, una giada verde, un rubino rosso, un topazio azzurro.  Del tipo che
attenua le inibizioni e vi fa fare cose che altrimenti  tossicchi lievemente  non fareste.
 Oh!  Will era sconcertato. Si gir, appoggiando le mani alla balaustra.
Tessa si sent avvampare.
 Accidenti, certo che fate un grande sfoggio di grazie!  continu Magnus allegramente,
indicando Tessa con la punta ardente del sigaro.  Tout le monde sur le balcon, come dicono i francesi
 aggiunse, mimando un gran terrazzo che gli sporgesse dal petto.  Mai definizione fu pi adatta,
visto che in effetti siamo su un balcone.
 Lasciala in pace  disse Will, a testa bassa.  Non sapeva cosa stava bevendo.
Tessa incroci le braccia; poi si rese conto che in tal modo non faceva che peggiorare la
situazione e le lasci ricadere.  Questo abito  di Jessamine, e lei  la met di me. In circostanze
normali non sarei mai uscita in questo stato.
Magnus sollev le sopracciglia.  Siete tornata di nuovo voi stessa quando la limonata ha fatto
effetto?
Tessa aggrott la fronte. Si sentiva vagamente umiliata, di essere stata sorpresa mentre baciava
Will e di stare di fronte a Magnus in una tenuta che avrebbe fatto cadere lunga distesa a terra zia
Harriet, se solo gliel'avesse vista indosso. Eppure una parte di lei desiderava che Magnus se ne andasse,
per poter ricominciare a baciare Will.  E voi cosa ci fate qui, se  lecito?  chiese sgarbatamente. 
E come sapevate che noi eravamo qua?
 Ho le mie fonti  replic Magnus, espirando un sottile filo di fumo.  Ho pensato che voi
due poteste essere in seria difficolt. I ricevimenti di Benedict Lightwood hanno la fama di essere
pericolosi. Quando ho sentito che vi trovavate qui...
 Siamo ben equipaggiati per affrontare il pericolo  disse Tessa.
Magnus le guard ostentatamente il seno.  Lo vedo bene. Armati fino ai denti, per cos dire.
 Finito di fumare il sigaro, lo gett oltre la balaustra.  Uno dei succubi umani di Camille era qui, e
mi ha mandato un messaggio dopo avere riconosciuto Will. Se uno di voi  gi stato riconosciuto,
quante possibilit ci sono che possa accadere di nuovo?  ora che tagliate la corda.
 Cosa ti importa se riusciamo o meno a filarcela?  chiese Will.
 Mi devi un favore  replic Magnus con voce dura.  E intendo riscuoterlo.
 Avrei dovuto saperlo.  Will alz lo sguardo sullo stregone.
Tessa fu stupita nel vedere l'espressione del suo viso. Sembrava sofferente, malato.
 Puoi sceglierti gli amici, ma non gli improbabili salvatori  disse Magnus, in tono allegro.
 Vogliamo andare, allora? O preferite rimanere qui e affrontare la sorte? Potrete ricominciare a
baciarvi da dove avete lasciato, una volta tornati all'Istituto.
Will aggrott la fronte.  Portaci via di qui.
Gli occhi da gatto di Magnus scintillarono. Lo stregone schiocc le dita, e a un tratto una
fantastica pioggia di scintille azzurrine si rivers su di loro. Tessa si irrigid, aspettando che le bruciasse
la pelle, ma si sent solo sfiorare il viso da una folata di vento. Le si rizzarono i capelli, e una strana
energia le crepit lungo i nervi. Sent Will rimanere senza fiato... E poi si ritrovarono in uno dei sentieri
di pietra del giardino, vicino allo stagno ornamentale, con la grande dimora dei Lightwood che
incombeva su di loro, scura e silenziosa.
 Ecco fatto  disse Magnus, in tono annoiato.  Non  stato poi cos difficile, no?
Will lo guard senza la minima gratitudine e borbott:  Magia.
Lo stregone sollev le mani. Ne fuoriuscivano ancora scariche di energia azzurrina simili a
lampi.  E cosa pensi che siano le tue preziose rune, se non magia?
 Ssst!  fece Tessa. Era esausta. Il corpetto le schiacciava dolorosamente le costole,- i piedi,
nelle scarpe di Jessamine, troppo strette, le facevano un male cane.  Smettetela di blaterare, voi due.
Credo che stia arrivando qualcuno.
Tacquero tutti e tre, proprio mentre alcune figure che chiacchieravano tra loro giravano l'angolo
della casa.
Tessa impietr. Nonostante la notte nuvolosa, cap che non erano umani, e neppure Nascosti.
Era un gruppetto di demoni. Uno era dinoccolato e assomigliava a un cadavere, con due buchi neri al
posto degli occhi; un altro, alto la met di un uomo, aveva la pelle blu e indossava panciotto e calzoni,
ma aveva una coda munita di barbigli, tratti da lucertola e un muso piatto da serpente; un altro ancora
sembrava un arcolaio ricoperto di umide bocche rosse.
Accaddero simultaneamente parecchie cose.
Tessa si premette la mano contro la bocca per evitare di gridare. Inutile scappare. I demoni li
avevano gi visti e si erano fermati di colpo sul sentiero. Emanavano un odore di marcio che copriva il
profumo degli alberi.
Magnus alz una mano, con le dita circondate da fuoco azzurrino, e mormor alcune parole.
Sembrava turbato come Tessa non l'aveva mai visto.
E Will - dal quale Tessa si sarebbe aspettata che prendesse le sue lame angeliche - fece qualcosa
di assolutamente imprevedibile. Sollev un dito tremante, indic il demone dalla pelle blu e sussurr:
 Tu.
Il demone sbatt le palpebre. Lui e i suoi compari erano perfettamente immobili e si
scambiavano degli sguardi.
Doveva esserci in vigore un qualche accordo che li tratteneva dall'attaccare gli umani al
ricevimento, pens Tessa, ma non le piaceva il modo in cui le bocche umide si leccavano le labbra.
 Ehm... Non mi ricordo di te  fece il demone apostrofato da Will, con voce incredibilmente
normale.  Cio, non credo di avere il piacere conoscerti.
 Bugiardo!  Will avanz barcollando e part all'attacco,- sotto gli occhi sbalorditi di Tessa,
pass di corsa accanto agli altri demoni e si scagli contro quello blu, che lanci un grido acuto.
Magnus osservava la scena a bocca aperta. Tessa url:  Will! Will! , ma il Nephilim si
rotolava sull'erba con la creatura dalla pelle blu, che si dimostr sorprendentemente agile. Allora
l'afferr per il dietro del panciotto, ma quella si divincol e se la diede a gambe, sfrecciando attraverso
il giardino con Will alle calcagna.
Tessa aveva i piedi in fiamme. Si tolse con un calcio le scarpe di Jessamine e fece per inseguire
Will, quando si rese conto che gli altri demoni stavano emettendo un ronzio adirato. Sembrava che
stessero apostrofando Magnus.
 Ah, be'... sapete com'...  stava dicendo lo stregone. Poi, ripreso ormai il controllo, fece un
gesto nella direzione in cui era scomparso Will.  Dissapori, per una donna. Succede.
Il ronzio aument. Era chiaro che i demoni non gli credevano.
 Un debito di gioco?  sugger Magnus. Quindi schiocc le dita, e dal palmo gli spunt una
fiamma che inond il giardino di un lugubre bagliore.  Vi consiglio di non preoccuparvi troppo,
signori. All'interno vi attendono festeggiamenti e allegria.  Indic la stretta porta che conduceva alla
sala da ballo.  Cose molto pi piacevoli di quanto vi aspetta qui fuori se continuerete a indugiare.
Quella prospettiva sembr convincerli. I demoni si avviarono, borbottando e ronzando, seguiti
dalla loro puzza di rifiuti.
Tessa rote su se stessa.  Svelto, dobbiamo seguirli...
Magnus si inchin e raccolse dal sentiero le scarpe della ragazza. Poi, tenendole per i nastri di
raso, disse:  Non cos in fretta, Cenerentola. Will  un Cacciatore. Corre veloce. Non lo prenderete
mai.
 Ma voi... dev'esserci una magia...
 Magia  ripet Magnus, imitando il tono disgustato del Nephilim.  Will  dove dev'essere
e sa quello che deve fare. Il suo fine  uccidere demoni, Tessa.
 Non... vi piace?  chiese Tessa. C'era qualcosa nel modo in cui Magnus guardava Will e gli
parlava, che lei non riusciva a identificare.
 Mi piace, mio malgrado. All'inizio lo reputavo un tipo da cui stare alla larga, ma poi ho
cambiato opinione. C' un'anima sotto tutta quella spacconeria. E poi  davvero vivo, una delle persone
pi vive che io abbia mai conosciuto. Quando ha dei sentimenti, sono luminosi e intensi come fulmini.
 Tutti noi abbiamo dei sentimenti  replic Tessa. E Will ne avrebbe di pi intensi degli
altri? Pi folli, forse.
 Non come lui  ribatt Magnus.  Fidatevi, ho vissuto a lungo e so quello che dico.  La
sua espressione non era priva di benevolenza.  Scoprirete che, col trascorrere della vita, anche i
sentimenti scompaiono. Lo stregone pi vecchio che io abbia mai incontrato aveva quasi mille anni, e
mi ha detto che non riusciva pi nemmeno a ricordare come fossero l'amore o l'odio. Quando gli ho
chiesto perch non ponesse fine alla sua esistenza, ha risposto che c'era un sentimento che ancora
provava, ed era la paura... paura di cosa c' dopo la morte. "La regione ancora inesplorata dai cui
confini nessun viaggiatore ritorna".
 Amleto  disse meccanicamente Tessa. Stava provando a respingere i pensieri su una
eventuale immortalit. Era un'idea troppo grandiosa e terrificante da concepire, e poi... poteva anche
non essere vera.
 Noi immortali siamo legati a questa vita da una catena d'oro, e non osiamo spezzarla per
paura di quello che c' oltre il baratro. Ora venite, e non invidiate a Will i suoi doveri morali. 
Magnus si avvi lungo il sentiero, con Tessa che gli zoppicava dietro nel tentativo di stare al passo.
 Si  comportato come se conoscesse quel demone...
 Probabilmente aveva gi provato a ucciderlo. A volte riescono a farla franca.
 Ma come torner all'Istituto?
  un ragazzo in gamba. Trover il modo. Mi preoccupa di pi riportare voi all'Istituto prima
che qualcuno noti la vostra assenza e scoppi un putiferio.
Avevano raggiunto il cancello d'ingresso, dove li aspettava la carrozza con Cyril pacificamente
seduto a cassetta, il cappello calato sugli occhi.
Tessa lanci un'occhiataccia insofferente a Magnus mentre questi spalancava lo sportello e
allungava una mano per aiutarla a salire.  Come fate a sapere che io e Will non avevamo il permesso
di Charlotte per essere qui questa notte?
 Mi avete preso per uno sciocco, cara?  Magnus sorrise in un modo cos contagioso che
Tessa, sospirando, gli diede la mano.  Ora vi riporter all'Istituto, cos strada facendo potrete
raccontarmi tutto.
13
LA SPADA MORTALE
 Prendi la mia parte di cuore volubile,
La mia parte di amore meschino:
Prendere o lasciare, come vuoi,
Io me ne lavo le mani.
Christina Rossetti, Maude Clare
Oh, per tutti i santi misericordiosi!  esclam Sophie, saltando su dalla sedia quando Tessa
apr la porta della camera di Jessamine.  Signorina Tessa, cos' successo?
 Ssst!  Tessa gli fece un cenno ammonitore chiudendosi la porta alle spalle. La stanza era
come l'aveva lasciata. La sua camicia da notte e la sua vestaglia erano ripiegate ordinatamente su una
sedia, lo specchio d'argento incrinato era sulla toletta; Jessamine era ancora sprofondata
nell'incoscienza, con i polsi legati alle colonnine del letto.
Sophie, seduta su una sedia accanto all'armadio, era chiaramente rimasta l da quando Will e
Tessa se n'erano andati; stringeva una spazzola in una mano - per colpire Jessamine nel caso si fosse
svegliata? - e aveva gli occhi nocciola sgranati.  Ma, signorina...  La voce della cameriera si
spense, mentre lo sguardo di Tessa andava al proprio riflesso nello specchio.
Tessa sgran gli occhi. I capelli, naturalmente, si erano sciolti in un groviglio intricato che le
copriva le spalle, mentre le forcine con perle di Jessamine erano rimaste dove Will le aveva gettate. Era
senza scarpe e zoppicante, le calze bianche erano sudicie, i guanti scomparsi e il vestito la soffocava
quasi a morte.   stato cos tremendo?  La mente di Tessa torn di colpo al balcone, alle braccia di
Will intorno a lei. Oh, Dio. Respinse quel pensiero e lanci un'occhiata a Jessamine, che dormiva
placidamente.  Dobbiamo svegliare Charlotte. Non abbiamo scelta.
Sophie la guard con gli occhi sbarrati.
Tessa non poteva biasimarla se aveva paura di svegliare Charlotte. Lei aveva perfino pregato
Magnus di entrare e aiutarla a dare le notizie, ma lo stregone si era rifiutato adducendo il pretesto che i
drammi intestini dei Cacciatori non lo riguardavano, e poi aveva un romanzo che lo aspettava.
 Signorina...  protest Sophie.
 Dobbiamo farlo.  Tessa le rifer in fretta gli avvenimenti di quella notte, tralasciando la
parte con Will sul balcone. Non c'era bisogno che qualcuno lo sapesse.  Ormai  una faccenda pi
grande di noi. Non possiamo tenere Charlotte all'oscuro di tutto ci.
Sophie non protest oltre. Depose la spazzola sulla toletta, si alz, si lisci le gonne e disse: 
Vado a chiamare la signora Branwell, signorina.
Tessa si lasci cadere sulla sedia accanto al letto, con una smorfia, sentendosi soffocare
dall'abito. Vorrei che mi chiamassi Tessa.
 Lo so, signorina.  Sophie usc chiudendosi piano la porta alle spalle.
Magnus era steso con i piedi sul divano del soggiorno quando sent del trambusto. Sorrise senza
muoversi, udendo le proteste di Archer e quelle di Will. Dei passi si avvicinarono alla porta. Magnus
pieg l'angolo di una pagina nel suo libro di poesie, come segno, mentre l'uscio si spalancava e Will
entrava a grandi falcate nella stanza.
Il Nephilim era quasi irriconoscibile. L'elegante abito da sera era lacero e macchiato di fango, il
cappotto strappato per tutta la sua lunghezza, gli stivali incrostati di fango. Aveva i capelli ritti sulla
testa e il viso solcato da decine di graffi, come se fosse stato attaccato simultaneamente da un'orda di
gatti.
 Mi dispiace, signore  disse Archer, in tono mortificato.  Mi ha spinto via.
 Magnus...  Will sorrideva. Non era la prima volta, davanti allo stregone, ma questa volta
dimostrava una vera gioia. Gli cambiava il viso, trasformando la sua bellezza da gelida in smagliante.
 Digli di lasciarmi stare.
Magnus fece un gesto con la mano.  Lascialo, Archer. La faccia grigia del succubo umano si
contorse. La porta sbatt alle spalle del giovane Cacciatore.
 Magnus!  Un po' barcollante, Will si avvicin al caminetto e si appoggi alla mensola. 
Non ci crederai...
 Ssst...  disse Magnus, con il libro ancora aperto sulle ginocchia.  Ascolta:
Sono stanco di lacrime e risa,
E degli uomini che ridono e piangono
Di ci che potr avvenire in futuro
A chi semina per raccogliere:
Sono esausto di giorni e ore,
Boccioli sfioriti di sterili fiori,
Di desideri e sogni e poteri
E di tutto fuorch del sonno.
 Swinburne.  Will annu.  Sentimentale e sopravvalutato.
 Tu non sai cosa significhi essere immortali.  Magnus gett via il libro e si raddrizz. 
Dunque, cos' che vuoi?
Will si tir su la manica. Magnus represse un verso di sorpresa. L'avambraccio del Nephilim era
solcato da uno squarcio lungo, profondo e imbrattato di sangue, che gli colava intorno al polso e
gocciolava dalle dita. Conficcato nello squarcio, come un cristallo infilato nella parete di una grotta,
c'era un dente bianco.
 Cosa diavolo...?
 Un dente del demone  disse Will, con il fiato leggermente corto.  Ho inseguito quel
bastardo blu per tutta Chiswick, ma mi  scappato... non prima per di avermi morso. Mi ha lasciato
questo dente come ricordo. Puoi usarlo, giusto? Per evocarlo?  Afferr il dente e lo tir via. Altro
sangue sgorg e si rivers lungo il braccio, schizzando a terra.
 Il tappeto di Camille!  protest lo stregone.
  sangue. Dovrebbe essere entusiasta.
 Stai bene?  chiese Magnus, affascinato da quello spettacolo.  Stai perdendo molto
sangue. Non hai con te uno stilo? Una runa guaritrice...
 Non mi importa delle rune guaritrici. Mi importa di questo.  Will fece cadere il dente
insanguinato nella mano dello stregone.  Trovami il demone. So che puoi farlo.
Magnus abbass lo sguardo, con una smorfia di disgusto.  Credo proprio che potrei, ma...
La luce nel viso di Will tremol.  Ma?
 Non questa notte. Potrei impiegarci qualche giorno. Dovrai avere pazienza.
A Will si spezz il respiro.  Non posso avere pazienza. Non dopo questa notte. Non capisci...
 Poi vacill, e si ritrov ad aggrapparsi alla mensola.
Allarmato, Magnus si alz dal divano.  Stai bene?
Il colore andava e veniva dal viso di Will. Il colletto della camicia era scuro di sudore.  Non
lo so... Il dente. Potrei essere stato avvelenato...  disse senza fiato, poi la sua voce si spense. Il
Nephilim scivol in avanti, gli occhi al cielo.
Con un'imprecazione di sorpresa, Magnus lo afferr prima che cadesse sul tappeto insanguinato
e, prendendolo in braccio, lo depose con cautela sul divano.
Tessa, seduta sulla sedia accanto al letto di Jessamine, si massaggiava le costole doloranti e
sospirava. Il corpetto continuava a stringerla, e lei non aveva idea di quando avrebbe potuto toglierlo; le
dolevano i piedi e si sentiva ferita nel profondo dell'anima. Vedere Nate era stato come sentirsi agitare
un coltello in una ferita fresca. Nate aveva ballato con "Jessamine" - flirtato con lei - e aveva parlato
con noncuranza del destino di Tessa, sua sorella, come se per lui non significasse nulla.
Quando c'era di mezzo Nate nulla avrebbe dovuto stupirla, si disse Tessa. Ma faceva male lo
stesso.
E Will... quei pochi momenti sul balcone in sua compagnia l'avevano confusa pi di qualsiasi
altra cosa in vita sua. Dopo il modo in cui le aveva parlato sul tetto, Tessa aveva giurato di non farsi pi
idee romantiche su di lui. Non era un Heathcliff cupo e meditabondo che nutriva una passione segreta,
si era detta, ma solo un ragazzo che pensava di essere troppo in gamba per lei. Tuttavia il modo in cui
l'aveva guardata sul balcone, il modo in cui le aveva scostato i capelli dal viso, nonch il lieve tremito
delle mani quando l'aveva toccata... quelle cose non potevano certo essere frutto di falsit.
Ma in fondo lo aveva toccato anche lei allo stesso modo. In quel momento non aveva voluto
nulla tranne Will. Non aveva sentito nulla tranne Will. Eppure solo la notte prima aveva toccato e
baciato Jem, le era sembrato di amarlo; aveva permesso che la vedesse come nessuno l'aveva mai vista
prima. E pensando a lui, al suo silenzio della mattina e alla sua assenza a cena, gli mancava di nuovo,
con un dolore fisico che non poteva essere finto.
Era davvero possibile amare due persone diverse nello stesso tempo? Si poteva dividere il cuore
a met? O i momenti passati con Will sul balcone erano stati una follia suscitata dalla droga degli
stregoni? Sarebbe stato lo stesso con chiunque altro? Il pensiero la ossessionava come uno spettro.
 Tessa...
La ragazza salt quasi sulla sedia. La voce era vicina a un sussurro. Jessamine aveva gli occhi
semiaperti, la luce riflessa delle fiamme guizzava nelle loro brune profondit.
Tessa si drizz a sedere.  Jessamine. Ti sei...?
 Cos' successo?  La testa di Jessamine ruotava irrequieta da una parte e dall'altra.  Non
ricordo.  Cerc di mettersi a sedere e sussult, scoprendo di avere le mani legate.  Tessa! Perch
diavolo...?
  per il tuo bene  replic Tessa con voce tremante.  Charlotte... ha delle domande da
farti. Sarebbe molto meglio se fossi disposta a risponderle...
 Il ricevimento!  Gli occhi di Jessamine guizzavano di qua e di l, come guardando
qualcosa che Tessa non poteva vedere.  Sophie, quella piccola scimmia, stava frugando tra le mie
cose. L'ho trovata con l'invito in mano...
 S, il ricevimento. Da Benedict Lightwood. Dove avresti dovuto incontrare Nate...
 Hai letto il suo messaggio?  La testa di Jessamine si inclin di lato.  Non sai quanto 
villano e sconveniente leggere la corrispondenza privata di un'altra persona?  Cerc di nuovo di
mettersi seduta, e ricadde una volta di pi sui cuscini.  E comunque non l'ha firmato. Non puoi
dimostrare...
 Jessamine, ormai le menzogne non ti servono pi. l'osso dimostrarlo, perch sono andata al
ricevimento e ho parlato con mio fratello.
Jessamine apr la bocca, per la sorpresa. Sembr notare solo allora che cosa indossava Tessa. 
Il mio abito. Hai preso le mie sembianze?
Tessa annu.
Gli occhi di Jessamine si incupirono.Mostro! Creatura disgustosa! Cosa hai fatto a Nate?
Cosa gli hai detto?
 Ha spiegato molto chiaramente che fai la spia per Mortmain  disse Tessa, desiderando che
arrivassero Sophie e Charlotte. Perch mai ci mettevano tanto?  Che ci hai tradito riferendo tutte le
nostre mosse, obbedendo agli ordini di Mortmain...
 Vi ho tradito?  strill Jessamine, cercando di raddrizzarsi per quanto glielo permettevano
le corde.  Tu non sei una Cacciatrice! Non devi loro alcuna lealt! A loro non importa nulla di te, non
pi di quanto importi di me. Solo a Nate importa di me...
 Mio fratello  un assassino, un bugiardo, incapace di alcun sentimento  afferm Tessa,
controllando a stento la voce.  Potr anche averti sposata, ma non ti ama. I Cacciatori mi hanno
aiutato e protetto, come hanno fatto con te. Eppure ti sei rivoltata contro di loro come un cane non
appena mio fratello ha schioccato le dita. Ti abbandoner, se non ti uccider prima.
 Bugiarda!  url Jessamine.  Non lo capisci. Non l'hai mai fatto! La sua anima  pura e
bella...
 Pura come acqua di scolo  ribatt Tessa.  Lo capisco meglio di te. Sei accecata dal suo
fascino. A lui non importa nulla di te.
 Bugiarda...
 Gliel'ho visto negli occhi. Ho visto come ti guarda.
Jessamine sussult.  Come puoi essere cos crudele?
Tessa scosse la testa, stupita.  Non te ne accorgi, vero?
Per te  tutto un gioco, come i pupazzi della tua casa di bambole... che muovi di qua e di l, che
fai baciare e sposare tra loro. Non vedi cosa  costato il tuo tradimento a coloro che ti hanno sempre
voluto bene.
Jessamine scopr i denti; in quel momento sembrava a tal punto un animale intrappolato, messo
alle strette, che Tessa quasi si ritrasse.  Io amo Nate. E lui ama me. Sei tu che non capisci l'amore.
"Oh, non so decidermi tra Will e Jem. Cosa devo fare?"  disse Jessamine con voce acuta, e Tessa
avvamp.  Che importa se Mortmain vuole distruggere tutti i Cacciatori d'Inghilterra? Che brucino
pure, dico io.
Tessa la guard senza fiato, proprio mentre la porta alle sue spalle si spalancava e Charlotte
entrava nella stanza. Era tesa e con le guance scavate per la stanchezza, in un abito grigio che faceva
pendant con le ombre sotto i suoi occhi, ma il portamento era eretto, lo sguardo luminoso. Dietro di lei
veniva Sophie, che correva a piccoli passi come se fosse spaventata. Un attimo dopo, Tessa ne cap il
motivo: il gruppetto era chiuso da una figura in una tonaca color pergamena, con il viso nascosto
dall'ombra del cappuccio e una lama incredibilmente brillante in mano. Era Enoch, dei Fratelli Silenti,
con la Spada Mortale.
 Ah, dobbiamo bruciare?  questo che hai detto, Jessamine?  chiese Charlotte con una voce
energica e dura talmente inusuale per lei da sconcertare Tessa.
Jessamine rimase senza fiato. Aveva gli occhi fissi sulla lama tra le mani di Fratello Enoch. La
grossa elsa era intagliata a forma di angelo con le ali spiegate.
Fratello Enoch mosse lesto la Spada verso Jessamine.
La ragazza si ritrasse, impaurita. Le corde che le legavano i polsi alle colonnine del letto si
sciolsero. Le mani le ricaddero flosce in grembo. Jessamine le fiss, quindi spost lo sguardo su
Charlotte.  Tessa  una bugiarda! E' una Nascosta bugiarda...
Charlotte indugi a fianco del letto e guard Jessamine, con calma.  La mia esperienza con lei
 stata diversa, Jessamine. E Sophie?  sempre stata una cameriera della massima onest.
 Mi ha colpito con uno specchio!  Jessamine era paonazza.
 Perch ha trovato questo.  Charlotte tir fuori di tasca l'invito che Tessa aveva consegnato
a Sophie.  Come lo spieghi?
 Non si contravviene alla Legge andando a un ricevimento.  Jessamine sembrava sia
imbronciata sia spaventata.  Benedict Lightwood  un Cacciatore...
 Questa  la scrittura di Nathaniel Gray.  La voce di Charlotte non perse il suo tono pacato,
un tono che la faceva sembrare perfino pi inesorabile, pens Tessa.   una spia ricercata
dall'Enclave, e tu ti sei incontrata con lui in segreto. Come mai?
La bocca di Jessamine si dischiuse leggermente. Tessa si aspettava delle scuse: Sono tutte
bugie... Sophie si  inventata l'invito... incontravo Nate solo per conquistarmi la sua fiducia. E invece
comparvero delle lacrime.  Io lo amo. E lui ama me.
 Dunque ci hai tradito per lui  disse Charlotte.
 Non  vero!  grid Jessamine.  Qualsiasi cosa dica Tessa, non  vero! Mente.  sempre
stata invidiosa di me, e mente!
 Ma davvero? E Sophie?
 Sophie mi odia  mormor la ragazza, tra i singhiozzi. Quello almeno era vero. 
Dovrebbe essere messa alla porta, senza referenze...
 Chiudi una buona volta i rubinetti, Jessamine. Non serve a niente.  La voce di Charlotte
penetr attraverso i singhiozzi come una lama. Quindi si rivolse a Enoch.  Sar piuttosto facile farsi
raccontare come stanno veramente le cose. Fratello Enoch, per favore, la Spada Mortale.
Il Fratello Silente fece un passo avanti con la Spada Mortale all'altezza di Jessamine. Tessa
osservava inorridita: l'avrebbe torturata nel suo letto, davanti a tutti loro?
Jessamine url:  No! No! Non fatelo avvicinare! Charlotte!  La sua voce crebbe fino a
diventare un terribile urlo che sembr durare all'infinito.
 Alza le mani, Jessamine  disse Charlotte, in tono gelido.
Jessamine scosse furiosamente la testa, facendo svolazzare i capelli di qua e di l.
 Charlotte, no... non fatele del male  disse Tessa.
 Non intrometterti in ci che non capisci  ribatt Charlotte.  Allunga le mani, Jessamine,
o le cose si metteranno molto male per te.
Con il viso rigato di lacrime, Jessamine spinse le mani in avanti con i palmi all'ins.
Tessa si irrigid tutta. Si sent improvvisamente a disagio e dispiaciuta di essere stata coinvolta
in quel piano. Jessamine era stata presa in giro da Nate, s, ma lo era stata anche lei. E quel
trattamento...
 Non c' problemadisse una voce sommessa accanto alla sua spalla. Era Sophie.  Non le
far alcun male. La Spada Mortale fa dire la verit ai Nephilim.
Fratello Enoch mise la lama di piatto sui palmi di Jessamine senza alcuna forza n gentilezza,
quasi non rendendosi conto che si trattava di una persona, quindi la lasci e fece un passo indietro.
Perfino gli occhi di Jessamine si spalancarono per la sorpresa; la lama sembr rimanere in perfetto
equilibrio sulle sue mani, completamente immobile.
 Non  uno strumento di tortura, Jessamine  disse Charlotte, con le mani giunte davanti a
s.  Dobbiamo servircene solo perch altrimenti non possiamo essere certi che tu dica la verit.
Questo  tuo, non  vero?  chiese, sollevando l'invito.
Jessamine guardava Fratello Enoch, con occhi spalancati e neri di terrore, il petto che si alzava e
si abbassava freneticamente.  Non riesco a pensare, con questo mostro nella stanza...  Le trem la
voce.
Charlotte serr le labbra, ma si gir e disse qualche parola a Enoch, che annu e scivol adagio
via dalla stanza. Quando la porta si fu richiusa alle sue spalle, Charlotte disse:  Ecco fatto. Aspetter
in corridoio. E non credere che non ti acchiapper, se proverai a fuggire.
Jessamine fece segno di s. Sembr accasciarsi, come una bambola rotta.
Charlotte sventol l'invito.  Questo  tuo, vero? E ti  stato mandato da Nathaniel Gray.
Questa  la sua grafia.
 Ss.  Sembr che la parola fosse stata strappata a Jessamine contro la sua volont.
 Da quanto tempo lo incontri in segreto?
Jessamine serr la bocca, ma le tremavano le labbra.
Un momento dopo ne eruppe un torrente di parole, mentre gli occhi le guizzavano stravolti di
qua e di l, quasi non potesse credere di stare raccontando tutto.  Mi ha mandato un messaggio pochi
giorni dopo che Mortmain si era introdotto nell'Istituto. Si scusava per il comportamento tenuto nei
miei confronti. Diceva che mi era grato per essermi presa cura di lui e che non era riuscito a
dimenticare la mia gentilezza e la mia bellezza. Io... io avrei voluto ignorarlo. Ma poi  arrivata una
seconda lettera, e una terza... Ho acconsentito a vederlo. Ho lasciato l'Istituto nel cuore della notte e ci
siamo incontrati a Hyde Park. Mi ha baciata...
 Basta cos  fece Charlotte.  Quanto tempo ha impiegato a convincerti a spiarci?
 Ha detto che avrebbe lavorato per Mortmain soltanto finch non avesse messo insieme una
fortuna sufficiente per vivere agiatamente. Ho obiettato che avremmo potuto mantenerci con la mia, di
fortuna, ma non ha voluto saperne. Doveva essere il suo denaro. Ha detto che non sarebbe vissuto a
spese di sua moglie. Non  nobile?
 Dunque a quel punto ti aveva gi chiesto di sposarlo?
 Me l'ha proposto la seconda volta che ci siamo visti.  Jessamine sembrava essere a corto di
fiato.  Ha detto che per lui non ci sarebbe mai stata un'altra donna. E ha promesso che, una volta che
avesse avuto abbastanza denaro, avrei avuto la vita che avevo sempre desiderato, che non ci saremmo
mai preoccupati dei soldi, e avremmo avuto dei ffigli.  Tir su col naso.
 Oh, Jessamine...  Charlotte sembrava quasi triste.
La ragazza avvamp.  Era vero! Mi ama! L'ha pi che dimostrato. Siamo sposati! C' stata
una cerimonia con tutti i crismi, in una chiesa, con un sacerdote...
 Probabilmente una chiesa sconsacrata e un lacch vestito da sacerdote  replic Charlotte.
 Che cosa ne sai dei matrimoni dei mondani, Jessie? Come facevi a sapere che si trattava di un vero
matrimonio? Ti do la mia parola che Nathaniel Gray non ti considera sua moglie.
 E invece s, s, si!  grid Jessamine, e prov a staccarsi dalla Spada, che aderiva alle sue
mani come se vi fosse stata inchiodata. I suoi lamenti aumentarono di un'ottava.  Sono Jessamine
Gray!
 Sei una traditrice dell'Enclave. Cos'altro hai detto a Nathaniel?
 Tutto! Dove cercavate Mortmain, quali Nascosti avevate contattato nel tentativo di trovarlo.
Ecco perch non era mai dove lo cercavate. L'ho avvertito del viaggio a York. Perci ha mandato gli
automi a casa della famiglia di Will. Mortmain voleva terrorizzarvi, in modo t he abbandonaste le
ricerche. Vi considera delle spiacevoli seccature, ma non gli fate paura.  Il petto le andava su e gi
per l'affanno.  Avr la meglio su tutti voi. Lo sa. E lo so anch'io.
Charlotte si sporse in avanti, con le mani sui fianchi.  Non  riuscito a terrorizzarci n a farci
abbandonare le ricerche. Gli automi che ha mandato hanno provato a rapire Tessa, ma hanno fallito...
 Non li aveva mandati per rapire Tessa. Oh, certo, progetta ancora di catturarla, ma non cos.
Il suo piano  vicino a compiersi, e allora agir per impadronirsi dell'Istituto, di Tessa...
 Vicino quanto?  chiese brusca Charlotte.   riuscito ad aprire la Pyxis?
 Nnon lo so. Non credo.
 E cos, tu hai detto tutto a Nate e lui non ti ha detto niente. E Benedict? Perch ha accettato
di lavorare a fianco di Mortmain? Ho sempre saputo che  un uomo sgradevole, ma non mi sembra da
lui tradire l'Enclave.
Jessamine scosse la testa. Sudava, i capelli biondi erano attaccati alle tempie.  Mortmain lo
tiene in pugno con qualcosa, qualcosa che lui vuole. Non so di che si tratti. Ma far qualunque cosa pur
di ottenerlo.
 Compreso consegnarmi a Mortmain  disse Tessa. Charlotte la guard sorpresa e sembr
sul punto di interromperla, ma lei continu spedita.  Cos' questo piano per farmi accusare
falsamente di possedere oggetti di magia nera? Come doveva essere realizzato?
 Il Libro Bianco. L'ho preso dallo scaffale chiuso nella biblioteca e l'ho nascosto in camera
tua mentre non c'eri.
 In camera mia, dove?
Un'asse del pavimento sconnessa... vicino al caminetto.  Le pupille di Jessamine erano
enormi.  Charlotte... ti prego...
Ma Charlotte era inflessibile.  Dov' Mortmain? Ha parlato a Nate dei suoi piani per la Pyxis,
per i suoi automi?
 Io...  Jessamine, con il viso di un rosso cupo, fece un respiro scosso da brividi.  Non
posso...
 Nate non deve averglielo detto  osserv Tessa.  Sapeva che avrebbe potuto essere
scoperta, e avr pensato che sotto tortura avrebbe ceduto e spifferato tutto. Sarebbe da lui.
Jessamine le lanci uno sguardo velenoso.  Ti odia, lo sai. Dice che per tutta la vita l'avete
guardato dall'alto in basso, tu e tua zia, con il vostro sciocco moralismo di provincia, giudicandolo per
qualsiasi cosa facesse. Dicendogli sempre cosa fare, non volendo mai che avesse successo. Sai come ti
chiama?
 Non me ne importa  ment Tessa, con voce leggermente tremante. Nonostante tutto,
sentire che suo fratello la odiava la feriva pi di quanto avrebbe creduto.  Ha detto che cosa sono?
Perch ho il potere che ho?
 Dice che tuo padre era un demone.  Le labbra di Jessamine si contorsero.  E tua madre
una Cacciatrice.
La porta si apr piano, cos piano che, se non fosse stato gi da un po' in dormiveglia, Magnus
non sarebbe stato svegliato dal lieve rumore.
Alz lo sguardo. Era seduto nella poltrona accanto al fuoco, mentre il suo posto preferito sul
divano era occupato da Will. Il ragazzo, con la sola camicia insanguinata indosso, dormiva del sonno
pesante di chi ha assunto droga. Aveva l'avambraccio fasciato fino al gomito, le guance accaldate, la
testa poggiata sul braccio sano. Il dente (he si era estratto dall'altro braccio era sul tavolino, luccicante
come avorio.
La porta del soggiorno si apr del tutto e sulla soglia apparve Camille. Indossava un mantello da
viaggio di velluto nero, aperto su un vestito verde brillante che si armonizzava con i suoi occhi; aveva i
capelli acconciati alti con pettini di smeraldo. Mentre lo stregone la guardava, si sfil con studiata
lentezza i guanti di capretto bianco e li depose sul tavolo accanto alla porta.
 Magnus... Ti sono mancata?
Nel sentire quella voce, lo stregone pens come sempre a dei campanelli d'argento. Si drizz a
sedere.  Non mi aspettavo che questa sera mi avresti accordato il favore della tua presenza.  Vide
la luce del fuoco giocare sui capelli scintillanti di Camille, sulla sua pelle bianca priva di pori. La trov,
come sempre, straordinariamente bella.
La vampira guard Will e le sue labbra si arricciarono verso l'alto.  Mi pare evidente.
 Non hai mandato nessun messaggio. In effetti, non ricevo tuoi messaggi da quando hai
lasciato Londra.
 Mi stai rimproverando, Magnus?  Camille sembrava divertita. Scivolando dietro il divano,
si chin sopra la spalliera e guard il viso del ragazzo.  Will Herondale. Bello, non  vero?  il tuo
nuovo passatempo?
Invece di rispondere, Magnus incroci le lunghe gambe davanti a s.  Dove sei stata?
Camille si chin ancora di pi; il suo respiro, se fosse stata umana, avrebbe agitato gli scuri
capelli ricci sulla fronte di Will.  Posso baciarlo?
 Norispose lo stregone.  Dove sei stata, Camille? Ho passato ogni sera steso qui sul tuo
divano ad aspettare di sentire i tuoi passi nell'ingresso, chiedendomi dove fossi. Potresti almeno
dirmelo.
Camille si raddrizz, alzando gli occhi al cielo.  E va bene. Sono stata a Parigi, a farmi fare
dei nuovi abiti. Una vacanza di cui avevo un gran bisogno dopo i drammi di Londra.
Ci fu un lungo silenzio. Poi Magnus disse:  Stai mentendo.
Camille sgran gli occhi.  Perch lo dici?
 Perch  la verit.  Lo stregone prese di tasca una lettera spiegazzata e la gett sul
pavimento.  Non si possono seguire le tracce di un vampiro, ma si possono seguire quelle del suo
succubo. Hai portato con te Walker. Mi  stato abbastanza facile rintracciarlo a San Pietroburgo, dove
ho degli informatori. Mi hanno riferito che abitavi con un amante umano.
Un sorrisetto aleggiava sulle labbra di Camille.  E questo ti ha reso geloso?
 Volevi che lo fossi?
 Ca m'est gal  rispose la vampira, scivolando nel francese che usava quando voleva
davvero irritarlo.  Per me fa lo stesso. Non aveva niente a che fare con te. Era una distrazione mentre
ero in Russia, niente di pi.
 E ora ...
 Morto. Perci non rappresenta certo un rivale per te. Devi lasciarmi prendere le mie piccole
distrazioni, Magnus.
 Altrimenti?
 Altrimenti mi arrabbier moltissimo.
 Come ti sei arrabbiata con il tuo amante umano, uccidendolo?  replic Magnus.  E la
piet? La compassione? L'amore? O non provi questo sentimento?
 Io amo  afferm Camille con aria sdegnata.  Io e te, Magnus, che dureremo in eterno,
amiamo in una maniera che non pu essere concepita dai mortali... una fiamma scura e costante di
fronte alla loro luce breve e crepitante. Che t'importa di loro? La fedelt  un concetto umano, basato
sull'idea che siamo qui solo per breve tempo. Non puoi chiedermi di esserti fedele in eterno.
 Che sciocco sono. Pensavo di poterlo fare. Pensavo di potermi almeno aspettare che tu non
mi mentissi.
 Sei ridicolo. Un bambino. Ti aspetti che abbia la morale di certi mondani quando non sono
umana, e neppure tu lo sei. In ogni caso, puoi fare ben poco al riguardo. Non tollero imposizioni, meno
che mai da un mezzosangue.  Era il termine offensivo con cui i Nascosti definivano gli stregoni. 
Mi sei devoto,- l'hai detto tu stesso. La tua devozione dovr semplicemente sopportare le mie
distrazioni, e allora andremo d'amore e d'accordo. Altrimenti, ti lascer. E non posso immaginare che tu
lo voglia.
C'era un tono canzonatorio nella sua voce, e ci fece scattare qualcosa dentro Magnus. Ricord
l'amaro in bocca quando la lettera era giunta da San Pietroburgo. Eppure aveva aspettato il ritorno di
Camille, sperando che avesse una spiegazione. Che si sarebbe scusata. Che gli avrebbe chiesto di
amarla ancora. In quel momento, nel rendersi conto che per lei non valeva e non era mai valso tanto,
una nebbiolina rossa gli pass davanti agli occhi; dovette impazzire temporaneamente, era l'unica
spiegazione per ci che fece poi.
 Non importa  disse, alzandosi.  Ora ho Will.
Camille spalanc la bocca, per la sorpresa.  Non dirai sul serio. Un Cacciatore?
 Potrai anche essere immortale, Camille, ma i tuoi sentimenti sono insulsi e superficiali.
Quelli di Will no. Lui capisce che cos' l'amore.  Pronunciate tali parole con gran dignit, Magnus
attravers la stanza e scosse il ragazzo per la spalla.  Will... William, svegliati...
Il Nephilim apr gli occhi azzurri. Era steso supino, con lo sguardo rivolto verso l'alto, e la
prima cosa che vide fu il viso di Camille china sulla spalliera del divano, che lo osservava. Si raddrizz
di scatto.  Per l'Angelo...
 Ssst...  fece Camille pigramente, sorridendo giusto quel tanto che bastava per mostrare le
punte delle piccole zanne.  Non ti far del male, Nephilim.
Magnus tir su Will e annunci:  La padrona di casa  tornata.
 Lo vedo.  Will era accaldato, la camicia intrisa di sudore.  Delizioso  disse senza
rivolgersi a nessuno in particolare.
Magnus non cap se intendesse dire che era deliziato di vedere Camille, deliziato dagli effetti
dell'incantesimo antidolorifico che lo stregone aveva usato su di lui - certo era una possibilit - o se
stesse semplicemente vaneggiando.  E quindi dobbiamo andare  disse Magnus, stringendo il
braccio di Will in maniera eloquente.
Il Nephilim sbatt le palpebre.  Andare dove?
 Ora non preoccuparti di questo, amore mio.
Will era sbalordito. Diede un'occhiata in giro, quasi aspettandosi che qualcuno li stesse
osservando.  Io non... dov' il mio cappotto?
 Si era sporcato di sangue. Se n' occupato Archer  disse Magnus, quindi fece un cenno del
capo verso Camille.  Will ha cacciato demoni tutta la notte. Che coraggioso!
L'espressione della vampira era un misto di stupore e fastidio.
 Io sono davvero coraggioso  dichiar Will. Sembrava compiaciuto di s. L'incantesimo
antidolorifico gli aveva fatto allargare le pupille, e gli occhi erano scurissimi.
 Certo che lo sei  disse Magnus, e lo baci. Non fu il pi teatrale dei baci, ma Will agit il
braccio libero come se ci si fosse posata un'ape; Magnus dovette sperare che la vampira attribuisse quel
gesto alla passione.
Quando si separarono, Will era sbalordito. E anche Camille.
 Ora dobbiamo proprio andare  insistette lo stregone, sperando che Will ricordasse di
essere in debito con lui.
 Io... ma...  Will si gir di lato.  Il dente!  Si precipit attraverso la stanza, lo recuper
e lo infil nella tasca del panciotto di Magnus. Poi, con una strizzata d'occhio a Camille - che, pens
Magnus, Dio solo sa come l'avrebbe interpretata - usc senza fretta dalla stanza.
 Camille...  cominci lo stregone.
Camille aveva le braccia incrociate sul petto e gli rivolgeva uno sguardo velenoso.  Te la
spassi con i Cacciatori alle mie spalle  disse in tono glaciale, apparentemente infischiandosene
dell'ipocrisia della propria posizione.  E in casa mia! Insomma, Magnus.  Indic la porta.  Ti
prego di lasciare questa casa e di non tornare. Spero di non dovertelo chiedere due volte.
Lo stregone fu felice di obbedire. Pochi istanti dopo aveva raggiunto Will sul marciapiede. Si
infil il cappotto - che ormai costituiva tutto ci che aveva al mondo, oltre al contenuto delle tasche - e
lo abbotton per proteggersi dall'aria fredda. Di l a poco, la prima pennellata grigia del mattino
avrebbe rischiarato il cielo.
 Mi hai appena baciato?  chiese Will.
Magnus prese una decisione istantanea.  No.
 Pensavo...
 A volte gli effetti collaterali degli incantesimi antidolorifici possono risolversi in
allucinazioni del tipo pi bizzarro.
 Oh, che strano...  Will si volt verso la casa di Camille e guard la finestra del soggiorno,
con le tende di velluto rosso ben chiuse.  E ora che facciamo? Per l'evocazione del demone, intendo.
Abbiamo dove andare?
 Io ho un amico da cui posso stare  rispose Magnus, recitando una muta preghiera di
ringraziamento per l'ossessiva fissazione di Will sull'evocazione del demone.  Tu torna all'Istituto.
Mi metter al lavoro sul tuo maledetto demone non appena possibile. Ti mander un messaggio quando
sapr qualcosa.
Will annu, quindi alz lo sguardo sul cielo nero.  Le stelle... Non le ho mai viste cos
luminose. Credo che il vento abbia soffiato via la nebbia.
Magnus pens alla gioia che aveva visto sul suo viso mentre se ne stava tutto pieno di sangue
nel soggiorno di Camille stringendo in mano il dente del demone. Non credo proprio che siano state le
stelle a cambiare.
 Una Cacciatrice?  ripet Tessa, sbigottita.  Non  possibile.  Rote su se stessa e
guard Charlotte, il cui viso le rifletteva il suo stesso sconcerto.  Non  possibile, vero? Will mi ha
detto che i figli dei Cacciatori e dei demoni nascono sempre morti.
Charlotte scuoteva la testa.  No. No, non  possibile.
 Ma se Jessamine  costretta a dire la verit...  La voce di Tessa esit.
 Deve dire la verit cos come crede che sia  precis Charlotte.  Se tuo fratello le ha
mentito su qualcosa ma lei gli ha creduto, lo riferir come se fosse la verit.
 Nate non mi mentirebbe mai  disse Jessamine, stizzita.
 Se la madre di Tessa era una Cacciatrice, allora lo  anche Nate  replic Charlotte, in tono
gelido.  Il sangue dei Cacciatori prevale. Questo non te l'ha mai detto? Che era un Cacciatore?
Jessamine sembrava disgustata.  Nate non  un Cacciatore!  grid.  L'avrei saputo! Non
avrei mai sposato...  Si interruppe, mordendosi il labbro.
 Be', delle due l'una, Jessamine  disse Charlotte.
 O, somma ironia della sorte, hai sposato un Cacciatore, o, cosa pi probabile, hai sposato un
bugiardo che ti ha usato e poi ti ha scaricato. Doveva sapere che alla fine saresti stata scoperta. E allora
cosa pensava che ti sarebbe successo?
 Niente.  Jessamine appariva scossa.  Ha detto che eravate deboli. Che non mi avreste
punita. Che non sareste riusciti a farmi davvero del male.
 Si sbagliava  ribatt Charlotte.  Sei una traditrice dell'Enclave. Lo stesso vale per
Benedict Lightwood. Quando il Console verr a saperlo...
Jessamine fece una risata fievole, spezzata.  Diteglielo pure.  esattamente ci che vuole
Mortmain  farfugli.  Nnon prendetevi la briga di chiedermi perch. Non lo so. Ma so che lo
vuole. Perci di' pure tutto ci che vuoi, Charlotte. Servir solo a farvi cadere in suo potere.
Charlotte strinse la pediera del letto talmente forte che le mani le sbiancarono.  Dov'
Mortmain?
Jessamine rabbrivid, scuotendo la testa e agitando i capelli avanti e indietro.  Non...
 Dov' Mortmain?
 Llui... Lui... Jessamine stava ansimando. Aveva il viso quasi violaceo, gli occhi fuori
dalle orbite. Stringeva la Spada cos forte che le usc il sangue dalle dita.
Tessa guard Charlotte, in preda all'orrore.
 Idris  disse infine Jessamine, e si afflosci sul cuscino.
 Idris?  ripet Charlotte, sconvolta.  Mortmain  a Idris, nella nostra patria?
Le palpebre di Jessamine sbatterono.  No. Non  l.
 Jessamine!  Charlotte sembrava sul punto di avventarsi sulla ragazza e scuoterla fino a
farle battere i denti.  Come pu essere a Idris e non esserci? Salvati, stupida ragazza. Dicci dov'!
 Smettila! grid Jessamine.  Smettila, fa male...
Charlotte le rivolse una lunga occhiata severa, poi and alla porta. Quando torn, era seguita da
Fratello Enoch. Incroci le braccia sul petto e indic Jessamine con un movimento del mento.  C'
qualcosa che non va, Fratello. Le ho chiesto dove fosse Mortmain, e ha risposto a Idris. Quando gliel'ho
richiesto, l'ha negato.  La sua voce si indur.  Jessamine! Mortmain ha violato le protezioni di
Idris?
Jessamine fece un verso soffocato,- inspirava ed espirava a fatica.  No, non ha... Lo giuro...
Charlotte, ti prego...
Charlotte, basta. Le parole di Fratello Enoch echeggiarono anche nella mente di Tessa. C' un
blocco nella mente della ragazza, qualcosa che vi  stato messo da Mortmain. Si fa beffe di noi con
l'idea di Idris, eppure Jessamine confessa che non  l. Si tratta di blocchi potenti. Se continuerai a
interrogarla in questo modo, il suo cuore potrebbe cedere.
Charlotte si accasci.  Allora cosa...?
Lascia che la conduca nella Citt Silente. Abbiamo i nostri metodi per portare alla luce i
segreti chiusi nella mente, segreti che perfino la ragazza stessa potrebbe essere ignara di conoscere.
Fratello Enoch sfil la Spada dalla presa della ragazza.
Jessamine sembr notarlo appena. Aveva lo sguardo fisso su Charlotte, gli occhi spalancati e
pieni di terrore.  La Citt di Ossa?  sussurr.  Dove giacciono i morti? No! Non voglio andarci!
Non posso sopportare quel posto!
 Allora dicci dov' Mortmain  le ordin Charlotte, con voce gelida come ghiaccio.
Ma Jessamine si mise a singhiozzare.
Charlotte fece un cenno a Fratello Enoch, che sollev la ragazza e la serr in una morsa di
acciaio, tenendo l'altra mano sull'elsa della Spada Mortale.
 Charlotte!  grid disperatamente Jessamine, cercando di divincolarsi.  Charlotte, ti
prego, non nella Citt Silente! Chiudimi nella cripta, consegnami al Consiglio, ma ti prego, non
mandarmi da sola in quel cimitero! Morir di paura!
 Avresti dovuto pensarci prima di tradirci  replic Charlotte.  Fratello Enoch, portala via,
per favore.
Tessa, a occhi sgranati, lo osserv uscire a grandi passi dalla stanza con quel fardello in spalla.
Le urla e gli ansiti di Jessamine echeggiarono a lungo nel corridoio dopo che la porta si fu richiusa
dietro di loro, poi cessarono all'improvviso.
 Jessamine...  cominci Tessa.
 Sta benissimo. Deve averle tracciato una runa di Quiete. Tutto qui. Non c' niente di cui
preoccuparsi  disse Charlotte, e si sedette sull'orlo del letto. Abbass lo sguardo sulle proprie mani
con aria interrogativa, come se non le appartenessero.  Henry...
Vuole che lo svegli, signora Branwell?  chiese gentilmente Sophie.
  nella cripta, lavora... Non ce l'ho fatta a farlo venire.  La voce di Charlotte era lontana.
 Jessamine sta con noi da quando era bambina. Sarebbe stato troppo per lui, troppo. Non  nella sua
natura essere crudele.
 Charlotte...  Tessa le tocc delicatamente la spalla.  Neanche tu sei crudele.
 Faccio quello che devo. Non c' niente di cui preoccuparsi  ripet Charlotte, e scoppi in
lacrime.
14
LA CITT SILENTE
Lei grid forte:  Vado a fuoco.
Nessun mormorio di risposta.
Cosa canceller il mio peccato,
E mi salver nel caso morissi!
Alfred, Lord Tennyson, Il palazzo dell'arte
 Jessamine?  ripet Henry per la quinta o la sesta volta.  Non posso ancora crederci. La
nostra Jessamine?
Ogni volta che lo diceva, not Tessa, la bocca di Charlotte si serrava un po' di pi.  S,
Jessamine. Ci ha spiato e ha riferito ogni nostra mossa a Nate, che passava le informazioni a Mortmain.
Devo ripeterlo ancora?
 Scusa, tesoro. Ho ascoltato quanto hai detto.  solo che...  Henry sospir.  Sapevo che
era infelice qui, ma non pensavo che ci odiasse.
 Non credo che ci odiasse... o che ci odi  disse Jem, che stava accanto al caminetto del
soggiorno con un braccio appoggiato alla mensola.
Non si erano riuniti come al solito per la colazione; non c'era stata nessuna comunicazione
ufficiale sul perch, ma Tessa immagin che l'idea di fare tranquillamente colazione con il posto di
Jessamine vuoto fosse troppo spaventosa perch Charlotte potesse sopportarla.
Quella notte Charlotte si era abbandonata a un breve pianto, quindi aveva recuperato il suo
sangue freddo; aveva liquidato con un gesto le premure di Sophie e di Tessa, che avrebbero voluto
portarle delle pezze bagnate o del t, scuotendo rigidamente la testa e continuando a ripetere che non
avrebbe permesso a se stessa di crollare a quel modo, che era il momento di fare piani, di elaborare una
strategia. Poi, seguita di corsa dalle due ragazze, era andata nella stanza di Tessa e aveva armeggiato
febbrilmente con le assi del pavimento finch non aveva portato alla luce un libriccino simile a una
Bibbia di famiglia, rilegato in pelle bianca e avvolto nel velluto. Se l'era infilato in tasca con
un'espressione determinata, bloccando con un cenno le domande di Tessa, e si era rialzata. Fuori dalle
finestre, il cielo aveva gi cominciato a tingersi della pallida luce dell'alba. Con aria esausta, Charlotte
aveva incaricato Sophie di far servire a Bridget una colazione fredda in soggiorno e di informarne
Cyril, che lo avrebbe comunicato agli uomini di casa. Poi se n'era andata.
Con l'aiuto di Sophie, Tessa era finalmente riuscita a sfilarsi a fatica l'abito di Jessamine. Poi si
era fatta il bagno e aveva indossato il vestito giallo, quello che le aveva comprato Jessie; pensava che
quel colore potesse sollevarle l'umore, ma continuava a sentirsi pallida e stanca. Quando entr in
soggiorno, trov la stessa cera riflessa sul viso di Jem, che aveva gli occhi cerchiati e si affrett a
distogliere lo sguardo da lei. Quel gesto la fer. E le fece anche venire in mente la notte passata, con
Will, sul balcone. Ma quella era stata una cosa diversa, si disse. Era stata l'effetto delle polveri
stregonesche, una follia momentanea. Niente a che fare con quanto era accaduto tra lei e Jem.
 Non credo che ci odi  ripet il Nephilim, correggendo il suo uso del passato.   sempre
stata cos insoddisfatta. E disperata.
  colpa mia  sussurr Charlotte.  Non avrei dovuto forzarla a essere una Cacciatrice,
quando era una cosa che chiaramente disprezzava.
 No, no.  Henry si affrett a rassicurare la moglie.  Sei sempre stata gentile con lei. Hai
fatto tutto il possibile. Ci sono alcuni meccanismi che sono talmente... rotti che non si possono riparare.
 Jessamine non  un orologio, Henry  replic Charlotte.
Tessa si chiese se fosse ancora arrabbiata con lui per non essere stato al suo fianco quando
aveva ricevuto Woolsey Scott, o se fosse semplicemente arrabbiata col mondo.
 Forse non dovrei fare altro che impacchettare l'Istituto con un bel fiocco e regalarlo a
Benedict Lightwood.  la seconda volta che ci ritroviamo una spia sotto il nostro tetto e non ce ne
accorgiamo finch non viene fatto un danno considerevole. Sono chiaramente un'incompetente.
 In un certo senso, in realt si  trattato della stessa spia  cominci Henry, ma tacque
quando Charlotte gli lanci un'occhiata capace di fondere il vetro.
 Se Benedict Lightwood lavora per Mortmain, non gli si pu certo affidare la responsabilit
dell'Istituto  disse Tessa.  In effetti, il ballo che ha dato la notte scorsa dovrebbe bastare a
escluderlo.
 Il problema sar provarlo  obiett Jem.  Benedict negher tutto, sar la sua parola contro
la tua... e tu sei una Nascosta...
 Be', c' Will...  Charlotte aggrott la fronte.  A proposito, dov'?
 Star sicuramente poltrendo a letto  disse Jem.  Quanto alla sua testimonianza... be', in
definitiva tutti pensano che Will sia pazzo...
 Cos', la riunione annuale del gruppo "tuttipensanocheWillsiapazzo"?  domand
Will, sorridendo, sulla soglia.
  semestrale. Comunque no, non  quel tipo di riunione  rispose Jem.
Gli occhi di Will cercarono Tessa.  Sanno di Jessamine?  chiese. Sembrava stanco, ma non
quanto Tessa si sarebbe aspettata,- sebbene pallido, c'era in lui un'eccitazione repressa che faceva quasi
pensare alla... felicit.
La ragazza sent un tuffo al cuore mentre veniva assalita dai ricordi della notte passata... le
stelle, il balcone, il bacio. E poi vennero le domande.
Quando era tornato a casa? E come? E perch sembrava cos... euforico? Era inorridito da
quanto era accaduto tra loro sul balcone, o lo trovava divertente? E, buon Dio, l'aveva detto a Jem?
Le polveri stregonesche, si disse, sconsolata. Non era in s, non aveva agito di propria volont.
Jem l'avrebbe capito senz'altro. Le avrebbe spezzato il cuore ferirlo. Sempre che gli importasse...  S,
sanno tutto di Jessamine  disse svelta.   stata interrogata con la Spada Mortale e portata nella
Citt Silente, e ora siamo riuniti per decidere il da farsi. Charlotte  sconvolta.
Charlotte si volt a guardarla, perplessa.
 Be', lo sei davvero  disse Tessa, quasi senza fiato per aver parlato cos in fretta.  E stavi
chiedendo di Will...
 Eccomi qui!  esclam lui, lasciandosi cadere su una sedia accanto a Jem. Aveva un
braccio bendato, la manica arrotolata a met. Le unghie della mano erano incrostate di sangue secco. 
Sono felice di sentire che Jessamine  nella Citt Silente.  proprio il posto che fa per lei. Quale sar il
prossimo passo?
  appunto su questo che stiamo cercando di fare una riunione  disse Jem.
 Bene, chi altro sa che si trova l?
 Solo noi, e Fratello Enoch  rispose Charlotte.  Ma ha accettato di non informare
l'Enclave per un altro giorno o due. Finch non decideremo cosa fare. Il che mi ricorda, Will, che avrei
da dirti qualche parolina sul fatto che sei corso a casa di Benedict Lightwood senza informarmi. Per
giunta, trascinandoti dietro Tessa.
 Non c'era tempo da perdere  replic Will.  Prima che fossimo riusciti a svegliarti e a
farti accettare il piano, Nathaniel sarebbe potuto sparire. E poi non puoi dire che sia stata una cattiva
idea. Abbiamo saputo un sacco di cose su Nathaniel e su Benedict Lightwood...
 Nathaniel Gray e Benedict Lightwood non sono Mortmain.
Will tracci un disegno in aria, con le dita lunghe ed eleganti.  Mortmain  il ragno al centro
della ragnatela. Pi cose veniamo a sapere, pi comprendiamo quanto si estende il suo raggio d'azione.
Prima della scorsa notte non avevamo nessun indizio sui suoi legami con Lightwood; ora sappiamo che
Benedict  la sua marionetta. Propongo di andare all'Enclave e denunciare Benedict e Jessamine. Che
se ne occupi Wayland. Vediamo cosa spiatteller Benedict, interrogato con la Spada Mortale.
Charlotte scroll il capo.  No... credo che sia meglio non farlo.
 Perch no?
Jessamine ha detto che era esattamente ci che Mortmain voleva che facessimo. E l'ha detto
sotto l'influsso della Spada Mortale. Non mentiva.
 Ma potrebbe essersi sbagliata  ribatt Will.Mortmain potrebbe avere previsto proprio
tale circostanza e avere ordinato a Nate di instillarle questa idea perch noi ne venissimo a conoscenza.
 Pensi che avrebbe potuto pensarci?  domand Henry.
 Sicuramente. Quell'uomo  uno stratega  rispose Will, picchiettandosi con un dito la
tempia.  Come me.
 Allora credi che dovremmo andare all'Enclave?  chiese Jem.
 Per l'inferno, no!  rispose Will.  E se fosse la verit? Faremmo la figura dei perfetti
idioti.
Charlotte sollev le mani.  Ma avevi detto...
 Lo so quello che avevo detto. Ma occorre considerare le conseguenze. Se andiamo
all'Enclave e ci sbagliamo, facciamo il gioco di Mortmain. Manca ancora qualche giorno alla scadenza
del termine. Andando all'Enclave prima di allora, non guadagneremo nulla. Se invece investighiamo,
possiamo procedere su un terreno pi sicuro...
 E come proponi di investigare?  chiese Tessa.
Will ruot la testa per guardarla. Nei suoi freddi occhi azzurri non c'era niente che le ricordasse
il ragazzo della notte prima, il quale l'aveva toccata con tenerezza e aveva sussurrato il suo nome quasi
fosse un segreto.  Il problema nell'interrogare Jessamine  che, anche se costretta a dire la verit, ha
delle conoscenze limitate. Ma abbiamo un altro aggancio con il Magister. Qualcuno che probabilmente
ne sa molto di pi. Cio Nate, attraverso Jessamine. Si fida ancora di lei. Se gli chiede di incontrarsi,
potremo catturarlo.
 Jessamine non acconsentirebbe mai a farlo  disse Charlotte.  Non ora...
Will le lanci un'occhiata fosca.  Avete perso tutti la bussola, non  vero? Certo che non
acconsentirebbe. Chiederemo a Tessa di ripetere la sua straordinaria interpretazione di Jessamine: Una
giovane traditrice alla moda.
 Sembra pericoloso, per Tessa  osserv Jem.
La ragazza gli gett una rapida occhiata, e scorse il balenio dei suoi occhi argentei. Era la prima
volta che la guardava da quando si erano baciati. Tessa immaginava la preoccupazione nella sua voce
mentre parlava di pericolo per lei, o era semplicemente la preoccupazione che Jem aveva per chiunque?
Non augurarle una morte orribile era semplice gentilezza, non... non quanto aveva sperato che
provasse.
Qualunque cosa. Purch non la disprezzasse...
 Tessa  coraggiosa  disse Will.  E non correr un grave pericolo. Manderemo a Nate un
biglietto fissando un appuntamento in un luogo in cui poterlo catturare facilmente. Poi i Fratelli Silenti
potranno torturarlo finch non riveler le informazioni che ci servono.
 Torturarlo?  fece Jem.  Ma  il fratello di...
 Se necessario, torturatelo pureafferm Tessa.Vi do il permesso.
Charlotte alz lo sguardo su di lei, stupita.  Non dirai sul serio?
 Avete detto che c' un modo per frugare nei segreti della sua mente. Vi avevo chiesto di non
farlo, e avete esaudito la mia richiesta. Ve ne ringrazio, ma non voglio legarvi a quella promessa 
disse Tessa.  Frugate pure nella sua mente, se dovete. Sar pi utile a me che a voi. Certo, lo farete
per l'Istituto e per la sicurezza dei Cacciatori... anche a me stanno a cuore queste cose. Ma Nate...
lavora con Mortmain. Colui che vuole catturarmi e usarmi, non sappiamo ancora a che scopo. Colui
che pu sapere che cosa sono. Nate ha detto a Jessamine che mio padre era un demone e mia madre
una Cacciatrice...
Will si drizz a sedere.  Impossibile. Cacciatori e demoni... non possono procreare. Non
possono mettere al mondo figli vivi.
 Allora sar una bugia, come quella secondo cui Mortmain sarebbe a Idris  replic Tessa.
 Ci non vuol dire che Mortmain non conosca la verit. Devo sapere chi sono. Se non altro, credo
che sia la chiave del perch mi vuole.
C'era mestizia negli occhi di Jem quando li rivolse verso di lei, per poi distoglierli. 
Benissimo. Will, come proponi di attirarlo a un appuntamento con Jessamine? Non credi che conosca
la sua grafia? Non  probabile che abbiano un segnale convenuto?
 Bisogna convincere Jessamine ad aiutarci.
 Ti prego di non suggerire di torturarla  disse Jem, irritato.  La Spada Mortale  gi stata
usata. Ci ha detto tutto quello che poteva...
 La Spada Mortale non ci ha rivelato i loro luoghi d'incontro, e neppure i codici o i nomignoli
che possono aver usato  ribatt Will.  Non capisci? Questa  l'ultima occasione di Jessamine. La
sua ultima occasione per collaborare, per ottenere indulgenza dall'Enclave, per essere perdonata. Anche
se Charlotte manterr l'Istituto, pensate che lasceranno il destino di Jessamine nelle nostre mani? No,
sar rimesso al Console e all'Inquisitore. E non saranno gentili. Se fa questo per noi, per, potrebbe
salvarsi la vita.
 Non sono certa che le importi della sua vita  mormor Tessa.
 A tutti importa  replic Will.  Tutti vogliono vivere.
Jem distolse bruscamente lo sguardo da lui e lo fiss sul fuoco.
 Ma chi possiamo mandare a convincerla?  chiese Charlotte.  Io non posso andare. Mi
odia e mi biasima pi di tutti.
 Potrei provarci io  sugger Henry. Il suo viso gentile era turbato.  Forse potrei far
ragionare quella povera ragazza, parlare con lei della follia dell'amore giovane, di come svanisca
rapidamente di fronte alla dura realt della vita...
 No...  Il tono di Charlotte era categorico.
 Bene, dubito fortemente che desideri vedere meafferm Will.  Dovr andare Jem. 
impossibile odiarlo. Piace perfino a quel gatto maledetto.
Jem sbuff, continuando a fissare il fuoco.
 Andr nella Citt Silente. Ma Tessa dovrebbe accompagnarmi.
Tessa alz lo sguardo, stupita.  Oh, no. Non credo di piacere granch a Jessamine. Pensa che
io l'abbia tradita ignobilmente prendendo le sue sembianze, e non posso dire di biasimarla.
 Gi, ma sei la sorella di Nate. Se lo ama come sostieni...  Gli occhi di Jem incontrarono
quelli di Tessa attraverso la stanza.  Conosci Nate. Puoi parlare di lui con autorevolezza. Puoi essere
capace di farle credere ci che a me sarebbe impossibile.
 Benissimo.  Tessa annu.  Ci prover.
Tale decisione sembr porre fine alla colazione. Charlotte si precipit fuori per chiamare una
carrozza dalla Citt Silente; era cos che ai Fratelli Silenti piaceva fare le cose, spieg. Henry torn alla
sua cripta e alle sue invenzioni e Jem, dopo aver mormorato qualcosa a Tessa, and a prendere cappello
e cappotto.
Solo Will rimase immobile, con gli occhi fissi sul fuoco. Tessa aspett che la porta si
richiudesse dietro Jem e si avvicin in modo da stare tra Will e le fiamme.
Lui sollev lentamente lo sguardo. Indossava ancora gli abiti che portava la notte prima, ma lo
sparato bianco era macchiato di sangue e sulla redingote c'era un lungo strappo. Inoltre aveva un taglio
sulla guancia, sotto l'occhio sinistro.
 Will...
 Non devi andare con Jem?
 S, ma prima devi promettermi una cosa.
Gli occhi di Will si spostarono sul fuoco; le fiamme danzavano riflesse nelle pupille.  Allora
dimmi alla svelta di che si tratta. Ho da sbrigare delle faccende importanti. Pensavo di starmene
immusonito tutto il pomeriggio e poi, magari, trascorrere una serata di meditazione alla Byron e una
nottata di dissolutezza.
 Fai il dissoluto quanto vuoi. Devi soltanto assicurarmi che non farai parola a nessuno di
quanto  accaduto tra noi la scorsa notte, sul balcone.
 Ah, eri tu. Will assunse l'aria di chi abbia appena ricordato un dettaglio curioso.
 Risparmiami le stupidaggini  replic bruscamente Tessa, ferita suo malgrado.  Eravamo
sotto l'influenza delle polveri stregonesche. Non ha significato nulla. Per quanto ora tu possa divertirti a
provocarmi, non ti biasimo per l'accaduto. Ma non c' alcun bisogno che lo sappiano altri, e se sei un
gentiluomo...
 Ma non lo sono.
 Sei un Cacciatore!  replic Tessa, in tono velenoso.  E non c' futuro per un Cacciatore
che si trastulli con gli stregoni.
Gli occhi di Will danzavano insieme al fuoco.  Sei diventata noiosa da stuzzicare, Tess.
 Allora giurami che non lo dirai a nessuno, nemmeno a Jem, cos me ne andr e smetter di
annoiarti.
 Lo giuro sull'Angelo  dichiar Will.  Non che avessi mai avuto intenzione di
vantarmene. Ma non capisco perch tieni tanto a che nessuno qui sospetti una mancanza di virt da
parte tua.
Il viso di Jem balen davanti alla ragazza.  No. Non puoi capirlo.  Tessa gir sui talloni e
usc dalla stanza, lasciandolo l a seguirla con uno sguardo confuso.
Sophie percorreva a passo svelto Piccadilly, con la testa bassa, gli occhi sul marciapiede. Era
abituata ai mormorii sommessi e agli sguardi occasionali, quando usciva e gli occhi dei passanti si
posavano sulla sua cicatrice, sicch aveva perfezionato una particolare camminata per nascondere il
viso nell'ombra gettata dal cappello. Non si vergognava della cicatrice, ma detestava la piet negli
occhi di chi la vedeva.
Indossava uno dei vecchi vestiti di Jessamine. Non era ancora passato di moda, ma Jessamine
era una di quelle ragazze che definivano "storico" ogni abito indossato pi di tre volte, che di
conseguenza gettavano via o facevano rimettere a nuovo. Era di seta marezzata a strisce bianche e
verdi, abbinato a un cappello guarnito con fiori bianchi e foglie verdi di cera. Nel complesso, pens
Sophie, sarebbe potuta passare per una ragazza di buona famiglia - naturalmente se non fosse stata
fuori da sola - grazie soprattutto al fatto che le mani rovinate dal lavoro erano nascoste da un paio di
guanti di capretto bianco.
Vide Gideon prima di essere vista da lui: era appoggiato a un lampione fuori dal grande
ingresso porticato verde chiaro di Fortnum & Mason. Ebbe un leggero tuffo al cuore nel guardarlo
mentre, cos bello tutto vestito di scuro, controllava l'ora su un orologio d'oro fissato da una catena
sottile alla tasca del panciotto. Sophie si ferm un istante a guardare la gente che gli sciamava intorno,
la vita affaccendata di Londra che gli rombava da ogni lato, e lui imperturbabile come un masso in
mezzo a un fiume impetuoso. Tutti i Cacciatori avevano quel non so che, pens, quella immobilit,
quella oscura aura di separatezza che li distingueva dalla corrente della vita dei mondani.
Fu allora che Gideon alz lo sguardo e la vide. Il sorriso gli trasform completamente il viso. 
Signorina Collins  disse andandole incontro, mentre lei faceva lo stesso con la sensazione di varcare i
confini di quella separatezza.
Il rumore costante del traffico cittadino, di uomini e animali, sembr attutirsi, e rimasero solo
lei e Gideon, l'uno di fronte all'altra.
 Signor Lightwood.
Il viso di Gideon ebbe un cambiamento, piccolo, ma Sophie lo scorse. Vide pure che teneva
qualcosa nella mano sinistra, un cesto intrecciato da picnic. Guard prima il cesto e poi Gideon.
 Uno dei famosi cesti di Fortnum &. Mason  disse lui con un sorriso sghembo. 
Formaggio stilton, uova di quaglia, marmellata di petali di rosa...
 Signor Lightwood  ripet Sophie interrompendolo, con propria grande sorpresa. Un
servitore non interrompeva mai un gentiluomo.  Sono stata in preda a una profonda angoscia... a una
profonda angoscia, capite, chiedendomi se dovessi venire qui. Alla fine ho deciso di s, se non altro per
dirvi in faccia che non posso vedervi. Pensavo che lo meritaste, sebbene non ne sia sicura.
Gideon la fiss sbalordito, e in quel momento Sophie non vide in lui un Cacciatore, ma un
ragazzo qualunque, come Thomas o Cyril, che stringeva un cesto da picnic ed era incapace di
nascondere la sorpresa e la delusione.
 Signorina Collins, se ho fatto qualcosa che vi ha offeso...
 Non posso vedervi. Tutto qui  afferm Sophie, e si gir con l'intenzione di tornare di corsa
da dov'era venuta. Se si sbrigava, avrebbe fatto in tempo a prendere l'omnibus che andava alla City...
 Signorina Collins. Per favore.  Era Gideon, al suo fianco. Le camminava accanto con
espressione turbata, ma senza toccarla.  Ditemi che cosa ho fatto.
Sophie scosse la testa, in silenzio. Quell'espressione sul suo viso... forse  stato un errore
venire. Nel passare davanti alla libreria Hatchards pens di sgattaiolarvi dentro,- di sicuro non l'avrebbe
seguita, non in un luogo in cui probabilmente li avrebbero sentiti. Ma tutto sommato, forse l'avrebbe
fatto.
 So di che si tratta  disse Gideon, di punto in bianco.  Will. Ve l'ha raccontato, non 
vero?
 Dicendo cos mi fate pensare che ci sia qualcosa da raccontare.
 Signorina Collins, posso spiegarvi. Venite con me... da questa parte.  Il Cacciatore si gir,
e Sophie si ritrov a seguirlo, circospetta.
Erano di fronte alla chiesa di St. James. Gideon la condusse lungo una stretta via che univa
Piccadilly a Jermyn Street. L c'era pi calma, sebbene il posto non fosse deserto; parecchi passanti
gettarono loro degli sguardi curiosi... alla ragazza sfregiata e al bel ragazzo dal volto pallido che
deponeva con cura la cesta ai suoi piedi.
 Si tratta della notte scorsa  disse Gideon.  Il ballo a casa di mio padre, a Chiswick. In
effetti, mi pareva di aver visto Will, e mi ero chiesto se l'avrebbe raccontato a tutti voi.
 Confessate, allora, che eravate l, a quel ricevimento depravato... sconveniente?
 Sconveniente? Era pi che sconveniente  replic il Cacciatore, con pi impeto di quanto
lei gli avesse mai sentito usare. La campana della chiesa batt le ore; Gideon sembr non udirla. 
Signorina Collins, tutto quello che posso fare  giurarvi che fino alla notte scorsa non avevo idea di
quale infima compagnia e di quali costumi scellerati avesse adottato mio padre. Ho passato gli ultimi
sei mesi in Spagna...
 E prima non era cos?  chiese Sophie, incredula.
 Non proprio.  difficile da spiegare.  I suoi occhi guardarono oltre lei, il loro colore tra il
grigio e il verde pi burrascoso che mai.  Mio padre  sempre stato incline a farsi beffe delle
convenzioni. A piegare la Legge a proprio vantaggio, se non a infrangerla. Ci ha sempre insegnato che
 cos che procedono tutti, che tutti i Cacciatori lo fanno. E noi - io e Gabriel - abbiamo perso nostra
madre talmente presto che non avevamo esempi migliori da seguire. Solo quando sono arrivato a
Madrid ho cominciato a capire l'entit della... scorrettezza di mio padre. Non tutti si fanno beffe della
Legge o piegano le regole a proprio vantaggio, e sono stato trattato come una creatura mostruosa per
aver creduto che cos fosse, finch non ho cambiato il mio modo di fare. La ricerca e l'osservazione mi
hanno portato a credere che mi fossero stati dati da seguire dei principi meschini, e che ci fosse stato
fatto deliberatamente. Riuscivo a pensare soltanto a Gabriel e a come avrei potuto evitare che se ne
rendesse conto, o almeno che ci accadesse in maniera meno traumatica.
 E vostra sorella... la signorina Lightwood?
Gideon scroll la testa.   stata tenuta al riparo da tutto ci. Mio padre pensa che le donne
non debbano avere nulla a che fare con gli aspetti pi oscuri del Mondo Invisibile. No, lui crede che sia
io a dover conoscere tutti i suoi affari, in quanto erede del patrimonio dei Lightwood.  stato tenendo
conto di questo che mio padre mi ha portato con s al ricevimento della notte scorsa, dove credo di
essere stato visto da Will.
 Dunque sapevate che era l?
 Ero talmente disgustato da quanto vedevo in quella sala che alla fine mi sono allontanato e
sono andato in giardino a prendere un po' d'aria fresca. La puzza di demone mi aveva nauseato. L
fuori ho visto una figura a me familiare inseguire con aria determinata un demone blu.
 Il signor Herondale?
Gideon fece spallucce.  Non avevo idea di cosa facesse l. Sapevo che non poteva essere
stato invitato, ma non riuscivo a spiegarmi come avesse saputo del ballo, o se il suo inseguimento
avesse qualcosa a che fare con esso.
Non ne sono stato sicuro finch non ho visto l'espressione del vostro viso mentre mi
osservavate, poco fa...
Sophie parl con voce acuta e aspra.  Ma l'avete detto a vostro padre, o a Gabriel? Sanno del
signorino Will?
Gideon scosse la testa.  Non ho aperto bocca. Non credo si aspettassero che Will fosse l. Si
presume che i Cacciatori dell'Istituto siano alla ricerca di Mortmain.
 Ed  cos  conferm Sophie. Quindi, nel vedere lo sguardo vacuo di Gideon, aggiunse: 
Da dove pensate che venissero le creature meccaniche presenti al ricevimento di vostro padre?
 Non so... credevo che fossero una specie di giocattoli demoniaci...
 Possono essere venuti solo da Mortmain  afferm Sophie.  Voi non avete mai visto i
suoi automi, ma il signor Herondale e la signorina Gray s, e loro non hanno avuto dubbi.
 Ma perch mio padre dovrebbe avere qualcosa che appartiene a Mortmain?
Sophie scosse la testa.  Forse  meglio che non mi facciate domande le cui risposte non vi
piacerebbero, signor Lightwood.
 Signorina Collins...  A Gideon caddero i capelli sugli occhi, e li ricacci indietro con un
gesto impaziente.  Signorina Collins, so che qualsiasi cosa mi diciate sar la verit. Per molti versi,
tra tutte le persone che ho incontrato a Londra, trovo che siate la pi affidabile... pi dei miei stessi
familiari.
 Mi sembra davvero increscioso, signor Lightwood, visto che ci conosciamo da pochissimo
tempo.
 A questo spero di porre rimedio. Venite almeno a fare una passeggiata nel parco con me,
Soph... signorina Collins. Raccontatemi questa verit di cui parlate. Se poi continuerete a non voler
avere niente a che fare con me, rispetter i vostri desideri. Vi chiedo solo un'ora del vostro tempo.  I
suoi occhi la supplicavano.  Per favore...
Quasi suo malgrado, Sophie prov un impeto di simpatia per quel ragazzo dagli occhi color
burrasca che sembrava cos solo.  Molto bene. Verr al parco con voi.
Un intero tragitto in carrozza da sola con Jem... Tessa aveva lo stomaco serrato mentre si
infilava i guanti e si dava un'ultima occhiata allo specchio. Solo due notti prima, tale prospettiva non
aveva suscitato in lei nessun sentimento nuovo o insolito; era preoccupata per Will e curiosa di vedere
Whitechapel, e durante il percorso Jem l'aveva garbatamente distratta parlando di latino e greco, e di
parabatai.
E invece ora, alla prospettiva di stare chiusa da sola con lui in uno spazio esiguo e circoscritto,
si sentiva come se le avessero svuotato un retino pieno di farfalle nello stomaco. Guard il proprio viso
allo specchio, si pizzic le guance e si morse le labbra per farvi affluire un po' di colore, quindi prese il
cappello dal supporto accanto alla toletta. Sistemandoselo sui capelli castani, si sorprese a desiderare di
avere dei ricci biondi come Jessamine e pens: Potrei? Sarebbe possibile trasformare solo quella
piccola parte di me, procurarmi dei capelli lucenti, o magari un vitino di vespa o delle labbra pi
piene?
Diede le spalle allo specchio, scuotendo la testa. Come mai non le era mai venuto in mente?
Eppure al solo pensiero le sembrava di tradire il proprio viso. La brama di sapere chi fosse continuava
ad ardere dentro di lei; se perfino i suoi lineamenti non fossero pi stati quelli con cui era nata, come
avrebbe potuto giustificare tale esigenza, quel desiderio di conoscere la propria natura? Non sai che non
c' nessuna Tessa Gray? le aveva detto Mortmain.
Se avesse usato le sue facolt per farsi diventare gli occhi azzurro cielo o per scurirsi le ciglia,
non gli avrebbe dato ragione?
Mentre correva fuori dalla stanza e scendeva la scala che conduceva all'ingresso dell'Istituto,
Tessa cerc di scacciare quei pensieri. In cortile era in attesa una carrozza nera priva di stemmi e tirata
da una coppia di cavalli color fumo. A cassetta sedeva un Fratello Silente; non era Enoch, ma un suo
confratello che la ragazza non riconobbe. Da quanto pot vedere sotto il cappuccio, non aveva il viso
deturpato come quello di Enoch.
Tessa inizi a scendere i gradini proprio mentre la porta si apriva alle sue spalle e ne usciva
Jem. Il Nephilim indossava un cappotto grigio che faceva apparire i suoi capelli e i suoi occhi pi
argentei che mai. Alz lo sguardo al cielo anch'esso grigio, gravido di nuvole orlate di nero, e disse: 
Meglio salire in carrozza prima che cominci a piovere.
Era una cosa perfettamente normale da dirsi, ma Tessa rimase comunque senza parole. Segu in
silenzio Jem verso la carrozza e lasci che l'aiutasse a salire. Mentre lui si chiudeva lo sportello alle
spalle, la ragazza not che non aveva con s il suo bastonespada.
La carrozza si mosse con uno scossone. Tessa, con la mano al finestrino, diede un grido.  Il
cancello...  chiuso! La carrozza...
 Zitta.  Jem le mise una mano sul braccio.
Tessa non pot reprimere un sussulto mentre la carrozza si precipitava rombando contro il
cancello chiuso da un catenaccio... e passava attraverso di esso, quasi fosse fatto di una sostanza non
pi densa dell'aria. Sent il proprio respiro fuoriuscire in un sibilo di sorpresa.
 I Fratelli Silenti dispongono di una strana magia  comment Jem, e lasci ricadere la
mano. In quel momento il cielo si apr come una borsa dell'acqua calda piena di buchi, e cominci a
piovere.
Tra gli scrosci argentei, Tessa guardava la carrozza avanzare attraverso i pedoni quasi fossero
fantasmi, infilarsi nelle fessure tra gli edifici, entrare in un cortile e poi in un magazzino disseminati di
casse ed emergere finalmente sull'Embankment, anch'esso scivoloso e bagnato di pioggia, accanto
all'acqua scura e gonfia del Tamigi.  Oh, santo cielo!  esclam la ragazza, e chiuse la tendina. 
Dimmi che non stiamo per attraversare il fiume.
Jem scoppi a ridere. Nonostante la paura, per Tessa era un suono gradito.  No. Per quanto ne
so, le carrozze della Citt Silente viaggiano solo sulla terra, ma il viaggio  effettivamente molto strano.
La prima o la seconda volta ti fa stare male, ma poi ci si fa l'abitudine.
 Davvero?  Tessa lo guard dritto negli occhi. Era il momento giusto. Doveva dirlo, prima
che la loro amicizia avesse a soffrirne ulteriormente. Prima che tra loro crescesse l'imbarazzo.  Jem...
 S?
 Io... devi sapere... quanto significa per me la tua amicizia  cominci imbarazzata.  E...
 No, ti prego.  Un'espressione addolorata guizz sul viso di Jem.
Scombussolata, Tessa sbatt le palpebre.  Che vuoi dire?
 Ogni volta che dici quella parola, "amicizia", mi penetra dentro come un coltello  disse
Jem.  Essere amici  una bellissima cosa, e non lo disdegno, ma ormai da un bel po' speravo che
potessimo essere pi che amici. E poi, dopo l'altra notte, pensavo che forse le mie speranze non fossero
del tutto vane. Ma ora...
 Ora ho rovinato tutto  sussurr lei.  Mi dispiace tanto.
Jem guard verso il finestrino; era evidente che stava cercando di controllare una forte
emozione.  Non dovresti scusarti per non ricambiare i miei sentimenti.
 Ma Jem...  Tessa era sconcertata, poteva pensare solo ad alleviare il suo dolore, a farlo
sentire meno ferito.  Mi stavo scusando per il mio comportamento dell'altra notte.  stato sfacciato,
imperdonabile. Chiss cosa penserai di me...
Il Nephilim alz lo sguardo su di lei, sorpreso.  Non puoi pensarlo davvero. Sono io che mi
sono comportato in maniera inqualificabile. Da allora non sono quasi pi riuscito a guardarti, pensando
a quanto dovessi disprezzarmi...
 Non potrei mai disprezzarti  replic Tessa.  Non ho mai incontrato nessuno gentile e
buono come te. Pensavo che fossi tu a essere sconcertato da me. Che fossi tu a disprezzarmi.
 Come potrei disprezzarti, quando  stato il mio smarrimento a provocare quanto  successo?
Se non mi fossi trovato in uno stato cos disperato, avrei dato prova di un maggior controllo.
Vuol dire che avrebbe avuto abbastanza controllo da fermarmi, pens Tessa. Da me non si
aspetta una condotta decorosa. Presume che non sia nella mia natura. Fiss nuovamente il finestrino,
o il frammento che poteva scorgerne. Vedeva il Tamigi, le barche nere che dondolavano sulla corrente,
la pioggia che si mescolava all'acqua del fiume.
 Tessa...  Jem si spost in modo da sederle accanto e non di fronte, il bel viso ansioso
vicino al suo.  So che alle ragazze mondane si insegna che  loro preciso dovere non tentare gli
uomini. Che gli uomini sono deboli e le donne devono frenarli. Ti assicuro che i costumi dei Cacciatori
sono diversi. Pi paritari. Abbiamo scelto entrambi di fare... ci che abbiamo fatto.
Lei lo fiss. Era cos gentile, si disse. Sembrava leggere i timori nel suo cuore e volerli dissipare
prima che potesse esprimerli ad alta voce.
Allora pens a Will. A cosa era successo la sera prima. Scacci via il ricordo dell'aria fredda
intorno a loro, il calore dei loro corpi mentre si stringevano l'uno all'altra. Era stata drogata, come lui.
Nulla di quanto avevano detto o fatto significava pi del balbettio di un oppiomane. Non c'era bisogno
di dirlo a nessuno; non aveva significato nulla. Nulla.
 Di' qualcosa, Tessa.  La voce di Jem tremava.  Ho paura che tu possa pensare che mi
rammarico per quella notte. Non  cos.  Il suo pollice le sfiorava la pelle nuda tra il polsino del
vestito e il guanto.  Mi rammarico solo che sia successo troppo presto. Io... io avrei voluto... prima
corteggiarti. Portarti in giro con uno chaperon.
 Uno chaperon?  Tessa rise, suo malgrado.
Jem continu con aria decisa.  Parlarti dei miei sentimenti, prima di mostrarteli. Scriverti
delle poesie...
 Ma se non ti piacciono nemmeno, le poesie.  La voce di Tessa gorgogli per un risolino di
sollievo.
 No. Ma tu mi fai venire voglia di scriverne. Questo non conta nulla?
Le labbra di Tessa si curvarono in un sorriso. La ragazza alz lo sguardo sul viso di Jem, cos
vicino da distinguere ogni singolo ciglio argenteo sulle palpebre, le tenui cicatrici sulla gola pallida
dove una volta c'erano stati dei marchi.  Mi sembra una tattica ben sperimentata, James Carstairs.
Quante ragazze hai mandato in sollucchero con questa osservazione?
 C' solo una ragazza che vorrei mandare in sollucchero  replic lui.  Il problema : ci
sono riuscito?
Tessa gli sorrise.  S.
Un momento dopo - Tessa non sapeva come fosse successo - lui la baciava, posando le labbra
morbide sulle sue e mettendole una mano a coppa sulla guancia e sul mento, tenendole fermo il viso.
Tessa sent un lieve scricchiolio e si rese conto che era il rumore dei fiori di seta del suo cappello che
venivano schiacciati contro il fianco della carrozza mentre il corpo di Jem la spingeva all'indietro. Si
aggrapp ai risvolti del suo cappotto, sia per tenerselo vicino sia per evitare di cadere.
La carrozza si ferm di botto. Jem si ritrasse con aria stravolta.  Per l'Angelo! Forse abbiamo
davvero bisogno di uno chaperon.
Tessa scosse la testa.  Jem, io...
Il Nephilim sembrava ancora stordito.  Penso sia meglio che mi sieda qui  disse, e si spost
sul sedile di fronte.
Tessa lanci un'occhiata dal finestrino. Attraverso la fessura tra le tendine vide il Parlamento
incombere su di loro, le torri stagliarsi scure contro il cielo che si andava schiarendo. Aveva smesso di
piovere. Tessa non sapeva bene perch la carrozza si fosse fermata; in effetti, un attimo dopo ripart
rumorosamente, diretta verso quello che sembrava un abisso di ombra nera che si era aperto davanti a
loro. Questa volta la ragazza evit di sussultare per la sorpresa; furono avvolti dal buio, quindi
entrarono nella grande sala di basalto nero illuminata da torce che ricordava dalla riunione del
Consiglio.
La carrozza si ferm e lo sportello si spalanc. In attesa c'erano parecchi Fratelli Silenti,
capeggiati da Enoch. Ai suoi fianchi c'erano due Fratelli senza cappuccio, ognuno con una torcia
ardente in mano. Erano entrambi ciechi, ma solo uno, come Enoch, sembrava non avere occhi; tutti gli
altri li avevano ma erano chiusi, con sopra delle rune tracciate in nero. Avevano tutti la bocca cucita.
Benvenuta di nuovo nella Citt Silente, Figlia di Lilith, disse Fratello Enoch.
Per un istante Tessa ebbe voglia di girarsi e sentire la calda pressione della mano di Jem sulla
propria, di farsi aiutare a scendere dalla carrozza. Allora le venne in mente Charlotte, cos piccola e
forte, che non si appoggiava a nessuno. Scese dalla carrozza da sola, con i tacchi degli stivali che
ticchettavano sul pavimento di basalto.  Grazie, Fratello Enoch  disse.  Siamo qui per vedere
Jessamine Lovelace. Volete condurci da lei?
Le prigioni erano sotto il primo livello della Citt Silente, oltre il padiglione delle Stelle
Parlanti. Una scala scura conduceva di sotto. I Fratelli Silenti la discesero per primi, seguiti da Jem e
Tessa, che non si erano rivolti la parola da quando avevano lasciato la carrozza. Ma il loro non era un
silenzio imbarazzato. C'era qualcosa nella grandiosit ammaliante della Citt di Ossa, con i suoi
imponenti mausolei e gli archi slanciati, che dava a Tessa l'impressione di trovarsi in un museo o in una
chiesa, dove bisognava parlare a bassa voce.
In fondo alle scale, un corridoio serpeggiava in due direzioni; i Fratelli Silenti girarono a
sinistra e lo percorsero quasi tutto. Passarono davanti a innumerevoli file di piccole stanze, ognuna con
la porta sbarrata e munita di lucchetto, ognuna contenente un letto e una bacinella, nient'altro. I muri
erano di pietra, e aleggiava un sentore di umidit. Tessa si chiese se fossero sotto il Tamigi, o da
tutt'altra parte.
I Fratelli si fermarono infine davanti a una porta, la penultima del corridoio, e Fratello Enoch
tocc il lucchetto, che si apr con uno scatto. Le catene che tenevano chiusa la porta caddero a terra.
Prego, disse Enoch, facendo un passo indietro. Vi aspetteremo qui fuori.
Jem mise la mano sulla maniglia ed esit, guardando Tessa.  Forse dovresti parlarle un
momento da sola. Da donna a donna.
 Sei sicuro?  chiese Tessa, stupita.  Tu la conosci meglio di me.
 Ma tu conosci Nate.  Per un attimo gli occhi di Jem guizzarono via da lei.  Ti
raggiunger tra un momento, dopo che l'avrai messa a suo agio.
La ragazza annu, con la sensazione che le stesse tacendo qualcosa, una sensazione cos strana,
se riferita a Jem, che lei non sapeva come reagire. Fratello Enoch apr la pesante porta, e Tessa entr,
arretrando leggermente quando la sent sbattere alle sue spalle.
Era una stanza piccola, come le altre, rivestita di pietra. C'era una bacinella, e quella che una
volta doveva essere stata una brocca di ceramica era in frantumi sul pavimento, come se qualcuno
l'avesse scagliata con tutte le sue forze contro la parete. Sullo stretto letto era seduta Jessamine in un
semplice vestito bianco, avvolta in una coperta ruvida. I capelli le ricadevano sulle spalle in ciocche
aggrovigliate.
 Benvenuta. Gran bel posto, eh?  disse Jessamine. Aveva gli occhi rossi e la voce roca,
come se avesse la gola gonfia per le troppe lacrime. Guard Tessa, e il labbro inferiore cominci a
tremarle.  Charlotte ti ha... mandato a riprendermi?
Tessa scosse la testa.  No.
Ma...  Gli occhi di Jessamine cominciarono a riempirsi di lacrime.  Non pu lasciarmi
qui. Li sento, tutta la notte.  Rabbrivid, stringendosi ancora di pi nella coperta.
 Cosa senti?
 I morti. Sussurrano nelle tombe. Se rimango qui un altro po', li raggiunger. Lo so.
Tessa si sedette sul bordo del letto e tocc con cautela i capelli aggrovigliati di Jessamine,
carezzandoli con tocco lieve.  Questo non accadr  disse, e l'altra scoppi in singhiozzi: le sue
spalle ne erano scosse. Impotente, Tessa gir lo sguardo nella misera cella, come per trovarvi
ispirazione.  Ti ho portato una cosa.
Molto piano, Jessamine sollev il viso.   da parte di Nate?
 No,  qualcosa di tuo.  Tessa Infil la mano in tasca, ne tir fuori un oggetto e glielo
porse. Nel suo palmo giaceva una minuscola bambola che aveva prelevato dalla casa di bambole di
Jessamine.  La piccola Jessie.
 Oh...  Jessamine prese la bambola dalla mano di Tessa e se la strinse al petto. Le lacrime
le traboccarono dagli occhi, lasciando delle tracce sul viso sudicio.
Era davvero una vista pietosa, pens Tessa. Se solo...  Jessamine  ripet. Le sembrava che
Jessie fosse un animale da domare, e che ripetere il suo nome in tono gentile potesse essere d'aiuto. 
Abbiamo bisogno che collabori con noi.
 Tradendo Nate  scatt Jessamine.  Ma non so niente. Non so nemmeno perch sono qui.
 S che lo sai  disse Jem, entrando nella cella. Era accaldato e un po' ansimante, come se
avesse corso. Lanci uno sguardo complice a Tessa e si chiuse la porta alle spalle.  Sai esattamente
perch sei qui, Jessie...
 Perch mi sono innamorata! Dovresti sapere che vuol dire. Lo vedo come guardi Tessa. 
Jessamine lanci un'occhiata velenosa a quest'ultima, che avvamp.  Almeno, Nate  umano.
Jem non perse la calma.  Io non ho tradito l'Istituto per Tessa. Non ho mentito a coloro che si
sono presi cura di me da quando sono rimasto orfano, mettendoli in pericolo.
 Se non sei disposto a farlo, non l'ami veramente  replic Jessamine.
 Se me lo chiedesse, saprei che  lei a non amare veramente me.  ribatt Jem.
Jessamine trattenne il fiato e si scost da lui, come se l'avesse schiaffeggiata.  Tu...  disse
con voce smorzata.  Ti ho sempre considerato il pi gentile, ma sei orribile. Siete tutti orribili.
Charlotte mi ha torturato con quella Spada Mortale finch non ho vuotato il sacco. Cos'altro potete
volere da me? Mi avete gi costretto a tradire l'uomo che amo.
Con la coda dell'occhio, Tessa vide Jem alzare lo sguardo al cielo. C'era un che di teatrale nella
disperazione di Jessamine, come del resto in tutto quello che faceva, ma in profondit - sotto il ruolo
della donna trattata ingiustamente che si era imposta - si avvertiva una paura reale.
 So che ami Nate  disse Tessa.  E so pure che non riuscir a convincerti del fatto che lui
non ricambia il tuo sentimento.
 Sei invidiosa...
 Jessamine, Nate non pu amarti. C' qualcosa che non va in lui... al suo cuore manca qualche
pezzo. Io e mia zia abbiamo provato a ignorare questo fatto, a dirci che si trattava solo di sfrenatezza e
di incuranza giovanili. Ma Nate ha assassinato nostra zia - questo te l'ha detto? - ha assassinato la
donna che lo aveva allevato, e poi ne ha riso davanti a me. Non ha sensibilit, nessuna capacit di
essere riconoscente. Se ora lo proteggi, non acquisterai nulla ai suoi occhi.
 Ed  probabile che neppure lo vedrai pi  disse Jem.  Se non ci aiuti, l'Enclave non ti
lascer mai andare. Rimarrai qui per l'eternit insieme ai morti, sempre che tu non venga punita con
una maledizione.
 Nate mi aveva detto che avreste cercato di spaventarmi  mormor Jessamine.
 Nate ti aveva anche detto che l'Enclave e Charlotte non ti avrebbero fatto nulla perch erano
deboli  replic Tessa.Ma non si  dimostrato vero. Ti ha detto solo quanto era necessario per
indurti a fare quello che voleva.  mio fratello, e ti assicuro che  un imbroglione e un bugiardo.
 Abbiamo bisogno che tu gli scriva un biglietto, informandolo che sei al corrente di un piano
segreto dei Cacciatori contro Mortmain e chiedendogli di incontrarti stasera  disse Jem.
Jessamine scosse la testa, tormentando la coperta ruvida.  Non lo tradir.
 Jessie...  La voce di Jem era dolce,- Tessa non sapeva quanto ancora Jessamine avrebbe
potuto resistergli.  Per favore, ti stiamo solo chiedendo di salvarti. Manda questo messaggio; dicci il
posto dove siete soliti incontrarvi. Non chiediamo altro.
Jessamine scosse la testa.  Mortmain... Mortmain avr la meglio su di voi. Allora i Fratelli
Silenti saranno sconfitti e Nate verr a prendermi.
 Benissimo  disse Tessa.  Dici che Nate ti ama. Allora ti perdoner tutto, no? Perch
quando un uomo ama una donna, capisce che  debole. Che non pu resistere alla tortura come
potrebbe fare lui.
Jessamine emise un gemito.
 Capisce che  fragile, delicata e facilmente influenzabile  continu Tessa, sfiorandole
lievemente il braccio.  Jessie, a te la scelta. Se non ci aiuterai, l'Enclave verr a saperlo e non sar
indulgente con te. Se invece ci aiuterai, Nate capir. Se ti ama... non ha scelta. Perch amare vuol dire
perdonare.
 Io...  Jessamine spost lo sguardo dall'uno all'altra, come un coniglio spaventato.  Tu
perdoneresti Tessa, se fosse nei miei panni?
 A Tessa perdonerei tutto  dichiar Jem, in tono grave.
Tessa non vedeva il suo viso, perch era girata verso Jessamine, ma ebbe un tuffo al cuore. Non
poteva guardare Jem, per paura che la sua espressione tradisse ci che provava.  Jessie, ti prego 
disse invece.
Jessamine rimase a lungo in silenzio. Quando parl, alla fine, lo fece con un filo di voce. 
Suppongo che lo incontrerai dopo aver preso le mie sembianze.
Tessa annu.
 Devi vestirti da ragazzo. Lo faccio sempre, quando lo incontro di notte, cos mi sento pi
sicura a girare per le strade. Si aspetter di vederti vestita a quel modo.  Jessamine alz lo sguardo,
spostando i capelli arruffati dal viso.  Datemi carta e penna. Scriver il biglietto.  Prese ci che
Jem le porgeva e cominci a scribacchiare.  Dovrei ottenere qualcosa in cambio. Se non mi
lasceranno andare...
 Non lo faranno finch non sar accertato che le tue informazioni sono corrette  disse Jem.
 Allora dovrebbero almeno darmi del cibo migliore. Qui si mangia malissimo. Solo farinata
d'avena e pane duro.  Finito di scrivere il biglietto, Jessamine lo porse a Tessa.  I vestiti da ragazzo
sono dietro la casa di bambole. Fai attenzione nel muoverla  aggiunse, e per un istante fu di nuovo la
Jessamine di sempre, con gli altezzosi occhi marroni.  Se devi prendere in prestito qualcuno dei miei
vestiti, non preoccuparti. Non fai che portare gli stessi quattro abiti che ti ho comprato a giugno. Quello
giallo  particolarmente fuori moda. E se non vuoi che si sappia che ti sbaciucchi nelle carrozze,
dovresti evitare di indossare un cappello ornato di fiori che si schiacciano facilmente. La gente non 
cieca, sai.
 Cos sembra  disse Jem in tono molto grave, e sorrise quando Tessa lo guard.
15
A MIGLIAIA
C' qualcosa di orribile in un fiore;
Questo che ho in mano, infranto,  uno di quelli
Che lui ha appena gettato; non vivr un'altra ora;
Ce ne sono a migliaia; non senti la mancanza di una rosa.
Charlotte Mew, Nel cimitero di Nunhead
Il resto della giornata all'Istituto trascorse in uno stato d'animo di grande tensione, con i
Cacciatori che si preparavano ad affrontare Nate durante la notte. Non ci furono altri pasti veri e propri,
solo un grande affaccendarsi per predisporre e lucidare le armi, preparare l'equipaggiamento e
consultare le mappe mentre Bridget, intonando lugubri ballate, portava su e gi per i corridoi vassoi di
sandwich e t.
Non fosse stato per l'invito di Sophie a "venire a mangiare un sottaceto", Tessa probabilmente
non avrebbe toccato cibo in tutta la giornata. In realt, aveva la gola talmente serrata che le sarebbe
bastato mandare gi pochi bocconi di sandwich per sentirsi soffocare.
Questa sera vedr Nate, si disse, guardandosi nella specchiera con Sophie inginocchiata ai suoi
piedi che le allacciava gli stivali da uomo presenti nella riserva di abiti maschili di Jessamine. E poi lo
tradir.
Pens a come aveva tenuto in grembo la testa di Nate nella carrozza che li aveva portati via
dalla casa di de Quincey, a come lui aveva gridato il suo nome e si era stretto a lei al comparire di
Fratello Enoch. Si chiese quanto di tutto ci fosse una commedia. Almeno una parte di lui doveva
essere sinceramente terrorizzata... abbandonato da Mortmain, odiato da de Quincey, nelle mani dei
Cacciatori di cui non aveva alcun motivo di fidarsi.
Lei per gli aveva detto che erano degni di fiducia. E lui non se ne era curato. Aveva voluto ci
che Mortmain gli offriva. Pi di quanto avesse voluto la sua sicurezza. Pi di quanto avesse tenuto a
qualsiasi altra cosa. Tutti gli anni trascorsi insieme, il tempo che li aveva uniti al punto da farle pensare
che fossero inseparabili, per lui non significavano nulla.
 Non potete rimuginarci sopra  disse Sophie, rialzandosi e togliendosi la polvere dalle
mani.  Non lo merita.
 A chi ti riferisci?
 A vostro fratello. Non era a lui che pensavate?
Tessa socchiuse gli occhi, con aria dubbiosa.  Sai cosa penso perch hai la Vista?
 Santo cielo, no, signorina!  Sophie rise.  Lo leggo sul vostro viso come fosse un libro.
Avete sempre la stessa espressione quando pensate al signorino Nathaniel. Ma  un cattivo soggetto,
signorina, e non merita i vostri pensieri.
  mio fratello.
 Questo non significa che siate come lui  replic Sophie, in tono fermo.  Alcuni nascono
semplicemente male, tutto qui.
Un diavoletto perverso fece chiedere a Tessa:  E Will? Pensi ancora che sia nato male? Bello
e velenoso come un serpente, l'hai definito.
Sophie sollev le sopracciglia delicatamente arcuate.  Il signorino Will  un mistero, non c'
dubbio.
Prima che Tessa potesse replicare, la porta si spalanc e Jem comparve sulla soglia. 
Charlotte mi ha mandato a darti...  Si interruppe, fissandola.
Tessa si guard. Calzoni, stivali, camicia, panciotto... tutto in ordine. Era certo una sensazione
strana indossare abiti maschili - erano aderenti in punti in cui non era abituata che un abito lo fosse e
larghi in altri, e pizzicavano - ma ci non bastava a spiegare l'espressione sulla faccia di Jem.
 Io...  Jem era diventato paonazzo, il rossore gli saliva dal colletto al viso.  Charlotte mi
ha mandato a dirti che ti aspettiamo in soggiorno  annunci, poi si gir e lasci in fretta la stanza.
 Accidenti  fece Tessa, sconcertata.  Che cosa aveva?
Sophie fece una risatina.  Be', guardatevi.
Tessa si guard. Era rossa in viso, con i capelli che le ricadevano sciolti sulla camicia e sul
panciotto. La camicia era stata chiaramente confezionata pensando a un corpo femminile, perch non
era tesa sul petto come Tessa temeva; ma, a causa della costituzione esile di Jessie, era comunque
stretta. Anche i pantaloni lo erano, secondo i dettami della moda, e le fasciavano le gambe. Inclin la
testa di lato. C'era decisamente qualcosa di indecente in quella tenuta. Un uomo non avrebbe dovuto
vedere la forma della parte superiore delle gambe di una signora, o la curva dei fianchi. C'era qualcosa
nel vestiario degli uomini che la faceva sembrare non mascolina ma... svestita.
 Santo cielo!  esclam.
 Proprio cosfece Sophie, sorridendo.  Non preoccupatevi. Vi staranno meglio dopo che
vi sarete trasformata, e poi... Jem  comunque attratto da voi.
 Tu... sai... voglio dire... pensi che sia attratto da me?
 Certo  rispose Sophie, con aria impassibile.  Dovreste vedere come vi guarda quando si
crede non visto. O come alza gli occhi quando una porta si apre, ed  sempre deluso quando non siete
voi. Il signorino Jem non  come il signorino Will. Lui non sa nascondere quello che pensa.
 Ma tu non...  Tessa cerc le parole.  Sophie, non ce l'hai... con me?
 E perch dovrei?  Un po' del tono allegro era scomparso dalla voce di Sophie, che ora
suonava cautamente neutra.
Ci siamo, pens Tessa.  Credevo che ci fosse stato un tempo in cui guardavi Jem con una
certa ammirazione. Tutto qui. Non intendevo nulla di sconveniente.
La cameriera rimase in silenzio tanto a lungo che Tessa si convinse che fosse arrabbiata, o
peggio, terribilmente ferita. Invece alla fine disse:  C' stato un tempo in cui... in cui lo ammiravo. 
cos gentile e garbato, non come tutti gli altri uomini che ho conosciuto. E poi  cos bello, e la musica
che suona...  Sophie scosse la testa, facendo ondeggiare i riccioli scuri.  Ma non gli  mai
importato niente di me. Mai una sua parola o un suo gesto mi hanno indotto a credere che ricambiasse
la mia ammirazione, sebbene non sia mai stato scortese.
 Sophie...  disse Tessa con dolcezza.  Tu sei stata pi di una cameriera da quando sono
arrivata. Sei stata una buona amica. Non farei nulla che possa ferirti.
Sophie alz lo sguardo su di lei.  Gli volete bene?
 Credo di s  rispose Tessa, in tono guardingo.
 Bene.  Sophie espir.  Se lo merita. Di essere felice. Il signorino Will  sempre stato la
stella pi brillante, quello che attirava l'attenzione... ma Jem  una fiamma costante e onesta, che non
vacilla. Potrebbe rendervi felice.
 E tu non avresti niente da ridire?
 Da ridire?  Sophie fece segno di no.  Oh, signorina Tessa,  gentile da parte vostra
curarvi di quello che penso, ma no, non avrei nulla da ridire. Il mio affetto per lui - e altro non era, un
affetto fanciullesco - si  raffreddato, trasformandosi piuttosto in amicizia. Desidero soltanto la sua
felicit, e la vostra.
Tessa era stupefatta. Si era tanto preoccupata dei sentimenti di Sophie, e invece a lei non
importava affatto. Che cosa era cambiato da quando Sophie aveva pianto per la malattia di Jem, la notte
del disastro sul Blackfriars Bridge? A meno che...  Ti vedi con qualcuno? Cyril o...?
Sophie sgran gli occhi.  Oh, Signore, abbiate piet di noi. Prima Thomas e ora Cyril.
Quando la smetterete di affibbiarmi il primo uomo a disposizione?
 Deve pur esserci qualcuno...
 Non c' nessuno  replic Sophie in tono fermo, alzandosi e girando Tessa verso lo
specchio.  Ecco qui. Infilatevi i capelli sotto il cappello e sarete un perfetto gentiluomo.
Tessa fece come le era stato detto.
Quando Tessa fece il suo ingresso nella biblioteca, la piccola banda di Cacciatori dell'Istituto -
Jem, Will, Henry e Charlotte, tutti in tenuta da combattimento - erano raccolti intorno a un tavolo su
cui stava in equilibrio un piccolo aggeggio oblungo di ottone.
Henry lo indicava gesticolando animatamente e parlando ad alta voce.  Ecco ci a cui stavo
lavorando, proprio per questa occasione.  tarato appositamente per funzionare come arma contro gli
assassini meccanici.
 Per quanto ottuso sia Nate Gray, in realt la sua testa non  piena di ingranaggi  disse
Will.   un umano.
 Potrebbe portarsi dietro uno di quegli automi. Non sappiamo, se verr accompagnato. Se non
altro, dal cocchiere meccanico di Mortmain...
 Credo che Henry abbia ragione  disse Tessa, e si girarono tutti verso di lei.
Jem avvamp di nuovo, ma questa volta pi lievemente, e le rivolse un sorriso sghembo.
Will percorse con gli occhi il suo corpo, senza alcuna fretta, e disse:  Non sembri affatto un
ragazzo. Sembri una ragazza vestita come un ragazzo.
Tessa non cap se approvasse o disapprovasse quel travestimento.  Non cerco di ingannare
nessuno, se non un osservatore casuale  ribatt irritata.  Nate sa che Jessamine  una ragazza. E i
vestiti mi staranno meglio una volta che mi sar trasformata in lei.
 Forse dovresti farlo ora  disse Will.
Tessa lo fulmin con lo sguardo, poi chiuse gli occhi. Era pi facile trasformarsi in qualcuno di
cui si erano gi prese le sembianze. Non aveva bisogno di tenere in mano qualcosa di suo, o di stargli
vicino. Era come chiudere gli occhi e allungare la mano in un armadio, trovare tastoni un abito
familiare e tirarlo fuori. Allung la mano dentro di s e liber Jessamine, avvolgendosi nel suo
travestimento, sentendo il respiro che le fuggiva dai polmoni mentre la gabbia toracica si contraeva e i
capelli scivolavano gi per ricaderle sul viso in leggere onde setose del colore del granturco. Li spinse
nuovamente sotto il cappello e riapr gli occhi.
La guardavano tutti. Jem era l'unico a sorriderle.
 Fantastico!  esclam Henry, la mano posata con delicatezza sull'oggetto sul tavolo.
Tessa, a disagio con tutti quegli occhi puntati su di lei, si avvicin al tavolo.  Che cos'?
  una specie di... congegno infernale creato da Henry  rispose Jem.  Destinato a
rompere i meccanismi interni che fanno funzionare le creature meccaniche.
 Si gira, cos...  Henry fece la mossa di girare la met inferiore dell'aggeggio in una
direzione e la met superiore in un'altra.  E poi si lancia, cercando di mandarlo negli ingranaggi della
creatura o in un punto dove possa rimanere attaccato. Serve a interrompere le correnti meccaniche che
percorrono il corpo dell'automa, spezzandole. Potrebbe ferire pure voi, anche se non siete meccanici,
perci, una volta che  attivato, non tenetelo in mano. Ne ho solo due, dunque...  Henry ne porse uno
a Jem e l'altro a Charlotte, che lo prese e lo appese alla cintura delle armi senza dire una parola.
 Il biglietto  stato mandato?  chiese Tessa.
 S. Ora stiamo solo aspettando la risposta di tuo fratello  rispose Charlotte, quindi srotol
un foglio sulla superficie del tavolo e mise sugli angoli come pesi alcuni ingranaggi di rame che Henry
doveva aver lasciato l.  Ecco, questa  una mappa che mostra il luogo in cui Jessamine sostiene di
incontrarsi abitualmente con Nate.  un magazzino a Mincing Lane, verso Lower Thames Street. Era la
fabbrica di imballaggi di un commerciante di t, finch non ha fatto bancarotta.
 Mincing Lane, il centro del commercio del t. Nonch dell'oppio. Ha senso che Mortmain
abbia un magazzino da quelle parti  osserv Jem, quindi pass un dito affusolato sulla mappa,
seguendo i nomi delle strade limitrofe: Eastcheap, Gracechurch Street, Lower Thames Street, St.
Swithin's Lane.  Che strano posto per Jessamine. Ha sempre sognato il lusso... di essere introdotta a
Corte e di tirarsi su i capelli per i balli. Non incontri clandestini in un magazzino fuligginoso vicino alle
banchine del Tamigi.
 Ha fatto quanto era determinata a fare  disse Tessa.  Ha sposato qualcuno che non  un
Cacciatore.
La bocca di Will si pieg in un mezzo sorriso.  Se il matrimonio fosse valido, sarebbe tua
cognata.
Tessa rabbrivid.  Non  per una questione di rancore nei suoi confronti. Credo che meriti
qualcosa di meglio di mio fratello.
 Questo vale per chiunque.  Will allung la mano sotto il tavolo e tir fuori un involto di
stoffa, quindi lo srotol, evitando la mappa. Dentro c'erano parecchie lame lunghe e sottili, ognuna con
su incisa una runa scintillante.  Avevo quasi dimenticato di essermele fatte ordinare da Thomas
qualche settimana fa. Sono appena arrivate. Misericordie... adatte a infilarsi nelle giunture delle
creature meccaniche.
Jem ne sollev una ed esamin il filo della lama.Una volta introdotta Tessa nel magazzino
perch incontri Nate, come faremo a osservarli senza essere notati? Dobbiamo essere pronti a
intervenire in qualsiasi momento, soprattutto se ci sembrer che Nate nutra dei sospetti.
 Dobbiamo arrivare prima e nasconderci  disse Will.  Non c' altro modo. Staremo in
ascolto, nel caso Nate dica qualcosa di utile.
 Non mi piace per niente che Tessa sia costretta a parlarci  replic Jem.
 Sa difendersi; l'ho vista all'opera. E poi, se Nate si crede al sicuro,  pi probabile che parli
liberamente. Una volta catturato, nell'esplorare la sua mente i Fratelli Silenti potrebbero scoprire che
Mortmain vi ha collocato dei blocchi per proteggerne le conoscenze, blocchi che potrebbe volerci del
tempo a rimuovere.
 Credo che li abbia usati nel caso di Jessamine  disse Tessa.  Non riesco a sfiorare i suoi
pensieri.
 Allora  ancora pi probabile che l'abbia fatto con Nate  osserv Will.
 Quel ragazzo  debole come un gattino  afferm Henry.  Ci dir tutto quello che
vogliamo sapere. In caso contrario, ho un congegno...
 Henry!  Charlotte sembrava seriamente allarmata. Non dirmi che hai lavorato a uno
strumento di tortura.
 Certo che no. Lo chiamo "il Confusore". Emette una vibrazione che agisce direttamente sulla
mente umana, rendendola incapace di distinguere tra finzione e realt.  Con aria fiera, l'inventore
fece per prendere la sua cassetta.  Nate sputer fuori tutto ci che ha nella mente, infischiandosene
delle conseguenze...
Charlotte sollev una mano ammonitrice.  Non ora, Henry. Se dobbiamo utilizzare questo
"Confusore" su Nate Gray, lo faremo quando lo avremo portato qui. Per il momento dobbiamo
concentrarci sul raggiungere il magazzino prima di Tessa. Non  poi cos lontano; suggerisco che Cyril
ci porti l, quindi torni a prenderla.
 Nate riconoscer la carrozza dell'Istituto  obiett Tessa.  Quando ho visto Jessamine
uscire per incontrare Nate, stava andando senz'altro a piedi. Lo far anch'io.
 Ti perderai  disse Will.
 No  ribatt Tessa, indicando la mappa.  Sono solo due passi. Potrei svoltare a sinistra in
Gracechurch Street, prendere Eastcheap e tagliare per Mincing Lane.
Ne segu una discussione in cui Jem, con sorpresa di Tessa, si schier dalla parte di Will
nell'osteggiare l'idea che lei girasse per strada da sola. Alla fine fu deciso che Henry avrebbe guidato la
carrozza fino a Mincing Lane, mentre Tessa sarebbe andata a piedi seguita a una certa distanza da
Cyril, per timore che si perdesse nella citt affollata, sporca e rumorosa. Tessa acconsent con un'alzata
di spalle,- le sembr meno faticoso che discutere, e poi non le importava di essere seguita da Cyril.
 A quanto pare, nessuno ha intenzione di far notare che lasceremo di nuovo l'Istituto senza un
Cacciatore di guardia  disse Will.
Charlotte arrotol la mappa con un gesto secco del polso.  E a chi di noi suggeriresti di
rimanere a casa invece di aiutare Tessa?
 Non ho detto che qualcuno debba per forza rimanere a casa  replic Will, abbassando la
voce.  Ma Cyril sar con Tessa, Sophie  addestrata solo a met, e Bridget...
Tessa lanci un'occhiata a Sophie, che era seduta in silenzio in un angolo della biblioteca, ma
quella non diede segno di avere sentito Will.
Nel frattempo, dalla cucina giunse fievole la voce di Bridget che cantava un'ennesima ballata
triste:
 Dunque John tir fuori di tasca
Un lungo coltello acuminato,
E lo conficc nel cuore del fratello,
E il sangue zampill.
Dice John a William: Togliti la camicia,
E fanne delle bende,
E avvolgile intorno al cuore sanguinante,
E il sangue non zampiller pi.
 Per l'Angelo!  esclam Charlotte.  Dobbiamo davvero fare qualcosa prima che ci mandi
tutti al manicomio, non credete?
Prima che qualcuno potesse rispondere, accaddero simultaneamente due cose: qualcosa urt
contro la finestra, spaventando a morte Tessa che arretr di un passo, e il suono del campanello
echeggi per l'Istituto.
Charlotte disse qualche parola a Will, che lasci la stanza mentre la donna l'attraversava, apriva
la finestra e afferrava qualcosa che era sospeso in aria. Si allontan dalla finestra reggendo in mano un
foglio di pergamena svolazzante,- i margini che si agitavano al vento lo facevano sembrare un uccello
bianco. Anche i capelli di Charlotte si agitavano, coprendole il viso, e a Tessa venne in mente quanto
fosse giovane.  Da parte di Nate, suppongo. Il messaggio di risposta a Jessamine  disse Charlotte,
e consegn il foglio a Tessa.
Nell'ansia di spezzare il sigillo, la ragazza strapp leggermente la pergamena.  S,  di Nate.
Acconsente a incontrare Jessie nel solito posto, al tramonto...  Quindi ebbe un lieve sussulto quando,
compreso in qualche modo di essere stato letto, il messaggio divamp rapidamente in fiamme che non
producevano calore, consumandosi finch non fu che una pellicola di cenere nera tra le dita di Tessa.
 Questo ci lascia solo poco tempo. Vado a dire a Cyril di preparare la carrozzadisse Henry,
quindi guard Charlotte come in cerca di approvazione; ma lei si limit ad annuire senza incrociare il
suo sguardo. Con un sospiro Henry lasci la stanza, andando quasi a sbattere contro Will che vi tornava
seguito da una figura in mantello da viaggio.
Per un istante Tessa si chiese, confusa, se si trattasse di un Fratello Silente. Poi il visitatore
abbass il cappuccio, e la ragazza vide i familiari capelli ricci biondo sabbia e gli occhi verdi. 
Gideon Lightwood?  disse, sorpresa.
 Ecco qui!  annunci Charlotte, facendosi scivolare la mappa in tasca.  L'Istituto non
rimarr senza Cacciatori.
Sophie si alz di scatto, quindi rimase impalata come se, fuori dall'atmosfera della sala delle
esercitazioni, non sapesse bene cosa fare o dire davanti al maggiore dei fratelli Lightwood.
Gideon perlustr con lo sguardo la stanza. Come sempre i suoi occhi erano calmi, sereni. Per
contrasto Will, dietro di lui, sembrava ardere di un'energia incontenibile, pur stando semplicemente
immobile.  Mi avete convocato?  chiese Gideon.  Be', eccomi qui, anche se non so perch n a
che scopo.
 Apparentemente per addestrare Sophie  disse Charlotte.  E per sorvegliare l'Istituto
mentre siamo via. Abbiamo bisogno della presenza di un Cacciatore maggiorenne, e tu corrispondi ai
requisiti. In effetti,  stata Sophie a proporti.
 E quanto starete via?
 Due o tre ore. Non tutta la notte.
 Va bene.  Gideon cominci a sbottonarsi il mantello. Aveva gli stivali impolverati, e dai
capelli si sarebbe detto che avesse affrontato senza cappello il vento gelido.  Mio padre direbbe che 
un buon esercizio per quando diriger questo posto.
Will borbott qualcosa che suon come "maledetto sfrontato" e guard Charlotte, che scosse
impercettibilmente la testa.
 Pu darsi che un giorno l'Istituto sar tuo  disse la donna, in tono pacato.  In ogni caso,
ti siamo grati dell'aiuto. Dopotutto, l'Istituto  responsabilit di tutti i Cacciatori. Queste sono le nostre
case... le nostre Idris lontane da casa.
Gideon si gir verso Sophie.  Siete pronta per l'addestramento?
La cameriera annu.
Lasciarono la stanza tutti insieme: Sophie e Gideon girarono a destra per recarsi nella sala delle
esercitazioni, mentre gli altri andarono verso le scale. L i lugubri versi cantati da Bridget si sentivano
ancora di pi, e Tessa ud Gideon dire qualcosa a Sophie al riguardo, e la voce sommessa della
cameriera rispondere, prima che fossero troppo lontani perch potesse sentirli ancora.
Mentre scendevano di sotto e attraversavano la navata della cattedrale, le sembr naturale
affiancarsi a Jem. Non parlarono, ma lei gli camminava abbastanza vicino da sentirne il calore contro il
fianco, il tocco della mano nuda contro la propria mentre uscivano. Era quasi il tramonto. Il cielo aveva
cominciato ad assumere lo splendore bronzeo che precede il crepuscolo. Cyril li aspettava davanti ai
gradini, cos simile a Thomas che faceva male al cuore guardarlo,- aveva in mano un pugnale lungo e
sottile, che porse a Will senza dire una parola. Il Nephilim lo prese e se lo infil nella cintura.
Charlotte si gir e mise una mano sulla guancia di Tessa.  Ci vediamo al magazzino,- sarai
perfettamente al sicuro. Ti ringrazio per aver deciso di fare questo per noi.  Poi lasci ricadere la
mano e discese i gradini, seguita da Henry e quindi da Will.
Jem esit solo per un attimo. Tessa - ricordando una sera come quella, in cui aveva salito i
gradini per salutarla - gli premette leggermente le dita sul polso.  Mizpah  disse, e lo sent
trattenere il fiato.
Charlotte, Henry e Will stavano salendo in carrozza. Jem si gir e baci Tessa rapidamente
sulla guancia, quindi ruot su se stesso e corse gi dai gradini per raggiungere gli altri; nessuno di loro
sembr accorgersi di nulla, ma mentre Jem saliva per ultimo nella carrozza e Henry montava a cassetta,
Tessa si port una mano al viso. Poi il cancello dell'Istituto si spalanc e la carrozza usc
fragorosamente nel pomeriggio che si andava oscurando.
 Allora vogliamo andare, signorina?  chiese Cyril.
Nonostante la grande somiglianza con Thomas, aveva un contegno meno diffidente, pens
Tessa. Quando le parlava la guardava dritta negli occhi, e gli angoli della bocca sembravano sempre
increspati in un sorriso. La ragazza si chiese se ci fosse sempre un fratello pi calmo e uno pi nervoso,
come Gabriel e Gideon.  S, penso che...  cominci, con un piede gi sul punto di scendere i
gradini, ma si interruppe di colpo. Era ridicolo, lo sapeva, eppure... per vestire i panni di Jessamine si
era tolta l'angelo meccanico. Non se l'era rimesso. Non poteva indossarlo - Nate l'avrebbe riconosciuto
immediatamente - ma aveva pensato di infilarlo in tasca come portafortuna, e invece se n'era
dimenticata. Non era solo una sciocca superstizione; l'angelo le aveva letteralmente salvato la vita gi
due volte. Si volt.  Ho dimenticato una cosa. Aspettami qui, Cyril. Faccio in un attimo.
La porta dell'Istituto era ancora aperta; la varc di nuovo e si precipit su per le scale, lungo il
corridoio che portava alla stanza di Jessamine... dove rimase impietrita.
Il corridoio della stanza di Jessamine era lo stesso che conduceva alla scala della sala delle
esercitazioni. Tessa aveva visto Sophie e Gideon sparirvi solo pochi minuti prima. Ma non erano
spariti; erano ancora l. La luce era bassa, e i due erano solo ombre nell'oscurit, ma Tessa li vedeva
chiaramente: Sophie, in piedi contro il muro, e Gideon che le stringeva la mano.
Tessa fece un passo indietro, con il cuore che le martellava in petto. Nessuno dei due la vide.
Sembravano completamente concentrati l'uno sull'altra. Poi Gideon si chin mormorando qualcosa a
Sophie e le scost con delicatezza una ciocca di capelli dal viso. Con lo stomaco serrato, Tessa si gir e
scivol via il pi silenziosamente possibile. Quando torn sui gradini d'ingresso, il cielo si era
lievemente scurito.
Cyril, che fischiettava un'arietta stonata, si interruppe di colpo nel vedere la sua espressione. 
Tutto bene, signorina? Avete trovato quello che cercavate?
Tessa pens a Gideon che scostava i capelli dal viso di Sophie. Ricord le mani delicate di Will
sulla sua vita e la dolcezza del bacio sulla guancia che Jem le aveva dato, e si sent la mente confusa.
Chi era lei per esortare Sophie a stare attenta, anche in silenzio, quando era lei stessa cos smarrita? 
S  ment.  Ho trovato quello che cercavo. Grazie, Cyril.
Il magazzino era un grande edificio circondato da una recinzione in ferro battuto. Le finestre
erano inchiodate da assi, e un robusto lucchetto teneva chiuso il cancello principale sul quale, sotto
strati di fuliggine, il nome Mortmain e Co. si leggeva appena.
I Cacciatori lasciarono la carrozza accanto al marciapiede dopo aver fatto un incantesimo per
impedire che venisse rubata o rovinata dai mondani di passaggio, almeno fino a che Cyril non fosse
arrivato e non fosse rimasto ad attenderli seduto a cassetta. Un esame pi attento del lucchetto mostr a
Will che era stato oliato di recente e aperto; una runa sopper alla mancanza della chiave, e il gruppetto
scivol dentro, chiudendosi il cancello alle spalle.
Un'altra runa apr la porta d'ingresso, conducendoli a una serie di uffici. Solo uno era ancora
ammobiliato, con una scrivania, una lampada dal paralume verde e un divano a fiori dall'alta spalliera
intagliata.
 Dove senza dubbio hanno avuto luogo quasi tutti gli incontri amorosi di Jessamine e Nate 
osserv Will allegramente.
Jem fece un verso disgustato e controll il divano, tastandolo con il bastone. Charlotte, china
sulla scrivania, passava frettolosamente in rassegna i cassetti.
 Non mi ero accorto che avessi assunto un atteggiamento tanto contrario agli incontri amorosi
 disse Will a Jem.
 Non in linea di principio. Ma l'idea di Nate Gray che tocca qualcuno...  Jem fece una
smorfia.  E Jessamine  talmente convinta che lui la ami... Se la vedessi, penso che farebbe pena
anche a te.
 Non credo. Amare non ricambiati  una condizione ridicola, che fa comportare in maniera
ridicola chi la vive.  Will si tir la fasciatura del braccio come se gli facesse male.  Charlotte, la
scrivania?
 Niente  rispose la donna, richiudendo i cassetti.  A parte delle carte con i prezzi del t e
le date delle aste del t, nient'altro che ragni morti.
 Che romantico  mormor Will e segu Jem, che era andato oltre ed era gi entrato
nell'ufficio adiacente servendosi del bastone per rimuovere le ragnatele.
Le stanze successive erano vuote. L'ultima dava su quello che un tempo era stato il magazzino,
un grande spazio cavernoso in penombra con il soffitto immerso nell'oscurit. Alcuni traballanti gradini
di legno conducevano a un secondo piano a ballatoio. Alle pareti del primo piano erano appoggiati dei
sacchi di iuta che, nell'ombra, sembravano cadaveri ammucchiati.
Will sollev la stregaluce, mandando fasci luminosi nel locale.
 Frammenti di foglie di t  disse Henry, scrollando le spalle, dopo aver esaminato uno dei
sacchi.  Orange pekoe, sembrerebbe.
Ma Jem si guardava intorno, scuotendo la testa.  Sono disposto ad ammettere che questo
posto possa essere stato un ufficio che si occupava del commercio del t, ma  chiaramente chiuso da
anni, da quando Mortmain ha deciso di interessarsi ai suoi congegni meccanici. Eppure il pavimento
non  coperto di polvere.  Prese il polso di Will e indirizz il fascio di luce sul pavimento di legno.
 Questo posto  stato usato... per qualcosa di pi dei semplici incontri romantici tra Jessamine e Nate.
 Da quella parte ci sono altri uffici  disse Henry, indicando l'estremit opposta del locale.
 Io e Charlotte andiamo a dare un'occhiata. Voi due esaminate il secondo piano.
Era un evento raro e insolito sentire Henry dare ordini. Will guard Jem e sogghign, quindi si
avvi su per la scala di legno traballante. I gradini scricchiolarono sotto il suo peso, e poi sotto quello
pi leggero di Jem. Quando Will raggiunse l'ultimo gradino, la stregaluce nella sua mano proiett nette
sagome luminose sul muro.
Era una piattaforma dove forse un tempo venivano immagazzinate le casse di t, o da dove un
caposquadra sorvegliava il piano sottostante. In quel momento era vuota, tranne che per una sagoma
stesa a terra: era il corpo di un uomo snello e giovanile. Mentre gli si avvicinava, Will sent il cuore
cominciare a battergli all'impazzata, perch aveva gi visto quella scena, aveva gi avuto quella
visione: il corpo afflosciato, i capelli argentei e i vestiti scuri, gli occhi apparentemente pesti, orlati di
ciglia argentee.
 Will?  Jem spost lo sguardo dal viso muto e turbato dell'amico al corpo sul pavimento, e
scans Will per inginocchiarsi. Prese il polso dell'uomo proprio mentre Charlotte raggiungeva la
piattaforma.  C' polso.
Will guard Charlotte per un istante - la donna aveva il viso madido di sudore e sembrava
lievemente sofferente - poi si inginocchi accanto all'amico. L'uomo, che in un primo momento gli
aveva ricordato Jem, era pi grosso, e caucasico; aveva il mento e le guance coperti da una corta barba
ispida e i lineamenti pi marcati e meno definiti. Il cuore di Will rallent quando vide l'uomo battere gli
occhi e aprirli: erano due dischi argentei, come quelli di Jem. E in quel momento Will lo riconobbe.
Percep l'odore agrodolce della forte droga stregonesca, ne sent il calore nelle vene e cap dove aveva
gi visto l'uomo.  Sei un lupo mannaro. Uno di quelli al di fuori dal branco, che comprano l'yin fen
dagli ifrit a Chapel, non  vero?
Gli occhi del lupo mannaro vagarono sui due Cacciatori e si fissarono su Jem. Strinse le
palpebre e fece scattare la mano, afferrandolo per il bavero.  Tu sei uno di noi...  ansim.  Ne
hai un po' con te? Un po' di roba...
Jem indietreggi.
Will afferr il lupo mannaro per il polso e tir con forza la mano. Non fu difficile, c'era
pochissima energia nelle sue deboli dita.  Non toccarlo.  Will sent la propria voce come da
lontano, secca e fredda.  Non ha neanche un grammo della vostra sporca polvere. Non agisce su noi
Nephilim come su di voi.
 Will...  C'era una richiesta nella voce di Jem: Sii pi gentile.
 Lavori per Mortmain  continu Will.  Dicci cosa fai per lui. Dicci dov'.
Il lupo mannaro scoppi a ridere. Un fiotto di sangue gli si vers sulle labbra e gli gocciol sul
mento, schizzando la tenuta di Jem.  Come se... sapessi... dov' il Magister  ansim.  Maledetti
idioti, tutti e due. Maledetti, inutili Nephilim. Se avessi... la mia forza... vi ridurrei in brandelli
insanguinati...
 Ma non ce l'hai.  Will era spietato.  Mentre noi forse abbiamo un po' di yin fen.
 Non  vero. Pensi... che non lo sappia?  Gli occhi del lupo mannaro vagavano di qua e di
l.  La prima volta che me l'ha data, ho visto cose... cose che non puoi nemmeno immaginare... la
grande Citt di Cristallo... le torri del Paradiso...  Fu assalito da un altro attacco di tosse, schizz altro
sangue. Emanava uno scintillio argenteo, come mercurio.
Will scambi un'occhiata con Jem. La Citt di Cristallo. Non pot evitare di pensare ad
Alicante, anche se non c'era mai stato.
 Ero convinto che sarei vissuto per sempre... lavorando tutta la notte, tutto il giorno, senza
stancarmi mai. Poi abbiamo cominciato a morire, l'uno dopo l'altro. La droga ti uccide, ma lui non
l'aveva detto. Sono tornato qui per vedere se magari ce ne fosse ancora un po' nascosta da qualche
parte. Ma non ce n'. Non aveva senso lasciarla. Ora sto morendo. Tanto vale che muoia qui, non fa
differenza.
 Sapeva cosa faceva quando vi ha dato la droga  disse Jem.  Sapeva che vi avrebbe
ucciso. Non merita il tuo silenzio. Dicci cosa combinava... a cosa vi faceva lavorare giorno e notte.
 Montavamo quelle cose... quegli uomini di metallo. Fanno venire i brividi, ma i soldi erano
buoni e la droga anche meglio...
 Sai quanto ti servir ora quel denaro  disse Jem, con voce insolitamente amara.  Quanto
spesso vi faceva prendere la polvere argentea?
 Sei, sette volte al giorno.
 Non c' da stupirsi che a Chapel la stiano esaurendo  mormor Will.  Mortmain
controlla le scorte.
 Non bisogna prenderne cos tanta  disse Jem.  Pi se ne prende, pi velocemente si
muore.
Il lupo mannaro fiss lo sguardo su di lui. Aveva gli occhi solcati da venuzze rosse.  E a te...
rimane molto pi tempo da vivere?
Will gir la testa: Charlotte era immobile dietro di lui, in cima alla scala. Alz una mano per
farle un cenno.  Se riusciamo a portarlo di sotto, forse i Fratelli Silenti potranno fare qualcosa per
aiutarlo. Se tu potessi...
Ma Charlotte, con sorpresa di Will, aveva assunto un colorito verdastro. All'improvviso si port
la mano alla bocca e corse di sotto.
 Charlotte!  sibil Will; non osava gridare.  Oh, maledizione. E va bene, Jem. Tu prendi
le gambe e io le spalle...
  inutile, Will  disse Jem con voce sommessa.   morto.
Will si volt. Gli occhi argentei del licantropo erano spalancati, vitrei, fissi sul soffitto; il petto
aveva cessato di muoversi. Jem allung una mano per chiudergli le palpebre, ma Will afferr l'amico
per il polso.  Non farlo.
 Non volevo dargli la benedizione, Will. Solo chiudergli gli occhi.
 Non se lo merita. Lavorava per il Magister!  Il sussurro di Will stava diventando un grido.
  come me...  mormor Jem.  Un povero schiavo della droga.
 Non  come te. E tu non morirai cos.
Jem dischiuse le labbra in un'espressione sorpresa.  Will...
Sentirono entrambi il rumore di una porta che si apriva e una voce che gridava il nome di
Jessamine. Will lasci il polso di Jem, e si gettarono tutti e due a terra, muovendosi lentamente verso il
bordo della piattaforma per vedere cosa stava succedendo nel magazzino.
16
FURORE MORTALE
Quando ho visto sfregiato dalla mano feroce del Tempo
L'orgoglioso tesoro di et consunte e sepolte,
Quando talvolta vedo alte torri rase al suolo,
E bronzi eterni preda di furore mortale.
Shakespeare, Sonetto 64
Era un'esperienza strana camminare per le vie di Londra camuffata da ragazzo, pens Tessa
mentre avanzava lungo l'affollato marciapiede di Eastcheap. Gli uomini che la incrociavano le
dedicavano a malapena uno sguardo e la superavano, diretti a qualche pub o alla successiva svolta della
strada. Come ragazza, se avesse girato da sola per quelle vie di sera nei suoi bei vestiti, sarebbe stata
oggetto di sguardi e lazzi. Come ragazzo era... invisibile. Prima di allora non si era mai resa conto di
che effetto facesse essere invisibile. Si sentiva cos leggera e libera... o meglio si sarebbe sentita, se non
avesse avuto l'impressione di essere un'aristocratica del Racconto delle due citt diretta alla ghigliottina
sulla carretta dei condannati a morte.
Scorse Cyril soltanto una volta, mentre sgattaiolava tra due edifici di fronte al 32 di Mincing
Lane. Era un grande edificio di pietra, e la recinzione di ferro che lo circondava, negli ultimi istanti del
crepuscolo, ricordava una fila di neri denti irregolari. Dal cancello principale penzolava un lucchetto,
ma era stato lasciato aperto; Tessa scivol attraverso il cancello e poi sui polverosi gradini della porta
d'ingresso, anch'essa aperta.
All'interno scopr che negli uffici vuoti non c'era traccia di vita; in uno di essi ronzava una
mosca che continu a scagliarsi contro i vetri finch non cadde sul davanzale. Tessa rabbrivid e si
affrett oltre.
Ogni volta che entrava in una stanza si irrigidiva, aspettando di vedere Nate,- ma non era in
nessuna di esse. Nell'ultima, una porta dava su un magazzino. Una fosca luce blu filtrava attraverso le
fessure delle finestre inchiodate da assi. Tessa si guard intorno, incerta.  Nate?  sussurr.
E lui emerse dall'ombra, tra due pilastri dall'intonaco squamato. I capelli biondi scintillavano
nella luce bluastra sotto un cappello a cilindro. Indossava una redingote di tweed blu, pantaloni neri e
stivali anch'essi neri, ma il suo aspetto di solito impeccabile era sciatto. I capelli gli pendevano flosci
sugli occhi e aveva una macchia di sporcizia su una guancia. I vestiti erano spiegazzati e sgualciti,
come se ci avesse dormito.  Jessamine, mia cara  disse in tono chiaramente sollevato, allargando le
braccia.
Tessa gli and incontro lentamente, con tutto il corpo teso. Non voleva farsi toccare dal fratello,
ma non vedeva come sfuggire al suo abbraccio. Nate la cinse, con una mano le afferr la tesa del
cappello e lo tir via, facendole ricadere i riccioli biondi sulle spalle.
Tessa pens a quando Will le aveva tolto le forcine dai capelli, e le si serr involontariamente lo
stomaco.  Devo sapere dov' il Magister  disse con voce tremante.   terribilmente importante.
Ho sentito per caso alcuni piani dei Cacciatori. So che non volevi rivelarmelo, ma...
Nate le spinse i capelli all'indietro, ignorando le sue parole.  Capisco.  La sua voce era
fonda e roca.  Ma prima...  Le mise un dito sotto il mento e le inclin la testa verso l'alto.  Vieni
dunque a baciarmi, mia diletta.
Tessa avrebbe preferito che non citasse Shakespeare. Non avrebbe pi potuto sentire quel
sonetto senza essere invasa dalla nausea. Quando Nate si chin su di lei, ogni nervo del suo corpo
avrebbe voluto saltare via lacerando la pelle e urlando per il disgusto. Preg che gli altri facessero
irruzione mentre si lasciava inclinare la testa in su, in su...
Nate si mise a ridere. Con un brusco movimento del polso le fece volare il cappello nell'ombra,
quindi le serr il mento tra le dita, conficcandovi le unghie.  Mi scuso per il mio comportamento
impetuoso. Non ho potuto frenare la curiosit di vedere fin dove ti saresti spinta per proteggere i tuoi
amici Cacciatori... sorellina.
 Nate!  Tessa prov a balzare indietro, sfuggendo alla sua stretta, ma lui la teneva troppo
forte.
L'altra mano di Nate scatt come un serpente facendola ruotare su se stessa e aderire a lui. Le
premette l'avambraccio contro la gola.  Pensavi veramente che non lo sapessi?  chiese, pieno di
rabbia. Il suo fiato aveva un odore acre, come di gin vecchio e sudore.  Dopo avere ricevuto quel
biglietto al ballo di Benedict ed essere stato mandato inutilmente a Vauxhall, ci sono arrivato.
Quadrava tutto. Avrei dovuto capirlo fin dall'inizio che c'eri di mezzo tu. Stupida ragazzina.
 Stupida?  sibil Tessa.  Ti ho fatto spiattellare i tuoi segreti, Nate. Mi hai detto tutto.
Mortmain l'ha scoperto?  per questo che hai l'aria di chi non chiude occhio da giorni?
Lui le premette ancora di pi il braccio sulla gola, facendola sussultare per il dolore.  Non
potevi lasciarmi in pace, eh? Hai dovuto ficcare il naso nei miei affari. Eri felice di vedermi cadere in
basso, non  vero? Ma che razza di sorella sei, Tessie?
 Se tu ne avessi avuto l'occasione, mi avresti uccisa. Non c' trucchetto che tu possa fare,
nulla che tu possa dire per indurmi a pensare di averti tradito. Ti sei meritato tutto, fino all'ultimo.
Alleandoti con Mortmain...
Nate la scosse tanto forte da farle battere i denti.Come se le mie alleanze fossero affar tuo.
Stavo andando benissimo, finch tu e i tuoi amici Nephilim non siete arrivati e vi siete intromessi. Ora
il Magister vuole la mia testa, per colpa tua. Ero sull'orlo della disperazione, quando ho ricevuto quel
ridicolo biglietto da Jessamine. Sapevo che c'era sotto il tuo zampino, naturalmente. Chiss che pena
devi esserti data, a torturarla per farle scrivere quel ridicolo messaggio...
 Non l'abbiamo torturata  replic Tessa con voce roca. Si divincol, ma Nate la strinse
ancora pi forte, e i bottoni del panciotto le penetrarono nella schiena.  Ha voluto farlo. Ha voluto
salvarsi la pelle.
 Non ti credo.  Le afferr il mento con la mano libera, conficcandole le unghie nella pelle e
facendola urlare di dolore.  Mi ama.
 Nessuno potrebbe amarti  grid Tessa.  Sei mio fratello... ti volevo bene... e hai ucciso
perfino questo.
Nate si chin in avanti e ringhi:  Io non sono tuo fratello.
 Benissimo, il mio fratellastro, se proprio vuoi...
 Non sei mia sorella. E neanche la mia sorellastra.  Nate pronunci quelle parole con un
piacere crudele.  Tua madre e la mia non erano la stessa donna.
 Non  possibile  sussurr Tessa.  Stai mentendo. Nostra madre era Elizabeth Gray...
 Tua madre era Elizabeth Gray, nata Moore  disse Nate.  La mia era Harriet Moore.
 Zia Harriet?
 Una volta era fidanzata. Non lo sapevi? Dopo che i nostri... i tuoi genitori si sposarono.
L'uomo mor prima che le nozze potessero essere celebrate, ma lei era gi incinta. Tua madre allev il
bambino come se fosse suo per risparmiare alla sorella la vergogna di far sapere in giro che aveva
consumato il matrimonio prima che avesse avuto luogo. Che era una puttana.  La voce di Nate era
amara come veleno.  Non sono tuo fratello, e non lo sono mai stato. Harriet... non mi ha mai detto di
essere mia madre. L'ho scoperto dalle lettere della tua. Tutti quegli anni, senza mai dirmi neppure una
parola. Si vergognava troppo.
 L'hai uccisa...  disse Tessa con aria inebetita.Hai ucciso tua madre.
 L'ho uccisa proprio perch era mia madre. Perch mi aveva ripudiato. Perch si vergognava
di me. Perch non sapr mai chi era mio padre. Perch era una puttana.  La voce di Nate risuonava
vuota.
Nate era sempre stato vuoto, pens Tessa. Non era mai stato altro che un bel guscio, e lei e zia
Harriet avevano sognato che contenesse sensibilit, comprensione e una simpatica debolezza perch
avevano voluto vedercele, non perch ci fossero davvero.  Perch hai detto a Jessamine che mia
madre era una Cacciatrice?  gli chiese.  Anche se tua madre era zia Harriet, lei e la mia erano
sorelle. In quel caso anche zia Harriet sarebbe stata una Cacciatrice, e anche tu. Perch dire una bugia
cos ridicola?
Nate fece un sorriso compiaciuto.  Ti piacerebbe saperlo, eh?  Strinse la presa sulla gola.
Tessa boccheggi e all'improvviso le venne in mente Gabriel che diceva: Date calci alle rotule,
il dolore  lancinante. Scalci avanti e indietro, e il tacco dello stivale colp il ginocchio di Nate con un
rumore sordo.
Nate url e la gamba gli cedette. Cadendo non moll Tessa, e mentre ruzzolavano insieme a
terra le conficc il gomito nello stomaco. Tessa rimase senza fiato, l'aria spinta a forza fuori dai
polmoni, gli occhi pieni di lacrime. Tir un altro calcio cercando di strisciare all'indietro e gli sferr un
rapido colpo alla spalla, ma Nate le si scagli contro afferrandola per il panciotto e attirandola a s
sotto una pioggia di bottoni, mentre con l'altra mano l'agguantava per i capelli.
Tessa agit le braccia verso di lui, graffiandogli la guancia con le unghie,- nel vedere il sangue
che subito ne sgorg, fu invasa da una soddisfazione selvaggia.  Lasciami andare  disse
ansimando.  Non puoi uccidermi. Il Magister mi vuole viva...
 Viva non vuol dire illesa  ringhi Nate mentre il sangue gli colava lungo il viso e gi dal
mento, quindi le affond entrambe le mani nei capelli e la tir verso di s.
Tessa url di dolore e scalci con gli stivali, ma lui li schiv con destrezza. Ansimando, la
ragazza invi un muto appello: Jem, Will, Charlotte, Henry... dove siete?
 Ti stai chiedendo dove sono i tuoi amici?  Nate la tir in piedi, una mano tra i capelli e
l'altra serrata sul dietro della camicia.  Be', almeno una di loro  qui.
Un rumore stridente attir lo sguardo di Tessa verso un movimento nell'ombra. Continuando a
tenerla per i capelli, Nate le gir la testa e la scosse.  Guarda!  ora che tu sappia contro cosa dovrete
lottare.
Tessa sgran gli occhi. La cosa che emerse dall'ombra era gigantesca... almeno sei metri
d'altezza, stim, e fatta di ferro. Era quasi priva di giunture; sembrava muoversi come un unico
meccanismo fluido, senza articolazioni. La parte inferiore si divideva in due gambe, ognuna terminante
con un piede munito di spunzoni metallici alle estremit. Lo stesso valeva per le braccia, che finivano
con due mani simili ad artigli, mentre la testa era un ovale liscio interrotto solo da una larga bocca dai
denti frastagliati, come una crepa in un uovo. Dalla "testa" spuntavano un paio di corna d'argento
contorte, tra le quali crepitava una sottile linea di fuoco azzurrino.
Tra le enormi mani teneva un corpo floscio in tenuta da combattimento. A confronto con la
mole del gigantesco automa, la donna sembrava pi piccola che mai.
 Charlotte!  url Tessa, e raddoppi gli sforzi per divincolarsi da Nate. Alcune ciocche di
capelli si strapparono e svolazzarono a terra... i capelli biondi di Jessamine, macchiati di sangue.
Nate la schiaffeggi tanto forte da farle vedere le stelle; quando Tessa si accasci, la prese per il
collo, conficcandole i bottoni dei polsini nella trachea.   un prototipo, abbandonato dal Magister.
Troppo grosso e ingombrante per i suoi fini, ma non per i miei.  Grid:  Lasciala!
Le mani metalliche dell'automa si aprirono. Charlotte cadde gi e colp il pavimento con un
rumore inquietante. Rimase stesa immobile. Da quella distanza, Tessa non sapeva dire se il suo petto si
muovesse o meno.
 E ora schiacciala  ordin Nate.
La cosa alz pesantemente il piede metallico munito di spunzoni. Tessa artigli gli avambracci
di Nate, graffiandogli la pelle.
 Charlotte!
Per un momento Tessa pens che la voce che urlava fosse la sua, ma era troppo bassa per
esserlo. Da dietro l'automa schizz fuori una figura, tutta nera con una zazzera di capelli fulvi
fiammanti, che brandiva una misericordia dalla stretta lama.
Henry.
Senza degnare di uno sguardo Tessa e Nate, si lanci contro l'automa e abbass la lama
tracciando un lungo arco ricurvo. Risuon il clangore del metallo sul metallo, volarono scintille e
l'automa indietreggi barcollando. L'enorme piede cal rumorosamente sul pavimento, a pochi
centimetri dal corpo supino di Charlotte.
Henry si gett di nuovo contro la creatura, agitando la misericordia. La lama and in frantumi.
Per un istante il Cacciatore rimase a guardarla con un'espressione di ottuso stupore. Poi la mano della
creatura schizz in avanti e lo scagli con incredibile forza contro un pilastro. Henry si accartocci e
cadde sul pavimento, dove rimase steso immobile.
Nate scoppi a ridere.  Che dimostrazione di devozione coniugale! Chi l'avrebbe mai detto?
Jessamine diceva sempre che, secondo lei, Branwell non poteva sopportare la moglie.
 Sei un porco  grid Tessa, dibattendosi nella sua stretta.  Cosa ne sai di ci che le
persone fanno l'una per l'altra? Se Jessamine stesse morendo bruciata, non alzeresti lo sguardo dal tuo
gioco di carte. Tu badi solo a te stesso.
 Zitta, o ti faccio saltare i denti!  Nate la scosse di nuovo e grid all'automa:  Avanti!
Vieni qui. Devi tenerla finch non arriva il Magister.
Con uno stridio di ingranaggi, la creatura metallica si apprest a obbedire. Non era veloce come
i suoi simili pi piccoli, ma le sue dimensioni erano tali che Tessa non pot che seguirne i movimenti
con una paura raggelante. E non era tutto: sarebbe venuto il Magister!
La ragazza si chiese se Nate lo avesse gi chiamato, se Mortmain stesse arrivando. Gi il solo
ricordo dei suoi occhi gelidi, del suo sorriso glaciale e arrogante, le faceva torcere le budella. 
Lasciami andaregrid, cercando di divincolarsi dal fratello.  Lasciami andare da Charlotte...
Nate la spinse in avanti con forza, e Tessa fin lunga per terra, urtando violentemente i gomiti e
le ginocchia sul pavimento. Ansim e rotol di lato, all'ombra del secondo piano a ballatoio, mentre
l'automa si muoveva pesantemente verso di lei. Url...
Fu allora che Will e Jem saltarono gi dalla piattaforma, atterrando ciascuno su una spalla
dell'automa. Quello emise dei suoni simili ai muggiti di una macchina alimentata a carbone, e barcoll
all'indietro, permettendo a Tessa di rotolare via dalla sua traiettoria e balzare in piedi.
La ragazza spost lo sguardo da Henry a Charlotte: Henry era pallido e immobile, accartocciato
accanto al pilastro, ma Charlotte, stesa dove l'automa l'aveva lasciata cadere, rischiava di essere
schiacciata da un momento all'altro dalla macchina scatenata. Facendo un profondo respiro, Tessa si
lanci attraverso la stanza e si inginocchi accanto a Charlotte, poggiandole le dita sul collo: c'era un
debole battito. Mettendole le mani sotto le braccia, cominci a trascinarla verso il muro, lontano dal
centro della stanza, dove l'automa ruotava e sputava scintille, sollevando le mani a tenaglia per
afferrare Jem e Will. Ma i due ragazzi erano troppo svelti per lui.
Tessa depose Charlotte tra i sacchi di iuta, poi si guard intorno, cercando di stabilire come
arrivare a Henry. Nate correva avanti e indietro gridando e imprecando contro l'automa,- per tutta
risposta, Will gli stacc un corno e glielo gett contro. Nate balz indietro, schivandolo, e il corno
rimbalz sul pavimento emettendo scintille, tra le risate di Will. Nel frattempo Jem si avvinghiava al
collo della creatura e faceva qualcosa che Tessa non poteva vedere. L'automa si mise a descrivere dei
cerchi, ma era stato disegnato per allungare le "braccia" e afferrare quanto aveva di fronte, non per
piegarle come sarebbe stato necessario; quindi non arrivavano ad afferrare ci che gli si aggrappava
dietro il collo e sulla testa.
 Scrollateli di dosso!  gridava Nate.  Scrollateli di dosso, grosso bastardo di metallo!
L'automa si arrest, quindi si scosse violentemente. Will scivol e si afferr al collo metallico
un attimo prima di cadere. Jem non fu altrettanto fortunato; fece un affondo con il suo bastonespada,
quasi volendo conficcarlo nel corpo dell'automa per arrestare la caduta, ma la lama gli scivol sulla
schiena. Il Nephilim atterr goffamente con la gamba piegata sotto di s, mentre l'arma cadeva
rumorosamente a terra.
 James!  grid Will.
Jem si rialz a fatica. Fece per prendere lo stilo dalla cintura, ma l'automa, avvertendo la sua
debolezza, era gi su di lui e allungava le braccia artigliate. Jem arretr barcollando e tir
freneticamente fuori qualcosa della tasca: liscio, oblungo e metallico, era l'aggeggio che Henry gli
aveva dato in biblioteca. Allung la mano all'indietro per lanciarlo... e Nate all'improvviso gli fu alle
spalle e gli prese a calci la gamba dolorante, probabilmente rotta. Jem non grid, ma la gamba gli
cedette con un rumore secco, e lui fin a terra per la seconda volta, mentre l'aggeggio di Henry gli
rotolava via di mano.
Tessa si precipit sul piccolo oggetto oblungo contemporaneamente al fratello. Si scontrarono e
Nate, pi pesante e pi alto, la scaravent sul pavimento. La ragazza cadde rotolando per attenuare
l'impatto, come le aveva insegnato Gabriel, ma il colpo la lasci comunque senza fiato. Allung la
mano verso il congegno con dita tremanti, ma le sfugg. Sent Will gridare il suo nome, invitandola a
lanciarglielo. Allung ancora di pi la mano, e le sue dita si strinsero intorno al congegno... e poi Nate
la afferr per una gamba e la trascin senza piet verso di lui.
 pi grosso di me, pens Tessa. Pi forte di me. Pi spietato di me. Ma io posso fare una cosa
di cui lui non  capace.
Si concentr sulla stretta della sua mano sulla caviglia, sul tocco della sua pelle sulla propria.
Cerc di cogliere il Nate pi intimo e pi vero che aveva sempre conosciuto, quella scintilla che
tremolava dentro di lui come dentro ognuno, simile a una candela in una stanza buia. Lo sent trattenere
il fiato, e poi la trasformazione la travolse, increspandole la pelle, fondendole le ossa. I bottoni del
colletto e dei polsini saltarono mentre Tessa cresceva di taglia e le convulsioni le scuotevano le
membra, strappando la gamba dalla presa del fratello. Rotol lontano da lui, si rialz barcollando e lo
vide fissarla con gli occhi sbarrati. A parte i vestiti, era la sua copia esatta.
Tessa si gir verso l'automa, che si era bloccato, in attesa di istruzioni, sempre con Will
aggrappato alla schiena. Il Nephilim alz una mano e Tessa gli lanci il congegno, ringraziando
silenziosamente Gabriel e Gideon per le ore dedicate all'insegnamento del lancio del coltello. L'oggetto
vol in aria descrivendo un arco perfetto e Will lo prese al volo.
Nate si rialz e ringhi:  Cosa diavolo pensate di fare?
 Afferralo!  grid Tessa all'automa, indicando Nate.  Prendilo e tienilo stretto!
La creatura non si mosse. Tessa sentiva soltanto il respiro stridulo di Nate al suo fianco e il
suono di ferraglia dell'automa,- Will era scomparso dietro di esso e stava facendo qualcosa, ma Tessa
non poteva vedere cosa.
 Sorellina, sei una sciocca  sibil Nate.  Non pu funzionare. La creatura obbedisce
solo...
 Sono Nathaniel Gray!  grid Tessa al gigante di metallo.  E ti ordino, in nome del
Magister, di afferrare quest'uomo e di tenerlo stretto!
Nate si gir verso di lei.  Basta con questi giochetti, piccola stupida...
Le sue parole furono interrotte dall'automa, che si chin e lo serr tra le mani a tenaglia. Lo
sollev, all'altezza dello squarcio che aveva al posto della bocca, che schioccava e ronzava cercando di
afferrarlo. Nate si mise a strillare e continu stupidamente a farlo agitando le braccia, mentre Will,
finito di armeggiare, saltava a terra piegandosi sulle ginocchia, con gli occhi azzurri spalancati ed
eccitati.
Il Nephilim grid qualcosa a Tessa, ma le urla del fratello le impedirono di sentirlo. Il cuore le
martellava in petto; sent i capelli ricaderle gi riversandosi sulle spalle con una pressione soffice e
pesante. Era di nuovo se stessa: lo shock per quanto stava accadendo era troppo grande per mantenere
la trasformazione.
Nate stava ancora strillando nella terribile morsa delle tenaglie. L'automa si impenn con un
urlo fissando Tessa, ma Will arriv di corsa e le si scaravent contro, gettandola a terra e facendole
scudo col proprio corpo, mentre la creatura saltava in aria come una stella che esplode.
La cacofonia del metallo che andava fragorosamente in pezzi era incredibile. Tessa prov a
coprirsi le orecchie, ma il corpo di Will, con i gomiti piantati sul pavimento ai lati della sua testa, la
inchiodava saldamente a terra. Sentiva il suo fiato sulla nuca, il battito del suo cuore contro la spina
dorsale. Ud Nate gridare, un terribile urlo gorgogliante. Gir la testa premendo il viso contro la spalla
di Will, mentre il corpo del Nephilim sobbalzava contro il suo. Il paviment trem sotto di loro...
Poi tutto fin.
Tessa riapr lentamente gli occhi. L'aria era piena di polvere di intonaco e di foglie di t
fuoriuscite dai sacchi di iuta lacerati. Grossi pezzi di metallo erano sparsi disordinatamente sul
pavimento, e parecchie finestre si erano spalancate, lasciando entrare l'aria nebbiosa della sera. La
ragazza percorse con lo sguardo la stanza. Vide Henry che teneva Charlotte tra le braccia e le baciava il
volto pallido sollevato verso di lui; Jem che si alzava in piedi a fatica, con lo stilo in mano, i vestiti e i
capelli cosparsi di polvere... e Nate.
Sulle prime pens che fosse appoggiato a uno dei pilastri. Poi vide la macchia rossa che gli si
allargava sul petto, e cap. Un pezzo di metallo frastagliato lo aveva trafitto come una lancia,
inchiodandolo in piedi al pilastro. Aveva la testa abbassata, le mani debolmente serrate sul petto.
 Nate!  url Tessa. Will rotol di lato, liberandola, e in un attimo la ragazza fu in piedi e si
precipit attraverso la stanza verso il fratello. Sebbene le tremassero le mani per l'orrore e la repulsione,
le strinse sullo spunzone di metallo e lo estrasse. Quindi lo gett via, e riusc a stento ad afferrare Nate
che, trasformatosi improvvisamente in un peso morto, si accasci in avanti, trascinandola gi. In
qualche modo, Tessa si ritrov a terra con il corpo del fratello goffamente adagiato in grembo.
Le affior alla mente un ricordo... di lei accovacciata a terra nella casa di de Quincey con Nate
tra le braccia. Allora gli voleva ancora bene, aveva ancora fiducia in lui. L nel magazzino invece,
mentre lo sosteneva e il suo sangue le inzuppava la camicia e i pantaloni, le sembrava di guardare attori
che recitavano su un palcoscenico mettendo in scena il dolore.
 Nate...  sussurr.
Gli occhi di lui tremolarono e si aprirono.
Tessa fu attraversata da una violenta emozione. Lo credeva gi morto.
 Tessie...  Nate aveva la voce velata, come se fuoriuscisse dalle profondit marine. Lasci
vagare lo sguardo sul viso della sorella, poi sul sangue che le imbrattava i vestiti, per posarlo infine sul
proprio petto, dove il sangue continuava a sgorgare da un grosso squarcio nella camicia.
Tessa si tolse la giacca, l'appallottol e la premette con forza contro la ferita, pregando che
bastasse ad arrestare l'emorragia. Non fu cos. La giacca si inzupp immediatamente, e sottili rivoli di
sangue colarono lungo i fianchi di Nate.  Oh, Dio!  sussurr Tessa. Poi, pi forte: Will...
 Zitta.  La mano di Nate le afferr il polso, conficcandovi le unghie.
 Ma, Nate...
 Sto morendo. Lo so.  Nathaniel Gray toss, emettendo un suono vago, gorgogliante, sordo.
 Non capisci? Ho deluso il Magister. Mi uccider comunque. E lo far lentamente.  Fece un verso
roco, impaziente.  Lascia stare, Tessie. Non voglio spacciarmi per un animo nobile. Sai bene che non
lo sono.
A Tessa si spezz il respiro.  Dovrei lasciarti qui a morire da solo nel tuo stesso sangue. 
quello che faresti al posto mio.
 Tessie...  Un filo di sangue gli col dall'angolo della bocca.  Il Magister non ha mai
avuto intenzione di farti del male.
 Mortmain...  sussurr lei.  Nate, dov'? Ti prego. Dimmi dov'.
 Lui...  Nell'inspirare, Nate soffoc; una bolla di sangue gli comparve sulle labbra.
Spalanc gli occhi in preda a un terrore folle.  Tessie... sto... sto morendo. Sto morendo davvero...
Le domande continuavano a vorticarle nella mente. Dov' Mortmain? Mia madre... come poteva
essere una Cacciatrice? Se mio padre era un demone, come mai sono ancora viva, visto che tutti i figli
nati dall'unione di un Cacciatore e di un demone nascono morti! Ma il terrore negli occhi di Nate la
fece tacere; nonostante tutto, si sorprese a far scivolare la mano nella sua.  Non c' niente di cui aver
paura, Nate.
 Non per te, forse. Tu sei sempre stata... buona. Io brucer... Tessie, dov' il tuo angelo?
La ragazza si port una mano al collo, in un gesto istintivo.  Non potevo indossarlo. Avevo
assunto le sembianze di Jessamine.
 Tu... devi... portarlo.  Nate toss. Altro sangue.  Portalo sempre. Lo giuri?
Tessa scroll la testa.  Nate...  Non posso fidarmi di te.
 Lo so.  La voce di Nate era ridotta a un rantolo.  Non c' perdono per... il genere di cose
che ho dovuto fare.
Tessa serr la stretta sulla mano del fratello, con le dita scivolose del suo sangue.  Ti perdono
 sussurr senza sapere, o senza curarsi, se fosse vero.
Gli occhi azzurri di Nate si spalancarono. Il suo viso aveva assunto il colore delle vecchie
pergamene ingiallite, le labbra erano quasi bianche.  Tu non sai tutto quello che ho fatto, Tessie...
La ragazza si chin su di lui, in preda all'ansia.  Nate?
Ma non ci fu risposta. Il viso di Nate si afflosci, gli occhi si spalancarono, semirovesciati. La
mano scivol via da quella di Tessa e colp il pavimento.
 Nate...  ripet Tessa, e mise le dita sul punto del collo dove si sarebbe dovuto sentire il
polso, sapendo gi cosa l'aspettava.
Non c'era nessun battito. Nate era morto.
Tessa si alz. Il panciotto strappato, i pantaloni, la camicia, perfino le punte dei capelli erano
impregnati del sangue di Nate. Si sent intirizzita, come se fosse stata immersa nell'acqua gelata. Si
gir, lentamente, chiedendosi se gli altri l'avessero osservata, se avessero sentito la sua conversazione
con Nate, se si fossero chiesti...
Non guardavano neppure dalla sua parte. Erano in ginocchio - Charlotte, Jem e Henry - intorno
a una sagoma scura sul pavimento, proprio dove Tessa era stata stesa poco prima con Will sopra di lei.
Will!
In passato Tessa aveva fatto sogni in cui percorreva un lungo corridoio buio che conduceva a
qualcosa di terribile... qualcosa che non poteva vedere, ma che sapeva esse -re terrificante e micidiale.
Nei sogni, a ogni passo il corridoio diventava pi lungo, protendendosi ancora di pi nell'oscurit e
nell'orrore. Quello stesso senso di terrore e impotenza la sopraffece in quel momento mentre avanzava,
con la sensazione che ogni passo fosse lungo un chilometro, finch non raggiunse il circolo di
Cacciatori inginocchiati e abbass lo sguardo su Will.
Era steso di fianco. Aveva il viso pallido, il fiato corto. Jem gli teneva una mano sulla spalla e
gli parlava con voce bassa e tranquillizzante, ma Will non dava segno di udirlo. Sotto di lui, sul
pavimento, si allargava una pozza di sangue, e per un istante Tessa si limit a guardarla, incapace di
spiegarsene la provenienza. Poi si avvicin e gli vide la schiena. La tenuta da combattimento era
lacerata lungo la spina dorsale, la stoffa robusta strappata dai frammenti di metallo affilati come rasoi
che erano schizzati in aria. Il Nephilim aveva la pelle inondata di sangue; i capelli ne erano zuppi.
Will...  sussurr Tessa. Si sentiva stranamente presa da vertigini, quasi stesse fluttuando.
Charlotte alz lo sguardo.  Tessa, tuo fratello...?
  morto  disse lei attraverso il suo stordimento.Ma Will...?
 Ti ha buttato a terra e ti ha coperto col suo corpo per proteggerti dall'esplosione, ma non
c'era nulla che proteggesse lui.  Non c'era rimprovero nella voce di Jem.  Eravate i pi vicini allo
scoppio: i frammenti di metallo gli hanno squarciato la schiena. Perde rapidamente sangue.
 Non c' nulla che possiate fare?  chiese Tessa alzando la voce, mentre lo stordimento
minacciava di invaderla.  E le vostre rune guaritrici? Gli iratze?
 Abbiamo usato un amissio, una runa che rallenta la fuoriuscita del sangue, ma se facciamo
ricorso a una runa guaritrice la pelle si cicatrizzer sopra il metallo, facendolo penetrare ancora di pi
nei tessuti pi morbidi  spieg -Henry, in tono piatto.  Dobbiamo portarlo a casa, in infermeria.
Prima di curarlo, il metallo va rimosso.
 Allora dobbiamo andare  disse Tessa con voce tremante.  Dobbiamo...
 Tessa...  fece Jem. Aveva ancora la mano sulla spalla di Will, ma guardava lei a occhi
spalancati.  Sapevi di essere ferita?
Tessa indic la camicia con un gesto impaziente.  Non  sangue mio.  di Nate. Ora
dobbiamo... Pu essere trasportato? C' nulla che...?
 No.  Jem la interruppe in tono tanto brusco da stupirla.  Non parlo del sangue sui vestiti.
Hai una ferita alla testa. Qui.  Si tocc la tempia.
 Non essere ridicolo. Sto benissimo  replic Tessa. Si port una mano alla tempia... e sent
i capelli impiastricciati e induriti dal sangue, e il lato del viso appiccicoso. Quindi la punta delle sue
dita tocc il lembo frastagliato di pelle lacerata che andava dall'angolo della guancia alla tempia. Una
lancinante fitta di dolore le trafisse la testa.
Fu l'ultima goccia. Gi indebolita dalla perdita di sangue e stordita dai molteplici shock, si sent
precipitare. Avvert appena le braccia di Jem che la cingevano mentre piombava nelle tenebre.
17
NEI SOGNI
Vieni nei miei sogni, cos
Di giorno torner a star bene.
Perch la notte compenser ampiamente
Il desiderio disperato del giorno.
Matthew Arnold, Desiderio
La coscienza andava e veniva con un ritmo ipnotico, come il mare che appare e scompare sul
ponte di una nave durante una tempesta. Tessa sapeva di essere in un letto con bianche lenzuola pulite
al centro di una lunga stanza,- sapeva che nella stanza c'erano altri letti tutti uguali, e che in alto sopra
di lei c'erano finestre che lasciavano entrare l'ombra e poi la luce sanguigna dell'alba. Chiuse gli occhi
per non vederla, e l'oscurit l'avvolse di nuovo.
Si svegli, e sent delle voci che sussurravano e dei visi sospesi su di lei, ansiosi. Charlotte, con
i capelli ordinatamente raccolti sulla nuca, ancora in tenuta da combattimento, e accanto a lei Fratello
Enoch. Il suo viso coperto di cicatrici non le incuteva pi terrore. Sent la sua voce nella mente: La
ferita alla testa  superficiale.
 Ma  svenuta  disse Charlotte, e Tessa fu sorpresa di sentire vera paura nella sua voce,
vera preoccupazione.  Con un colpo alla testa...
 svenuta per gli shock ripetuti. Non hai detto che il fratello  morto tra le sue braccia! E
potrebbe aver pensato che pure Will fosse morto. Quando  avvenuta l'esplosione, lui l'ha protetta con
il suo corpo, no! Se fosse morto, avrebbe dato la sua vita per lei.  un grosso fardello da portare.
 Ma pensi che si riprender?
Quando il suo corpo e il suo spirito avranno riposato, si sveglier. Non posso dire quando
avverr.
 Mia povera Tessa.  Charlotte le sfior leggermente il viso. Le sue mani odoravano di
sapone al limone.  Ora non ha proprio nessuno al mondo...
Le tenebre tornarono, e Tessa vi sprofond, felice per la tregua dalla luce e dai pensieri. Vi si
avvolse come in una coperta e si lasci fluttuare, come gli iceberg al largo della costa del Labrador,
cullati dalle gelide acque nere nel chiarore lunare.
Un grido di dolore penetr attraverso il suo sogno di tenebra. Tessa era raggomitolata su un
fianco in un groviglio di lenzuola, e pochi letti pi in l giaceva Will, a pancia sotto. Si rese conto,
sebbene nel suo stato di torpore fosse solo un'impressione vaga, che doveva essere nudo,-bench le
lenzuola fossero state tirate fino alla vita, la schiena e il torace erano scoperti. Will aveva le braccia
piegate sui cuscini e la testa posata sopra di esse, il corpo teso come la corda di un arco. Il sangue
macchiava le lenzuola bianche sotto di lui.
Will, sei sicuro di non volere un'altra runa antidolorifica?  chiese Jem, chino sul letto,
preoccupato.
 No... basta  borbott Will, tra i denti.  Solo... togliamoci il pensiero.
Fratello Enoch sollev quelle che sembravano pinzette d'argento terribilmente appuntite. Will
deglut e affond la testa nelle braccia, con i capelli scuri che risaltavano contro il bianco delle
lenzuola. Jem rabbrivid, come se fosse lui a provare dolore quando le pinzette penetrarono a fondo
nella schiena dell'amico. Il corpo di Will si tese sul letto, mentre i muscoli si irrigidivano sotto la pelle
e risuonava un grido di dolore breve e attutito. Fratello Enoch estrasse lo strumento, che stringeva un
frammento di metallo macchiato di sangue.
Jem fece scivolare la mano in quella di Will.  Stringi le mie dita. Attenuer il dolore. Ne
mancano solo pochi.
  facile... per te dirlo  replic Will, senza fiato, ma il tocco della mano del suo parabatai
sembr rilassarlo leggermente. Stava inarcato sopra il letto, con i gomiti conficcati nel materasso, il
respiro ridotto a brevi ansiti.
Tessa sapeva che avrebbe dovuto distogliere lo sguardo, ma non ci riusciva. Si rese conto di non
avere mai visto tanta parte del corpo di un ragazzo prima di allora. Scopr di essere affascinata dal
modo in cui i muscoli asciutti guizzavano sotto la pelle liscia, dal loro flettersi e gonfiarsi, dallo
stomaco piatto che si contraeva con il respiro.
Le pinzette balenarono di nuovo,- la mano di Will premette con forza su quella di Jem, le dita di
entrambi sbiancarono. Il sangue sgorg e col lungo il fianco nudo. Will non emise alcun suono, ma
Jem appariva pallido e sofferente; mosse la mano come per toccare la spalla dell'amico, quindi la
ritrasse, mordendosi il labbro inferiore.
E tutto questo perch Will ha coperto il mio corpo con il suo per proteggermi, pens Tessa.
Come aveva detto Fratello Enoch, era davvero un grosso fardello da portare.
Tessa giaceva nel lettuccio della sua vecchia stanza nell'appartamento di New York. Attraverso
la finestra vedeva il cielo grigio, i tetti di Manhattan. Sul letto era stesa una delle colorate trapunte
patchwork di zia Harriet, e Tessa la strinse a s quando la porta si apr e la zia stessa entr nella
stanza.
Finalmente Tessa scorgeva la somiglianza. Zia Harriet aveva gli occhi azzurri e i capelli
biondo chiaro; anche la forma del viso ricordava quella di Nate. Si avvicin con un sorriso e si chin
su di lei, mettendole una mano sulla fronte, fresca sulla sua pelle ardente.
 Mi dispiace tanto per Nate  sussurr Tessa.   colpa mia se  morto.
 Zitta  disse la zia.  Non  colpa tua.  sua e mia. Mi sono sempre sentita cos in colpa,
perch sapevo di essere sua madre ma non ero capace di dirglielo. Gliele ho fatte passare tutte, finch
non  diventato irrimediabilmente viziato. Se gli avessi detto che ero sua madre, non si sarebbe sentito
cos tradito nello scoprire la verit, e non si sarebbe rivoltato contro di noi. Bugie e segreti, Tessa,
sono come un cancro dell'anima. Corrodono ci che  buono e si lasciano alle spalle solo distruzione.
 Mi manchi tanto  disse la ragazza.  Non ho pi una famiglia...
La zia si chin a baciarla sulla fronte.  Ce l'hai, pi di quanto tu non creda...
 Ora perderemo quasi sicuramente l'Istituto  afferm Charlotte. Non sembrava distrutta,
quanto piuttosto distante, distaccata.
Tessa si librava come un fantasma nell'infermeria guardando Charlotte e Jem, ritti ai piedi del
suo letto. Si vedeva, addormentata, con i capelli scuri sparsi a ventaglio sui cuscini. Will dormiva pochi
letti pi in l, con la schiena rigata di bende, un iratze nero sulla nuca. Sophie, in cuffietta bianca e
vestito scuro, spolverava i davanzali.
 Abbiamo perso Nathaniel Gray come fonte di informazioni, una dei nostri si  rivelata una
spia e non siamo pi vicini a trovare Mortmain di quanto fossimo due settimane fa.
 Dopo tutto quello che abbiamo fatto e scoperto? L'Enclave capir...
 No. Per quanto mi riguarda sono gi al limite della pazienza. Tanto varrebbe andare a casa di
Benedict Lightwood e passargli tutte le scartoffie dell'Istituto. Farla finita.
 Henry che ne dice?  domand Jem. Non era pi in tenuta da combattimento, come
Charlotte del resto; indossava una camicia bianca e pantaloni di panno marrone, mentre Charlotte
portava uno dei suoi scialbi abiti scuri. Quando Jem gir la mano, per, Tessa vide che era ancora
macchiata del sangue secco di Will.
Charlotte sbuff in un modo poco adatto a una signora.  Oh, Henry!  sbott con aria
esausta.   talmente impressionato dal fatto che uno dei suoi aggeggi abbia funzionato da non stare
nella pelle. E non sopporta l'idea di venire qui. Crede che sia colpa sua se Will e Tessa sono feriti.
 Senza quel congegno potremmo essere tutti morti, e Tessa nelle mani del Magister.
 Se vuoi spiegarlo a Henry, liberissimo di farlo. Io ho rinunciato.
 Charlotte...  disse Jem con voce sommessa.  So cosa dice la gente. So che hai sentito
quei pettegolezzi crudeli. Ma Henry ti ama davvero. Quando ha creduto che fossi ferita, al magazzino
del t,  quasi impazzito. Si  gettato contro l'automa...
 James.  Charlotte gli diede dei colpetti goffi sulla spalla.  Apprezzo molto il tuo
tentativo di consolarmi, ma in fin dei conti le menzogne non hanno mai giovato a nessuno. Da molto
tempo ormai ho accettato che Henry ama le sue invenzioni sopra ogni cosa, e poi me... sempre che mi
ami.
 Charlotte...  cominci Jem con aria stanca.
Ma, prima che potesse aggiungere alcunch, Sophie si era avvicinata loro con il panno da
spolvero in mano.  Signora Branwell, posso parlarle solo un momento?  chiese a bassa voce.
Charlotte sembr sorpresa.  Sophie..
 Vi prego, signora.
Charlotte mise una mano sulla spalla di Jem, gli sussurr qualcosa all'orecchio e poi fece un
cenno a Sophie.  Benissimo. Andiamo in soggiorno.
Mentre le due donne lasciavano la stanza, Tessa si rese conto con sua sorpresa che in realt
Sophie era pi alta di Charlotte. La Cacciatrice aveva una tale presenza che spesso ci si dimenticava di
quanto fosse piccola di statura. Sophie invece era alta quanto Tessa e snella come un salice. Tessa la
rivide mentalmente in compagnia di Gideon Lightwood, schiacciata contro la parete del corridoio, ed
ebbe un moto di preoccupazione.
Mentre la porta si chiudeva dietro le due donne, Jem si pieg in avanti appoggiando le braccia
conserte alla pediera del letto di Tessa. La guardava con un sorrisetto sghembo, le mani penzoloni con
tracce di sangue secco sulle nocche e sotto le unghie.  Tessa... Tessa mia...  disse con la sua voce
dolce, capace di calmare quanto il suo violino.  So che non puoi sentirmi. Fratello Enoch sostiene
che non sei ferita gravemente, ma non posso dire che questo basti a tranquillizzarmi.  come quando
Will mi assicura che ci siamo persi solo un po'. So che significa che non rivedremo una strada familiare
per ore.
Abbass la voce, e Tessa non era sicura che quanto disse poi fosse reale o facesse parte delle
tenebre oniriche che si levavano ad avvilupparla, per quanto cercasse di respingerle.
 Non me n' mai importato... di perdermi. Avevo sempre pensato che non ci si potesse
perdere davvero se si conosceva il proprio cuore. Ma temo che potrei perdermi senza conoscere il tuo.
 Jem chiuse gli occhi come se fosse mortalmente esausto, e Tessa vide quanto erano sottili le
palpebre, simili a pergamena, e quanto lui fosse stanco.  Wo ai ni, Tessa  sussurr  Wo bu xiang
shi qu ni.
Senza sapere come, Tessa conosceva il significato di quelle parole.
Ti amo. E non voglio perderti.
Neanch'io voglio perderti, avrebbe voluto dire, ma non ci fu verso che le venissero le parole. Al
loro posto si sollev una scura ondata di stanchezza, che la sommerse nel silenzio.
Tenebre.
La cella era buia, e la prima cosa che Tessa avvert fu un gran senso di solitudine e terrore.
Jessamine giaceva nel piccolo letto, con i capelli biondi sparsi in ciocche flosce sulle spalle. Tessa si
librava sopra di lei e aveva come l'impressione di toccarle la mente: sentiva un grave e doloroso senso
di perdita. In qualche modo Jessamine sapeva che Nate era morto. Se in precedenza, quando aveva
provato a toccarle la mente, Tessa aveva incontrato resistenza, ormai sentiva solo una crescente
tristezza, come una goccia di inchiostro nero che si spande in acqua.
Gli occhi marrone di Jessie erano aperti e fissi nell'oscurit. Non ho nulla. Le parole
risuonarono nitide come una campana nella mente di Tessa. Ho preferito Nate ai Cacciatori e adesso 
morto, e Mortmain vorr morto anche me, e Charlotte mi disprezza. Ho giocato, e ho perso tutto.
Sotto gli occhi di Tessa, Jessamine si tir su e si sfil una cordicella dal collo. Vi era appeso un
anello d'oro con una pietra scintillante: un diamante. Stringendo l'anello tra le dita, la ragazza
cominci a incidere delle lettere sul muro di pietra.
J.G.
Jessamine Gray
Forse avrebbe scritto qualcos'altro, ma Tessa non lo avrebbe mai scoperto; mentre Jessamine
spingeva sulla gemma, quella and in pezzi, e Jessie sbatt la mano contro il muro, graffiandosi le
nocche.
Tessa non aveva bisogno di toccare la mente dell'altra ragazza per sapere cosa stava
pensando. Neanche il diamante era autentico. Con un grido sommesso, Jessamine si gir e affond il
viso nelle ruvide coperte del letto.
Quando Tessa si svegli di nuovo, era buio. Il fievole chiarore delle stelle si riversava attraverso
le alte finestre dell'infermeria, e sul comodino vicino al letto era accesa una stregaluce. Accanto a essa
c'erano una tazza di tisana fumante e un piattino di biscotti. Tessa si mise seduta, fece per prendere la
tazza... e rimase di sasso.
Will era seduto sul letto accanto al suo, con indosso una camicia larga, dei pantaloni e una
vestaglia nera. La sua pelle era pallida alla luce delle stelle, ma neanche l'oscurit riusciva a cancellare
l'azzurro dei suoi occhi.
 Will, cosa fai sveglio?  domand, spaventata. Si chiese se l'avesse guardata dormire. Ma
era davvero una cosa strana e non da lui.
 Ti ho portato una tisana  rispose Will con voce un po' tesa.  Ma, a quanto pare, hai
avuto un incubo.
 Davvero? Non ricordo neppure cosa ho sognato.  Tessa tir su le coperte, sebbene la
camicia da notte castigata la coprisse pi che a sufficienza.  Avevo l'impressione di fuggire nel
sonno... che la vita reale fosse l'incubo e che potessi trovare pace soltanto nel sonno.
Will and a sedersi sul letto di Tess.  Tieni. Bevi questa  disse, porgendole la tisana.
Tessa prese la tazza. La tisana aveva un sapore amaro ma gradevole, ricordava la scorza di
limone.  A cosa serve?
 A calmarti.
Con quel sapore di limone in bocca, la ragazza guard il Nephilim. Le pareva di avere la vista
offuscata; attraverso la nebbia, Will sembrava uscito da un sogno.  E le tue ferite? Ti fanno male?
Will fece segno di no.  Una volta che tutto il metallo  stato rimosso, hanno potuto applicarmi
un iratze. Le ferite non sono completamente rimarginate, ma lo saranno presto. Entro domani saranno
delle cicatrici.
 Ti invidio.  Tessa bevve un altro sorso di tisana, che cominciava a darle un senso di
stordimento. Si tocc la fasciatura sulla fronte.  Credo che ci vorr un bel po' prima che questa
sparisca.
 Nel frattempo puoi divertirti a fare il pirata.
Tessa si mise a ridere, ma con poca convinzione. Will era abbastanza vicino perch lei
percepisse il calore che emanava dal suo corpo: era bollente.  Hai la febbre?
 L'iratze alza la temperatura corporea. Fa parte del processo di guarigione.
 Oh...  Averlo cos vicino le mandava dei piccoli brividi lungo il corpo, ma si sentiva
troppo stordita per spostarsi.
 Mi dispiace per tuo fratello  disse Will con dolcezza.
 Non dovresti essere dispiaciuto  replic Tessa, in tono amaro.  So che pensi che si sia
meritato quanto ha avuto. E probabilmente  vero.
 Mia sorella  morta.  morta, e io non ho potuto farci niente.  Nella voce di Will c'era un
dolore straziante.  Mi dispiace davvero per tuo fratello.
Tessa alz lo sguardo, si sofferm sul viso perfetto, sugli occhi grandi e azzurri, sulla bocca con
gli angoli piegati all'ingi per la preoccupazione. Preoccupazione per lei. Si sent la pelle calda e tesa,
la testa leggera ed eterea, quasi stesse fluttuando.  Will...  mormor.  Will, mi sento molto
strana.
Il ragazzo si sporse per posare la tazza sul comodino, e sfior la spalla di Tessa con la sua. 
Vuoi che vada a chiamare Charlotte?
Tessa fece segno di no. Stava sognando. Ormai ne era quasi certa; aveva la stessa sensazione di
stare e non stare nel proprio corpo che aveva avuto nel sognare Jessamine. Sapere che si trattava di un
sogno la rese pi audace. Will era ancora sporto in avanti, con il braccio allungato; lei si raggomitol
contro di lui, la testa sulla sua spalla, e chiuse gli occhi. Lo sent sussultare per la sorpresa.  Ti ho
fatto male?  sussurr, ricordandosi troppo tardi della sua schiena.
 Non importa  disse Will, in tono infervorato.  Non importa.  Le sue braccia la
circondarono, la tennero stretta.
Tessa appoggi la guancia contro la giuntura calda tra il collo e la spalla. Sent l'eco del battito
del suo cuore e aspir il suo odore, un odore di sangue, sudore, sapone e magia. Era un abbraccio
diverso da quello sul balcone, tutto fuoco e desiderio. Will la stringeva con cautela, premendole la
guancia contro i capelli. Era scosso da un tremito mentre il suo petto saliva e scendeva, mentre le
faceva scivolare esitante le dita sotto il mento sollevandole il viso...
 Will...  mormor Tessa.Va tutto bene. Qualunque cosa tu faccia. Stiamo sognando.
 Tess?  Will sembrava allarmato. Le sue braccia la strinsero.
Tessa si sentiva calda, languida e stordita. Se solo Will fosse stato davvero cos, e non soltanto
in sogno, pens. Il letto ondeggi come una barca alla deriva. Lei chiuse gli occhi e si lasci
avviluppare dall'oscurit.
L'aria notturna era fredda, la nebbia densa e di un colore giallastro sotto i coni intermittenti di
luce a gas men tre Will percorreva King's Road. L'indirizzo che Magnus gli aveva dato era Cheyne
Walk, vicino al Chelsea Embankment, e Will sentiva gi l'odore familiare del fiume, l'odore di limo,
acqua, sporcizia e marciume.
Era da quando aveva trovato il biglietto di Magnus, piegato con cura in un vassoio sul
comodino accanto al suo letto, che si sforzava di evitare che il cuore gli schizzasse fuori dal petto.
Conteneva solo un indirizzo scarabocchiato in fretta: 16 Cheyne Walk. Will conosceva la strada e l'area
circostante. Chelsea, vicino al fiume, era un popolare luogo di ritrovo per artisti e letterati, e le finestre
dei pub a cui passava davanti diffondevano un'invitante luce gialla.
Stringendosi nella redingote, svolt un angolo e si diresse verso sud. Nonostante gli iratze,
aveva la schiena e le gambe ancora doloranti per le ferite riportate, come se fosse stato punto da decine
di api. Eppure le sentiva appena. La sua mente era un turbinio di ipotesi. Cosa aveva scoperto Magnus?
Non l'avrebbe certo convocato senza una ragione.
Il suo corpo era pieno di Tessa, della sensazione e del profumo di lei. Stranamente, ci che pi
gli toccava il cuore e la mente non era il ricordo delle sue labbra contro le proprie al ballo, ma il modo
in cui si era appoggiata a lui nel letto dell'infermeria, la testa sulla sua spalla, l'alito dolce contro il suo
collo, quasi gli si fosse abbandonata completamente. Avrebbe dato tutto ci che aveva e che avrebbe
mai avuto al mondo solo per starle steso accanto in quel letto stretto e tenerla abbracciata mentre
dormiva. Separarsi da lei era stato come strapparsi la pelle, ma aveva dovuto farlo. Come doveva
sempre fare. Come doveva sempre negarsi ci che voleva.
Ma forse... dopo stanotte...
Ricacci quel pensiero prima che gli sbocciasse nella mente. Meglio non pensarci; meglio non
sperare e non rimanere delusi. Si guard intorno. Era arrivato in Cheyne Walk, con le sue belle case
dalle facciate georgiane. Si ferm davanti al numero 16. Era un alto edificio con un bovindo sporgente,
circondato da una recinzione di ferro battuto. La recinzione era interrotta da un cancello riccamente
decorato, aperto. Will lo varc, and verso la porta d'ingresso e suon il campanello.
Con sua grande sorpresa, non and ad aprirgli un cameriere ma Woolsey Scott, con i capelli
biondi arruffati lunghi fino alle spalle. Indossava una vestaglia verde scuro di broccato cinese sopra dei
pantaloni scuri e il torso nudo. A un occhio aveva un monocolo dalla montatura dorata; nella mano
sinistra teneva una pipa. Espir, mentre esaminava Will con tutta calma, buttando fuori una nuvola di
fumo dolciastro che fece tossire il ragazzo.  Hai finalmente ceduto e ammesso di essere innamorato
di me, eh?  disse a Will.  Mi piacciono queste dichiarazioni a sorpresa, a mezzanotte.  Il
licantropo si appoggi allo stipite della porta e fece un languido cenno con la mano inanellata. 
Avanti, fatti sotto.
Una volta tanto, Will rimase senza parole. Non era una situazione in cui si trovava spesso, e fu
costretto ad ammettere che non gli piaceva.
 Oh, lascialo stare, Woolsey  disse all'improvviso Magnus, che percorreva in fretta il
corridoio, con in testa un fitto groviglio di nere ciocche arruffate.  Te l'avevo detto che Will sarebbe
passato.
Il ragazzo spost lo sguardo da Magnus a Woolsey: erano entrambi scalzi. Il lupo mannaro
aveva al collo una scintillante catena dorata da cui pendeva un ciondolo con la scritta latina Beati
Bellicosi, "Beati i Guerrieri". Sotto c'era l'impronta della zampa di un lupo. Scott si accorse che Will la
osservava e sogghign.  Ti piace quello che vedi?
 Woolsey...  lo riprese Magnus.
 Il tuo biglietto aveva a che fare con l'evocazione del demone, vero?  chiese Will allo
stregone.  Vuoi che ti restituisca il favore?
Magnus scosse la testa.  No. Si tratta di lavoro, nient'altro. Woolsey  stato tanto gentile da
ospitarmi finch non decido cosa fare.
 Io dico di andare a Roma  fece Scott.  Adoro Roma.
 Benissimo, ma prima ho bisogno di usare una stanza. Preferibilmente con poco o niente
dentro.
Scott si tolse il monocolo e fiss lo stregone.  E cosa pensi di fare in questa stanza?  Il suo
tono era pi che allusivo.
 Invocare il demone Marbas  rispose Magnus, facendo balenare un sorriso.
Scott si soffoc con il fumo della pipa.  Suppongo che ognuno di noi abbia la sua idea di
serata divertente...
 Woolsey, odio doverlo ricordare, ma mi devi un favore.  Magnus si pass le mani tra i
capelli neri arruffati.  Amburgo, 1863?
Scott alz le mani.  Oh, benissimo. Potete utilizzare la stanza di mio fratello. Nessuno l'ha pi
usata dalla sua morte. Divertitevi. Io sar in soggiorno con un bicchiere di cherry e alcune xilografie
sconce che ho fatto arrivare dalla Romania.  Il licantropo si gir e si allontan lungo il corridoio, a
passi felpati.
Con un cenno, Magnus invit Will a entrare, e il ragazzo fu contento di lasciarsi avviluppare dal
calore della casa come da una coperta. Dal momento che non c'era un cameriere, si sfil la redingote di
lana blu e se la mise sul braccio mentre lo stregone gli rivolgeva uno sguardo curioso.
 Will, vedo che non hai perso tempo, dopo aver ricevuto il mio messaggio. Non ti aspettavo
fino a domani.
 Sai cosa significa per me. Pensavi davvero che avrei indugiato?
Gli occhi di Magnus studiarono il viso di Will.  Sei preparato all'eventualit di un fallimento?
Il demone potrebbe non essere quello giusto. L'evocazione potrebbe non andare in porto.
Per un lungo momento, Will non si mosse. Scorgeva il proprio viso nello specchio appeso
accanto alla porta. Fu inorridito nel vedere quanto apparisse "a nudo", quasi non ci fosse pi alcun
muro tra il mondo e i desideri del suo cuore.  No. Non sono preparato.
Magnus scosse la testa.  Will...  sospir.  Seguimi.  Si gir con grazia felina e si avvi
lungo il corridoio e sui gradini di legno.
Will lo segu su per la scala in ombra, i passi attutiti da un tappeto persiano. Nicchie scavate
nelle pareti contenevano statue di marmo raffiguranti corpi intrecciati. Il ragazzo distolse lo sguardo,
per poi ricondurvelo. Non gli sembrava che Magnus gli stesse prestando attenzione, e lui non avrebbe
mai immaginato che due persone potessero assumere posizioni del genere, n tantomeno farle sembrare
artistiche.
Raggiunto il secondo pianerottolo, Magnus percorse il corridoio, aprendo le porte che vi si
affacciavano via via che avanzava, borbottando. Trovata finalmente la stanza giusta, spalanc la porta e
fece segno a Will di seguirlo.
La camera del defunto fratello di Woolsey Scott era scura e fredda, l'aria odorava di polvere.
Automaticamente Will armeggi alla ricerca della stregaluce, ma Magnus gli fece cenno di lasciar
perdere, mentre un fuoco azzurrino gli fuoriusciva dalle dita. Improvvisamente le fiamme rombarono
nel caminetto, illuminando la stanza: era ammobiliata, ma tutto - il letto, l'armadio e i cassettoni - era
stato ricoperto di teli bianchi. Magnus si arrotol le maniche della camicia, poi si mise a camminare
gesticolando, e i mobili cominciarono a scivolare via dal centro della stanza. Il letto gir e si dispose
lungo la parete, le sedie, gli scrittoi e la bacinella filarono negli angoli.
Will emise un fischio.
 Sei facilmente impressionabile  comment lo stregone, sorridendo, ma sembrava
leggermente ansimante. Si inginocchi al centro della stanza e disegn un pentagramma. A ogni punta
del misterioso simbolo scarabocchi una runa, nessuna delle quali corrispondeva a quelle che Will
conosceva dal Libro Grigio. Magnus alz le braccia e le tenne sollevate sulla stella, quindi cominci a
cantilenare, e sui polsi gli si aprirono dei tagli da cui il sangue col nel centro del pentagramma.
Will si irrigid, mentre il sangue colpiva il pavimento e cominciava a bruciare con uno strano
bagliore azzurrino. Camminando all'indietro, lo stregone usc dal pentagramma continuando a
cantilenare, infil la mano in tasca e tir fuori il dente del demone. Poi, sotto gli occhi di Will, lo gett
nel centro della stella, ormai infuocato.
Per un istante non successe nulla. Poi, dal cuore ardente del fuoco, cominci a prendere forma
una figura scura.
Magnus aveva smesso di cantilenare e stava in piedi, con gli occhi socchiusi fissi sul
pentagramma e su quanto vi accadeva, mentre i tagli sulle braccia si rimarginavano rapidamente. La
stanza era silenziosa, tranne per il crepitio del fuoco e il respiro ansimante di Will, che gli risuonava
forte nelle orecchie mentre la figura si ingrandiva... si addensava e, finalmente, assumeva una forma
solida, riconoscibile.
Era il demone blu del ricevimento, non pi in abito da sera. Il suo corpo era coperto di scaglie
blu sovrapposte, e una lunga coda giallastra con un aculeo all'estremit si agitava su e gi. Con gli
occhi scarlatti socchiusi, l'essere spost lo sguardo da Magnus a Will.  Chi evoca il demone Marbas!
 chiese con una voce che sembrava uscire dal fondo di un pozzo.
Con il mento, Magnus fece un cenno a Will indicando il pentagramma. Il messaggio era chiaro.
Il ragazzo fece un passo avanti.  Non ti ricordi di me?
 Mi ricordo di te  grugn il demone.  Mi hai inseguito nel giardino della casa di
campagna di Lightwood. Mi hai strappato un dente.  Apr la bocca mostrando il buco.  Ho
assaggiato il tuo sangue.  La sua voce era un sibilo.  Quando fuggir da questo pentagramma, lo
assagger di nuovo, Nephilim.
 No.  Will non cedette.  Ti ho chiesto se ti ricordi di me.
Il demone rest in silenzio. I suoi occhi, che danzavano insieme al fuoco, erano indecifrabili.
 Cinque anni fa. Una scatola... una Pyxis. L'ho aperta, e tu ne sei uscito fuori  disse Will.
 Eravamo nella biblioteca di mio padre. Tu hai attaccato, ma mia sorella ti ha tenuto lontano con una
spada angelica. Ora ti ricordi di me?
Ci fu un lungo, lungo silenzio. Magnus teneva i suoi occhi da gatto fissi sul demone. C'era in
essi una minaccia sottintesa, che Will non riusciva a interpretare.  Di' la verit, o te la vedrai brutta,
Marbas  gli intim infine lo stregone.
La testa del demone ruot vers Will.  Tu...  disse con riluttanza.  Tu sei quel ragazzo. Il
figlio di Edmund Herondale.
A Will si spezz il respiro. D'un tratto si sent stordito, come se stesse per svenire. Si conficc
le unghie nei palmi, lacerando la pelle, lasciando che il dolore gli schiarisse la mente.  Ti ricordi.
 Ero stato intrappolato per vent'anni in quell'affare  ringhi Marbas.  Certo che ricordo
quando sono stato liberato. Immagina - sempre che tu ci riesca, sciocco mortale - anni di tenebre,
buio, nessuna luce o nessun movimento... e poi il cambiamento improvviso, la liberazione. E il viso
dell'uomo che ti ha imprigionato che si libra appena sopra i tuoi occhi.
 Io non sono l'uomo che ti ha imprigionato...
 No. Era tuo padre. Ma ai miei occhi non faceva differenza.  Il demone fece un sorrisetto
compiaciuto.  Ricordo tua sorella. Ragazza coraggiosa, a respingermi con quella spada che riusciva
a malapena a brandire.
 L'ha usata abbastanza bene da tenerti lontano da noi.  per questo che ci hai maledetti. Che
hai maledetto me. Te lo ricordi?
Il demone ridacchi.  Tutti quelli che ti amano moriranno. Il loro amore sar la loro rovina.
Ci potranno volere pochi istanti, o magari degli anni, ma chiunque ti guarder con amore ne morir.
Will ebbe la sensazione di respirare fuoco. Aveva il petto in fiamme.  S.
Marbas inclin la testa di lato.  E mi hai evocato per ricordare questo episodio che abbiamo
condiviso in passato!
 Ti ho chiamato, bastardo dalla pelle blu, per farti togliere la maledizione che mi avevi
gettato. Ella, mia sorella,  morta quella notte. Ho lasciato la mia famiglia per tenerla al sicuro. Sono
passati cinque anni. Ora basta. Basta!
 Non provare a impietosirmi, mortale  replic Marbas.  Sono stato torturato per
vent'anni in quella scatola. Forse anche tu dovresti soffrire per vent'anni. O duecento...
Tutto il corpo di Will si irrigid. Prima che il ragazzo potesse scagliarsi verso il pentagramma,
Magnus disse in tono calmo:  In questa storia c' qualcosa che non mi quadra, Marbas.
Gli occhi del demone guizzarono verso di lui.  E sarebbe?
 Quando un demone viene liberato da una Pyxis, di solito  debolissimo, avendo patito la
fame dal momento in cui  stato imprigionato. Troppo debole per gettare una maledizione cos forte e
raffinata come quella che sostieni di aver lanciato su Will.
Marbas sibil qualcosa in una lingua che Will non conosceva, una delle lingue demoniache
meno comuni, non il ctonio n il purgatico. Magnus socchiuse gli occhi.
  morta.  Will scosse il capo.  Marbas ha detto che mia sorella sarebbe morta, e cos 
stato. Quella notte stessa.
Gli occhi di Magnus erano ancora fissi su quelli del demone. Era in corso un tacito scontro di
volont, al di fuori dalla comprensione di Will. Poi, con voce sommessa, lo stregone chiese:  Vuoi
davvero disobbedirmi, Marbas? Vuoi far adirare mio padre?
Il demone lanci un'imprecazione e si rivolse a Will, contraendo il muso.  Il mezzosangue ha
ragione. La maledizione era falsa. Tua sorella  morta perch l'ho colpita con il mio aculeo. 
Marbas agit la coda giallastra avanti e indietro, e Will ricord Ella sbattuta a terra dalla coda, e la
lama che le schizzava di mano.  Non c' mai stata una maledizione su di te, Will Herondale.
Quantomeno, non una gettata da me.
 No... no, non  possibile  sussurr Will. Gli sembr che una violenta tempesta gli si
scatenasse nella testa. Ripens alle parole di Jem: Il muro sta crollando, e immagin il grande muro
che lo aveva circondato e isolato per anni ridursi in sabbia. Era libero... ed era solo, e il vento gelido lo
penetrava come un coltello.  No.  La sua voce aveva assunto una nota bassa, dolorosa. 
Magnus...
 Stai mentendo, Marbas?  chiese lo stregone.  Giuri su Baal che stai dicendo la verit?
 Lo giuro.  Il demone fece uno sguardo esasperato.  Cosa ci guadagnerei a mentire?
Will scivol in ginocchio. Aveva le mani serrate sopra lo stomaco, come per impedire alle
viscere di riversarsene fuori. Cinque anni, pens. Cinque anni sprecati. Sent i suoi familiari gridare e
bussare alla porta dell'Istituto e se stesso ordinare a Charlotte di mandarli via. Non avevano mai saputo
perch. Avevano perduto una figlia e un figlio nel giro di pochi giorni, e non avevano mai saputo
perch. E gli altri... Henry, Charlotte e Jem... e Tessa... e le cose che aveva fatto...
Jem  il mio grande peccato.
 Will ha ragione  disse Magnus.  Marbas, sei davvero un bastardo dalla pelle blu. Brucia
e muori!
Alte fiamme rosso scuro si levarono verso il soffitto; Marbas strill... un urlo di dolore che si
interruppe con la stessa velocit con cui era cominciato. La puzza di carne di demone bruciata riemp la
stanza.
Will era ancora in ginocchio, con il fiato che gli entrava e gli usciva dai polmoni sollevandogli
il petto. Oh Dio, oh Dio, oh Dio...
Si sent toccare delicatamente le spalle.  Will, mi dispiace  disse Magnus, e nella sua voce
non c'era nessuna ironia, solo una sorprendente gentilezza.
 Tutto quello che ho fatto...  Will aveva l'impressione che i polmoni non riuscissero ad
aspirare aria a sufficienza.  Tutte le menzogne, il respingere la gente, l'abbandono della mia famiglia,
le cose imperdonabili che ho detto a Tessa... uno spreco. Un maledetto spreco, e tutto per una
menzogna a cui sono stato tanto stupido da credere.
 Avevi dodici anni, tua sorella era morta. Marbas era una creatura furba. Ha preso in giro
maghi potenti, figuriamoci un bambino che non aveva alcuna cognizione del Mondo delle Ombre.
Will si fiss le mani.  Tutta la mia vita rovinata, distrutta...
 Hai diciassette anni. Non puoi avere distrutto una vita che hai appena cominciato a vivere 
replic Magnus.  Non capisci cosa significa, Will? Hai passato gli ultimi cinque anni convinto che
nessuno dovesse mai amarti, perch in quel caso sarebbe morto. Il solo fatto che abbiano continuato a
vivere dimostrava, secondo te, la loro indifferenza nei tuoi confronti. Ma ti sbagliavi. Charlotte, Henry,
Jem... la tua famiglia...
Will fece un profondo respiro e butt fuori l'aria. La tempesta nella sua testa stava lentamente
scemando.  Tessa...
 Bene.  La voce di Magnus si arricch di una sfumatura ironica.
Will si rese conto che lo stregone era in ginocchio accanto a lui. Sono nella casa di un lupo
mannaro, con uno stregone che mi consola e le ceneri di un demone morto a pochi metri di distanza.
Chi l'avrebbe mai immaginato?
 Non posso darti alcuna assicurazione su ci che sente Tessa. Non so se l'hai notato, ma  una
ragazza decisamente indipendente. Tu hai altrettante possibilit di qualunque altro uomo di conquistare
il suo amore, Will, e non  ci che volevi?  Magnus gli diede dei colpetti sulla spalla e ritrasse la
mano, quindi si alz, un'ombra scura e sottile che incombeva sul ragazzo.  Se pu esserti di conforto,
da quanto ho visto sul balcone l'altra notte credo proprio che tu le piaccia.
Magnus osserv il ragazzo percorrere il vialetto d'ingresso. Nel raggiungere il cancello Will si
ferm, con la mano sul chiavistello, quasi esitando sulla soglia di un viaggio lungo e difficile. La luna
era spuntata da dietro le nuvole e gli illuminava i folti capelli scuri, il bianco pallido delle mani.
 Molto curioso  disse Woolsey, comparendo dietro Magnus sulla soglia. Le luci calde della
casa trasformavano i capelli biondo scuro del licantropo in un groviglio dorato pallido. Sembrava aver
dormito.  Se non sapessi come stanno le cose, direi che vuoi bene a quel ragazzo.
 E come stanno le cose, Woolsey?  chiese Magnus in tono assente, continuando a guardare
Will e la luce che scintillava sul Tamigi alle sue spalle.
  un Nephilim, e non ti sono mai piaciuti. Quanto ti ha pagato per evocare Marbas?
 Niente  rispose lo stregone. Non vedeva pi nulla di quanto gli stava davanti, n il fiume
n Will, solo un'ondata di ricordi: occhi, visi, labbra che svanivano nella memoria, amore a cui non
sapeva pi dare un nome.  Mi ha fatto un favore. Uno che non ricorda neppure.
  molto bello, per essere un umano  osserv il licantropo.
  a pezzi.  un bel vaso che qualcuno ha fracassato. Solo la fortuna e l'abilit potranno
rimetterlo insieme com'era prima.
 O la magia.
 Ho fatto quanto ho potuto  disse Magnus mentre Will spingeva infine il chiavistello, e il
cancello si apriva.
 Non sembra molto felice. Qualunque cosa tu abbia fatto per lui...
 Per il momento  sotto shock  replic lo stregone.  Per cinque anni  stato convinto di
una cosa, e adesso si  reso conto che in tutto questo tempo ha osservato il mondo attraverso un filtro
fasullo... che tutte le cose che ha sacrificato in nome di quanto riteneva buono e nobile  stato uno
spreco, e che ha soltanto ferito coloro che amava.
 Buon Dio... Sei proprio sicuro di averlo aiutato?
Will varc il cancello, che si richiuse alle sue spalle.
 S  rispose Magnus.   sempre meglio vivere la verit che vivere una menzogna, e
quella menzogna lo avrebbe condannato a stare per sempre da solo. Pu darsi che non abbia avuto
quasi niente per cinque anni, ma ora pu avere tutto. Un ragazzo con quell'aspetto...
Woolsey ridacchi.
 Ma il suo cuore appartiene gi a qualcuno  disse Magnus.  E forse  meglio cos. Ci di
cui ora ha bisogno  amare ed essere ricambiato. Per essere tanto giovane, non ha avuto una vita facile.
Spero solo che lei capisca.
Anche da quella distanza Magnus vide Will fare un profondo respiro e raddrizzare le spalle,
prima di avviarsi lungo Cheyne Walk. E sembrava - lo stregone era piuttosto sicuro di non immaginarlo
- che ci fosse una certa baldanza nel suo passo.
 Non si possono salvare tutti gli uccelli caduti dai nidi  osserv Woolsey, appoggiandosi
alla parete e incrociando le braccia.  Neanche soltanto i pi belli.
 Ne baster uno  replic Magnus e, quando Will fu ormai scomparso alla vista, lasci che
la porta d'ingresso si chiudesse.
18
FINO ALLA MORTE
Tutta la vita ho imparato ad amare.
Ora provo la mia arte sublime
E do voce alla mia passione: paradiso o inferno!
E se lei non mi dar il paradiso!
E sia!
Robert Browning, Un modo di amare
 Signorina... signorina!
Tessa stentava a svegliarsi, mentre Sophie la scuoteva per la spalla. La luce del sole si riversava
dalle finestre in alto.
La cameriera sorrideva, aveva gli occhi accesi.  La signora Branwell mi ha dato ordine di
riportarvi nella vostra stanza. Non potete rimanere qui in eterno.
 Non ci pensavo proprio!  Tessa si mise a sedere, poi chiuse gli occhi, presa da vertigine.
 Credo che dovrai aiutarmi ad alzarmi, Sophie  disse in tono di scusa.  Non sono cos salda sulle
gambe come vorrei.
 Certo, signorina.  La cameriera si chin e l'aiut svelta a scendere dal letto. Nonostante la
sua magrezza, era piuttosto forte.
E come non esserlo, pens Tessa, dopo aver passato anni a portare pesanti bucati su e gi dalle
scale e a versare secchiate di carbone nei focolari? Tessa fece una piccola smorfia quando i suoi piedi
toccarono il pavimento freddo, e non pot trattenersi dal gettare un'occhiata per vedere se Will era nel
suo letto.
Non c'era.
 Will sta bene?  chiese mentre Sophie l'aiutava a infilare i piedi nelle pantofole.  Ieri mi
sono svegliata un momento e ho visto che gli estraevano i frammenti di metallo dalla schiena.
Sembrava terribile.
Sophie sbuff.  Sembrava peggio di quanto fosse in realt. Il signor Herondale si  lasciato a
malapena applicare un iratze prima di andarsene, nel cuore della notte, a fare il diavolo sa cosa.
 Davvero? Avrei giurato di avergli parlato ieri notte.
Erano nel corridoio, e Sophie guidava Tessa tenendole delicatamente la mano sulla schiena.
Alcune immagini cominciarono a prendere forma nella mente di Tessa. Immagini di Will nel chiarore
lunare, di s mentre gli diceva che non c'era problema, che era solo un sogno... e lo era stato, non 
vero?
 Dovete aver sognato, signorina.  Avevano raggiunto la stanza di Tessa, e Sophie cercava
nervosamente di girare il pomo della porta senza lasciare andare la ragazza.
Va tutto bene, Sophie. Posso reggermi in piedi da sola.
La cameriera protest, ma Tessa insistette in tono fermo. Sophie apr la porta e attizz il fuoco
nel caminetto, mentre Tessa si lasciava cadere su una poltrona. Sul comodino accanto al letto c'erano
una teiera e un piatto di sandwich, e Tessa fu contenta di servirsene. Non si sentiva pi stordita, ma
solo molto stanca, di una stanchezza pi spirituale che fisica. Ricord il sapore amarognolo della tisana
che aveva bevuto, e che impressione le aveva fatto essere abbracciata da Will... ma era stato un sogno.
Si chiese quanto altro di ci che aveva visto la notte prima lo fosse stato... Jem che sussurrava ai piedi
del suo letto, Jessamine che singhiozzava nella Citt Silente, con il viso affondato nelle coperte...
 Mi  dispiaciuto sapere di vostro fratello, signorina.  Sophie era in ginocchio accanto al
fuoco, e le fiamme che si rianimavano giocavano sul suo viso grazioso. Aveva la testa piegata, e Tessa
non poteva vedere la cicatrice.
 Non devi dirlo, Sophie. So che in realt  stata colpa sua se Agata... e Thomas...
 Ma era vostro fratello  disse la cameriera, con voce ferma.  Si piange sempre il sangue
del proprio sangue.
Nella dolcezza della sua voce, nonch nel modo in cui i capelli scuri e fragili le si arricciavano
sulla nuca, c'era qualcosa che fece dire a Tessa:  L'altro giorno ti ho visto con Gideon.
Sophie si irrigid all'istante.  Che cosa intendete, signorina?  replic senza girarsi.
 Sono tornata indietro per prendere la mia collana portafortuna, il mio angelo meccanico. E ti
ho visto con Gideon, nel corridoio.  Tessa deglut.  Ti... ti stringeva la mano. Come un
corteggiatore.
Ci fu un lungo silenzio mentre Sophie fissava il fuoco che guizzava. Alla fine la cameriera
domand:  Lo riferirete alla signora Branwell?
 Cosa? Sophie, no! Volevo solo... metterti in guardia.
In guardia, da cosa?  ribatt Sophie, con voce piatta.
 Dai Lightwood...  Tessa deglut nuovamente.  Non sono bella gente. Quando sono stata
a casa loro - con Will - ho visto cose spaventose, cose...
 Questo riguarda il signor Lightwood, non i suoi figli!  L'asprezza nella voce di Sophie
fece sussultare Tessa.  Loro non sono come lui!
 Quanto possono essere diversi?
La cameriera si alz, e l'attizzatoio cadde rumorosamente nel fuoco.  Mi credete talmente
stupida da lasciarmi prendere in giro dal primo venuto dopo tutto quello che ho passato? Dopo tutto
quello che mi ha insegnato la signora Branwell? Gideon  una brava persona...
  una questione di educazione, Sophie! Te lo immagini ad andare dal padre e dirgli che
vuole sposare una mondana, e per di pi una cameriera? Te lo immagini a fare una cosa del genere?
Il viso di Sophie si contrasse.  Voi non sapete niente. Non sapete cosa farebbe per noi...
 Alludi all'addestramento!  Tessa era incredula.  Sophie, davvero...?
Ma la cameriera, scrollando la testa, aveva raccolto le gonne ed era uscita a grandi passi dalla
stanza, sbattendosi la porta alle spalle.
Charlotte, con i gomiti sulla scrivania del soggiorno, sospir, appallottol il quattordicesimo
foglio di carta e lo gett nel caminetto. Il fuoco si ravviv per un momento consumando la carta, che si
anner e si ridusse in cenere.
La donna intinse la penna nel calamaio e ricominci.
Io, Charlotte Branwell, figlia di Nephilim, in data odierna con la presente rassegno le mie
dimissioni da direttrice dell'Istituto di Londra, a nome mio e di mio marito, Henry Jocelyn Branwell
 Charlotte?
Le sobbalz la mano, e una macchia d'inchiostro si spanse sul foglio, rovinando i caratteri
tracciati con cura. Charlotte alz lo sguardo e vide Henry in piedi davanti alla scrivania con
un'espressione preoccupata sul magro viso lentigginoso. Depose la penna. Era consapevole, come
sempre quando era con Henry e di rado in altre circostanze, del proprio aspetto, dei capelli che le
sfuggivano dallo chignon, del vestito vecchio con una macchia d'inchiostro sulla manica, degli occhi
stanchi e gonfi di pianto.  Che c', Henry?
Lui esit.  Niente, sono stato... Cara, cosa stai scrivendo?  Gir intorno alla scrivania e
guard al di sopra della sua spalla.  Charlotte/  Agguant il foglio,-sebbene fosse macchiato
d'inchiostro, vi rimaneva visibile abbastanza di quanto vi era scritto perch se ne cogliesse la sostanza.
 Vuoi dare le dimissioni dall'Istituto? Come puoi farlo?
 Meglio dare le dimissioni che farmi prevaricare e cacciare dal console Wayland  afferm
Charlotte.
 Forse volevi dire "farci"?  Henry sembrava offeso.  Non dovrei avere voce in capitolo
in questa decisione?
 Non ti sei mai interessato alla gestione dell'Istituto. Perch dovresti farlo ora?
Sembr che Henry avesse ricevuto uno schiaffo, e Charlotte dovette farsi forza per non alzarsi,
abbracciarlo e baciargli la guancia lentigginosa. Ricord che, quando si era innamorata di lui, lo aveva
trovato simile a un adorabile cagnolino, con quelle mani un po' troppo grosse rispetto al resto del corpo,
i grandi occhi nocciola, i modi entusiastici. Aveva sempre creduto che la mente dietro quegli occhi
fosse acuta e intelligente quanto la propria, anche quando gli altri avevano riso delle stramberie di
Henry. Aveva sempre pensato che le sarebbe bastato stargli sempre vicino e amarlo, che lui la
ricambiasse o meno. Ma tutto ci era stato prima.
 Charlotte, so perch sei arrabbiata con me.
Il mento di lei ebbe uno scatto per la sorpresa: Henry poteva davvero essere cos perspicace?
Nonostante il colloquio con Fratello Enoch, Charlotte pensava che non se ne fosse accorto nessuno.
Non aveva quasi avuto modo di pensarci lei stessa, n tantomeno di immaginare come avrebbe reagito
Henry quando l'avesse saputo.  Ah, s?
  perch non ho voluto partecipare con te all'incontro con Woolsey Scott.
Sollievo e delusione lottarono nel petto di Charlotte.  Henry  disse con un sospiro.  Non
 affatto...
 Non me ne sono reso conto  continu Henry.  A volte sono talmente preso dalle mie
idee. L'hai sempre saputo, Lottie.
Charlotte arross. La chiamava talmente di rado cos.
 Se potessi cambierei. Tra tutti, pensavo che tu capissi. Tu sai... sai che per me non  un
semplice gingillarsi. Sai che voglio creare qualcosa che render il mondo migliore, che migliorer le
cose per i Nephilim. Proprio come fai tu dirigendo l'Istituto. E sebbene sappia che per te verr sempre
per secondo...
 Per secondo?  La voce di Charlotte si alz fino a diventare incredibilmente stridula.  Tu
verresti per secondo per me?
 Non c' problema, Lottie  replic Henry con incredibile dolcezza.  Quando hai
acconsentito a diventare mia moglie sapevo che lo facevi perch per dirigere l'Istituto dovevi essere
sposata, che nessuno avrebbe affidato la carica di direttore a una donna sola...
Charlotte si alz, tremando.  Come puoi dirmi certe cattiverie?
Henry sembr confuso.  Credevo solo che le cose stessero cos...
 Pensi che non sappia perch mi hai sposato?  grid Charlotte.  Pensi che non sappia del
denaro che tuo padre doveva al mio, o che mio padre aveva promesso di cancellare il debito se mi
avessi sposato? Aveva sempre desiderato un maschio, qualcuno che dirigesse l'Istituto dopo di lui, e
visto che non era stato possibile, perch non pagaie per far sposare la figlia che nessuno avrebbe mai
voluto - troppo scialba, troppo testarda - a qualche povero ragazzo che stava soltanto facendo il suo
dovere nei confronti della famiglia...
 Charlotte!  Henry era diventato di un rosso mattone. Lei non lo aveva mai visto cos
arrabbiato.  Di cosa diavolo stai parlando?
Charlotte si puntell contro la scrivania.  Lo sai benissimo.  per questo che mi hai sposato,
no?
 Fino a oggi non ne avevi mai fatto parola!
 E perch avrei dovuto? Sono tutte cose che sai.
 E invece no.  Henry aveva gli occhi fiammeggianti.  Non sapevo affatto che mio padre
dovesse qualcosa al tuo. Sono andato da tuo padre in buona fede e gli ho domandato se volesse farmi
l'onore di permettermi di chiedere la tua mano. Non si  mai parlato di denaro!
Charlotte rimase senza fiato. Negli anni in cui erano stati sposati, non aveva mai accennato con
Henry alle circostanze del fidanzamento; non se ne era mai presentata l'occasione, e prima di allora non
aveva mai voluto sentirlo farfugliare smentendo ci che lei sapeva essere vero. Suo padre non glielo
aveva forse detto quando le aveva parlato della proposta di Henry?  abbastanza un brav'uomo, e se
dovrai dirigere l'Istituto avrai bisogno di un marito, Charlotte. Ho cancellato i debiti del padre, perci
quella faccenda tra le nostre famiglie  chiusa.
Naturalmente Granville Fairchild non aveva mai detto esplicitamente che era per quello che
Henry aveva chiesto di sposarla. E Charlotte aveva creduto...
 Tu non sei scialba  dichiar Henry, con il viso ancora in fiamme.  Sei bella. E non ho
chiesto a tuo padre di sposarti per dovere; l'ho fatto perch ti amavo. Ti ho sempre amato. Sono tuo
marito.
 Non pensavo che tu lo volessi davvero  sussurr Charlotte.
 So che la gente mi d dell'eccentrico, dello stravagante, perfino del matto. E non me n' mai
importato.
Ma che tu mi ritenessi cos privo di volont...  Henry scosse la testa.  Almeno mi ami?
 Certo che ti amo! grid Charlotte.  Questo non  mai stato in dubbio.
 Ah, no? Pensi che non senta quello che dice la gente? Parlano di me come se non fossi
presente, come se fossi una specie di idiota. Ho sentito parecchie volte Benedict Lightwood dire che mi
hai sposato soltanto per poter fingere che c'era un uomo alla guida dell'Istituto...
Fu Charlotte ad arrabbiarsi.  E mi critichi perch ti ritengo privo di volont! Henry, non ti
avrei mai sposato per quella ragione, mai. Rinuncerei all'Istituto in batter d'occhio prima di rinunciare
a...
Henry la fissava, con gli occhi nocciola spalancati, i capelli fulvi ritti come se ci avesse passato
furiosamente le mani tante di quelle volte da rischiare di strapparli a ciocche.  Prima di rinunciare a
cosa?
 Prima di rinunciare a te.
Henry l'abbracci e la baci. Il modo in cui lo fece port Charlotte a non sentirsi pi scialba, n
consapevole dei suoi capelli o della macchia d'inchiostro o di nient'altro se non di Henry, che aveva
sempre amato. Le sgorgarono le lacrime e le colarono sulle guance.
Quando si allontan, Henry le tocc pieno di stupore il viso bagnato.  Sul serio anche tu mi
ami, Lottie?
 Certo. Non ti ho sposato per avere qualcuno con cui dirigere l'Istituto. Ti ho sposato perch...
perch sapevo che non mi sarebbe importato quanto fosse difficile dirigere questo posto, o quanto fossi
stata trattata male dall'Enclave, se avessi saputo che il tuo sarebbe stato l'ultimo viso che avrei visto
ogni sera prima di addormentarmi.  Gli diede un colpetto sulla spalla.  Siamo sposati da anni,
Henry. Cosa pensavi che provassi per te?
Henry scroll le spalle esili e la baci sulla testa.  Pensavo che mi volessi bene  disse con
voce roca.  E che forse, col tempo, avresti finito con l'amarmi.
 Io pensavo lo stesso di te  replic lei, stupita.  Come abbiamo potuto essere tutti e due
cos sciocchi?
 Be', di me non sono sorpreso. Ma tu, Charlotte, avresti dovuto essere pi perspicace.
Lei soffoc una risata.  Henry!  Gli strinse le braccia.  C' un'altra cosa che devo dirti,
una cosa molto importante...
La porta del soggiorno si apr rumorosamente: era Will. Henry e Charlotte si allontanarono e lo
fissarono. Sembrava esausto - pallido, con gli occhi cerchiati - ma il suo viso aveva una lucidit che
non avevano mai visto prima, una sorta di luminosit nell'espressione. Charlotte si prepar a ricevere
un appunto sarcastico o un'osservazione gelida, invece Will si limit a rivolgere loro un sorriso felice.
 Henry, Charlotte... avete visto Tessa?
 Dev'essere in camera sua  rispose la donna, sconcertata.  Will, c' qualcosa che non va?
Non dovresti riposare? Dopo le ferite che hai riportato...
Il ragazzo fece un cenno con la mano.  I vostri eccellenti iratze hanno funzionato. Non ho
bisogno di riposo. Desidero solo vedere Tessa e chiederti...  Will si interruppe, fissando il foglio
sulla scrivania. Con pochi passi delle lunghe gambe la raggiunse e prese la lettera, quindi la lesse con la
stessa espressione di sgomento assunta da Henry.  Charlotte... no, non puoi rinunciare all'Istituto!
 L'Enclave ti trover un altro posto dove vivere  disse Charlotte.  Oppure potrai rimanere
qui finch non avrai compiuto diciotto anni, sebbene i Lightwood...
 Non potrei mai vivere qui senza te e Henry. Perch pensi che rimanga? Per l'atmosfera? 
Will scosse il foglio di carta fino a farlo crepitare.  Mi manca maledettamente perfino Jessamine... O
meglio, un pochino. E i Lightwood licenzieranno i nostri servitori e li rimpiazzeranno con i propri.
Charlotte, non puoi permetterlo. Questa  la tua casa.  la casa di Jem, la casa di Sophie.
Charlotte lo fiss, sempre pi sbalordita.  Will, sei sicuro di non avere la febbre?
 Charlotte...  Will sbatt di nuovo il foglio sulla scrivania.  Ti proibisco di rassegnare le
dimissioni. Capisci? In tutti questi anni hai fatto di tutto per me, quasi fossi sangue del tuo sangue, e
non ti ho mai detto quanto ti fossi grato. Questo vale anche per te, Henry. Ma ti sono grato, e perci
non ti lascer fare questo errore.
 Will,  finita. Abbiamo solo tre giorni per trovare Mortmain, non potremo mai farcela. Non
c' tempo.
 Al diavolo Mortmain!  replic il ragazzo.  E intendo alla lettera, naturalmente, ma
anche in senso figurato. Il termine di due settimane per trovare Mortmain  stato stabilito, in sostanza,
da Benedict Lightwood come una prova ridicola. Una prova che chiaramente era un imbroglio, dato
che lui lavora per Mortmain. Era il suo tentativo di portarti via l'Istituto. Ma se noi smascheriamo
Benedict per quello che  - un burattino di Mortmain - l'Istituto continuer a essere tuo, e potremo
continuare a cercare il Magister.
 Jessamine ci ha assicurato che smascherare Benedict significherebbe fare il gioco di
Mortmain...
 Non possiamo starcene con le mani in mano  disse Will, in tono risoluto.  Vale almeno
la pena di chiedere un colloquio, non credi?  A Charlotte non venne in mente nulla da replicare.
Quello non era il Will che conosceva: era deciso, schietto, con gli occhi scintillanti di energia. A
giudicare dal suo silenzio, Henry era altrettanto sorpreso.
Will annu, come se prendesse quel silenzio per un consenso.  Ottimo. Dir a Sophie di
chiamare gli altri.  E si precipit fuori dalla stanza.
Charlotte alz lo sguardo sul marito senza pi pensare alla notizia che avrebbe voluto
comunicargli.  Era davvero Will?
Henry inarc un sopracciglio.  Forse  stato rapito e sostituito da un automa  sugger. 
Non mi stupirebbe.
Una volta tanto, Charlotte non pot che essere d'accordo con lui.
Tessa termin con aria cupa i sandwich e quanto rimaneva del t, maledicendo la propria
incapacit di tenere il naso fuori dagli affari altrui. Poi, quando ebbe finito, indoss il vestito blu,
trovandosi in difficolt senza l'aiuto di Sophie. Guardati, pens, viziata dopo appena poche settimane
che hai una cameriera. Non sai vestirti, non sai smettere di curiosare dove non dovresti. Presto avrai
bisogno di qualcuno che ti imbocchi di farinata d'avena, o morirai di fame. Fece una smorfia orribile
nello specchio e si sedette alla toletta, prendendo la spazzola d'argento e passandone le setole nei lunghi
capelli castani.
Bussarono alla porta. Tessa sper che fosse Sophie, tornata per porgerle le sue scuse. Be', le
avrebbe accettate. Lasci cadere la spazzola e corse ad aprire.
Proprio come una volta si era aspettata Jem ed era stata delusa nel trovare Sophie sulla soglia, in
quel momento, aspettandosi Sophie, fu sorpresa nel trovare Jem davanti alla porta. Indossava giacca e
pantaloni di lana grigia, che facevano sembrare quasi bianchi i suoi capelli argentei.
 Jem...  disse stupita.  Va tutto bene?
Lui le studi il viso, i lunghi capelli sciolti.  A quanto pare, aspettavi qualcun altro.
 Sophie.  Tessa sospir e si infil un ricciolo ribelle dietro l'orecchio.  Temo di averla
offesa. La mia abitudine di parlare prima di pensare mi ha di nuovo giocato un brutto scherzo.
Jem annu, con un'indifferenza insolita per lui. Normalmente avrebbe chiesto a Tessa cosa
aveva detto a Sophie, e l'avrebbe rassicurata o aiutata a ideare una linea di condotta per farsi perdonare.
Il vivo interesse che di solito mostrava per tutto sembrava stranamente svanito, pens Tessa allarmata.
Inoltre era piuttosto pallido, e le pareva che sbirciasse dietro di lei come per controllare che fosse
completamente sola.
  un momento... cio, vorrei parlarti in privato, Tessa. Ti senti abbastanza bene?
 Dipende da cosa devi dirmi  replic lei con una risata, ma non vedendolo reagire con un
sorriso fu invasa dall'apprensione.  Jem... mi giuri che  tutto a posto? Will...?
 Non si tratta di lui.  in giro, ed  senz'altro in perfetta forma. Si tratta di... be', suppongo si
possa dire che si tratta di me.  Jem guard a destra e a sinistra nel corridoio.  Posso entrare?
Tessa pens brevemente a cosa avrebbe detto zia Harriet di una ragazza che fa entrare in
camera, in assenza di altre persone, un ragazzo che non  suo parente. Ma in fondo anche zia Harriet
una volta era stata innamorata, si disse. Abbastanza innamorata da lasciare che il suo fidanzato
facesse... be', esattamente ci per cui una ragazza si ritrovava con un bambino. Se fosse stata viva, zia
Harriet non avrebbe potuto rimproverarle nulla. E poi i Cacciatori avevano norme di comportamento
diverse.
Tessa spalanc la porta.  S, entra.
Jem entr nella stanza e si richiuse bene la porta alle spalle. And al caminetto e appoggi un
braccio sulla mensola,- poi, stabilito evidentemente che quella posizione non lo soddisfaceva, si
avvicin a Tessa, in mezzo alla stanza, e le si mise di fronte.  Tessa...
 Jem...  disse lei imitando il suo tono serio, ma neanche questa volta gli strapp un sorriso.
 Jem  disse di nuovo, con pi dolcezza.  Se si tratta della tua salute, della tua... malattia, ti prego
di dirmelo. Far tutto il possibile per aiutarti.
 Non si tratta della mia malattia  replic il ragazzo, con un profondo respiro.  Sai che
non abbiamo trovato Mortmain. Tra pochi giorni l'Istituto potrebbe andare a Benedict Lightwood. Lui
permetterebbe senz'altro a Will e a me di rimanere qui, ma non a te, e io non desidero affatto vivere in
una casa gestita da lui. Inoltre Will e Gabriel si ammazzerebbero nel giro di un minuto. Sarebbe la fine
del nostro piccolo gruppo,- Charlotte e Henry si troverebbero un'altra casa, non ne dubito, e forse io e
Will andremmo a Idris fino alla maggiore et. Quanto a Jessie... suppongo che dipenda dalla sentenza
che l'Enclave emetter contro di lei. Ma non potremmo portarti a Idris con noi. Tu non sei una
Cacciatrice.
Il cuore di Tessa aveva cominciato a battere all'impazzata. La ragazza si lasci cadere sul bordo
del letto, con un senso di malessere. Ricord il sarcasmo beffardo con cui Gabriel aveva detto che i
Lightwood le avrebbero trovato una "occupazione"; dopo essere stata al ballo in casa loro, non poteva
immaginare nulla di peggio.  Capisco. Ma dove dovrei andare? No, non rispondere. Non hai alcuna
responsabilit verso di me. Grazie di avermelo almeno detto.
 Tessa...
 Siete gi stati tutti fin troppo gentili con me, dato che il concedermi di vivere qui non ha
messo nessuno di voi in buona luce agli occhi dell'Enclave. Trover un posto...
 Il tuo posto  con me  disse Jem.  E lo sar sempre.
 Che vuoi dire?
Jem avvamp, il rossore risaltava scuro sulla sua carnagione pallida.  Voglio dire... Tessa
Gray, vuoi farmi l'onore di diventare mia moglie?
La ragazza balz in piedi.  Jem!
Si fissarono per un istante. Alla fine, cercando di assumere un tono leggero, ma con la voce
incrinata, Jem disse:  Suppongo che non fosse un no, ma neppure un s.
 Non puoi dire sul serio.
 E invece s.
 Non puoi... non sono una Cacciatrice. Ti espelleranno dall'Enclave...
Jem le si avvicin di un passo, con gli occhi ardenti.  Non sarai esattamente una Cacciatrice,
ma non sei neanche una mondana, e probabilmente neppure una Nascosta. La tua  una condizione
unica, perci non so cosa far l'Enclave. Ma non potr proibire qualcosa che non  proibito dalla
Legge. Dovr prendere in considerazione il tuo - il nostro - caso, e questo potrebbe richiedere mesi. Nel
frattempo, non potr proibire il nostro fidanzamento.
 Fai davvero sul serio...  Tessa aveva la bocca secca.  Jem, una simile bont da parte tua
 incredibile. Ti fa onore. Ma non posso permettere che ti sacrifichi cos per me.
 Sacrificarmi! Tessa, io ti amo. Voglio sposarti.
 Io non... Jem, sei sempre stato cos buono, di un tale altruismo... Come posso essere sicura
che tu non lo faccia soltanto per il mio bene?
Jem infil una mano nella tasca del panciotto e ne estrasse un oggetto liscio e rotondo. Era un
ciondolo di giada verde con su incisi dei caratteri cinesi indecifrabili per Tessa. Glielo porse con una
mano che tremava impercettibilmente.  Potrei darti l'anello di famiglia. Ma alla fine del
fidanzamento quello va restituito e sostituito da rune. E io voglio darti qualcosa che sia tuo per sempre.
Tessa scosse la testa.  Non posso assolutamente...
Jem la interruppe.  Questo lo diede mio padre a mia madre quando si sposarono. La scritta 
presa dall'I Ching, il Libro dei Mutamenti. Dice: Quando due persone sono unite nel profondo dei loro
cuori, superano perfino la resistenza del ferro o del bronzo.
 E tu credi che noi lo siamo?  chiese Tessa, con la voce sommessa per il turbamento. 
Uniti, voglio dire.
Jem si inginocchi ai suoi piedi e sollev lo sguardo su di lei. Tessa lo vide com'era stato al
Blackfriars Bridge, una bella ombra argentea stagliata contro l'oscurit.
Non posso spiegare l'amore  disse il ragazzo.Non saprei dirti se ti ho amato dal primo
momento in cui ti ho visto, o se  stata la seconda, la terza o la quarta volta. Ma ricordo il primo
momento in cui ti ho guardato venire verso di me e mi sono reso conto che il resto del mondo sembrava
sparire quando ero con te. Che eri il centro di tutto ci che facevo, sentivo e pensavo.
Sopraffatta, Tessa scosse lentamente la testa.  Non avrei mai immaginato...
 C' un'energia e una forza nell'amore  continu Jem.   questo che significa la scritta.
C' anche nella cerimonia nuziale dei Cacciatori. Perch l'amore  forte come la morte. Non hai notato
quanto sono stato meglio nelle scorse settimane, Tessa? Ho sofferto di meno, ho tossito di meno. Mi
sento pi forte, ho bisogno di una minore quantit di droga... grazie a te. Perch il mio amore per te mi
sostiene.
Tessa sgran gli occhi. Si chiese se una cosa del genere fosse possibile al di fuori delle favole. Il
viso magro di Jem risplendeva di luce; era chiaro che ci credeva, assolutamente. Ed era stato davvero
meglio.
 Tu parli di sacrificio, ma non  il mio sacrificio che ti offro  continu Jem.  Posso
offrirti la mia vita, ma  una vita breve,- posso offrirti il mio cuore, anche se ignoro quanti altri battiti
sopporter. Ma ti amo tanto da sperare che non te la prenderai se sar cos egoista da provare a rendere
felice il resto della mia vita - qualunque ne sia la durata - trascorrendolo con te. Voglio sposarti, Tessa.
Lo voglio pi di quanto abbia mai voluto altro in vita mia.  Jem alz lo sguardo su di lei attraverso il
velo di capelli argentei che gli ricadevano sul viso.  Sempre che mi ami anche tu  aggiunse
timidamente.
Tessa abbass lo sguardo sul ragazzo, inginocchiato davanti a lei con il gioiello in mano, e cap
finalmente che cosa intendeva la gente quando diceva che il cuore di qualcuno era nei suoi occhi,
perch gli occhi di Jem, i suoi occhi luminosi ed espressivi che lei aveva sempre trovato belli, erano
pieni di amore e speranza.
E perch non avrebbe dovuto sperare? Gli aveva dato tutti i motivi di credere che lo amava. La
sua amicizia, la sua fiducia, la sua confidenza, la sua gratitudine, perfino la sua passione. E se c'era una
piccola parte riposta di lei che non aveva completamente rinunciato a Will, si disse Tessa, doveva
sicuramente tanto a se stessa quanto a Jem il tentativo di fare tutto il possibile per distruggerla.
Abbass molto lentamente la mano e prese il ciondolo. Le scivol intorno al collo appeso a una
catena d'oro, freddo come acqua, e rimase nell'incavo della gola, al di sopra dell'angelo meccanico.
Mentre abbassava le mani dal fermaglio, Tessa vide la speranza negli occhi di Jem accendersi in una
vampa quasi insopportabile di incredula felicit. Le sembr che qualcuno le fosse entrato nel petto e
avesse aperto una scatola che conteneva il suo cuore, facendone riversare la tenerezza come sangue
nuovo nelle vene. Non aveva mai provato un impulso cos travolgente di proteggere accanitamente
qualcuno, di abbracciarlo e stringersi a lui, in modo che fossero soli e lontani dal resto del mondo.
 S  mormor Tessa.  S, voglio sposarti, James Carstairs.
 Oh, grazie a Dio!  esclam Jem, buttando fuori l'aria.  Grazie a Dio.  E le affond il
viso in grembo, avvolgendole le braccia intorno alla vita.
Tessa si chin su di lui e gli accarezz le spalle, la schiena, la seta dei capelli. Il cuore di Jem le
martellava contro le ginocchia. Una piccola parte di Tessa vacill per lo stupore: non aveva mai
immaginato di possedere il potere di rendere qualcun altro cos felice. E non un potere magico... ma
puramente umano.
Sentendo bussare, i due ragazzi si allontanarono bruscamente. Tessa si alz in fretta e and
verso la porta, fermandosi un istante per sistemarsi i capelli - e, sper, per assumere un'espressione pi
calma - prima di aprire.
Questa volta era davvero Sophie. Ma la sua espressione dura dimostrava che non era l di sua
iniziativa.  Charlotte vi invita ad andare in soggiorno, signorina. Il signorino Will  tornato, e lei
desidera fare una riunione.  La cameriera lanci un'occhiata oltre Tessa, e la sua espressione si fece
ancora pi arcigna.  Anche voi, signorino Jem.
 Sophie...  cominci Tessa, ma lei si era gi voltata e correva via facendo oscillare la
cuffietta bianca. Tessa serr la stretta sul pomo della porta, seguendola con lo sguardo. Sophie aveva
detto che non le dispiacevano i sentimenti di Jem per lei, e ora Tessa sapeva che era per via di Gideon.
Eppure...
Sent Jem avvicinarsi alle spalle e far scivolare le mani nelle sue: aveva le dita sottili. Tessa vi
chiuse sopra le proprie e lasci uscire l'aria dai polmoni. Quello dunque significava amare qualcuno?
Che ogni fardello era un fardello condiviso, che ci si poteva confortare con una parola o un tocco?
Reclin la testa sulla spalla di Jem, e lui le baci la tempia.
 Prima di tutto lo diremo a Charlotte, non appena ce ne sar l'occasione, e poi agli altri 
disse il Nephilim.  Una volta che il destino dell'Istituto sar deciso...
 Sembra quasi che non ti importi cosa gli accadr  osserv Tessa.  Non ti mancher?
Questo posto  stato la tua casa.
Le dita di Jem le accarezzarono lievemente il polso, facendola rabbrividire.  Ora sei tu la mia
casa.
19
SE IL TRADIMENTO TRIONFASSE
Il tradimento non trionfa mai: qual  il motivo? Be', se trionfasse nessuno lo chiamerebbe
tradimento.
Sir John Harrington
Sophie stava attizzando un gran fuoco nel caminetto del soggiorno, e la stanza era calda, quasi
soffocante. Charlotte sedeva alla sua scrivania, Henry su una sedia accanto a lei. Will era seduto
scompostamente in una delle poltrone a fiori davanti al fuoco, con un servizio da t d'argento al suo
fianco e una tazza in mano. Quando Tessa entr, il ragazzo si raddrizz cos bruscamente che un po' di
t gli si vers sulla manica.
Will mise gi la tazza, senza staccare gli occhi da Tessa. Sembrava esausto, come se avesse
camminato tutta la notte. Indossava ancora la redingote di lana blu scuro con la fodera di seta rossa, e
aveva le gambe dei pantaloni neri schizzate di fango. I capelli erano umidi e arruffati, il viso pallido, la
mascella oscurata dall'ombra di una corta barba. Ma nel momento in cui vide Tessa, gli occhi di Will
risplendettero come fanali al tocco del fiammifero del lampionaio. Tutto il suo viso cambi, e la guard
con un piacere talmente inspiegabile che lei, stupita, si ferm di botto e Jem and a sbatterle contro.
Per un momento, Tessa non riusc a distogliere gli occhi da Will; era come se lui li attirasse a
s, e la ragazza ricord di nuovo il sogno della notte prima, quando Will l'aveva consolata
nell'infermeria. Poteva forse leggerne il ricordo sul suo viso? Era per questo che la fissava?
Jem fece capolino da dietro la sua spalla.  Bentornato, Will! Sicuro che sia stata una buona
idea passare tutta la notte fuori sotto la pioggia mentre sei ancora convalescente?
 Sicurissimo.Will distolse gli occhi da Tessa.Dovevo camminare, per schiarirmi la
mente.
 E ora la tua mente  chiara?
 Come il cristallo  rispose Will, tornando a guardare Tessa.
Di nuovo i loro sguardi sembrarono incollarsi, e la ragazza dovette distogliere a forza gli occhi,
attraversare la stanza e sedersi sul divano accanto alla scrivania, dove Will non rientrava direttamente
nella sua visuale. Jem le si sedette accanto, ma non le prese la mano. Tessa si chiese cosa sarebbe
successo se avessero dato l'annuncio in quel momento, come se niente fosse: Abbiamo deciso di
sposarci.
Ma Jem aveva ragione; non era il momento giusto. Anche Charlotte sembrava aver passato la
notte in bianco; aveva la pelle di un giallo malaticcio e le occhiaie scure. Henry le sedeva accanto alla
scrivania, una mano protettiva sulla sua, e la guardava con espressione preoccupata.
 Dunque ci siamo tutti  disse Charlotte in maniera spiccia.
Per un istante Tessa avrebbe voluto osservare che non era vero, perch Jessamine non era con
loro. Rimase zitta.
 Come probabilmente saprete, siamo vicini alla fine del periodo di due settimane concessoci
dal console Wayland. Non abbiamo scoperto dove si trova Mortmain. Stando a Enoch, i Fratelli Silenti
hanno esaminato il corpo di Nathaniel Gray senza ricavarne alcuna traccia, e dal momento che  morto,
da lui non possiamo cavare un ragno da un buco.
E dal momento che  morto... Tessa si vide davanti Nate come lo ricordava una volta che erano
molto piccoli e davano la caccia alle libellule nel parco. Lui era caduto nello stagno, e lei e zia Harriet
lo avevano aiutato a uscirne fuori; aveva la mano scivolosa di acqua e verdi piante sottomarine.
Ricord la mano di Nate che sgusciava fuori dalla sua al magazzino del t, viscida di sangue. Tu non
sai tutto quello che ho fatto, Tessie.
 Possiamo certo riferire all'Enclave ci che sappiamo su Benedict Lightwoodstava dicendo
Charlotte quando Tessa si costrinse a concentrarsi sulla conversazione in corso.  Dovrebbe essere la
linea di condotta pi sensata.
Tessa deglut.  E quello che ha detto Jessamine? Che in questo modo faremmo il gioco di
Mortmain?
 Non possiamo rimanere inattivi  afferm Will.  Non possiamo starcene con le mani in
mano e consegnare le chiavi dell'Istituto a Benedict Lightwood e ai suoi deplorevoli rampolli. Loro
sono Mortmain. Benedict  il suo burattino. Dobbiamo tentare. Per l'Angelo, non abbiamo prove a
sufficienza? Quantomeno per sottoporlo al giudizio della Spada?
 Quando abbiamo provato la Spada su Jessamine, nella sua mente c'erano blocchi messi da
Mortmainreplic Charlotte con aria stanca.  Pensi che sia stato tanto imprudente da non prendere
la stessa precauzione con Benedict? Faremo la figura degli sciocchi se la Spada non riuscir a fargli
confessare nulla.
Will si pass le mani nei capelli.  Mortmain si aspetta che andiamo all'Enclave. Credo ne sia
praticamente sicuro. Ed  abituato a disfarsi dei soci che non gli servono pi. de Quincey, per esempio.
Lightwood non  insostituibile.  Will tamburell con le dita sulle ginocchia.  Penso che se
andassimo all'Enclave potremmo sicuramente ottenere che Benedict sia eliminato dalla corsa per la
direzione dell'Istituto. Ma c' una parte dell'Enclave che gli  fedele; alcuni li conosciamo, ma altri no.
 triste, ma non sappiamo di chi possiamo fidarci oltre a noi stessi. Con noi l'Istituto  salvo, e non
possiamo permettere che ci sia portato via. In quale altro luogo Tessa potrebbe essere al sicuro?
La ragazza sbatt le palpebre.  Io?
Will sembr colto alla sprovvista, quasi fosse sorpreso di quanto aveva appena detto.  Be', tu
fai parte integrante del piano di Mortmain: ti ha sempre voluto, ha sempre avuto bisogno di te.
Dobbiamo evitare che ti catturi. Saresti chiaramente un'arma potente nelle sue mani.
  tutto vero, Will, e naturalmente andr dal Console  disse Charlotte.  Ma come
semplice Cacciatrice, non come capo dell'Istituto.
 Ma perch?  chiese Jem.  Tu eccelli nel tuo lavoro...
 Ah, s?  fece Charlotte.  Per la seconda volta non mi sono accorta di una spia sotto il
mio stesso tetto; Will e Tessa sono facilmente sfuggiti alla mia sorveglianza per andare al ricevimento
di Benedict; il nostro piano di catturare Nate, di cui non abbiamo mai messo a parte il Console, 
andato in fumo, lasciandoci con un testimone potenzialmente importante morto...
 Lottie!  Henry mise una mano sul braccio della moglie.
 Non sono adatta a dirigere questo posto  disse lei.  Benedict aveva ragione...
Naturalmente cercher di convincere l'Enclave della sua colpevolezza. Qualcun altro diriger l'Istituto.
Non sar Benedict, spero, ma neppure io...
Si sent un rumore metallico.  Signora Branwell!  Era Sophie. Aveva lasciato andare
l'attizzatoio e dato le spalle al fuoco.  Non potete rinunciare, signora. Non potete.
 Sophie, ovunque andremo quando tutto sar finito, ovunque io e Henry stabiliremo la nostra
casa, ti porteremo  disse Charlotte con molta gentilezza.
 Non  questo il punto  replic la cameriera, a bassa voce. Lasci guizzare gli occhi per la
stanza.  La signorina Jessamine... diceva il vero. Se andate all'Enclave, farete il gioco di Mortmain.
Charlotte la guard, perplessa.  Cosa te lo fa dire?
 Non... non lo so esattamente.  Sophie aveva lo sguardo fisso sul pavimento.  Ma so che
 vero.
 Sophie?  insistette Charlotte con voce querula, e Tessa sapeva cosa stava pensando:
Un'altra serpe in seno?
Anche Will si era sporto in avanti, con gli occhi socchiusi.
 Sophie non mente  afferm Tessa.  Lo sa perch... perch abbiamo sentito Gideon e
Gabriel parlarne nella sala delle esercitazioni.
 E vi siete decise solo ora a dirlo?  Will era sbalordito.
D'un tratto, furiosa senza alcun motivo con lui, Tessa scatt.  Stai zitto, Will. Se tu...
 Sono uscita con Gideon Lightwood  la interruppe Sophie.  L'ho visto nei miei giorni
liberi.  Era pallida come uno spettro.   stato lui a dirmelo. Ha sentito suo padre che ne parlava
ridendo. Sapevano che Jessamine era stata scoperta e speravano che sareste andati all'Enclave. Avrei
dovuto dirlo, ma sembrava che non voleste andarci comunque, cos...
 Sei uscita con Gideon Lightwood?  domand Henry, incredulo.
Sophie rimase concentrata su Charlotte, che la fissava a occhi spalancati.  So anche con cosa
Mortmain minaccia il signor Lightwood. Gideon l'ha appena scoperto. Suo padre non sa che ne  al
corrente.
 Be', buon Dio, non tenerci in sospeso  disse Henry, che sembrava stordito quanto la
moglie.  Parla.
 Sifilide demoniaca  rivel Sophie.  Il signor Lightwood se l' presa, ce l'ha da anni, e lo
uccider in un paio di mesi se non trova la cura. E Mortmain ha detto che pu procurargliela.
Nella stanza scoppi un gran baccano. Charlotte corse da Sophie; Henry le grid appresso. Will
salt su dalla sedia e si mise a ballare in tondo. Tessa rimase dov'era, sbalordita, e Jem le rest accanto.
Will inton una canzone per ribadire che aveva avuto sempre ragione riguardo alla sifilide
demoniaca.
 Sifilide demoniaca, oh, sifilide demoniaca,
Ma com' che si prende?
Bisogna andare nella parte malfamata della citt
Finch la stanchezza non ci stende.
Sifilide demoniaca, oh, sifilide demoniaca,
Io la conosco bene.
No, non la sifilide, zucconi,
Questa canzone...
Perch voi avevate torto, e io ragione!
 Will!  grid Charlotte al di sopra del frastuono.  Hai perso la testa? Smettila con questo
chiasso infernale!
Jem si alz e tapp la bocca all'amico.  Prometti di stare buono?  gli sibil all'orecchio.
Will annu, con gli occhi azzurri fiammeggianti. Tessa lo fissava stupita; lo erano tutti. Prima di
allora avevano visto Will in molti stati d'animo - divertito, amareggiato, condiscendente, arrabbiato,
compassionevole - ma mai frivolo.
Jem lo lasci andare.  Allora va bene.
Will scivol a terra, con la schiena contro la poltrona, e alz le braccia al cielo.  Che vi venga
la sifilide demoniaca!  annunci, e fece uno sbadiglio.
 Oh, Dio, ci aspettano settimane di battute sulla sifilide  disse Jem.  Ne vedremo delle
belle.
 Non pu essere vero  mormor Charlotte.  Si tratta proprio di... sifilide demoniaca?
 Come facciamo a sapere che Gideon non ha mentito?  chiese Jem, in tono pacato.  Mi
dispiace, Sophie. Odio doverlo dire, ma i Lightwood non sono affidabili...
Ho visto il viso di Gideon quando guarda Sophiedisse Will.   stata Tessa la prima a
dirmi che Gideon era attratto dalla nostra signorina Collins, e ripensandoci ho capito che era vero. E un
uomo innamorato dir qualsiasi cosa, tradir chiunque.  Nel parlare fissava Tessa.
Lei gli restitu lo sguardo; non pot farne a meno. I suoi occhi erano attratti da lui. Will aveva
quel modo di guardarla, quasi cercasse di comunicarle qualcosa in silenzio. Ma cosa...? Gli doveva la
vita, si rese conto con un sussulto. Forse si era aspettato che lo ringraziasse. Ma non ce n'era stato il
tempo, l'opportunit. Decise di farlo alla prima occasione.
 E poi, al ricevimento, Benedict teneva in braccio e baciava un demone donna  continu
Will, distogliendo lo sguardo.  Lei aveva dei serpentelli al posto degli occhi. A ciascuno il suo,
suppongo. In ogni caso, l'unico modo per contrarre la sifilide demoniaca  avere rapporti peccaminosi
con un demone, perci...
 Anche Nate ha detto che il signor Lightwood aveva un debole per i demoni donna 
conferm Tessa.  Non credo che sua moglie l'abbia mai saputo.
 Aspettate...  disse Jem, che a un tratto era impietrito.  Quali sono i sintomi della sifilide
demoniaca?
 Sono piuttosto brutti  rispose Will con aria compiaciuta.  Comincia con un'eruzione
cutanea a forma di scudo sulla schiena, e si diffonde in tutto il corpo provocando screpolature e solchi
nella pelle...
Jem rimase senza fiato.  Io... torno tra un istante. Per l'Angelo...  E spar fuori dalla porta,
lasciando gli altri a seguirlo con lo sguardo.
 Non pensate mica che abbia pure lui la sifilide demoniaca, vero?  chiese Henry senza
rivolgersi a nessuno in particolare.
Spero proprio di no, visto che ci siamo appena fidanzati, ebbe l'impulso di dire Tessa - giusto
per vedere l'espressione delle loro facce - ma lo soffoc.
 Oh, Henry, sta' zitto!fece Will, e sembr sul punto di aggiungere qualcosa, ma la porta si
apr rumorosamente.
Jem rientr nella stanza, ansimante per la corsa, con una pergamena in mano.  L'ho avuta dai
Fratelli Silenti quando io e Tessa siamo andati da Jessamine.  Le lanci uno sguardo leggermente
colpevole da sotto i capelli biondi, e Tessa ricord che aveva lasciato la cella di Jessamine ed era
tornato pochi istanti dopo con aria preoccupata.   il rapporto sulla morte di Barbara Lightwood.
Dopo che Charlotte ci aveva detto che suo padre non aveva mai consegnato Silas Lightwood
all'Enclave, ho pensato di chiedere ai Fratelli Silenti se la signora Lightwood non fosse morta in un
altro modo. Volevo verificare se Benedict avesse mentito anche nel dire che era morta di dolore.
 E lo era?  Tessa si sporse in avanti, sulle spine.
 S.  vero che si tagli i polsi, ma c'era dell'altro.  Jem abbass lo sguardo sulla
pergamena.  Un'eruzione cutanea a forma di scudo, tra i primi sintomi dell'astriola, sulla spalla
sinistra.  La porse a Will, che la prese e la esamin spalancando gli occhi azzurri.
 Astriola... cio sifilide demoniaca. Avevi la prova che la sifilide demoniaca esisteva e non
me ne hai fatto parola! Et tu, Brute!  Will arrotol la pergamena e la diede in testa all'amico.
 Ahi!  Jem si strofin la testa, con aria addolorata.  Quelle parole non significavano nulla
per me. Ho pensato a un disturbo di poco conto. Non sembrava affatto la causa della morte. Barbara
Lightwood si era tagliata i polsi, ma se Benedict voleva nascondere ai figli che la madre si era tolta la
vita...
 Per l'Angelo!  sussurr Charlotte.  Non c' da stupirsi che si sia uccisa: il marito l'aveva
contagiata con la sifilide demoniaca, e lei lo sapeva.  Si gir verso Sophie, che ebbe un lieve
sussulto.  Gideon lo sa?
Sophie scosse la testa, con gli occhi sgranati.  No.
Ma i Fratelli Silenti non avrebbero dovuto dire a qualcuno quanto avevano scoperto? 
chiese Henry.  Sembra... be', maledizione, a dir poco irresponsabile...
 Certo che avrebbero dovuto. Avrebbero dovuto dirlo a suo marito. E lo fecero senz'altro, ma
a che pr? Benedict doveva gi saperlo  disse Will.  Di dirlo ai figli non c'era bisogno: l'eruzione
cutanea appare non appena si  contratta la malattia, perci era da escludere che la madre li avesse
contagiati durante la gravidanza. I Fratelli Silenti lo dissero sicuramente a Benedict, che esclam:
"Orrore!" e mise prontamente a tacere la cosa. Non si pu processare una morta per rapporti illeciti con
i demoni, perci bruciarono il corpo, e la cosa fin l.
 E allora come mai Benedict  ancora vivo?  domand Tessa.  A quest'ora la malattia
non avrebbe dovuto ucciderlo?
 Mortmain  disse Sophie.  Per tutto questo tempo gli ha dato delle medicine per
rallentare l'avanzare della malattia.
 Rallentarlo, non bloccarlo?  le chiese Will.
 No, sta comunque morendo, e ora pi velocemente. Per questo  cos disperato, e far tutto
ci che Mortmain gli chieder.
 Sifilide demoniaca!  sussurr Will, e guard Charlotte. Nonostante l'evidente esaltazione,
in fondo ai suoi occhi azzurri permaneva un lieve guizzo, una luce di acuta intelligenza, quasi fosse un
giocatore di scacchi che studi la prossima mossa per individuarne possibili vantaggi o
svantaggi.Dobbiamo contattare immediatamente Benedict. Charlotte, devi fare appello alla sua
vanit.  troppo sicuro di ottenere l'Istituto. Devi dirgli che, sebbene la decisione ufficiale del Console
non sia prevista fino a domenica, ti sei resa conto che sar lui ad avere la meglio, e perci ti auguri di
incontrarlo e di fare la pace prima che ci avvenga.
 Benedict  cocciuto...  cominci Charlotte.
 Non quanto  orgoglioso  ribatt Jem.  Ha sempre voluto il controllo dell'Istituto, ma
vuole anche umiliarti. Dimostrare che una donna non pu dirigerlo. Crede che domenica il Console
decreter che l'Istituto ti venga tolto, ma ci non significa che sar capace di lasciarsi sfuggire
l'occasione di vederti umiliare in privato.
 Qual  lo scopo di questa operazione?  domand Henry.  A che serve mandare Charlotte
ad affrontare Benedict?
 Un ricatto  rispose Will, con gli occhi ardenti di eccitazione.  Non avremo Mortmain in
pugno, ma Benedict s, e per ora potr bastare.
 Pensi che rinuncer a impadronirsi dell'Istituto?  chiese Jem.  In questo modo, non
faremo semplicemente s che uno dei suoi seguaci prenda il suo posto in questa faccenda?
 Non stiamo cercando di liberarci di lui. Vogliamo che dia il suo pieno sostegno a Charlotte,
che ritiri la sua sfida e la dichiari adatta a dirigere l'Istituto. I suoi seguaci saranno spiazzati; il Console
sar soddisfatto. Noi conserveremo l'Istituto. Non solo, potremo costringere Benedict a dirci quello che
sa su Mortmain... dove si trova, i suoi segreti, tutto!
 Sono quasi certa che abbia pi paura di Mortmain che di noi  obiett Tessa, in tono
dubbioso.  E di sicuro ha bisogno di ci che lui gli fornisce. Altrimenti morir.
 S. Ma ci che ha fatto - avere rapporti illeciti con un demone, infettando in tal modo la
moglie e causandone la morte -  l'assassinio consapevole di un altro Cacciatore. E non sarebbe
considerato solo un assassinio, ma un assassinio compiuto con strumenti demoniaci. Il che
implicherebbe la pi grave delle punizioni.
 Cosa c' di peggio della morte?  chiese Tessa. E si spavent nel vedere la bocca di Jem
serrarsi quasi impercettibilmente.
 I Fratelli Silenti cancelleranno ci che fa di lui un Nephilim  spieg Will.  Diventer un
Dimenticato. I suoi figli diventeranno dei mondani, i loro marchi saranno rimossi. Il nome dei
Lightwood sar cancellato da tutte le liste di Cacciatori. Sar la fine del loro nome tra i Nephilim. Non
c' vergogna pi grande.  una punizione di cui perfino Benedict avr paura.
 E se non ne avr?  chiese Jem a bassa voce.
 Be', peggio di cos non potr andarci.  Era Charlotte, la cui espressione si era indurita
nell'ascoltare Will.
Sophie era appoggiata alla mensola del caminetto, con aria scoraggiata. Henry, con la mano
sulla spalla della moglie, sembrava insolitamente depresso.
 Faremo visita a Benedict. Non c' tempo di farci annunciare da un messaggio come sarebbe
opportuno; dovr essere una specie di sorpresa  decise Charlotte.  Dunque, dove sono i biglietti da
visita?
Will si raddrizz.  Hai deciso di adottare il mio piano?
 Ora  il mio piano  replic Charlotte, in tono deciso.  Tu potrai accompagnarmi, ma ti
lascerai guidare da me, e non si parler di sifilide demoniaca finch non lo dir io.
 Ma... ma...  farfugli Will.
 Oh, falla finita!  disse Jem, dandogli un leggero calcio alla caviglia.
 Si  appropriata del mio piano!
 Ti importa pi che il piano sia messo in atto o che te ne diano il merito?  chiese Tessa con
fermezza.
 La seconda che hai detto.
Charlotte alz gli occhi al cielo.  William, o si fa come dico io o non se ne fa nulla.
Will fece un profondo respiro e guard Jem, che gli sorrise, quindi sbuff con un sospiro
rassegnato e disse:  E va bene, Charlotte. Vuoi che veniamo tutti?
 Tu e Tessa sicuramente. Ci servite come testimoni del ricevimento. Quanto a voi, Jem e
Henry, non  necessario che veniate, e poi c' bisogno che almeno uno dei due rimanga a guardia
dell'Istituto.
 Tesoro...  Henry tocc il braccio di Charlotte, con espressione interrogativa.
Lei alz lo sguardo su di lui, sorpresa.  S?
 Sei sicura che non vuoi che venga con te?
Charlotte gli sorrise, un sorriso che le trasform il viso stanco e sciupato.  Sicurissima,
Henry. Jem non  propriamente un adulto e lasciarlo qui da solo - non che non sia capace - soffierebbe
solo sul fuoco delle lamentele di Benedict. Ma grazie.
Tessa guard Jem, che le lanci un'occhiata piena di rammarico e, al riparo delle sue ampie
gonne, le strinse la mano. Nel sentire la calda ondata tranquillizzante provocata dal suo tocco, Tessa si
alz, mentre anche Will si apprestava a uscire dalla stanza. Charlotte cercava una penna per scrivere un
messaggio a Benedict, sul retro di un biglietto da visita che Cyril avrebbe consegnato mentre loro
aspettavano in carrozza.
 Meglio che vada a prendere guanti e cappello  sussurr Tessa a Jem, e si avvi verso la
porta.
Will era proprio dietro di lei e un attimo dopo, mentre la porta del soggiorno si chiudeva alle
loro spalle, si ritrovarono da soli nel corridoio. Tessa stava per correre verso la sua stanza, quando sent
i passi di Will dietro di lei.
 Tessa!  grid il ragazzo.  Devo parlarti.
 Ora?  chiese lei, stupita.  Mi pareva che Charlotte volesse che ci affrettassimo...
 Al diavolo la fretta!  esclam Will, avvicinandosi.  Al diavolo Benedict Lightwood e
l'Istituto e tutte le sue faccende! Voglio parlare con te.  Le sorrise. C'era sempre stata un'energia
avventata in lui, ma questa volta era differente... la differenza tra l'avventatezza della disperazione e
l'abbandono della felicit.
Uno strano momento per essere felici, pens Tessa.  Sei impazzito?  gli chiese.  Dici
"sifilide demoniaca" come qualcun altro direbbe "ricca eredit inaspettata". Sei davvero cos
compiaciuto?
 Sono felice di essere stato finalmente riconosciuto nel giusto, non di quanto  successo, e
comunque non si tratta della sifilide demoniaca. Si tratta di te e me...
La porta del soggiorno si apr e ne usc Henry, seguito da Charlotte.
Sapendo che il prossimo sarebbe stato Jem, Tessa si allontan in fretta da Will, sebbene tra loro
non fosse accaduto nulla di sconveniente. Tranne che nei tuoi pensieri, disse una vocina in fondo alla
sua mente, che lei ignor.  Will, non ora. Credo di sapere cosa vuoi dirmi, e hai pienamente ragione,
ma non  n il momento n il luogo, non trovi? Credimi, sono impaziente di parlare quanto te, perch 
una cosa che mi ha angosciato...
 Davvero?  Will sembr frastornato, come se un sasso lo avesse colpito.
 Be'... s  rispose Tessa, alzando lo sguardo per vedere se Jem stesse andando verso di loro.
 Ma non ora.
Will segu il suo sguardo, deglut e annu di malavoglia.  Allora quando?
 Pi tardi, dopo che saremo andati dai Lightwood. Ci vediamo in soggiorno.
 In soggiorno?
Tessa aggrott la fronte.  Insomma, Will, hai intenzione di ripetere tutto quello che dico?
Jem li aveva raggiunti e, nel sentire quell'ultima osservazione, sorrise.  Tessa, lascia che il
povero Will recuperi le sue facolt mentali.  stato fuori tutta la notte, e sembra che riesca a malapena
a ricordare il suo nome.  Mise una mano sul braccio del suo parabatai.Vieni, Herondale. A quanto
pare, hai bisogno di una runa energetica... o anche pi di una.
Will distolse gli occhi da Tessa e si lasci guidare da Jem lungo il corridoio.
Tessa li guard scrollando il capo. Ragazzi, pens. Non li capir mai.
Tessa aveva fatto solo pochi passi nella sua stanza, quando si ferm sorpresa, fissando cosa
c'era sul letto: un elegante abito da passeggio in seta indiana a strisce grigie e crema, rifinito con un
delicato passamano e bottoni d'argento. Accanto all'abito c'erano dei guanti di velluto grigio ricamati
con un motivo di foglie realizzato in filo argentato. Ai piedi del letto, infine, c'erano degli stivali color
panna ornati di bottoni e delle calze con un disegno alla moda.
La porta si apr ed entr Sophie con in mano un cappello grigio chiaro guarnito di bacche
argentate. Era molto pallida, con gli occhi gonfi e rossi. Evitando lo sguardo di Tessa, disse:  Un
nuovo vestito, signorina. La stoffa faceva parte del corredo della signora Branwell e... be', qualche
settimana fa lei ha deciso di far realizzare un vestito per voi. Credo pensasse che avreste dovuto avere
altri vestiti oltre a quelli che vi ha comprato la signorina Jessamine, vestiti in cui magari vi sareste
sentita pi... a vostro agio. Questo lo hanno consegnato stamattina. Ho chiesto a Bridget di metterlo sul
letto in modo che lo vedeste.
Tessa si sent bruciare gli occhi dalle lacrime e si sedette sul bordo del letto. Il pensiero che
Charlotte, con tutto quello che stava succedendo, avesse pensato a metterla a suo agio le faceva venire
voglia di piangere. Ma represse quell'impulso, come faceva sempre.  Sophie...  disse con voce
tremante.  Devo... no, voglio chiederti scusa.
 Chiedermi scusa, signorina?  replic Sophie con voce piatta, posando il cappello sul letto.
Tessa sgran gli occhi: Charlotte vestiva in maniera cos semplice, e lei non avrebbe mai
pensato che avesse l'inclinazione o il gusto per scegliere cose tanto belle.  Ho avuto torto marcio a
parlare in quel modo di Gideon. Ficco il naso dove non dovrei, e hai perfettamente ragione: non si pu
giudicare una persona dai peccati della sua famiglia. Inoltre avrei dovuto confessarti che, sebbene abbia
visto Gideon al ballo quella notte, non potrei affermare con certezza che stesse partecipando ai
festeggiamenti; in effetti, non posso vedere dentro la sua testa per stabilire cosa pensa, e non avrei
dovuto comportarmi come se potessi. Non ho molta pi esperienza di te, Sophie, e in fatto di
gentiluomini sono decisamente inesperta. Mi scuso per essere stata arrogante,- non lo rifar pi, se solo
vorrai perdonarmi.
Sophie and all'armadio e lo apr, rivelando un secondo vestito: era di un blu molto scuro,
rifinito con un passamano di velluto dorato e la polonaise tagliata sul fianco destro in modo da
mostrare le balze di faglia chiara sottostanti.  Che bello  mormor in tono leggermente
malinconico, e lo sfior con la mano. Poi si gir verso Tessa.   stata una bellissima scusa... cio,
delle bellissime scuse, signorina, e vi perdono. Vi avevo gi perdonato in soggiorno, quando avete
mentito per me. Non approvo che si menta, ma so che voi l'avete fatto per bont.
  stato molto coraggioso da parte tua dire la verit a Charlotte. So che temevi si sarebbe
arrabbiata.
Sophie fece un sorriso triste.  Non si  arrabbiata.  rimasta delusa. Lo so. Ha detto che ora
non poteva parlarmi ma che lo avrebbe fatto pi tardi, e gliel'ho visto in faccia. In un certo senso, 
anche peggio.
 Oh, Sophie.  delusa in continuazione da Will!
 Be', chi non lo ?
 Intendevo dire che ti vuole bene, come se tu fossi Will o Jem o... be', lo sai. Anche se 
delusa, devi smettere di temere che ti licenzi. Non lo far. Ti trova meravigliosa, e anch'io.
Sophie spalanc gli occhi.  Signorina Tessa!
 Be',  cos! Sei coraggiosa, altruista e amabile. Come Charlotte.
Sophie aveva gli occhi lucidi. Se li asciug in fretta con un lembo del grembiule.  Ora basta
 disse bruscamente, continuando a sbattere forte le palpebre.  Dobbiamo vestirvi e prepararvi,
perch Cyril sta per arrivare con la carrozza, e so che la signora Charlotte non vuole perdere tempo.
Tessa si fece avanti obbediente, e con il suo aiuto indoss il vestito a righe grigie e crema.
 E siate prudente,  tutto quello che ho da dirvi  le raccomand Sophie mentre maneggiava
abilmente il suo allacciabottoni.  Il vecchio  un cattivo soggetto, non dimenticatelo.  molto duro
con quei ragazzi... oh, se lo !
Quei ragazzi. Dal modo in cui lo disse sembrava che Sophie avesse in simpatia sia Gabriel sia
Gideon. Ma cosa pensava Gideon del fratello minore, si chiese Tessa, e della sorella? Non domand
nulla a Sophie, mentre la cameriera le spazzolava e arricciava i capelli e le frizionava le tempie con
acqua di lavanda.
 Guardate come siete graziosa, signorina  disse Sophie con orgoglio quando ebbe finito.
Tessa dovette ammettere che Charlotte era stata davvero brava a scegliere proprio il taglio
giusto per lei, e inoltre il grigio le donava. I suoi occhi sembravano pi grandi e pi azzurri, la vita e le
braccia pi snelle, il seno pi pieno.
 C' solo un'altra cosa...
 Cosa, Sophie?
 Il signorino Jem...  disse la cameriera, sorprendendo Tessa.  Vi prego, qualsiasi cosa
decidiate, signorina...  Sophie guard la catena del ciondolo di giada e si morse il labbro.  Non
spezzategli il cuore.
20
LA RADICE AMARA
Ma ora sei divisa, sei spaccata in due,
Carne della sua carne, ma cuore del mio cuore;
E profonda per l'una  la radice amara,
E dolce per l'altro il fiore eterno.
Algernon Charles Swinburne, Il trionfo del tempo
Tessa stava varcando il portone d'ingresso dell'Istituto, infilandosi i guanti di velluto. Un vento
pungente si era alzato dal fiume e soffiava nugoli di foglie attraverso il cortile. Il cielo si era fatto
minaccioso e grigio.
Will stava ai piedi della scala, con le mani in tasca, lo sguardo rivolto alla guglia della chiesa.
Era senza cappello, e il vento gli sollevava i capelli neri allontanandoli dal viso.
Non sembr vedere Tessa, e per un istante lei rimase a guardarlo. Sapeva che non era giusto
farlo,- ormai Jem era suo e lei era di Jem, e gli altri uomini potevano anche non esistere. Ma non
riusciva a trattenersi dal confrontare i due: Jem con la sua strana combinazione di forza e delicatezza,
Will come una burrasca sul mare, blu ardesia e nero con vividi sprazzi di collera simili a lampi. Si
chiese se sarebbe mai venuto il momento in cui la sua vista non l'avrebbe turbata, non le avrebbe
causato un tuffo al cuore, e se quella sensazione si sarebbe attenuata via via che si abituava all'idea di
essere fidanzata con Jem. La situazione era ancora abbastanza nuova da non sembrare reale.
Una cosa per era diversa: ormai, quando guardava Will, non provava pi alcun dolore.
In quel momento lui la vide, e sorrise da dietro i capelli che gli svolazzavano sul viso. Sollev
la mano per scostarli.   un vestito nuovo, vero?  disse mentre Tessa scendeva le scale.  Non
uno di quelli di Jessamine.
Lei annu, e aspett rassegnata che dicesse qualcosa di sarcastico su di lei, su Jessamine, sul
vestito, o su tutte e tre le cose.
 Ti sta bene. Strano che il grigio faccia sembrare i tuoi occhi azzurri, ma  cos.
Tessa lo guard stupita, ma prima che potesse aprire la bocca per chiedergli se si sentisse bene,
la carrozza svolt rumorosamente l'angolo dell'Istituto con Cyril alle redini. Si ferm davanti ai gradini,
lo sportello si apr; dentro c'era Charlotte, con un abito di velluto color vino e un cappello ornato da un
rametto di fiori secchi.  Salite, svelti  grid, tenendosi il cappello mentre si sporgeva dallo
sportello.  Credo che piover.
Tessa non l'aveva mai vista cos nervosa.
Cyril non li accompagn alla casa di campagna di Chiswick, ma a un elegante edificio di
Pimlico che doveva essere la residenza dei Lightwood durante la settimana. Aveva davvero cominciato
a piovere, e dopo avere consegnato guanti, cappelli e cappotti bagnati a un cameriere dall'espressione
arcigna, furono condotti lungo svariati corridoi tirati a lucido e infine in una grande biblioteca, dove in
un profondo focolare ardeva un fuoco crepitante.
Dietro una massiccia scrivania di quercia sedeva Benedict Lightwood, con il profilo reso ancora
pi marcato dal gioco di luce e ombra all'interno della stanza. Le tende erano tirate, le pareti rivestite di
pesanti tomi rilegati in pelle scura con scritte dorate impresse sul dorso. Ai suoi lati c'erano i figli: a
destra Gideon, con le braccia incrociate sul largo petto e i capelli biondi che gli ricadevano in avanti
nascondendone l'espressione,- a sinistra Gabriel, con gli occhi verdi accesi da un'allegria sprezzante, le
mani nelle tasche dei pantaloni... sembrava sul punto di mettersi a fischiettare.
 Charlotte... Will... Signorina Gray...  sempre un piacere.  Benedict Lightwood fece loro
segno di sedersi nelle sedie sistemate davanti alla scrivania.
Mentre Will si sedeva, Gabriel gli fece un sorriso cattivo. Will lo fiss, con il viso
prudentemente vacuo, quindi distolse lo sguardo.
Senza osservazioni sarcastiche, pens Tessa, confusa. Senza neppure un'occhiata gelida. Cosa
stava succedendo?
 Grazie per averci ricevuto con un preavviso tanto breve, Benedict  esord Charlotte,
minuta, la schiena diritta, parlando con perfetta padronanza di s.
 Naturalmente sai bene che non c' niente che tu possa fare per cambiare le cose  disse
Lightwood con un sorriso.  Io non ho alcuna voce in capitolo nelle decisioni del Consiglio. La
decisione spetta interamente a esso.
Charlotte annu.  Certo, Benedict. Ma  grazie a te che  successo tutto questo. Se tu non
avessi indotto il Console Wayland a darmi una punizione esemplare, non ci sarebbe stata alcuna
decisione da prendere.
Lightwood scroll le strette spalle.  Ricordo quando eri Charlotte Fairchild. Eri una bambina
deliziosa e, che tu ci creda o no, ti voglio bene anche adesso. Ci che sto facendo  nell'interesse
dell'Istituto e dell'Enclave. Una donna non pu dirigere l'Istituto, non  nella sua natura. Quando starai
a casa con Henry a tirare su la prossima generazione di Cacciatori, come vuole il buonsenso, mi
ringrazierai. Potr ferire il tuo orgoglio, ma nel tuo intimo sai che ho ragione.
Il petto di Charlotte si alzava e si abbassava rapidamente.  Se tu rinunciassi alle pretese
sull'Istituto prima che il Consiglio decida, pensi davvero che sarebbe un tale disastro?
 Be', non lo scopriremo mai, non credi?
 Oh, non saprei  ribatt Charlotte.  Credo che la maggior parte dei membri del Consiglio
sceglierebbero una donna piuttosto che un libertino dissoluto che fraternizza non solo con i Nascosti,
ma anche con i demoni.
Ci fu un breve silenzio. Benedict Lightwood non mosse un muscolo. Neppure Gideon.
Alla fine Benedict parl, ma il morbido velluto della sua voce si era fatto pi scabro.  Voci e
insinuazioni.
 Verit e osservazioni  replic Charlotte.  Will e Tessa sono stati al tuo ultimo
ricevimento, a Chiswick. E hanno osservato molte cose.
 Quel demone donna con cui eravate stravaccato sul divano...  disse Will.  La
chiamereste un'amica o piuttosto una socia in affari?
Gli occhi scuri di Lightwood si indurirono.  Bullette insolente...
 Oh, direi che era un'amica  intervenne Tessa.Di solito non ci si fa leccare il viso da una
socia in affari. Ma potrei sbagliarmi. Cosa ne so io di certe cose? Sono solo una stupida donna.
Gli angoli della bocca di Will si piegarono verso l'alto. Gabriel aveva ancora gli occhi
spalancati, Gideon lo sguardo fisso a terra. Charlotte sedeva perfettamente composta, con le mani in
grembo.
 Siete tutti e tre dei perfetti sciocchi!  esclam Benedict Lightwood, indicandoli con un
gesto pieno di disprezzo. Prima che la manica gli coprisse di nuovo il polso, Tessa vi scorse qualcosa,
un'ombra, sembravano i giri di un braccialetto da donna.  Cio, se pensate che il Consiglio creder a
una qualsiasi delle vostre bugie.  Lanci uno sguardo sprezzante a Tessa.  Voi siete una Nascosta;
la vostra parola  priva di valore.  Allung un braccio verso Will.  E tu sei un pazzo che
fraternizza con gli stregoni; non solo con questa sfrontatella qui, ma anche con Magnus Bane. Quando
mi sottoporranno alla prova della Spada Mortale e confuter le vostre asserzioni, a chi pensate che
crederanno, a voi o a me?
Avevo visto giusto, pens Tessa. Benedict non teme la Spada.
Will scambi una rapida occhiata con lei e con Charlotte.  C' un'altra prova.
 Oh, davvero?  Il labbro di Lightwood si curv verso l'alto in un sogghigno beffardo.  E
quale sarebbe?
 La prova del tuo sangue avvelenato  afferm Charlotte.  Un istante fa, quando hai
gesticolato verso di noi, ti ho visto il polso. Quanto si  diffuso il disfacimento? Comincia dal tronco,
non  vero? E si diffonde lungo le braccia e le gambe...
 Di cosa sta parlando?  La voce di Gabriel era una mescolanza di furia e terrore.  Padre?
 Sifilide demoniaca!  esclam Will, con la soddisfazione di chi sia stato finalmente
riconosciuto nel giusto.
 Che accusa disgustosa...  cominci Lightwood.
 Confutala, dunquelo interruppe Charlotte.Rimboccati la manica. Mostraci il braccio.
Il muscolo al lato della bocca di Lightwood si contrasse nuovamente. Tessa lo guard
ammaliata. Non la spaventava come Mortmain, piuttosto la disgustava, come la vista di un grasso
verme che si contorce in un giardino. Lo guard girarsi verso il figlio maggiore.
 Tu  ringhi.  Gliel'hai detto tu. Mi hai tradito.
 S  disse Gideon, sollevando la testa e stendendo finalmente le braccia.  E lo rifarei.
 Gideon?  fece Gabriel con aria sconcertata.  Padre? Di cosa state parlando?
 Tuo fratello ci ha traditi, Gabriel. Ha spiattellato i nostri segreti ai Branwell.  Benedict
sput fuori tali parole quasi fossero veleno.  Gideon Arthur Lightwood...  continu. Il suo viso
sembrava pi vecchio, le linee ai lati della bocca pi severe, ma il tono era immutato.  Ti suggerisco
di pensare molto attentamente a quanto hai fatto e a quanto farai in seguito.
 Ci ho pensato  disse Gideon, in tono sommesso.   da quando mi hai richiamato dalla
Spagna che ci penso. Da bambino credevo che tutti i Cacciatori vivessero come noi. Condannando i
demoni alla luce del giorno, ma fraternizzando con loro al riparo delle tenebre. Ora mi rendo conto che
non  vero. Non  il nostro modo di vivere, padre;  il tuo. Tu hai gettato vergogna e sporcizia sul nome
dei Lightwood.
 Non c' bisogno di fare i melodrammatici...
 Melodrammatici?  C'era un tremendo disprezzo nel tono normalmente monotono di
Gideon.  Padre, temo per il futuro dell'Enclave se metterai le mani sull'Istituto. Te lo dico fin d'ora,
testimonier contro di te al Consiglio. Terr la Spada Mortale tra le mani e dir al Console Wayland
perch penso che Charlotte sia mille volte pi adatta di te a dirigere l'Istituto. Riveler a ogni membro
del Consiglio cosa succede qui di notte. Dir loro che lavori per Mortmain. E dir loro perch.
 Gideon! Sai che l'ultimo desiderio di nostra madre  stato che dirigessimo l'Istituto  disse
Gabriel.  Ed  colpa dei Fairchild se  morta...
  una menzogna!  afferm Charlotte.  Si  suicidata, ma non per colpa di mio padre.
Piuttosto per qualcosa che il tuo aveva fatto.
Gabriel alz la voce.  Che significa? Perch dire una cosa del genere? Padre...
 Stai zitto, Gabriel.  Il tono di Benedict si era fatto autoritario, ma per la prima volta nella
sua voce e nei suoi occhi si avvertiva la paura.  Charlotte, che stai dicendo?
 Sai benissimo cosa sto dicendo, Benedict. La questione  se desideri che dica all'Enclave
quello che so. E ai tuoi figli. Sai cosa significherebbe per loro.
Lightwood si appoggi alla spalliera della sedia.  Riconosco un ricatto quando lo sento,
Charlotte. Cosa vuoi da me?
Fu Will a rispondere, troppo impaziente per frenarsi ancora.  Ritira le tue pretese sull'Istituto.
Parla chiaramente a favore di Charlotte davanti al Consiglio. Di' loro perch pensi che l'Istituto
dovrebbe rimanere a lei. Sei un uomo eloquente. Qualcosa ti verr in mente, ne sono certo.
Lightwood spost lo sguardo da Will a Charlotte e arricci il labbro.  Sono queste le vostre
condizioni?
Prima che Will potesse parlare, Charlotte disse:  Non tutte. Abbiamo bisogno di sapere come
comunicavi con Mortmain e dov' lui ora.
Lightwood ridacchi.  Comunicavo con lui attraverso Nathaniel Gray. Ma siccome l'avete
ucciso, dubito che sar una fonte di informazioni accessibile.
Charlotte sembr sgomenta.  Vuoi dire che nessun altro sapeva dove fosse?
 Io sicuramente no  rispose Lightwood.  Sfortunatamente per voi, Mortmain non  tanto
stupido. Voleva che riuscissi a impadronirmi dell'Istituto in modo da poterlo colpire dall'interno. Ma
era solo uno dei suoi tanti piani, uno dei tanti fili della sua ragnatela.  da un pezzo che aspetta. Avr
l'Enclave. E lei.  I suoi occhi si posarono su Tessa.
 Cosa intende fare di me?  chiese la ragazza.
 Non lo so  rispose Lightwood con un sorriso scaltro.  So che si informa costantemente
della tua salute. Una simile preoccupazione  davvero commovente in un potenziale sposo.
 Dice di avermi creata. Che cosa intendeva?
 Non ne ho la pi pallida idea. Vi sbagliate di grosso se pensate che abbia fatto di me il suo
confidente.
 Gi, voi due non sembrate avere molto in comune, salve l'inclinazione per i demoni donna e
per il male  disse Will.
 Will!  fece Tessa.
 Non intendevo te  replic il ragazzo, con aria sorpresa.  Alludevo al Pandemonium
Club...
 Se avete finito con il vostro siparietto, vorrei mettere bene in chiaro una cosa con mio figlio
 disse Lightwood.  Gideon, tu capisci che se appoggi Charlotte Branwell in questo frangente, non
sarai pi il benvenuto sotto il mio tetto. Non per niente si dice che non si possono tenere i piedi in due
scarpe.
Gideon sollev le mani davanti a s, come se volesse pregare. Ma i Cacciatori non pregavano, e
Tessa cap ben presto cosa stava facendo: si stava sfilando dal dito l'anello d'argento. Un anello come
quello di James Carstairs, solo che vi erano incise delle fiamme. L'anello di famiglia dei Lightwood.
Gideon lo mise sull'orlo della scrivania del padre e si rivolse al fratello.  Gabriel. Vieni con
me?
Gli occhi verdi di Gabriel scintillavano di rabbia.  Sai che non posso.
 S che puoi.  Gideon stese la mano verso di lui.
Il padre, tra loro, aveva lo sguardo fisso. Era leggermente impallidito, come se a un tratto si
fosse reso conto di poter perdere non un solo figlio, ma tutti e due. Aveva una mano serrata sull'orlo
della scrivania, le nocche sbiancate.
Tessa non pot fare a meno di fissare la superficie del polso, che si scopr quando la manica si
sollev. Era molto pallido, rigato da striature circolari. Qualcosa in quella vista la nause, e si alz dal
suo posto. Will, accanto a lei, era gi in piedi. Solo Charlotte era ancora seduta, compassata e priva di
espressione.
 Gabriel, per favore  disse Gideon.Vieni con me.
 Chi si prender cura di nostro padre? Cosa dir la gente della nostra famiglia, se lo
abbandoniamo tutti e due?  ribatt Gabriel con una sfumatura di amarezza e disperazione nella voce.
 Chi gestir le propriet, il seggio al Consiglio...?
 Non lo so, ma non devi essere per forza tu  rispose Gideon.  La Legge...
La voce di Gabriel tremava.  La famiglia viene prima della Legge.  I suoi occhi si
incollarono per un istante a quelli del fratello; poi Gabriel distolse lo sguardo, mordendosi il labbro, e si
mise accanto al padre, la mano sulla spalliera della sua sedia.
Benedict Lightwood sorrise. Almeno in quello aveva trionfato.
Charlotte si alz.  Spero di vederti domani nella sala del Consiglio, Benedict. Spero che
saprai cosa fare  disse, e usc dalla stanza seguita da Gideon e Tessa.
Soltanto Will esit un momento sulla soglia, con gli occhi su Gabriel, ma visto che l'altro non lo
guardava, alla fine scroll le spalle e usc anche lui, chiudendosi la porta alle spalle.
Tornarono all'Istituto in silenzio, mentre la pioggia sferzava i finestrini della carrozza. Charlotte
prov varie volte a parlare a Gideon, ma il ragazzo era silenzioso e teneva lo sguardo fisso sulla visione
indistinta delle strade che percorrevano. Tessa non avrebbe saputo dire se fosse adirato, o pentito delle
sue azioni, o magari sollevato. Era impassibile come sempre mentre Charlotte gli spiegava che
all'Istituto ci sarebbe sempre stata una stanza per lui, e che potevano esprimergli a stento la loro
gratitudine per quanto aveva fatto.
Alla fine, mentre avanzavano lungo lo Strand, Gideon disse:  In realt avevo creduto che
Gabriel sarebbe venuto con me. Dopo aver saputo di Mortmain...
 Non si rende ancora conto. Dagli tempo  lo rassicur Charlotte.
 Coma facevi a saperlo?  Will guard Gideon in maniera penetrante.  Noi abbiamo
appena scoperto cos' successo a tua madre. E Sophie ha detto che non ne avevi idea...
 Ho dato a Cyril due biglietti da consegnare  rivel Charlotte.  Uno per Benedict e uno
per Gideon.
 Me lo ha fatto scivolare in mano mentre mio padre non guardava  disse Gideon.Ho
avuto appena il tempo di leggerlo prima che entraste.
 E hai scelto di crederci?  domand Tessa.  Cos in fretta?
Gideon guard verso il finestrino lavato dalla pioggia. Aveva la mascella serrata in una linea
dura.  La storia di mio padre sulla morte di mia madre non mi ha mai convinto. Questa invece s.
Stipati nella carrozza umida, Tessa sent lo stranissimo impulso di allungare una mano verso
Gideon, di dirgli che pure lei aveva amato e perduto un fratello, che lo capiva. Vedeva cosa piaceva di
lui a Sophie: la vulnerabilit sotto il contegno impassibile, la solida onest sotto le ossa del bel viso.
Tuttavia non disse nulla, intuendo che le sue parole non sarebbero state gradite.
Nel frattempo Will le sedeva accanto, un fascio di energia compressa. Ogni tanto, nel guardarlo,
Tessa coglieva un balenio di azzurro o l'accenno di un sorriso sorprendentemente dolce, una nota
gioiosa che prima di allora non aveva mai associato a lui. Era come se condividesse con lei uno scherzo
segreto, anche se non era del tutto sicura di quale scherzo fosse. Eppure avvertiva la sua tensione con
una tale forza che la propria stessa calma, o quanto ne rimaneva, era completamente stravolta quando
raggiunsero infine l'Istituto e Cyril - bagnato fradicio, ma cordiale come sempre - gir intorno alla
carrozza per aprire gli sportelli. Aiut a scendere prima Charlotte e poi Tessa.
Un attimo dopo, Will salt gi dalla carrozza evitando di stretta misura una pozzanghera.
Lanci un'occhiata al cielo - aveva smesso di piovere - e prese Tessa per un braccio.  Vieni 
sussurr, guidandola verso il portone d'ingresso.
La ragazza si volt e vide Charlotte ai piedi della scala: sembrava che fosse finalmente riuscita
a far parlare Gideon, e gesticolava animatamente.  Dovremmo aspettarli, no?
Will scosse la testa, con aria decisa.  Charlotte non finir pi di chiedergli quale stanza vorr
occupare e di esprimergli la sua gratitudine per il suo aiuto, e io voglio soltanto parlare con te.
Tessa lo fiss mentre entravano nell'Istituto. Will voleva parlare con lei. L'aveva gi detto, 
vero, ma un atteggiamento cos diretto non era proprio da lui. Fu colta da un pensiero: Jem gli aveva
annunciato il loro fidanzamento? E Will era arrabbiato perch non la riteneva degna dell'amico? Ma
quando Jem avrebbe avuto l'occasione di parlargli? Forse mentre lei si stava vestendo... Tuttavia, a dire
il vero, Will non sembrava per niente arrabbiato.
 Non vedo l'ora di raccontare a Jem dell'incontro  disse Will mentre salivano le scale. 
Non creder mai a quella scena... a come Gideon si  rivoltato al padre! Una cosa  raccontare segreti a
Sophie, un'altra rinunciare completamente alla fedelt ai suoi. E ha gettato via l'anello di famiglia!
  come avevi detto tu  replic Tessa mentre raggiungevano la cima delle scale e
svoltavano nel corridoio. La mano guantata di Will era calda sul suo braccio.  Gideon ama Sophie.
La gente fa qualsiasi cosa per amore.
Will la guard come se le sue parole lo avessero scosso, poi sorrise, lo stesso sorriso
incredibilmente dolce che le aveva rivolto nella carrozza.  Fantastico, eh?
La ragazza stava per rispondere, ma avevano ormai raggiunto il soggiorno. Era illuminato; le
torce di stregaluce ardevano e il fuoco era acceso nel camino. Le tende aperte lasciavano intravedere
riquadri di cielo plumbeo. Tessa si tolse il cappello e i guanti e fece per posarli su un tavolino
marocchino, quando vide Will che, entrato appresso a lei, chiudeva la porta col chiavistello. Sbatt le
palpebre.  Will, perch chiudi...?  Non riusc a finire la frase.
Coprendo in due lunghi passi lo spazio che li separava, Will la raggiunse e la sollev in un
abbraccio. Quindi, mentre Tessa sussultava per lo stupore, l'afferr per le braccia e la fece arretrare
finch non andarono quasi a sbattere contro la parete.
 Will...  disse stupefatta, ma lui la schiacciava contro la parete con il suo corpo mentre le
faceva scivolare le mani sulle spalle, tra i capelli umidi, e le sfiorava inaspettatamente la bocca con la
sua. Tessa precipit, vortic e anneg nel bacio; le labbra di Will erano soffici e il suo corpo duro
contro di lei, odoroso di pioggia. Il calore le si diffuse dalla bocca dello stomaco mentre le labbra di lui
si muovevano insistenti sulle sue, impazienti della sua reazione. Poi, a un tratto, il viso di Jem le balen
contro le palpebre chiuse. Tessa mise i palmi sul petto di Will e lo spinse via pi forte che poteva,
quindi espir con violenza dicendo:  No.
Will fece un passo indietro, stupito.Ma la notte scorsa, nell'infermeria? Mi hai abbracciato...
Davvero? Tessa rimase sconvolta nel rendersi conto che quanto aveva scambiato per un sogno
dopotutto non lo era stato affatto. O Will mentiva? No. Non avrebbe avuto modo di sapere cosa aveva
sognato.  Pensavo che fosse un sogno...
Il fosco lampo di desiderio stava rapidamente svanendo dagli occhi di Will, sostituito da
un'espressione ferita e confusa. Farfugli quasi:  Ma anche oggi... Credevo che tu... hai detto che eri
impaziente anche tu di stare sola con me...
 Immaginavo che volessi i miei ringraziamenti! Al magazzino del t mi hai salvato la vita, e
io ti sono davvero grata. Pensavo che volessi sentirti dire questo...
Sembr che Will avesse ricevuto uno schiaffo.  Non ti ho salvato la vita perch mi fossi
grata!
 E allora perch?  replic Tessa, alzando la voce.  L'hai fatto perch  il tuo dovere?
Perch la Legge dice...
 L'ho fatto perch ti amo!  disse Will, quasi gridando. E poi, come registrando l'espressione
sconvolta di lei, aggiunse a voce pi sommessa:  Io ti amo, Tessa, ti ho amato quasi dal primo
momento che ti ho visto.
La ragazza si strinse le mani nervosamente. Erano gelate.  Pensavo che tu non potessi essere
pi crudele di quanto sei stato sul tetto dell'Istituto quel giorno. Mi sbagliavo! Questo  pi crudele.
Will rimase immobile per qualche istante, quindi scosse lentamente la testa, come un paziente
che rifiuti la diagnosi di un medico.  Tu... non mi credi?
 Certo che non ti credo. Dopo le cose che hai detto, dopo il modo in cui mi hai trattato...
Dovevo farlo. Non avevo scelta. Tessa, ascolta. Will scatt per sbarrarle la strada, mentre
lei si avviava verso la porta.  Ti prego, ascolta. Ti prego.
Tessa esit. Il modo in cui aveva detto "ti prego", il sussulto nella sua voce... non era come sul
tetto, quando non era stato quasi capace di guardarla. In quel momento invece la stava fissando
disperatamente, come se solo desiderandolo potesse costringerla a rimanere. La voce che le gridava
dentro che l'avrebbe ferita, che non era sincero, si fece pi sommessa, soffocata da un'altra voce
insidiosa e sempre pi forte che le diceva di restare. Di ascoltarlo.
 Tessa...  Will si pass le mani nei capelli, le dita sottili tremanti per l'eccitazione.
La ragazza ricord com'era stato toccare quei capelli, passarci dentro le dita e sentirli come seta
grezza contro la pelle.
 Quello che sto per dirti non l'ho mai detto a nessuno tranne Magnus, e soltanto perch avevo
bisogno del suo aiuto. Non l'ho detto nemmeno a Jem.  Will fece un profondo respiro.  Quando
avevo dodici anni e vivevo in Galles con i miei genitori, trovai una Pyxis nell'ufficio di mio padre.
Tessa non sapeva bene cosa si era aspettata che dicesse, ma non era certo quello.  Una Pyxis?
E perch tuo padre conservava una Pyxis?
 Un ricordo di quando era un Cacciatore? Chiss... Ma ricordi cosa dice il Codice sulle
maledizioni e su come possono essere gettate? Be', quando ho aperto la scatola ho liberato un demone -
Marbas - che mi ha maledetto. Ha giurato che chiunque mi avesse amato era condannato a morire.
Avrei anche potuto non credergli - non ero troppo ferrato in magia - ma mia sorella maggiore mor
quella notte stessa in maniera orribile. Pensai che fosse l'inizio della maledizione. Fuggii dalla mia
famiglia e venni qui. Mi sembrava l'unico modo per proteggerli, per non seminare tra loro la morte.
All'inizio non mi resi conto che stavo entrando in una seconda famiglia. Henry, Charlotte, perfino
quell'odiosa di Jessamine... dovevo assicurarmi che nessuno di loro potesse mai amarmi. Pensavo che
avrebbero corso un pericolo mortale, se l'avessero fatto. Per anni ho tenuto tutti a distanza... chiunque
non potessi allontanare del tutto.
Tessa lo fissava, sconcertata. Le parole le echeggiavano nella testa. Ho tenuto tutti a distanza...
ho allontanato tutti... Pens alle sue bugie, al suo nascondersi, alle cattiverie dette a Charlotte e a
Henry, alle crudelt a cui sembrava costringersi, anche alla storia di Tatiana, che lo aveva amato come
solo le bambine sanno fare e di cui lui aveva calpestato i sentimenti. E poi c'era...  Jem  sussurr.
Will la guard con aria infelice e mormor:  Jem  diverso.
 Jem sta morendo. Hai lasciato che ti volesse bene perch era gi prossimo alla morte? Hai
pensato che la maledizione non avesse effetto su di lui?
 Ogni anno che passava senza che morisse sembrava pi probabile. Pensavo che avrei
imparato a vivere cos. Che quando Jem fosse morto, una volta compiuti diciotto anni, sarei andato a
vivere per conto mio, senza pi imporre me stesso o la mia maledizione a nessuno... e poi  cambiato
tutto. A causa tua.
 Mia?
Lo spettro di un sorriso aleggi sulla bocca di Will.  La prima volta che ti ho visto, ho
pensato che eri diversa da chiunque avessi conosciuto fino ad allora. Mi facevi ridere. Buon Dio, in
cinque anni soltanto Jem mi aveva fatto ridere. E tu ci sei riuscita come se niente fosse, facile come
respirare.
 Non mi conoscevi neppure...
 Chiedi a Magnus, te lo confermer. Dopo quella notte sul tetto sono andato da lui. Ti avevo
respinta perch pensavo che tu avessi cominciato a capire cosa provavo per te. Mi ero reso conto che
quel giorno, nel Rifugio, quando ti credevo morta, dovevi avermelo letto in faccia. Ero terrorizzato.
Dovevo farmi odiare da te, Tessa. Cos ci ho provato.
Poi avrei voluto morire. Pensavo di riuscire a sopportare il tuo odio, ma non  stato cos. Mi
sono reso conto che saresti rimasta all'Istituto, e che ogni volta che ti avessi visto sarebbe stato come
stare di nuovo sul tetto a farmi disprezzare da te e ad avere l'impressione di ingoiare del veleno. Sono
andato da Magnus e gli ho chiesto di aiutarmi a trovare il demone che mi aveva maledetto e a
rimuovere la maledizione. Se fosse stato possibile, pensai, avrei potuto riprovare. Sarebbe stato lento,
doloroso e quasi impossibile, ma pensavo di potermi far amare ancora da te, se solo avessi potuto dirti
la verit. Di poter guadagnare di nuovo la tua fiducia... e costruire qualcosa con te, piano piano.
 Stai... stai dicendo che la maledizione  stata rimossa? Che non c' pi?
 Non c' nessuna maledizione su di me, Tessa. Il demone mi ha preso in giro. Non c' mai
stata una maledizione. Per tutti questi anni sono stato uno sciocco. Ma non tanto da non sapere che la
prima cosa che dovevo fare una volta saputa la verit era dirti cosa provavo davvero.  Will fece un
altro passo avanti.
Questa volta Tessa non indietreggi. Lo fissava, fissava la pelle pallida, quasi traslucida sotto
gli occhi, i capelli neri che si arricciavano sulle tempie, la nuca, l'azzurro degli occhi e la curva della
bocca. Lo fissava come avrebbe potuto fissare un luogo amato che non era sicura di rivedere, cercando
di imprimersi i dettagli nella memoria, di fissarli sul retro delle palpebre in modo da poterli vedere
quando avrebbe chiuso gli occhi per dormire. Sent la propria voce come se giungesse da molto
lontano.  Perch io?  sussurr.  Perch io, Will?
Lui esit.  Dopo che ti abbiamo portato qui, dopo che Charlotte ha trovato le lettere che hai
scritto a tuo fratello, io... io le ho lette.
 Lo so. Le ho trovate nella tua stanza quando ci sono stata con Jem.
Will sembr stupito.  Non mi hai detto niente.
 All'inizio ero arrabbiata  confess Tessa.Ma era la notte che ti abbiamo trovato nella
fumeria degli ifrit. Credo di essermi impietosita. Mi sono detta che eri stato solo curioso, o che magari
Charlotte ti aveva chiesto di leggerle.
 Non l'ha fatto. Le ho tirate fuori dal fuoco e le ho lette tutte. Ogni parola che hai scritto. Io e
te siamo uguali. Viviamo e respiriamo parole. Sono stati i libri a impedirmi di togliermi la vita dopo
aver capito che non avrei mai potuto amare ed essere riamato da nessuno. Sono stati i libri a farmi
sentire che forse non ero completamente solo. Erano capaci di essere onesti con me, e io con loro.
Leggendo ci che hai scritto - come a volte ti sentivi sola e spaurita, ma sempre piena di coraggio,- il
modo in cui vedevi il mondo, i suoi colori, la sua trama e i suoi suoni - sentivo cosa pensavi, speravi,
sognavi. Mi sembrava di pensare, sperare, sognare con te. Sognavo ci che sognavi tu, volevo ci che
volevi tu... e poi mi sono reso conto che in realt volevo solo te. La ragazza dietro le lettere
scarabocchiate. Ti ho amato dal momento in cui le ho lette. Ti amo ancora.
Tessa aveva cominciato a tremare. Era quello che aveva sempre voluto sentirsi dire. Quello che,
nell'angolo pi riposto del cuore, aveva sempre voluto che Will le dicesse. Will, il ragazzo che amava
gli stessi libri che amava lei, le stesse poesie, che la faceva ridere anche quando era furiosa. Ed eccolo
davanti a lei, a dirle che amava le parole del suo cuore, la forma della sua anima. A dirle qualcosa che
non aveva mai immaginato di sentirsi dire e che non si sarebbe sentita dire mai pi, non in quel modo.
E non da lui.
Ma non importava.
  troppo tardi.
 Non dirlo.  La voce di Will era meno di un sussurro.  Ti amo, Tessa. Ti amo.
La ragazza scosse il capo.  Will... basta.
Gli si spezz il respiro.  Lo sapevo che saresti stata restia a fidarti di me. Ti prego... Non mi
credi, o non puoi immaginare di potermi mai ricambiare? Perch nel secondo caso...
 Ormai non importa...
 Non c' nulla che importi di pi!  La voce di Will crebbe di intensit.  So che, se mi odi,
 perch ti ho costretto a farlo. So che non hai motivo di darmi una seconda occasione di farmi
giudicare da te in una luce diversa, ma ti supplico di darmela. Far qualsiasi cosa. Qualsiasi.
Gli si incrin la voce, e Tessa sent l'eco di un'altra voce al suo interno. Vide Jem, con lo
sguardo abbassato su di lei, tutto l'amore e la luce e la speranza e l'aspettativa del mondo racchiusi nei
suoi occhi.  No  sussurr.  Non  possibile.
 S che lo   replic Will, in tono disperato.  Deve esserlo. Non puoi odiarmi tanto...
 Non ti odio affatto  replic lei con grande tristezza.  Ho provato a odiarti, ma non ci
sono mai riuscita.
 Allora c' una possibilit!  La speranza guizz negli occhi del ragazzo.
Tessa si rimprover di aver parlato con tanta dolcezza. Oh, Dio... c' qualcosa che possa
rendere la cosa meno orribile? Doveva dirglielo. Subito. Chiaro e tondo.
Tessa, se non mi odi, allora c' una possibilit che tu...
La ragazza non si trattenne pi.  Jem ha chiesto la mia mano. E io ho risposto di s.
 Cosa?
 Mi ha chiesto di sposarlo  sussurr Tessa.  E io ho risposto di s.
Will era impallidito.  Jem... Il mio Jem?
Tessa annu senza trovare le parole.
Will barcoll e mise la mano su una sedia per mantenersi in equilibrio. Sembrava qualcuno a
cui avessero assestato all'improvviso e con violenza un calcio nello stomaco.  Quando?
 Questa mattina. Ma  da tempo ormai che siamo diventati pi vicini, molto pi vicini.
 Tu... e Jem?  Sembrava quasi che gli avessero chiesto di credere a qualcosa di
impossibile... alla neve in estate, o a un inverno londinese senza pioggia.
Per tutta risposta, Tessa tocc con la punta delle dita il ciondolo di giada regalatole da Jem. 
Mi ha dato questo. Era il regalo nuziale della madre.
Will fiss il ciondolo e i caratteri cinesi che vi erano incisi, come se Tessa avesse un serpente
attorcigliato intorno al collo.  Non mi ha mai detto niente. Non mi ha mai fatto parola di te. Non in
quel senso.  Si scost i capelli dal viso con quel gesto caratteristico che lei gli aveva visto fare mille
volte, solo che in quel momento gli tremava visibilmente la mano.  Gli vuoi bene?
 S, gli voglio bene  rispose Tessa, e lo vide indietreggiare.  Tu no?
 Ma lui capirebbe  disse Will con aria inebetita.  Se glielo spiegassimo. Se glielo
dicessimo... Capirebbe.
Solo per un attimo Tessa si immagin a togliersi il ciondolo, percorrere il corridoio, bussare alla
porta di Jem. Restituirglielo. Dirgli che si era sbagliata, che non poteva sposarlo. Avrebbe potuto
dirglielo, dirgli tutto di lei e di Will... che non era sicura, che aveva bisogno di tempo, che non poteva
promettergli tutto il suo cuore, che una parte di esso apparteneva e sarebbe sempre appartenuto a Will.
E poi pens alle prime parole che avesse mai sentito pronunciare a Jem, con gli occhi chiusi, la
schiena verso di lei, il viso rivolto alla luce lunare: Will! Will, sei tu? Al modo in cui la voce di Will, il
suo viso, si addolcivano per Jem come per nessun altro,- al modo in cui Jem aveva afferrato le mani di
Will nell'infermeria mentre sanguinava, al modo in cui Will aveva gridato "James!" quando l'automa
nel magazzino lo aveva atterrato.
Non posso dividerli l'uno dall'altro, pens. Non posso assumermi una simile responsabilit.
Non posso dire la verit a nessuno dei due.
Immagin la faccia di Jem se lei avesse annullato il fidanzamento. Sarebbe stato gentile - Jem
era sempre gentile - ma quel gesto avrebbe spezzato qualcosa di prezioso dentro di lui, qualcosa di
essenziale. Non sarebbe pi stato lo stesso, e non ci sarebbe stato Will a confortarlo. E Jem aveva cos
poco tempo.
E Will? Cosa avrebbe fatto allora? Nonostante le parole appena dette, Tessa sapeva che, se
avesse rotto con James, Will non l'avrebbe comunque toccata: per quanto l'amasse, non sarebbe stato
con lei. Come avrebbe mai potuto fare sfoggio del suo amore per lei davanti a Jem, sapendo che la sua
felicit aveva causato il dolore del suo migliore amico? Anche se Will credeva di saper affrontare la
cosa, per lui sarebbe sempre stata la ragazza amata da Jem, finch Jem non fosse morto. Finch lei non
fosse morta. Non avrebbe tradito Jem, neanche dopo la sua morte. Se si fosse trattato di qualcun altro,
di chiunque altro al mondo... ma lei non amava chiunque altro al mondo. Erano quelli i ragazzi che
amava. Nel bene. E nel male.
Tessa rese la sua voce pi gelida che poteva, e pi calma.  Dirgli cosa?
Will si limit a guardarla. I suoi occhi erano stati pieni di luce sulle scale, mentre chiudeva la
porta, quando l'aveva baciata... una luce brillante, gioiosa. Ormai stava svanendo, scomparendo come
l'ultimo respiro di un moribondo. Tessa pens a Nate, morto dissanguato tra le sue braccia. Era stata
incapace di aiutarlo, come lo era con Will in quel momento. Le sembrava di veder defluire la vita da
Will, e non c'era niente che potesse fare per impedirlo.
 Jem mi perdonerebbe  disse Will, ma ormai nel suo volto, nella sua voce, c'era la
disperazione.
Ha rinunciato, pens Tessa. Will, che non rinunciava mai a nessun combattimento prima che
iniziasse...
 Lui non...
  vero. Non potrebbe mai essere in collera con te, Will; ti vuole troppo bene. E credo che
non lo sarebbe neanche con me. Ma questa mattina mi ha detto che era convinto di morire senza mai
amare nessuno come suo padre aveva amato sua madre, senza mai essere ricambiato allo stesso modo.
Vuoi che io percorra il corridoio, bussi alla sua porta e gli tolga tutto questo? E mi ameresti ancora, se
lo facessi?
Will la guard per un lungo istante. Poi sembr accartocciarsi dentro, come un foglio di carta.
Si sedette in poltrona e si prese il viso tra le mani.  Giurami che lo ami, tanto da sposarlo e renderlo
felice.
 Lo giuro.
 Allora, se lo ami, non dirgli quello che ti ho appena detto. Ti prego, non dirgli che ti amo.
 E la maledizione? Lui non sa...
 Non dirgli neanche quello. E neppure a Henry e a Charlotte... a nessuno. Devo dirglielo io
con i miei tempi, a modo mio. Fai finta che non ti abbia detto nulla. Se mi vuoi un po' di bene, Tessa...
 Non lo dir a nessuno. Lo giuro. Lo prometto sul mio angelo. L'angelo di mia madre. E...
Will...
Lui aveva abbassato le mani, ma sembrava che non riuscisse ancora a guardarla. Stringeva i
braccioli della poltrona, le nocche sbiancate.  Credo sia meglio che tu vada, Tessa.
Ma lei non ce la faceva. Non mentre lui moriva dentro. Pi di qualsiasi altra cosa avrebbe
voluto andare ad abbracciarlo, baciargli gli occhi chiusi, farlo sorridere di nuovo.  Ci che hai
sopportato da quando avevi dodici anni... avrebbe ucciso la maggior parte delle persone. Hai sempre
creduto che nessuno ti amasse, che nessuno potesse amarti, perch il fatto che continuassero a vivere
era la dimostrazione che non lo facevano. Ma Charlotte ti ama. E anche Henry. E Jem. E la tua
famiglia. Tutti loro ti hanno amato, Will Herondale, perch, per quanto tu ti sia sforzato, non hai potuto
nascondere il buono che c' in te.
Will sollev la testa e la fiss. La fiamma del fuoco era riflessa nei suoi occhi azzurri.  E tu,
mi ami?
Tessa si conficc le unghie nei palmi.  Will...
Lui la guard, l'attravers quasi con lo sguardo, senza vedere nulla.  Mi ami?
 Io...  Tessa fece un profondo respiro.  Jem ha sempre avuto ragione sul tuo conto.
Pensavo che tu fossi peggiore di quanto sei in realt, e me ne dispiace. Perch se tu sei questo, se 
questo ci che sei veramente, e credo che tu lo sia... allora non avrai difficolt a trovare una donna che
ti ami, una donna nel cui cuore verrai al primo posto. Ma io...
Will fece un verso a met tra una risata strozzata e un ansito.  "Per primo nel mio cuore."
Crederesti che non  la prima volta che me lo dici?
Tessa scosse la testa, sconcertata.  Will, io non ho...
 Non potrai mai amarmi  disse lui in tono piatto e, non ottenendo risposta, un brivido gli
corse lungo la schiena. Si alz e attravers la stanza, quindi cerc tastoni il chiavistello della porta.
Tessa lo osserv con una mano sulla bocca mentre, dopo quella che sembr un'eternit, lui
faceva scattare il chiavistello e usciva nel corridoio sbattendosi la porta alle spalle. Will... pens. Will,
sei tu?
Le dolevano gli occhi. In qualche modo si ritrov seduta sul pavimento di fronte al caminetto.
Fissava le fiamme aspettando che arrivassero le lacrime.
Non successe nulla. Dopo averle ricacciate tanto a lungo, a quanto pare non era pi capace di
piangere. Allora prese l'attizzatoio e ne infil la punta tra i carboni ardenti, sentendo il calore sul viso.
Il ciondolo di giada che portava al collo si scald, quasi bruciandole la pelle.
Tessa estrasse l'attizzatoio dal fuoco: risplendeva rosso come un cuore.
Chiuse la mano intorno alla punta. Per un istante non sent assolutamente nulla. E poi, come da
una grande distanza, ud se stessa gridare, e fu come se una chiave le girasse dentro il cuore liberando
infine le lacrime. L'attizzatoio cadde rumorosamente a terra.
Quando Sophie, avendo sentito il suo grido, si precipit nella stanza, la trov in ginocchio
accanto al fuoco, con la mano bruciata premuta contro il petto: singhiozzava quasi stesse per spezzatesi
il cuore.
Fu Sophie a portare Tessa nella sua stanza, Sophie a infilarle la camicia da notte e a metterla a
letto, Sophie a lavarle la mano ferita con un panno di flanella fresco e a fasciargliela dopo averle
applicato un unguento che odorava di erbe e spezie, lo stesso unguento, le disse, che Charlotte le aveva
spalmato sulla guancia quando lei era arrivata in Istituto.
 Pensi che mi rimarr la cicatrice?  chiese Tessa. La bruciatura e il successivo pianto
sembravano aver fatto straripare fuori da lei tutta l'emozione. Si sentiva leggera e vuota come una
conchiglia.
 Probabilmente una piccola, non come la mia  rispose sinceramente Sophie.  Le
bruciature fanno pi male che altro, e vi ho applicato quasi subito l'unguento. Starete bene.
 No, non star bene  replic Tessa, spostando lo sguardo dalla mano alla cameriera.
Sophie, amabile come sempre, calma e paziente nel vestito nero e la cuffietta bianca, con i riccioli fitti
intorno al viso.  Scusa ancora, Sophie. Avevi ragione su Gideon, io mi sbagliavo. Avrei dovuto darti
ascolto. Sei l'ultima persona al mondo incline a perdere la testa per gli uomini. La prossima volta che
dirai che qualcuno  degno di fiducia, ti creder.
Il viso di Sophie si apr in un sorriso, quel sorriso che faceva dimenticare la sua cicatrice perfino
agli estranei.  Capisco perch l'avete detto.
 Avrei dovuto fidarmi di te...
 Io non avrei dovuto arrabbiarmi tanto. La verit  che non sapevo bene neanch'io cosa
avrebbe fatto. Finch non  tornato in carrozza con voi, non sono stata sicura che alla fine si sarebbe
schierato dalla nostra parte.
 Comunque  bello che venga a vivere qui  disse Tessa, giocherellando con le coperte. Ti
sar cos vicino...
 Non potrebbe esserci proprio nulla di peggio  afferm Sophie, e all'improvviso le si
riempirono gli occhi di lacrime.
Tessa rimase impietrita per lo sgomento, chiedendosi cosa avesse mai detto di tanto sbagliato.
Le lacrime rimasero negli occhi di Sophie senza cadere, facendone brillare il verde.  Se vivr
qui, mi vedr per quello che sono realmente: una cameriera.  Le si incrin la voce.  Sapevo che
non avrei mai dovuto accettare di incontrarlo quando me l'ha chiesto. La signora Branwell non  tipo da
punire le cameriere perch hanno dei corteggiatori e roba simile, ma sapevo che era comunque
sbagliato, perch lui  lui e io sono io, e non apparteniamo allo stesso mondo.  Sophie sollev una
mano per asciugarsi gli occhi, e allora le lacrime caddero, rigandole le guance.  Se mi lasciassi
andare potrei perdere tutto... e lui cosa rischierebbe di perdere? Nulla.
 Gideon non  cos.
  figlio di suo padre. Chi dice che non conta? Mi vedr attizzare il fuoco per lui, lavare i
piatti...
 Se ti ama, certe cose non gli importeranno.
 Alla gente importano sempre certe cose. Le persone non sono cos nobili come credete.
Tessa pens a Will che, tenendosi il viso tra le mani, le diceva: Se lo ami, non dirgli quello che
ti ho appena detto. Ti prego, non dirgli che ti amo.  La nobilt si trova dove meno te l'aspetti,
Sophie. E poi, ti piacerebbe davvero essere una Cacciatrice? Non preferiresti...
 Oh, lo desidero ardentemente  replic la cameriera.  Pi di qualsiasi altra cosa al
mondo. L'ho sempre desiderato.
 Non l'avrei mai immaginato  mormor Tessa, stupita.
 Pensavo che se avessi sposato il signorino Jem...  Sophie giocherell con la coperta, poi
alz lo sguardo e fece un sorriso mesto.  Non gli avete ancora spezzato il cuore, vero?
 No  rispose Tessa. Ho solo lacerato il mio in due.  Non gliel'ho spezzato affatto.
21
VAMPE DI FUOCO
O fratello, gli dei son stati buoni con te. Dormi e sii lieto mentre il mondo esiste. Sii contento
mentre gli anni si consumano; Ringrazia per la vita, per gli amori e le lusinghe; Ringrazia per la vita,
o fratello, e per la morte, Per il dolce ultimo suono dei suoi passi, del suo respiro, Per i doni che ti
diede, pietosi e rari, Lacrime e baci, quella tua donna.
Algernon Charles Swinburne, Il trionfo del tempo
La musica fuoriusciva da sotto la porta di Jem, che era socchiusa. Will stava l con la mano sul
pomo, la spalla contro la parete. Si sentiva profondamente esausto, pi stanco di quanto non fosse mai
stato in vita sua. Da quando aveva lasciato Cheyne Walk era stato tenuto sul chi vive da una terribile
energia bruciante, ma ormai era sparita, defluita, lasciandosi dietro solo un'oscurit svuotata.
Aveva aspettato che Tessa lo richiamasse, dopo che lui aveva sbattuto la porta del soggiorno,
ma non l'aveva fatto. Poteva ancora vederla mentre lo fissava con i suoi occhi simili a grandi nuvole
temporalesche. Jem ha chiesto la mia mano, e io ho risposto di s.
Gli vuoi bene?
Gli voglio bene.
Eppure eccolo davanti alla porta di Jem. Non sapeva se fosse andato l per cercare di convincere
Jem a rinunciare a Tessa - sempre che fosse possibile - o se, com'era pi probabile, quello fosse il posto
in cui aveva imparato ad andare in cerca di conforto e ormai non potesse perdere un'abitudine vecchia
di anni. Spinse la porta lasciando che la stregaluce si riversasse nel corridoio ed entr nella stanza.
Jem era seduto sul baule ai piedi del letto, con il violino in equilibrio sulla spalla. Teneva gli
occhi chiusi mentre l'archetto si muoveva sulle corde, ma quando il suo parabatai entr nella stanza
curv gli angoli delle labbra verso l'alto e chiese:  Will? Sei tu, Will?
 S.  Will aveva varcato appena la soglia della stanza, come se non fosse in grado di andare
oltre.
Jem smise di suonare e apr gli occhi.  Telemann. Fantasia in mi bemolle maggioredisse,
quindi depose violino e archetto.  Be', entra. Mi innervosisci, se stai cos.
Will fece qualche altro passo nella stanza. Ci aveva trascorso tanto di quel tempo che la
conosceva bene quanto la propria. La collezione di spartiti di Jem, l'astuccio in cui era riposto il violino
quando non lo suonava, le finestre che proiettavano riquadri di luce. Il baule arrivato con lui da
Shanghai. Il bastone da passeggio con il pomo di giada appoggiato alla parete. La scatola raffigurante
Kwan Yin, contenente la droga di Jem. La poltrona in cui Will aveva passato innumerevoli notti
guardando l'amico dormire, contando i suoi respiri e pregando.
Jem alz lo sguardo su di lui. I suoi occhi erano luminosi; nessun sospetto li tingeva, solo una
semplice felicit nel vedere Will.  Sono contento che tu sia qui.
 Anch'io  disse Will con voce roca. Si sentiva a disagio, e si chiese se Jem lo percepisse.
Prima di allora non si era mai sentito a disagio in presenza del suo parabatai. Era per via delle parole
che aveva sulla punta della lingua, pens, e che lo supplicavano di essere pronunciate.
Lo vedi, non  vero, James? Senza Tessa non mi rimane niente... nessuna gioia, nessuna luce,
nessuna vita. Se mi volessi bene, me la lasceresti. Non puoi amarla quanto l'amo io. Nessuno potrebbe.
Se sei davvero mio fratello, saresti disposto a farlo per me.
Ma le parole rimasero non dette, e Jem si sporse in avanti, con voce bassa e fiduciosa.  C'era
qualcosa che volevo dirti, ma non in presenza di altri.
Will si fece forza. Jem stava per annunciargli il fidanzamento, e lui avrebbe dovuto fingere di
essere felice e non vomitare fuori dalla finestra, come aveva una disperata voglia di fare. Si ficc le
mani in tasca.  E sarebbe?
Jem abbass la testa, e il sole scintill sui suoi capelli.  Avrei dovuto parlartene prima. Ma
non abbiamo mai parlato d'amore, non  vero? E con un cinico come te...  Sorrise.  Pensavo che
mi avresti preso in giro. E poi non avrei mai pensato ci fosse una possibilit che lei ricambiasse i miei
sentimenti.
 Tessa  disse Will. Nel pronunciare quel nome gli sembr di avere dei coltelli in bocca.
Il sorriso di Jem era luminoso, gli rischiarava tutto il viso, e qualsiasi speranza Will avesse
nutrito in un recesso del suo cuore che forse Jem non l'amasse davvero svan, spazzata via come nebbia
da un vento impetuoso.
 Tu non hai mai scansato i tuoi doveri  disse Jem.  E so che avresti fatto tutto il possibile
per salvare Tessa nel magazzino del t, chiunque fosse stata. Ma non ho potuto fare a meno di pensare
che forse la ragione per cui sei stato cos risoluto a salvarla era che immaginavi cosa significasse per
me.  Jem reclin la testa all'indietro, il sorriso smagliante.  Ho visto giusto, o sono uno stupido
zuccone?
 Sei uno stupido  disse Will e deglut a fatica, con la gola secca.  Ma... hai ragione. So
cosa significa per te.
Jem sorrise.
Ha la felicit stampata in faccia, negli occhi, pens Will. Non l'ho mai visto cos. Aveva
sempre pensato a Jem come a una presenza calma e pacifica, aveva sempre pensato che la gioia, come
la rabbia, fosse un'emozione troppo estrema e umana per lui. In quel momento si rese conto di essersi
completamente sbagliato; semplicemente, prima di allora Jem non era stato cos felice. Non da quando
i genitori erano morti, probabilmente. Ma lui non ci aveva mai pensato. Si era chiesto se Jem fosse al
sicuro, se sarebbe sopravvissuto, ma non se fosse felice.
Jem  il mio grande peccato.
Tessa aveva ragione, pens. Avrei voluto che rompesse con Jem a qualunque costo... Ma in quel
momento si rendeva conto che non era vero, non poteva. Ripens a quanto aveva detto a Jem: Potresti
almeno credere che conosca l'onore... l'onore e la riconoscenza. Era vero. Gli doveva la vita. Non
poteva portargli via l'unica cosa che voleva pi di qualunque altra. Anche se ci avrebbe comportato la
propria infelicit, perch Jem non era soltanto qualcuno nei confronti del quale aveva un debito che non
avrebbe mai estinto, ma, come diceva il patto, qualcuno che amava come la sua stessa anima.
Jem non sembrava solo pi felice, ma anche pi forte, con un colorito sano sulle guance, la
schiena diritta.  Dovrei chiederti scusa  disse.  Sono stato troppo severo riguardo alla fumeria
degli ifrit. So che stavi soltanto cercando un po' di sollievo.
 No, avevi ragione a...
 No. Se sono stato duro con te,  perch non sopporto di vederti trattare te stesso come se non
valessi niente. Qualsiasi parte tu possa recitare per dimostrare il contrario, io ti vedo come sei
realmente, mio fratello di sangue. Non solo migliore di quanto fingi di essere, ma migliore di quanto la
maggior parte delle persone spererebbe di essere.  Jem si alz e gli mise una mano sulla spalla, con
delicatezza.  Tu vali immensamente, amico mio.
Will chiuse gli occhi. Vide la sala di basalto nero del Consiglio, i due circoli ardenti a terra. Jem
che usciva fuori dal proprio circolo per entrare nel suo, in modo da occupare lo stesso spazio
circoscritto dal fuoco. Allora aveva ancora gli occhi neri, grandi sul viso pallido. Will ricord le parole
del giuramento dei parabatai. Dove andrai tu andr anch'io; dove morirai tu morir anch'io, e vi sar
sepolto: l'Angelo faccia a me questo e anche di peggio se altra cosa che la morte mi separer da te.
Quella stessa voce tornava a parlargli in quel momento.  Grazie per quanto hai fatto per
Tessa.
Will non riusciva a guardare Jem; preferiva guardare verso il muro, dove le loro ombre si
fondevano, sicch non si poteva dire dove finiva un ragazzo e dove cominciava l'altro.  Grazie per
aver tenuto d'occhio Fratello Enoch mentre mi estraeva le schegge di metallo dalla schiena.
Jem rise.  A cos'altro servono i parabatai?
La sala del Consiglio era drappeggiata di bandiere rosse attraversate da rune nere. Erano rune di
decisione e giudizio, spieg Jem a Tessa.
Presero posto davanti, nella fila in cui erano gi seduti Henry, Gideon, Charlotte e Will, il quale
non parlava con Tessa dal giorno prima. Non si era presentato a colazione e li aveva raggiunti in cortile
tardi, abbottonandosi il cappotto mentre scendeva di corsa le scale. Aveva i capelli neri arruffati e
pareva non aver chiuso occhio. Sembrava che cercasse di evitare di guardare Tessa e lei, a sua volta,
evitava di restituirgli lo sguardo, sebbene di quando in quando lo sentisse guizzare su di s, come
cenere che le si posasse sulla pelle.
Jem era un perfetto gentiluomo. Il loro fidanzamento era ancora segreto e, oltre che sorriderle
ogni volta che lei lo guardava, si comportava in maniera assolutamente normale. Mentre prendevano
posto, Tessa lo sent sfiorarle il braccio con le nocche della mano destra, delicatamente, prima di
ritrarla.
Sulla piattaforma rialzata al centro della sala sedeva Benedict Lightwood, con il profilo aquilino
girato rispetto al Consiglio, la mandibola serrata. Accanto a lui sedeva Gabriel, esausto e con la barba
lunga. Quando Gideon entr nella sala gli lanci un'occhiata, per poi distogliere lo sguardo nel vederlo
prendere posto deliberatamente tra i Cacciatori dell'Istituto. Gabriel si morse il labbro e si guard le
scarpe, ma non si spost.
Tessa riconobbe poche facce tra il pubblico. C'era Callida, la zia di Charlotte, e Aloysius
Starkweather, sebbene, come si era lamentato a suo tempo, senza dubbio non fosse stato invitato. I suoi
occhi si socchiusero nel posarsi su Tessa, che si gir svelta verso la parte anteriore della sala.
 Siamo qui per decidere in che misura nelle scorse due settimane Charlotte e Henry Branwell
siano stati d'aiuto all'Enclave nel caso di Axel Mortmain e se, come Benedict Lightwood ha sostenuto
nel candidarsi come direttore dell'Istituto di Londra, questo non sarebbe meglio in altre mani  disse il
Console Wayland quando ebbe preso posto davanti al leggio.
Alla sinistra di Wayland, l'Inquisitore si alz. Aveva in mano qualcosa che mandava bagliori
argentei e neri.  Charlotte Branwell, siete pregata di venire al leggio.
Charlotte si alz e sal i gradini che conducevano al palco. L'Inquisitore abbass la Spada
Mortale, e Charlotte mise le mani intorno alla lama. Raccont con voce tranquilla gli avvenimenti delle
due settimane passate: le ricerche su Mortmain sulla base dei ritagli di giornale e dei resoconti storici, il
viaggio nello Yorkshire, la minaccia contro gli Herondale, la scoperta del tradimento di Jessamine, lo
scontro nel magazzino, la morte di Nate. Non ment mai, ma Tessa si accorgeva di quando ometteva un
dettaglio qua e l. La Spada Mortale poteva essere aggirata, anche se in maniera parziale.
Ci furono parecchi momenti durante il discorso di Charlotte in cui i membri del Consiglio
manifestarono sorpresa, trattenendo bruscamente il fiato o strusciando i piedi a terra, soprattutto alla
rivelazione del ruolo di Jessamine negli avvenimenti.
 Conoscevo i suoi genitori  mormor Callida dal fondo della sala.  Una tragedia... una
tragedia...
 E dov' ora la ragazza?  chiese l'Inquisitore.
 Nelle celle della Citt Silente, in attesa di essere punita per il suo crimine  rispose
Charlotte.  Ne ho informato il Console.
L'Inquisitore, che fino ad allora aveva camminato avanti e indietro sulla piattaforma, si ferm e
rivolse uno sguardo penetrante a Charlotte.  Dite che la ragazza era come una figlia per voi, eppure
l'avete consegnata spontaneamente ai Fratelli? Perch avete fatto una cosa simile?
 La Legge  dura, ma  la Legge.
Un angolo della bocca di Wayland guizz verso l'alto.  Ma in questa sede avete sostenuto che
Charlotte sarebbe stata troppo morbida con i trasgressori, Benedict. Qualcosa da dire?
 S.  Benedict Lightwood si alz; aveva chiaramente deciso di esagerare con i polsini, che
sporgevano bianchi come la neve dalle maniche della elegante giacca scura di tweed.  Appoggio con
tutto il cuore Charlotte Branwell alla guida dell'Istituto, e rinuncio alle mie pretese di sostituirla.
La folla fu percorsa da un mormorio incredulo.
Benedict sorrise amabilmente.
L'Inquisitore si volt verso di lui, non credendo alle proprie orecchie.  Dunque... sebbene i
Cacciatori in questione abbiano causato la morte di Nathaniel Gray, il nostro unico contatto con
Mortmain, sebbene abbiano di nuovo ospitato una spia sotto il loro tetto, sebbene non sappiano ancora
dove si trova Mortmain, raccomandate Charlotte e Henry Branwell alla guida di questo Istituto?
 Non sapranno dov' Mortmain, ma sanno chi ribatt Benedict.  Come disse il grande
stratega militare Sun Tzu nell'Arte della guerra, "se conosci i tuoi nemici e conosci te stesso, puoi
vincere mille battaglie senza una sola perdita". Ora sappiamo chi  davvero Mortmain: un mortale, non
un essere soprannaturale. Un uomo che ha paura della morte, un uomo deciso a vendicarsi per ci che
considera l'assassinio ingiustificato della sua famiglia, un uomo che non ha alcuna compassione dei
Nascosti. Si  fatto aiutare dai lupi mannari per costruire alla svelta il suo esercito meccanico,
riempiendoli di droga in modo che potessero lavorare senza posa, sapendo che essa li avrebbe uccisi e
gli avrebbe assicurato il loro silenzio. A giudicare dalle dimensioni del magazzino che usava e dal
numero dei lavoratori che utilizzava, deve trattarsi di un esercito notevole. E, a giudicare dalle sue
motivazioni e dagli anni impiegati a perfezionare le strategie della sua vendetta,  un uomo con cui non
si pu ragionare, che non si pu dissuadere n fermare. Dobbiamo prepararci a una guerra. E questo
prima non lo sapevamo.
L'Inquisitore guard Benedict serrando le labbra, come se sospettasse che stava avvenendo
qualcosa di disdicevole, ma non potesse immaginare di cosa si trattava.  Prepararci a una guerra? E
come suggerite di farlo... naturalmente basandoci su tutte queste informazioni, a vostro dire "preziose",
ottenute dai Branwell?
Benedict scroll le spalle.  Be', questo naturalmente spetter al Consiglio deciderlo. Ma
Mortmain ha provato a reclutare alla sua causa Nascosti potenti come Woolsey Scott e Camille
Belcourt. Non sapremo dove si trova, ma conosciamo le sue tattiche e dunque possiamo prenderlo in
trappola. Magari alleandoci con alcuni dei pi potenti capi dei Nascosti. A quanto pare, Charlotte li ha
tutti in pugno, non credete?
Una debole risata percorse i membri del Consiglio. Ma non ridevano di Charlotte; sorridevano
con Benedict. Gabriel guardava il padre, con i verdi occhi fiammeggianti.
 E la spia nell'Istituto? Non lo definireste un esempio di negligenza da parte di Charlotte
Branwell?  insistette l'Inquisitore.
 Niente affatto. Charlotte ha affrontato il problema tempestivamente e senza alcuna
compassione  disse Benedict, rivolgendole un sorriso affilato come un rasoio.  Ritiro le mie
precedenti dichiarazioni sul suo cuore tenero.  chiaramente capace di amministrare la giustizia senza
piet, come qualsiasi uomo.
Charlotte impallid, ma non disse nulla. Le sue piccole mani erano assolutamente immobili sulla
Spada.
Il Console Wayland fece un profondo sospiro.  Avrei gradito che foste giunto a questa
conclusione due settimane fa, Benedict, e ci aveste risparmiato tutto questo fastidio.
Benedict Lightwood fece spallucce con un gesto disinvolto.  Pensavo che andasse messa alla
prova. Fortunatamente, l'ha superata.
Wayland scosse la testa. Benissimo. Votiamo. Diede quello che sembrava un piccolo
recipiente di vetro opaco all'Inquisitore, che scese tra la folla e porse l'ampolla alla donna seduta
all'estremit della prima fila. Tessa la guard affascinata chinare la testa e sussurrare nell'ampolla,
quindi passarla all'uomo alla sua sinistra.
Mentre l'ampolla si spostava nella sala, Tessa sent Jem far scivolare le mani tra le sue.
Sussult, pur immaginando che le sue gonne voluminose le nascondessero ampiamente. Allacci le dita
a quelle sottili e delicate di lui e chiuse gli occhi. Lo amo. Lo amo. Lo amo. E in effetti il suo tocco la
fece rabbrividire, ma le fece anche venir voglia di piangere... d'amore, di confusione, di crepacuore,
ricordando l'espressione sul viso di Will quando gli aveva detto che si era fidanzata con Jem, e la
felicit si era estinta in lui come un fuoco spento dalla pioggia.
Jem sfil la mano dalla sua per prendere l'ampolla da Gideon. Sussurr:  Charlotte Branwell.
 Poi pass l'ampolla a Henry. Dovette fraintendere l'infelicit negli occhi di Tessa, perch le rivolse
un sorriso incoraggiante.  Andr tutto bene. Sceglieranno Charlotte.
Quando l'ampolla termin i suoi spostamenti fu restituita all'Inquisitore, che la porse con gesto
plateale al Console. Wayland la prese e, mettendola sul leggio davanti a lui, vi tracci una runa con il
suo stilo.
L'ampolla trem, come un bricco in ebollizione. Dal collo aperto si rivers del fumo bianco: la
somma dei sussurri di centinaia di Cacciatori. Un nome prese forma in aria.
CHARLOTTE BRANWELL.
Charlotte lasci ricadere le mani dalla Spada Mortale, quasi afflosciandosi per il sollievo. Henry
lanci un urlo e gett il cappello in aria. La sala si riemp di chiacchiere e confusione.
Tessa non pot trattenersi dal gettare uno sguardo a Will. Si era accasciato al suo posto, con la
testa all'indietro, gli occhi chiusi. Era bianco e svuotato, come se avesse esaurito le ultime energie che
gli restavano.
All'improvviso un urlo lacer il frastuono. Tessa balz in piedi e si gir di scatto. A gridare era
Callida, la zia di Charlotte, con l'elegante testa grigia rovesciata e le dita puntate verso l'alto. La sala fu
percorsa da sussulti, mentre gli altri Cacciatori seguivano il suo sguardo. L'aria sopra di loro pullulava
di decine e decine di ronzanti creature di metallo, simili a enormi coleotteri neri dalle ali color rame,
che sfrecciavano avanti e indietro riempiendo la sala di uno sgradevole suono metallico.
Un coleottero scese in picchiata e si libr davanti a Tessa, all'altezza degli occhi, emettendo un
suono secco. Al posto degli occhi, nella parte anteriore della testa aveva un disco di vetro. Tessa sent
Jem prenderla per un braccio cercando di tirarla via, ma si divincol con un gesto impaziente, si tolse il
cappello dalla testa e lo cal sull'oggetto, intrappolandolo contro la seduta del suo posto. Se ne lev
subito un acuto ronzio adirato.  Henry!  chiam.  Ho preso uno di quegli affari!
Henry le comparve alle spalle e abbass lo sguardo sul cappello. Un piccolo buco si stava
aprendo su un lato dell'elegante velluto grigio, nel punto in cui la creatura meccanica lo stava
strappando. Con un'imprecazione Henry sferr un pugno, schiacciando il cappello e il piccolo automa
contro il sedile. Si lev un ronzio, che cess subito dopo.
Jem circond Tessa con un braccio e sollev guardingo il cappello, scoprendo una manciata di
frammenti metallici: un'ala, un'intelaiatura rotta e monconi di zampe.
 Puah!  esclam Tessa.  Sembra proprio... un insetto.  Alz lo sguardo mentre un altro
urlo percorreva la sala. Le creature simili a insetti si erano raccolte in un turbine nero al suo centro,-
vorticarono sempre pi velocemente e poi sparirono, come coleotteri risucchiati in un canale di scolo.
 Scusa per il cappello  disse Henry.  Te ne comprer un altro.
 Al diavolo il cappello!  replic Tessa mentre le grida dei membri del Consiglio
echeggiavano tutt'intorno. Guard verso il centro della sala: il Console impugnava la Spada Mortale, e
dietro di lui c'era Benedict, con il viso impietrito, gli occhi di ghiaccio.  Abbiamo chiaramente cose
pi gravi di cui preoccuparci.
  una sorta di macchina fotografica  disse Henry, tenendo i pezzi del coleottero metallico
sulle ginocchia mentre la carrozza si dirigeva sobbalzando verso casa.  Senza Jessamine, Nate o
Benedict, Mortmain doveva essere a corto di spie umane affidabili in grado di fargli rapporto. Perci ha
mandato questi aggeggi.  Tocc uno dei frammenti raccolti in quello che rimaneva del cappello di
Tessa.
 Benedict non  sembrato affatto contento di vederli  osserv Will.  Deve rendersi conto
che Mortmain  gi al corrente della sua defezione.
  stata solo questione di tempo  disse Charlotte.
 Henry, questi affari possono registrare i suoni, come un fonautografo, o solo le immagini?
Volavano cos rapidamente...
 Non ne sono sicuro.  Henry aggrott la fronte.  Dovr esaminare i frammenti pi
attentamente, nella cripta. Non riesco a trovare il meccanismo di un otturatore, ma questo non vuol
dire...  Alz lo sguardo sulle facce confuse concentrate su di lui e fece spallucce.  In ogni caso,
forse non  male che il Consiglio possa dare un'occhiata alle invenzioni di Mortmain. Una cosa 
sentirne parlare, un'altra vedere cosa sta facendo. Non credi, Lottie?
Charlotte mormor una risposta, ma Tessa non la sent. La mente della ragazza era occupata a
riflettere su uno strano episodio che era successo subito dopo che aveva lasciato i locali del Consiglio,
mentre stava aspettando la carrozza dei Branwell. Jem si era appena allontanato da lei per parlare a
Will, quando il suo sguardo era stato attratto dallo sventolio di un mantello nero.
Aloysius Starkweather le si era avvicinato, con un'espressione feroce sul volto irsuto. 
Signorina Gray...  aveva detto in tono rabbioso.  Quella creatura meccanica... il modo in cui vi si 
avvicinata...
Tessa era rimasta in silenzio, aspettando che l'accusasse di qualcosa, sebbene non potesse
immaginare cosa.
 State bene?  aveva chiesto infine Starkweather, e il suo accento dello Yorkshire era
sembrato all'improvviso molto pronunciato.  Vi ha fatto del male?
Tessa aveva scosso la testa.  No, signor Starkweather. Grazie infinite per esservi informato
del mio stato. Sto bene.
Nel frattempo Jem e Will si erano girati e li fissavano. Quasi consapevole di attirare
l'attenzione, Starkweather aveva fatto un brusco cenno del capo, si era voltato e si era allontanato, con
il logoro mantello che gli sventolava alle spalle.
Tessa non riusciva a raccapezzarsi in tutta quella storia. Stava giusto pensando al poco tempo
trascorso nella mente di Starkweather e allo stupore che il vegliardo aveva dimostrato la prima volta
che l'aveva vista, quando la carrozza si ferm di botto davanti all'Istituto. Sollevati di poter lasciare
quello spazio esiguo, i Cacciatori e Tessa si riversarono sul vialetto.
Da una breccia nella grigia copertura di nuvole sopra la citt si spandeva la luce giallo limone
del sole, facendo brillare i gradini d'ingresso. Charlotte fece per avviarsi, ma Henry la ferm,
attirandola a s con una mano, mentre con l'altra teneva il cappello di Tessa.
La ragazza li guard, con il primo barlume di felicit che provava dal giorno precedente. Col
tempo, si rese conto, aveva imparato a volere davvero bene a Charlotte e Henry, e voleva vederli felici.
 Ci che dovremmo ricordare  che  andato tutto bene come avevamo sperato  disse
Henry, tenendola stretta.  Sono cos fiero di te, cara.
In quella circostanza, Tessa si sarebbe aspettata un commento sarcastico da parte di Will, ma il
ragazzo stava guardando in direzione del cancello. Gideon sembrava imbarazzato, Jem compiaciuto.
 Davvero?  Charlotte si allontan da Henry, arrossendo violentemente e raddrizzandosi il
cappello, ma chiaramente felice.
 Certo! Non solo mia moglie  bellissima, ma anche piena di talento, e questo talento
andrebbe riconosciuto.
 Questo  il momento in cui Jessamine vi avrebbe detto di smetterla perch le davate la
nausea  disse Will, sempre con lo sguardo rivolto al cancello.
Il sorriso svan dal viso di Charlotte.  Povera Jessie...
Ma l'espressione di Henry era stranamente dura.  Non avrebbe dovuto fare ci che ha fatto,
Lottie. Non  colpa nostra. Possiamo solo sperare che il Consiglio la tratti con indulgenza.  Si schiar
la gola.  E per oggi non parliamo pi di Jessamine, d'accordo? Questa sera dobbiamo festeggiare.
L'Istituto  ancora nostro.
Charlotte gli rivolse un sorriso talmente pieno di amore che Tessa dovette distogliere lo sguardo
e spostarlo verso l'Istituto. Sbatt le palpebre. In alto, nel muro di pietra, i suoi occhi colsero il guizzo
di un movimento. Una tenda si scost dall'angolo di una finestra, e Tessa vide un viso pallido guardare
in basso. Sophie che cercava Gideon? Non poteva esserne certa... Il viso spar subito dopo essere
apparso.
Quella sera Tessa si vest con particolare cura, indossando uno dei nuovi abiti avuti in dono da
Charlotte: di raso blu con una baschina a cuore e una profonda scollatura tonda su cui era fissato un
davantino di pizzo Malines.
Le maniche, corte e guarnite di ruche, lasciavano scoperte le lunghe braccia bianche, mentre i
capelli erano stati arricciati e appuntati alti all'indietro in un'acconciatura guarnita di viole del pensiero.
Solo dopo che Sophie gliele ebbe sistemate con cura tra i capelli, Tessa si rese conto che erano del
colore degli occhi di Will, e avrebbe voluto sfilarle all'istante; ma non fece nulla del genere, limitandosi
a ringraziare Sophie per i suoi sforzi e a complimentarsi sinceramente con lei per la graziosa
pettinatura.
Sophie usc per prima e and ad aiutare Bridget in cucina. Tessa si sedette automaticamente
davanti allo specchio per mordersi le labbra e pizzicarsi le guance. Aveva bisogno di colorirsi un po',
era insolitamente pallida. Il ciondolo di giada era infilato sotto il pizzo Malines, dove non poteva essere
visto,- Sophie l'aveva guardato, mentre Tessa si vestiva, ma non aveva fatto commenti. Tessa prese
l'angelo meccanico e si agganci anche quello intorno al collo. Fin sotto l'altro ciondolo, e la calm
con il suo ticchettio. Non c'era motivo di non poterli indossare entrambi, no?
Quando usc nel corridoio, trov Jem ad aspettarla. Nel vederla, i suoi occhi si illuminarono.
Dopo aver guardato di qua e di l, il ragazzo l'attir a s e la baci sulla bocca.
Tessa si impose di sciogliersi nel bacio, di dissolversi contro di lui come aveva gi fatto. La
bocca di Jem era soffice sulla sua e aveva un sapore dolce, e la sua mano, quando gliela mise intorno al
collo, era forte e gentile. Gli si avvicin, per sentire il battito del suo cuore.
Jem si ritrasse, senza fiato.  Non volevo...
Lei sorrise.  Io credo proprio di s, James.
 Non prima di vederti. Volevo solo chiederti se potessi accompagnarti a cena. Ma sei
talmente bella...  Jem le tocc i capelli.  Temo per che troppa passione potrebbe farti spargere
petali come un albero in autunno.
 Be', puoi. Accompagnarmi a cena, intendo.
 Grazie.  Jem le pass leggermente la punta delle dita sugli zigomi.  Pensavo che questa
mattina mi sarei svegliato e avrei scoperto che era stato tutto un sogno, il fatto che mi avessi detto s.
Ma non  cos. Vero?  I suoi occhi le scrutarono il viso.
Tessa fece segno di no. Sentiva il sapore delle lacrime in fondo alla gola, e fu contenta che i
guanti di capretto nascondessero la bruciatura sulla mano sinistra.
 Mi dispiace che tu stia facendo un cos cattivo affare con me  continu Jem.  In termini
di anni, voglio dire. Legandoti, a soli sedici anni, a qualcuno che sta morendo...
 Tu ne hai soltanto diciassette. C' tutto il tempo per trovare una cura  sussurr Tessa. 
Ne troveremo una. E io sar con te. Per sempre.
 Quando due anime sono come una sola, stanno insieme sulla Ruota  disse Jem.Io sono
venuto al mondo per amarti, e ti amer nella prossima vita e in quella dopo.
Tessa pens alle parole di Magnus: Siamo legati a questa vita da una catena d'oro, e non
osiamo spezzarla per paura di quello che c' oltre il baratro.
Finalmente capiva cosa intendeva. L'immortalit era un dono, ma non privo di conseguenze.
Perch se sono immortale, ho solo questa vita, nient'altro, pens. Non mi trasformer n cambier
come te, James. Non ti vedr in Paradiso, o sulle rive del gran fiume, o in qualsiasi altra vita ci sia
dopo questa.
Ma non lo disse. Gli avrebbe fatto male, e in lei albergava un ardente, irragionevole desiderio di
proteggerlo dal dolore, di frammettersi tra lui e la delusione, tra lui e la sofferenza, tra lui e la morte, e
ricacciarle tutte come Boadicea aveva ricacciato i romani che avanzavano. Invece di parlare, sollev
una mano e gli tocc la guancia, e lui le affond il viso tra i capelli, i suoi capelli pieni di fiori del
colore degli occhi di Will, e rimasero cos, allacciati, finch il campanello della cena non suon per la
seconda volta.
Bridget, che era tornata a cantare con voce lugubre in cucina, aveva superato se stessa nel
preparare la tavola, disponendo ovunque candelieri d'argento che facevano rilucere tutta la sala da
pranzo. Rose e orchidee galleggiavano in ciotole d'argento sulla tovaglia di lino bianca. Henry e
Charlotte erano a capotavola. Gideon, in abito da sera, sedeva fissando Sophie che andava e veniva
dalla stanza, sebbene lei sembrasse evitare accuratamente i suoi sguardi. Accanto al giovane Lightwood
sedeva Will.
Amo Jem. Sto per sposare Jem. Tessa se lo era ripetuto lungo tutto il corridoio, ma faceva poca
differenza; quando scorse Will, il cuore le balz dolorosamente in petto. Non lo vedeva in abito da sera
dalla notte del ballo e, nonostante l'aspetto pallido e sofferente, lo trov incredibilmente bello.
 Ma la vostra cuoca canta sempre?.  stava chiedendo stupito Gideon quando Jem e Tessa
fecero il loro ingresso.
Henry alz lo sguardo e, nel vederli, il cordiale viso lentigginoso gli si apr in un gran sorriso.
 Stavamo iniziando a chiederci dove foste.
 Io e Tessa abbiamo una notizia da darvi  proruppe Jem. La sua mano trov quella di Tessa
e l'afferr.
Lei rimase impietrita mentre tre visi curiosi si giravano verso di loro... anzi quattro, contando
Sophie, che era appena entrata nella stanza. Will rimase immobile, continuando a fissare la ciotola
d'argento davanti a lui - vi galleggiava una rosa bianca - e sembrava pronto a fissarla finch non fosse
affondata. In cucina, Bridget continuava a cantare una delle sue tristissime canzoni, le cui parole si
diffusero anche in sala da pranzo:
 Era una bella sera, andai a prendere aria,
Sentii una fanciulla che si lamentava;
Diceva: Avete visto mio padre? O mia madre?
O mio fratello John?
O il ragazzo che amavo pi di ogni cosa al mondo,
E che risponde al nome di Sweet William?
Potrei ucciderla, pens Tessa. E poi ci faccia pure sopra una canzone.
 Jem, non tenerci sulle spine!  disse Charlotte, sorridendo.
Il ragazzo sollev le loro mani unite e annunci:  Io e Tessa ci siamo fidanzati. Ho chiesto la
sua mano e... lei ha detto s.
Ci fu un silenzio sconcertato. Gideon sembrava sbalordito e Sophie si blocc con un bricco in
mano, a bocca aperta. Henry e Charlotte sembravano caduti dalle nuvole.
Nessuno se lo sarebbe aspettato, pens Tessa,- per quanto Jessamine avesse detto che sua madre
era una Cacciatrice, lei era ancora una Nascosta, e i Cacciatori non sposavano i Nascosti. Non si era
aspettata una situazione del genere. In qualche modo aveva pensato che l'avrebbero detto a ciascuno
separatamente, con discrezione, e non che Jem l'avrebbe sbandierato in sala da pranzo in preda a una
febbre di gioiosa felicit. E pens: Oh, per favore, sorridete. Per favore, felicitatevi con noi. Per
favore, non rovinategli tutto. Per favore!
Il sorriso di Jem aveva appena cominciato a scivolare via, quando Will si alz in piedi.
Tessa fece un profondo respiro: era davvero bello in abito da sera. Era sempre bello, per c'era
qualcosa di diverso in lui, uno strato pi profondo nell'azzurro dei suoi occhi. L'armatura dura e
perfetta che lo circondava era solcata da crepe che lasciavano trapelare un guizzo di luce.
Quello era un nuovo Will, un Will differente, un Will di cui lei aveva colto solo apparizioni
fugaci... un Will che forse solo Jem aveva conosciuto davvero. E che lei ormai non avrebbe mai
conosciuto a fondo. Quel pensiero la trafisse con la tristezza che accompagna il ricordo di qualcuno che
 morto.
Will alz il bicchiere di vino.  Non conosco due persone pi belle, n potrei immaginare
notizia migliore. Possano le vostre vite insieme essere lunghe e felici.  I suoi occhi cercarono quelli
di Tessa, poi scivolarono via da lei, fissandosi su Jem.  Congratulazioni, fratello.
Tali parole scatenarono un profluvio di altre voci. Sophie depose il bricco e and ad abbracciare
Tessa,- Henry e Gideon strinsero la mano a Jem, e Will rimase a guardarli, ancora con il bicchiere in
mano. Nell'allegro brusio di voci, solo Charlotte era silenziosa, con la mano sul petto.
Tessa si chin preoccupata su di lei.  Va tutto bene?
 S  rispose Charlotte, e poi pi forte:  S.  solo che... ho anch'io una notizia. Una bella
notizia.
 S, cara  disse Henry.  Abbiamo riconquistato l'Istituto! Ma lo sanno gi tutti...
 No, non si tratta di questo, Henry. Tu...  Charlotte fece una specie di singhiozzo, a met
tra il riso e il pianto.  Io e te avremo un bambino. Me l'ha detto Fratello Enoch. Non ho voluto dire
niente prima, ma...
Il resto delle sue parole fu soffocato dall'incredibile urlo di gioia di Henry, che la sollev di
peso e l'abbracci.  Cara,  magnifico, magnifico...
Sophie emise un gridolino e batt le mani. Gideon sembrava talmente imbarazzato che sarebbe
anche potuto morire sul posto. Will e Jem si scambiarono dei sorrisi confusi. Neanche Tessa pot fare a
meno di sorridere; la felicit di Henry era contagiosa.
L'inventore fece roteare Charlotte per la stanza, a passo di valzer, ma poi si ferm di colpo,
terrorizzato che potesse fare male al bambino, e la mise a sedere sulla sedia pi vicina.
 Henry, sono perfettamente capace di camminare  disse lei in tono indignato.  E anche di
ballare.
Tesoro mio, sei indisposta! Devi rimanere a letto per i prossimi otto mesi. Il piccolo Buford...
 Non chiamer nostro figlio "Buford"! E non m'importa se era il nome di tuo padre o se  un
nome tradizionale dello Yorkshire...  cominci Charlotte, esasperata.
All'improvviso si sent bussare alla porta e ne spunt la testa arruffata di Cyril. Osserv la scena
di gioia davanti a lui e disse esitante:  Signora Branwell, c' qualcuno che vuole vedere tutti voi.
Henry sbatt le palpebre.  Qualcuno che vuole vederci? Ma questa  una cena privata, Cyril.
E poi non ho sentito suonare il campanello...
  una Nephilim  annunci Cyril.  E dice che  molto importante. Non vuole aspettare.
Henry e Charlotte si scambiarono uno sguardo sconcertato.  Be', in tal caso va bene  disse
infine Henry.  Falla salire, ma dille che dovr sbrigarsi.
Cyril scomparve.
Charlotte si alz, lisciandosi il vestito e aggiustandosi i capelli scompigliati.  Zia Callida,
forse?  mormor perplessa.  Non riesco a immaginare chi altri...
La porta si riapr e Cyril rientr, seguito da una ragazza di circa quindici anni che indossava un
mantello da viaggio nero su un vestito verde.
Anche se non l'avesse mai vista prima, Tessa l'avrebbe riconosciuta all'istante... l'avrebbe
riconosciuta dai capelli neri, dall'azzurro violetto degli occhi, dalla curva aggraziata del collo, dai
lineamenti delicati, dal turgore delle labbra.
Sent Will trattenere bruscamente il fiato.
 Salve! Mi scuso per aver interrotto la vostra cena, ma non avevo altro posto dove andare 
disse la ragazza, con voce dolce e sorprendentemente ferma.  Sono Cecily Herondale. E sono venuta
per essere addestrata come Cacciatrice.
Madre, padre, mia chwaer fach,
oggi compio diciassette anni. So che scrivere a voi significa infrangere la Legge. So che con
tutta probabilit strapper questa lettera quando avr finito di scriverla, come ho fatto a ogni
compleanno, dal dodicesimo in poi. Ma scrivo comunque, per sottolineare l'occasione, come chi ogni
anno fa un pellegrinaggio a una tomba per commemorare la morte di una persona amata. Perch non
siamo forse morti l'uno per gli altri?
Chiss se vi ricordate che oggi, diciassette anni fa, avete avuto un figlio. Chiss se pensate a
me e provate a immaginare la mia vita, qui all'Istituto, a Londra. Dubito che possiate immaginarla
davvero. Qui  tutto cos diverso dalla nostra casa circondata dalle montagne, con quel cielo azzurro,
immenso, e il verde a perdita d'occhio. Qui tutto  nero e grigio e marrone e i tramonti sono dipinti di
sangue e fumo.
Chiss se vi preoccupate del fatto che io sia solo o, come faceva sempre la mamma, che abbia
freddo o esca senza cappello sotto la pioggia. Qui nessuno si preoccupa mai di questi dettagli. Il
rischio di essere uccisi da un momento all'altro  cos elevato che la possibilit di un raffreddore non
ha la minima importanza.
Chiss se sapevate che vi sentivo, il giorno in cui siete venuti a cercarmi, quando avevo dodici
anni. Mi sono rifugiato sotto il letto per tenere lontano il suono delle vostre voci che gridavano il mio
nome.
Ma vi sentivo. Ho sentito la mamma che chiamava il suo fach, il suo "piccolo". Mi sono morso
le mani fino a farle sanguinare, ma non sono sceso, e alla fine Charlotte vi ha convinti ad andarvene.
Pensavo che sareste tornati, ma non l'avete mai fatto.  la testardaggine tipica degli Herondale.
Ricordo i vostri sospiri di sollievo, quando il Consiglio veniva a chiedermi se desiderassi
unirmi ai Nephilim e lasciare la mia famiglia, e io rispondevo no e li mandavo via. Chiss se sapevate
quanto fossi tentato: dall'idea di una vita di gloria, una vita trascorsa a lottare e a uccidere per
proteggere il prossimo, come sarebbe degno di un uomo. L'abbiamo nel sangue: il richiamo delle
spade angeliche e dello stilo, dei marchi e dei mostri. Mi domando spesso perch abbiate lasciato i
Nephilim. Se  perch li consideravate crudeli o freddi, devo dirvi che non li ho trovati cos. Charlotte,
in particolare,  gentile con me, senza sapere quanto poco io meriti le sue attenzioni. Henry  matto
come un cavallo, ma  davvero una brava persona: Emma avrebbe riso molto con lui. C' poco di
buono da dire di Jessamine, ma  innocua. Al contrario, c' molto di buono da dire di Jem: lui  il
fratello che secondo pap io avrei dovuto avere, sangue del mio sangue, bench non siamo neppure
parenti alla lontana. Per quanto possa avere perso tutto della mia vita, con la sua amicizia ci ho
guadagnato. A proposito, c' un nuovo arrivo in casa. Si chiama Tessa. Avete presente quando le
nuvole dall'oceano si ammassano sopra le montagne? Ecco, quel grigio  esattamente il colore dei suoi
occhi.
...
FINE.
...
.
...
NOTA SULL'INGHILTERRA DI TESSA.
.
Come nell'Angelo, la Londra del Principe  una mescolanza - non so quanto riuscita - di reale e
irreale, risaputo e dimenticato (per esempio, c' davvero una Pyx Chamber nell'abbazia di
Westminster). La geografia della vera Londra vittoriana  stata rispettata il pi possibile, con qualche
eccezione. Per chi voglia sapere qualcosa sull'Istituto: esisteva davvero una chiesa chiamata
AllHallowstheLess che bruci nel Grande Incendio di Londra del 1666, ma era situata in Upper
Thames Street, non dove l'ho collocata io, a due passi da Fleet Street. Chi ha familiarit con Londra
riconoscer nell'ubicazione dell'Istituto e nella forma della sua guglia quelle della famosa chiesa di St.
Bride, adorata dai giornalisti, che negli Strumenti infernali non viene menzionata in quanto il suo posto
 stato preso dall'Istituto. Per chi abbia qualche curiosit sull'Istituto di York, esso si ispira all'Holy
Trinity Goodramgate, una chiesa che ancora esiste ed  possibile visitare.
Quanto alla casa dei Lightwood a Chiswick, nel XVI e XW secolo si riteneva che tale zona
fosse abbastanza lontana da Londra da costituire un rifugio salubre dallo sporco e dall'aria malsana
della citt, e le famiglie facoltose vi avevano delle dimore. Quella dei Lightwood si ispira molto
approssimativamente alla famosa Chiswick House. La casa al 16 di Cheyne Walk, residenza di
Woolsey Scott, al tempo era in realt affittata ad Algernon Charles Swinburne, Dante Gabriel Rossetti
e George Meredith. Erano membri del movimento estetico, e avrebbero apprezzato il motto inciso
sull'anello di Woolsey: L'art pour l'art, cio "L'arte per l'arte".
Molte ricerche sono state svolte sulla fumeria d'oppio a Whitechapel, tanto amata dagli
ammiratori di Sherlock Holmes e dagli entusiasti del gotico, ma non ci sono prove che sia mai esistita.
Qui  stata sostituita da un covo di vizi demoniaci. Neanche l'esistenza dei demoni  mai stata provata,
ma del resto non lo  mai stato neppure il contrario.
Per chi si chieda cosa dice Will a Tessa fuori dalla dimora di Chiswick, Caelum denique era il
grido di battaglia dei crociati e significa "Il cielo finalmente!"
...
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...
RINGRAZIAMENTI.
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Ringrazio come sempre la mia famiglia: mia madre e mio padre; Jim Hill e Kate Connor; Nao,
Tim, David e Ben; Melanie, Jonathan e Helen Lewis; Florence e Joyce. Grazie a quanti hanno letto,
espresso critiche e rilevato anacronismi o incongruenze: Kelly Link, Clary, Delia Sherman, Holly
Black, Sarah Rees Brennan, Justine Larbalestier, Robin Wasserman, Maureen Johnson. Grazie a Lisa
Gold: Research Maven (http://lisagoldresearch.word press.com) per il suo aiuto. Grazie a Joey Yeung e
Huan Yu per le traduzioni in mandarino. Un ringraziamento anche a Wayne Miller per avermi aiutato
con il greco e il latino. La mia eterna gratitudine va al mio agente Barry Goldblatt, alla mia editor
Karen Wojtyla e alle squadre di Simon &. Schuster e Walker Books per aver fatto s che tutto ci si
realizzasse. E naturalmente grazie a mio marito Josh, per avere evitato che Linus e Lucy mangiassero il
manoscritto.
...
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...
Note al testo:
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1 Si tratta della poesia On the tombs in Westminster Abbey (Sulle tombe nella abbazia di
Westminster) del drammaturgo e poeta inglese Francis Beaumont (1584-1616).
2  In inglese Clave, Council, Covenant e Consul, le quattro C.
3  Romanzo della scrittrice americana E.D.E.N. Southworth (1819-1899).
4  Verso della poesia A Valediction: Forbidding Mourning (Un addio: vietato piangere) del
poeta inglese John Donne (1572-1631).
...
FINE.